13. Percentuali

da qui

Brice Cento ama questo viale: le porzioni di luce e ombra riproducono perfettamente quelle della vita. L’oscurità predomina, a causa della sera che avanza, delle chiome degli ulivi straripanti come nuvole gravide di pioggia, dell’ingresso nel bosco che proietta il buio fino a raggiungere il sentiero; ma gli sprazzi di luce aprono scenari di pienezza e libertà, di gioia esplosiva e pregna di un calore che si potrebbe confondere con Dio. Pensa alle percentuali di serenità e di angoscia così sbilanciate in una vita sballottata fra richieste e impegni, perseguitato in casa, in ufficio, al cellulare, esposto al primo venuto e all’ultimo questuante, costretto a strappare i minuti per leggere e scrivere nelle situazioni più impensate, con la certezza che da un istante all’altro può scattare la tensione, scatenarsi il disastro inaspettato, perché l’azienda risente della situazione del Paese, in balia di gente incapace di mettere ordine nel caos, anzi, sempre pronta ad aggiungerne del suo, con accuse e scandali a ripetizione che si ripercuotono nel tessuto lacerato di una nazione alla berlina, fino a strappare le fibre degli angoli più oscuri e periferici, come un viale sereno solo in apparenza che nasconde in seno un’insidia mortale, un uomo alto e brizzolato che sta per venire allo scoperto con una beretta nuova fiammante puntata contro Brice, assorto in pensieri mezzo scuri e mezzo sconvolti dalla luce, che in pochi istanti potrebbe diventare il bagliore di fuoco che la pistola è quasi impaziente di sputare, perché si sappia che non c’è luogo al mondo che possa sfuggire all’entropia, al male dilagante, all’ingiustizia diventata norma, all’arroganza che la fa da padrona, senza più argini né ostacoli. Ma proprio mentre l’uomo sta per premere il grilletto accade qualcosa d’inatteso: una folata di vento lo investe gettandolo a terra e facendogli cadere la beretta, mentre Brice si volta e capisce in un momento di aver rischiato di morire: si lancia sull’arma, la impugna e la spinge contro il petto dell’uomo brizzolato che ora ha una faccia piena di terrore e fa in tempo a vedere che la folata di vento è una donna in bicicletta, dileguatasi in men che non si dica nel sentiero che s’inoltra nel bosco senza luce, ma visitato da una scintilla calda che si potrebbe confondere con Dio.

12 pensieri su “13. Percentuali

  1. Ci vuole un po’ di caos per generare una stella, cosi’ il bene, forse, puo’ nascere anche dall’entropia dilagante

    Un abbraccio, fabry

    F@r

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  2. “Pensieri mezzo scuri e mezzo sconvolti dalla luce”. “Mezzo sconvolti dalla luce”… è molto bello. Si può avere paura della luce?
    Barbara

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  3. “Pensa alle percentuali” di luce e ombra nella vita.

    Lo stress, le preoccupazioni procurate dall’azienda…commercialista di se stesso pensa alle percentuali…ma Dio un momento ce l’ha e basta una “scintilla calda di luce” a cambiare tutto!

    “non c’è luogo al mondo che possa sfuggire … al male dilagante,”

    “Questa volta lasciami essere felice,
    non è successo nulla a nessuno
    non sono in nessun luogo,
    semplicemente sono felice
    nei quattro angoli del cuore,
    camminando,dormendo o scrivendo…”

    Questa Volta Lasciami Essere Felice -Pablo Neruda

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  4. Questa è la descrizione perfetta anche della vita in generale, dove le “percentuali di serenità e di angoscia” si bilanciano tra “mille richieste e mille impegni” solo se si riesce a trovare quel calore, quella scintilla calda di luce che è Dio, seguendo il cuore nonostante il caos di “accuse e scandali a ripetizione”, e nonostante quella “gente incapace di mettere ordine, anzi, sempre pronta ad aggiungerne del suo”.
    E così “illuminati”, poter sperimentare la folata di vento improvvisa ed inaspettata della Provvidenza…

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  5. “…ora è la notte e la finestra chiudi, stanco e deluso di tanta luce che è passata… ”
    le porzioni di luce ed ombra, della vita.
    è così.

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  6. Mi rendo conto quanto è importante avere una memoria che funziona bene per riuscire a descrivere tutte queste scene e tratti visualizati con l’occhio della mente.
    Mi piace tanto il tuo stile artistico con il quale riesci anche a stimolare, nella mia memoria, pensieri e ricordi che credevo già dimenticati.
    Un abbraccio.

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  7. I testi di psicologia suggeriscono di ritagliare un momento della giornata tutto per noi in cui fare quello che più ci aggrada (leggere, dipingere, cantare, scrivere, suonare…) e che ci rimette in pace con noi stessi e con il mondo.
    Addirittura basterebbe visualizzare con l’occhio della mente un paesaggio o qualcosa il cui pensiero ci faccia star bene. (Se e’ difficile, ci si può aiutare con belle immagini prese da Internet e magari una buona musica di sottofondo.)
    Credo che don Fabrizio stia attuando questo suggerimento con il doppio beneficio: per se stesso e per noi che leggiamo.
    Grazie di cuore di condividere con noi i suoi momenti piu’ intimi.

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  8. La descrizione dello sconforto di Brice, sullo sfondo di una società allo sbando, è reale e attuale. Come sempre scsvi nella psicologia dei tuoi personaggi.Devo dire che il brizzolato desta una grande inquietudine……

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