In uscita “Tolkien e Bach” di Giovanni Agnoloni (ed. Galaad)

Giovanni Agnoloni

Tolkien e Bach

Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori

(Galaad Edizioni, 2 aprile 2011)

Un ponte tra letteratura, medicina olistica e spiritualità


Il 2 aprile arriva in libreria un saggio che rappresenta una novità assoluta a livello mondiale. Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori, di Giovanni Agnoloni (Galaad Edizioni; collanaAltrove”; € 13,00) è una ricerca che, per la prima volta, accosta le vite e le opere di John Ronald Reuel Tolkien, l’autore del celeberrimo Signore degli Anelli, ed Edward Bach, il medico inglese scopritore dei Fiori di Bach. Il saggio mira a evidenziare i sottili nessi, e l’efficacia liberatoria sul piano psicologico e spirituale, del Legendarium tolkieniano, confrontato con il meccanismo d’azione dei rimedi floriterapici del Dr. Bach, che nacque nello stesso villaggio in cui Tolkien trascorse un periodo della sua infanzia. Continua a leggere

53. Fiori

da qui

Cloe ripensa a quando, sdraiata sul divano con l’ultimo romanzo, affondava nel mondo incantato delle righe nere, assaporava il contrasto tra la monotonia delle pagine uguali e i fuochi d’artificio dell’intreccio, le svolte improvvise, i cambi di ritmo, gli agguati alle attese del lettore. Continua a leggere

Silvio Forever, un’autobiografia semi-autorizzata del Gran Simpatico

di Miller Canenero

Il sottotitolo “autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi” se riferito alla prima parte, fino circa a metà documentario, potrebbe essere cambiato in “autobiografia super autorizzata”. Infatti è una celebrazione continua, persino ossessiva – ma in questo molto efficace visti gli attuali meccanismi persuasivi dei media – dei successi dell’uomo fatto da sé, del suo vitalismo, dell’ottimismo, dei sorrisi a 32 denti, delle affermazioni semplici e positiviste, io faccio, io vinco, tutti mi seguono, mi amano, come sono bravo e bello e furbo e simpatico, perché io sono il Gran Simpatico. I filmati, le foto e le interviste della madre si alternano in un tripudio di allegria e di successi fino al 1994, con la discesa in campo nella politica e gli immediati trionfi, con inquadrature di folle osannanti e bandiere di Forza Italia sventolanti, musiche, donne innamorate, uomini che lo difendono aggressivi, feroci addirittura, e poi le foto di Craxi, l’amico-protettore e, pare, complice, la comunione in chiesa (perché, manco a dirlo, è molto credente), Andreotti, qualche affermazione dissonante del vecchio Montanelli ma anche tante testimonianze infarcite di “nanetti” sulle sue conquiste femminili, le barzellette, l’avanzata irresistibile nel businnes della televisione privata, fino all’avventura fallita de La cinq, con l’aristocratico Chirac che lo definisce “un bottegaio italiano”.
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CETONAVERDE POESIA 2011

 

CETONAVERDE POESIA 2011

15-16 luglio, Cetona

Con il contributo di Intesa Sanpaolo

Per gli under 35 è attivo il Premio biennale Cetonaverde Poesia, tra i più autorevoli riconoscimenti dedicati ai giovani. Chi volesse partecipare può inviare gli elaborati entro e non oltre il 15 maggio. Verranno selezionati dieci autori di tutta Italia. Cetonaverde Poesia ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione dei migliori talenti della poesia contemporanea in un momento in cui la poesia esprime un irrinunciabile valore anche nella sua pratica etico-sociale. Il Premio si articolerà in tre sezioni: il Premio Internazionale alla Carriera proclamerà un poeta di indiscusso valore internazionale, al cui merito andrà un riconoscimento di 10.000 euro. Continua a leggere

UNA PASSIONE LUNGA TUTTA LA VITA. Per Vittorio Vettori studioso e poeta (Parte I). Saggio di Giuseppe Panella

[Immagine: Carlo Carrà, Le figlie di Loth (1919)]

