10 pensieri su “17 marzo 2011 di Silvana BARONI

  1. Una nazione (dal latino natio, in italiano “nascita”) è un complesso di persone che, avendo in comune caratteristiche quali la storia, la lingua, il territorio, la cultura, l’etnia, la politica, si identifica in una comune identità a cui esse sentono di appartenere legate da un sentimento di solidarietà. È questa coscienza di un’identità condivisa, questo sentimento di appartenenza a tale identità e di solidarietà che le lega, diffusi a livello di massa e non solo tra ristrette cerchie di persone, che rende una comunità etnica, culturale, politica una nazione (da Wikipedia).

    Le regioni d’Italia sono venti.

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  2. L’Italia
    è la ragione
    di venti
    nozioni diverse:)

    Grazie a Lucy e a Giorgina e, naturalmente, a Silvana.
    Giovanni

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  3. Gentile Cristina Annino,

    ho letto solo ora il tuo commento e mi chiedo: “Che cosa sta facendo questa poetessa di valore che parla con il plurale maiestatis (o humilitatis) e si lascia cadere il tovagliolo dal gran ridere? Forse è in compagnia degli amici e condivide il loro spirito!”
    A me, invece, non viene affatto da ridere perché, invece dei tovaglioli, nella mia famiglia sono “caduti” molti uomini (compreso mio padre prima che io nascessi) nel servire la Patria sia nell’Ottocento sia in epoche più recenti.

    Giorgina Busca G.

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  4. L’italianità ha delle caratteristiche che tengono unite le differenze culturali, politiche e persino quelle del gusto estetico. Sono infatti sufficienti pochi anni ai vecchi emigrati dal sud per concordare con quelli del nord e votare lega lombarda. A Quarto Oggiaro, il più popolare dei quartieri dormitorio di Milano, affollato da settantamila poveracci, diecimila mafiosi e dieci poliziotti, la maggioranza politica è della destra al governo. Pur essendo questo nostro paese frutto di insanabili contrasti e disgustose contraddizioni, resta comunque unito, e mi domando se non sia la conseguenza del disprezzo nutrito dalle altre nazioni per noi. In tutta questa biasimevole realtà resta lì a guardare il sangue coagulato di coloro che si sono sacrificati per dare una casa anche alle brutte genti che non se la sarebbero meritata. Un sangue che non ha bisogno di sciogliersi per mostrare un miracolo, perché ci pensano le lacrime a farlo.

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