Ti sia lieve la terra, Luigi

il sottoscritto è fortunato
il passaggio tra la coscienza e il niente sarà brevissimo
non è destinata a noi una lunga e spettacolare agonia
non sarà per noi l’insulto di essere a lungo vivi senza coscienza
i clinici più rinomati non appresteranno a noi lunghe strazianti agonie
la nostra miseria ci salva
dall’insulto di essere vivi senza più lo spirito nostro
ritorneremo tranquillamente nel niente da dove siamo venuti
è già tanto che il miracolo della mia esistenza ci sia stato
riuscendo perfino a testimoniarvi tutti

(Luigi Di Ruscio 1930 – 2011)

14 pensieri su “Ti sia lieve la terra, Luigi

  1. ritorneremo tranquillamente nel niente da dove siamo venuti
    è già tanto che il miracolo della mia esistenza ci sia stato
    riuscendo perfino a testimoniarvi tutti.

    Grazie, Luigi.

    Grazie, Giovanni.

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  2. quando un poeta muore, un poco anche noi moriamo.
    di questa morte mai vorremmo farci vanto.
    siamo stati – noi fortunati – felici che tu ci sia stato, Luigi.
    perché grazie a te ‘siamo’ un poco anche noi, saremo.

    grazie anche a giovanni per questo post.

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  3. Mettere i versi in movimento. Su, veloce, strappare e cancellare, la vertigine al centro di tutto. La gioia della scrittura non è certo una preparazione alla morte, sebbene la sconfitta dell’utopia abbia scatenato i diavoli più luridi del nostro inferno: la fine della speranza, la nostra resa incondizionata, gli sbranamenti, i nazionalismi straccioni. Scriviamolo sui muri, la resistenza è ancora possibile, l’urgenza delle parole si frapponga fra noi e il resto. La sconfitta non è definitiva, avete capito? La speranza è tutta nella nostra capacità di ridere. Azzoppato mi dirigo verso la cassetta postale, imbuco i messaggi estremi, le orribili poesie della vecchiaia. La vecchiaia… che male c’è? Ogni fine è anche un inizio, ciò di cui abbiamo bisogno è la capacità d’ingoiare tutto, straziarlo in bocca e sputarlo il più lontano possibile.

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  4. Sì, è grazie la parola da pronunciare, qui.
    alle parole finali di un uomo, che è uomo e poeta sempre. Il ritorno a noi stessi e alla nostra origine di cui si parla, è tutto già detto da lui. E’ qui..
    Maria Pia Q

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  5. “dovevo trovare identificazione in qualcosa di diverso, in Iddi completamente astratti e azzurri”

    grandissimo

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  6. Non lo conoscevo, ora ho un dono in più.

    “Come si possono abbracciare tutti i poeti del mondo?
    Non mi basterà una vita
    questa lacuna mi pesa addosso
    come un cappotto zuppo d’acqua
    che mi piega le spalle. “ t.t.

    Grazie

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