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di Giuseppe Panella

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«Non so se tra roccie il tuo pallido / Viso m’apparve, o sorriso / Di lontananze ignote / Fosti, la china eburnea / Fronte fulgente o giovine / Suora de la Gioconda: / O delle primavere / Spente, per i suoi mitici pallori / O Regina o Regina adolescente: / Ma per il tuo ignoto poema / Di voluttà e di dolore / Musica fanciulla esangue, / Segnato di linea di sangue / Nel cerchio delle labbra sinuose, / Regina de la melodia: / Ma per il vergine capo / Reclino, io poeta notturno / Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo, / Io per il tuo dolce mistero / Io per il tuo divenir taciturno / Non so se la fiamma pallida / Fu dei capelli il vivente / Segno del suo pallore, / Non so se fu un dolce vapore, / Dolce sul mio dolore, / Sorriso di un volto notturno: / Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti / E l’immobilità dei firmamenti / E i gonfii rivi che vanno piangenti / E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti / E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti / E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera»

(Dino Campana, La Chimera)

1. Un filosofare pallido e assorto

La produzione culturale (letteraria, poetica, filosofica, storico-politica, storico-artistica, finanche utopistica) di Vittorio Vettori è stata sterminata. Analizzare tutte le opere da lui prodotte nei più svariati campi del sapere umanistico è probabilmente impossibile per ora. Anche chi si è posto il compito improbo e meritorio di antologizzare le sue opere più significative non ha potuto che selezionare proficuamente i suoi testi più noti e probabilmente più duraturi. Di se stesso Vettori avrebbe scritto per interposto personaggio in un romanzo, L’amico del Machia, che forse avrebbe meritato maggior fortuna sia critica che di lettori avvertiti (1):

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“Occorre un rogo del vaniloquio”: riscopriamo con i versi sublimi di Luzi quella bellezza sempre semplice” di Marco LODOLI

Mario Luzi sperò ardentemente che gli venisse assegnato il Premio Nobel per la letteratura: anche troppo sperò, in modo forse poco elegante, e se ne ebbe a male quando l’ambito alloro scese sulla fronte di Dario Fo. Mario Luzi è stato un poeta sublime, degno di stare accanto a Ungaretti, Saba e Montale, tanto per ricordare la triade dei massimi poeti del Novecento; vi voglio solo ricordare i bellissimi titoli di alcune sue raccolte di versi: “Su fondamenti invisibli”, “Per il battesimo dei nostri frammenti”, “Frasi e incisi di un canto salutare”: già queste poche parole fanno capire quale universo misterioso la poesia di Luzi arriva a toccare e a benedire.Nel passaggio nel nuovo millennio, Mario Luzi scrisse la poesia che ora vi voglio far leggere. Era già vecchio, stanco, la sua ispirazione era molto più flebile, e dunque questa poesia non è particolarmente significativa da un punto di vista letterario. Non ci sono immagini memorabili, non c’è la musica profonda e universale che esce quasi sempre dai versi di Luzi. Continua a leggere

52. Onda

da qui

L’immagine che Marco ha negli occhi è di quelle che impressionano: uno scorcio di piazza in cui si ammirano palazzi dai grandi portici come buchi neri in universi di pietra variegata, incisa, fitta di bifore e trifore ricamate con spreco di bellezza; sulla sinistra spiccano serrande verdi che risuscitano ricordi infantili di pistacchi e dentifrici, l’odore e il sapore del pulito, i rimproveri della madre ansiosa, la fretta di uscire col cestino pronto, il fiocco mezzo gualcito, la paura di incontrare gli altri, la maestra, i compagni sempre pronti a fare scherzi, anche cattivi; Continua a leggere

Forforismi [prima dello shampoo aiutano il cuoio capelluto a non detergersi troppo.]

di Franz Krauspenhaar

[Avvertenza: i forforismi sono 49 ma sono brevi e soprattutto abbastanza comprensibili. Sono numerati rigorosamente in successione. Potete usarli come freddure soprattutto in spiaggia d’estate; escluderei le località di Capalbio, Ventotene, o la Costa Smeralda – lì rischiate di passare per poeti dialettali. Meglio Bocca di Magra, nelle Cinque Terre, che almeno ha un’antica tradizione di villaggio di pescatori meta di grandi poeti del Novecento. Tanto per darci lustro sul passato. Accertatevi però che sia rimasto in vita qualche lettore e non ci siano solo pescatori col “bélin” sempre in bocca. Se citate il nome dell’autore, magari facendo lo spelling, sarà apprezzato, anche se a gratis. FK.]

