6. Divisioni

da qui

C’è un dubbio che rode Medardo da quando ha cominciato a scrivere: da una parte è attratto dai dettagli, dall’esperienza personale intrisa di odori, sapori, colori inconfondibili perché sperimentati in proprio, vissuti sulla pelle, con l’impressione di non poter sbagliare, d’inoltrarsi in un terreno conosciuto a palmo a palmo, una miniera inesauribile di sollecitazioni e di occasioni, insomma, una manna per chi cerchi un deposito di materiali per le proprie opere; dall’altra gli sembra che la scrittura di valore sia quella in grado di sollevarsi dall’individuale, di spaziare nel mondo, di identificarsi col destino altrui, portandone il peso lungo una via crucis che garantisce la risurrezione, in una parola, la durata, forse addirittura la memoria eterna. Si sente diviso da una vocazione ambigua, doppia, che lo trascina da un lembo all’altro come una ferita impossibile da rimarginare, un dolore che attraversa ogni pagina e la rende sanguinante, l’addensa fino a rendere lo stile oscuro, illeggibile, contorto. Quando il conflitto raggiunge l’apice non è capace di star fermo: deve uscire, sfogare l’energia accumulata nelle arterie, nello svincolo del cuore, che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Ha bisogno di solitudine e silenzio, della lezione elementare che la natura mette a sua disposizione: esce di corsa, sale in auto, si spinge nervosamente via dalla città, litigando con gli autisti che lo precedono e lo seguono, scambiando gestacci e parolacce e minacciando risse che fanno sorgere dagli anfratti dell’inconscio istinti ancestrali, guerre sante, palle di cannone che dividono in due al pari dei dubbi che lo assillano, lo angosciano come una campana a morto, e potrebbero pacificarsi solo in un luogo solitario come un viale fiancheggiato da due file di olmi, dove una donna è stata attratta dalla sua stessa idea, dal momento che passeggia con aria pensierosa e forse, a quest’ora così tarda, preoccupata per quello che le può accadere.

14 pensieri su “6. Divisioni

  1. dal particolare all’universale, o dall’universale al particolare, dall’uomo a Dio o da Dio all’uomo… forse la cosa più difficile è partire dall’uomo per arrivare all’Uomo.

    un abbraccio, fabry

    f@r

    "Mi piace"

  2. Un primo incontro: Medardo e Viola.
    Le strade cominciano a intrecciarsi, i destini a confondersi, la storia di ognuno diventa quella comune.
    Condividere è l’imperativo, anche questo viaggio, dove ci porterai?
    SM

    "Mi piace"

  3. Quando, per debolezza e mancanza di perseveranza, ci smarriamo ed usciamo di strada (continuando appunto a parlare di strade e viali alberati!), perdiamo la pace del cuore, dove si apre una “ferita impossibile da rimarginare… sanguinante” e ci sentiamo in qualche modo incompleti, divisi “da una vocazione ambigua, doppia…” come se avessimo realizzato solo una parte di noi stessi e non l’altra, come se ci mancasse sempre qualcosa per essere completamente felici.
    Anche un altro libro, in questi giorni, mi parla di questo:
    “L’uomo è un essere diviso, contraddittorio, complicato, ma può conoscere il miracolo dell’unificazione mettendo la propria volontà in sinergia con la forza divina che giace nelle sue profondità… Nel corso del cammino, grazie alla risolutezza ed alla fedeltà, per l’uomo è possibile infatti un’unificazione di tutto il suo essere, corpo e spirito”
    (dalla prefazione di Enzo Bianchi a “Il Cammino dell’uomo” di M.Buber)

    "Mi piace"

  4. Imparare a respirare nelle proprie e altrui contraddizioni, ad accettare e accettarsi, ad ascoltare il suono che emana dall’attrito delle diverse corde che risuonano in ciascuno di noi cercando in esse la musica, non sempre armonica che ci lega all’universo…

    Ciao!
    Claudia

    "Mi piace"

  5. “Quando il conflitto raggiunge l’apice non è capace di star fermo”

    Meraviglioso!La contraddizione è forza dinamica, aiuta a camminare…

    L’unica coerenza di un uomo sta proprio nella sua contaddizione…che se ne farebbe Viola (nell’eventualità) di un “perfettino” tutto logica? Che noia, che barba!

    Consiglierei al Medardo spezzato in due di ascoltare higt hopes (la mia canzone preferita) da solo in una stanza in penobra ad alto volume…ricuce ogni divisione, garantito!

    "Mi piace"

  6. Questo personagio mi fa pensare inevitablemente al poeta Medardo Angel Silva in particolare a questa poesia;

    SE VA CON ALGO MIO….

    Se va con algo mío la tarde que se aleja…
    mi dolor de vivir es un dolor de amar,
    y al son de la garúa, en la antigua calleja,
    me invade un infinito deseo de llorar.
    Que son cosas de niño me dices… ¡Quién me diera,
    tener una perenne inconciencia infantil,
    ser del reino del día y de la primavera,
    del ruiseñor que canta y del alba de abril!
    ¡Ah, ser pueril, ser puro, ser canoro, ser suave
    trino, perfume o canto, crepúsculo o aurora;
    como la flor que aroma la vida… y no lo sabe,
    como el astro que alumbra las noches… y lo ignora!

    Un abbraccio

    "Mi piace"

  7. lo svincolo del cuore… quanto dolore provoca quello svincolo don Faber… Quanto ?!
    quante parole forti riesce a esprimere, concetti, immagini, flash che mi sbigottiscono e mi affascinano… Grazie.

    "Mi piace"

  8. “Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso, e possibilmente per divertire gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezzato fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra.”

    Così Italo Calvino rispondeva a uno studente di Pesaro che lo interrogava su questo libro nel maggio 1983.
    La vita delle due metà di Medardo ha inizio quando, durante uno scontro, una palla di cannone taglia in due il protagonista. La prima parte, la prima metà di lui che torna al paese è quella cattiva, malvagia, capace di azioni crudeli e feroci.
    In seguito fa ritorno anche la parte buona, fin troppo gentile, fin troppo altruista. Doti portate all’eccesso, all’esasperazione anche nella bontà. Due metà, la cattiva e la buona, insopportabili allo stesso modo e che creano un effetto a dir poco comico. Anche gli uomini eccessivamente buoni, troppo armati di buone intenzioni possono essere dei terribili scocciatori… Entrambi si innamorano della pastorella Pamela e, scontrandosi a duello, si procurano a vicenda una ferita nel punto della precedente scissione. Tale ferita viene poi curata dal dottor Trelawney che riesce finalmente a ricongiungere le due metà di Medardo.

    Calvino pone l’accento sul problema dell’uomo contemporaneo, diviso, combattuto, alienato. Bene e male che si incontrano o si scontrano e che addirittura convivono nella stessa anima.

    C’e’ molto Jung in tutto cio’…Così lei si e’ avvicinato alla filosofia junghiana, don Fabrizio?

    "Mi piace"

  9. Inconscio personale e inconscio collettivo; istinto e coscienza morale; bene e male ….

    un po’ mi ricorda anche “dottor Jekyll e mr. Hyde”!!!

    "Mi piace"

  10. Che bello, Fabry!
    Stai prendendo i vari personaggi di Calvino per farli incontrare magari lungo un viale alberato o asfaltato della Madonnetta: soltanto un letterato creativo come te poteva pensarci!
    Prima non avevo internet, adesso mi si è rotto il pc…chissà quando potrò ricommentare: semplice, quando troverò una postazione da usurpare, come adesso! 😉
    Ti abbraccio forte,
    Titti

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.