Kafka Hotel

da qui

Non c’era posto per loro nell’albergo: meglio così? A volte è difficile capire dove sia meglio vivere, o meglio morire.

Benvenuti all’hotel Occidente

Proprio all’angolo di strada Kafka oggi ha visto un manifesto
Sopra c’era scritto andate e fate presto
All’ippodromo di Clayton oggi viene assunto personale
e la paga è buona e non si mangia male

Alle sette di mattina tutto il giorno fino a mezzanotte
le iscrizioni per il circo sono aperte
tutti sono i benvenuti a tutti un posto è riservato
e che nulla in cambio vi sia domandato

Benvenuti al gran teatro d’Oklahoma
Che vi chiama oggi solo una volta sola
Non lasciatevi sfuggire l’occasione veramente
Perché se poi la perdete sarà persa ormai per sempre

Proprio all’angolo di strada Kafka oggi ha avuto una visione
Chi vuol diventare artista, si presenti all’iscrizione
Per il Gran Teatro d’Oklahoma no, non ci vuole un testo
e a ciascuno serve, e ognuno è al proprio posto!

Parleremo di domani, di futuro e di avvenire solamente
E chi ha avuto ha avuto qui non c’è il presente
Devi credere soltanto al giorno che si annuncia ora
Benvenuti tutti al Circo d’Oklahoma

Benvenuti allora all’Hotel Occidente
Che sappiate far di tutto o non sappiate far niente
Siate tutti i benvenuti all’Hotel Occidente
Qui o si è dentro o si è fuori… indifferentemente

 

[Nuova prodezza del duo Forlani Tedesco. Le immagini del videoclip sono tratte dal film di Orson Welles, Il processo, e da alcuni frammenti dell’ultima opera consacrata alla coreografa Pina Bausch, di Wim Wenders. Si tratta di omaggi trasversali che spero non abbia infranto le clausole di copyright decretate. Il testo di Francesco Forlani , si intitola Hotel Occidente e le musiche eil canto sono opera del compositore Rosario Tedesco.]

7 pensieri su “Kafka Hotel

  1. “Qui o si è dentro o si è fuori… indifferentemente”

    Si scopre così la mostruosità che si nasconde dietro “la normalità” quotidiana in cui tutti viviamo.

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  2. ho sempre pensato (al punto di stamparlo e metterlo, in francese, sulla porta di casa a Parigi) che nel più dickensiano dei suoi romanzi, Kafka avesse, con quell’annuncio formulato meglio di chiunque altro cosa potesse mai essere un’utopia.

    “All’angolo di una strada Karl vide un manifesto con questa scritta: “Oggi dalle sei di mattina a mezzanotte, all’ippodromo di Clayton, viene assunto personale per il Teatro di Oklahoma! Il grande Teatro di Oklahoma vi chiama! Vi chiama solamente oggi, per una volta sola! Chi perde questa occasione la perde per sempre! Chi pensa al proprio avvenire, è dei nostri Tutti sono i benvenuti! effeffe

    "Mi piace"

  3. Mi potete spiegare il riferimento originale di “il Gran Teatro d’Oklahoma” nel romanzo kafkiano?
    Grazie

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