1Non ce l’ho tanto con i cacciatori, quanto con le povere bestie che non hanno la forza necessaria per sbranarli

2Oggi sono così annoiato che gli sbadigli di tutto il mondo, appena si risveglieranno, probabilmente mi vorranno come testimonial.

3Lo spleen è il mio stato d’animo quando vuol darsi un contegno internazionale.

4La felicità è la sospensione involontaria di un giudizio.

5La noia è una nebbia dentro la quale si vede tutto.

6Non mi tapperanno mai la bocca. Al massimo, il naso.

7La pazienza non basta mai. Ma mai quanto l’impazienza.

8Sono il più grande poeta italiano fondente.

9Quando ti dicono: ‘Nessuno te l’ha chiesto!’, è venuto il momento del commiato.

10L’eleganza spesso è solo un camuffamento. Continua a leggere

La fantascienza tra monachesimo, nucleare e filosofia

di Paola Pegoraro

«A spiritu fornicationis,
Domine, libera nos.
Dal lampo e dalla tempesta,
Liberaci, Signore.
Dal flagello del terremoto,
Liberaci, Signore.
Dalla peste, dalla carestia e dalla guerra,
Liberaci, Signore.
Dal luogo del ground zero,
Liberaci, Signore.
Dalla pioggia del cobalto,
Liberaci, Signore.
Dalla pioggia dello stronzio,
Liberaci, Signore.
Dalla caduta del cesio,
Liberaci, Signore.
Dalla maledizione del Fallout,
Liberaci, Signore.
A morte perpetua,
Domine, libera nos».

Mentre in questi giorni seguiamo con apprensione la vicenda della centrale di Fukushima Daiichi, mi sono tornare alla mente le litanie che Walter M. Miller Jr. (1923-1996) poneva sulle labbra di una immaginaria congregazione monastica futura, l’Ordine Albertiano di San Leibowitz. Il romanzo dal quale sono tratte – Un cantico per Leibowitz (riedito lo scorso anno nella collana Urania Collezione n. 084, Mondadori, pp. 432, € 5,50) – è annoverato tra i capolavori della fantascienza, o meglio, della “fantateologia”, come ebbe a scrivere Umberto Eco. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 194

Correre, correre. Fino a tagliare il traguardo.
Correre non solo per necessità, come tutti, ma anche per scelta. Per una forma di ascesi, in apparenza, ma anche, in realtà, per non pensare; sostituendo così un’ossessione all’altra.
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VIDEORECENSIONE n.4: Monika Antes, “Fra sogno e realtà. La vita e l’opera di Dino Campana. I canti orfici”

Le videorecensioni sono a cura di Giuseppe Panella

Realizzazione tecnica di Fausto Finocchi e Silverio Zanobetti

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[Qui tutte le VIDEORECENSIONI]

Dove vorrei essere

Dal punto in cui mi trovo si vedono una decina di pini altissimi e ben curati. Fuori fa freddo. Lo capisci da come il vento passa tra i rami e la gente attraversa il cortile di gran fretta, tenendosi i giubbotti allacciati e i cappucci sul collo. È il primo vero giorno d’inverno. L’hanno detto anche i telegiornali. Stamani, all’alba, quando sono sceso con mia madre e mia sorella a prendere la macchina, c’era ghiaccio dappertutto. Mi sono guardato attorno e il ghiaccio era ovunque, sopra ogni autovettura parcheggiata lungo la strada. Era piuttosto inusuale, qui dicembre non è mai particolarmente rigido. Ma nessuno di noi ha detto niente. Ho svuotato sul parabrezza la bottiglia d’acqua che mi ero portato in caso avessi avuto sete durante la giornata e ho acceso il riscaldamento e avviato i tergicristalli. Ho fatto tutto in silenzio, in automatico. Tutti abbiamo fatto tutto senza dire una parola. Poi siamo partiti nel buio del giorno che ancora doveva arrivare. Continua a leggere

Vivalascuola. Invalsi sì, Invalsi no, Invalsi bum


Collegi Docenti che si rifiutano di somministrare le prove (qui, qui, qui, qui), sindacati che protestano perché si tratta di un incarico aggiuntivo (qui e qui), case editrici che sfornano pubblicazioni per le esercitazioni (qui e qui), scuole che addestrano gli studenti a rispondere ai quiz degli anni precedenti (qui, qui), il Ministero che vuole fare dell’Invalsi un’articolazione del sistema di valutazione per scuole e dirigenti (qui e qui)… Energie e tempo della scuola da mesi rivolte alle prove che si terranno a maggio… E va bene, parliamo d’Invalsi, danno il via Giovanna Lo Presti e Paolo Fasce. Qui la discussione prosegue con Roberto Ricci (pro) e Marina Boscaino (contro). Qui un “dossier valutazione“.

INVALSI NO: Ma non è una cosa seria
di Giovanna Lo Presti

Perché dire “no” alle prove Invalsi? Un buon numero di ragioni ce le fornisce un documento del dicembre 2008, la proposta preparata per l’Invalsi da Ichino, Checchi, Vittadini. Nel documento si mettono in evidenza quali siano le condizioni necessarie per un buon funzionamento del sistema nazionale di valutazione. Continua a leggere

“Nulla è senza voce: legami quindi”

Segnalo l’evento in programma sabato 2 aprile alle 16,30 presso il Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia). Si tratta della presentazione dei due volumi Nulla è senza voce, di Emanuele Rimoli e Guglielmo Spirito, e Un legame liquido, di Cristiana Santambrogio (entrambi editi da Cittadella Editrice).

Locandina con informazioni più dettagliate


51. Achille

da qui

Per Brice, il Sant’Eugenio ha un valore affettivo inestimabile: le vicende personali glielo hanno rivelato nei minimi dettagli, a cominciare dall’ingresso coi due casotti per portieri e vigilanti; sulla destra, l’edicola con la parte superiore scura, interrotta solo dal giallo dello sponsor: Corriere dello sport, ripetuto sei volte come se al mondo non ci fosse da leggere che questo. Continua a leggere

Senzio MAZZA “ÙMMIRI e SÒNNIRA”

Luntanu … intra ‘na notti ca non ‘gghiorna mai … ‘n pòuru sbannutu / c’a tantuna s’abbranca a li mistèrii / di la palora … sugnu a milli mìgghia e chiùi / ma li ràdichi mei / su’ attàgghiu a chiddi di li ficudìnia / ’llippati tra li sciàri / du Passupisciaru, ‘zziccati / na li faddacchi / ca sùcunu la stòria (lontano … dentro una notte infinita … un povero sbandato / che a tentoni si aggrappa ai misteri / della parola … sono a mille miglia e oltre / ma le mie radici / sono accanto a quelle dei fichi d’India / abbarbicate tra le sciare / di Passopisciaro, infilate / nelle fenditure / che succhiano la storia).

Versi tra i più appassionati e commoventi mai scritti da Senzio Mazza, ai quali con struggimento egli accosta: mi spirniciu … di turnari arreri / nall’acqua ‘zzùlia / gilestri / d’argentu e di smiraldi risquagghiati / unni si sguazza la Sicilia mia (mi scervello …. di tornare indietro / nell’acqua azzurra / celeste / d’argento e di smeraldi liquefatti / dove si sciacqua la Sicilia mia).    Continua a leggere

Flusso

di Roberto Saporito

“C’è una sola cosa, in questa vita,
che vale più della felicità, ed è la libertà.
E’ più importante essere liberi
che essere felici.”
(Tom Robbins)

Scrivere tutto come viene alla mente, tutto, senza filtri, senza neanche “pensare” a quello che si sta scrivendo, ma scriverlo e basta, in una sorta di esercizio zen, o qualcosa del genere. Il problema è che se cerco di scrivere il mio “flusso di coscienza” (tanto per dargli un nome), temo, che questo si interrompa, o che cambi in quanto smascherato, in quanto non più pensiero, ma scrittura. Bisogna che la trasformazione da pensiero a scrittura avvenga senza che il pensiero se ne accorga: come in questo esatto momento: io dovrei scrivere quello che sta avvenendo nella mia mente, dovrei scrivere le parole che questa partorisce di secondo in secondo, e non dovrei scrivere che dovrei scriverle: questo è uno dei primi problemi da risolvere. Già, ma come? Dovrei scrivere col pensiero, direttamente, come se fosse facile. Continua a leggere

50. Zingari

da qui

Il dottor Cavedagna sta scartando l’involucro argentato del Lansoprazolo con cui si sveglia ogni mattina. Gli altri allungano la mano per accarezzare il coniuge o l’amante; lui si limita a stringere il gastroprotettore, che gli richiama alla memoria le contrarietà di fronte alle quali lo stomaco non regge. Continua a leggere