44. Eroi di guerra

da qui

Cloe e Brice Cento si abbracciano, ma viene il momento in cui l’estasi fisica deve lasciare spazio alla parola pacata, al dialogo, al progetto. Il futuro immediato è fuori discussione: un ricovero urgente in ospedale, il Sant’Eugenio, che Brice ha frequentato in lungo e in largo per le vicissitudini di un amico ustionato gravemente. Rivede vecchi volti, suor Cristina, medici, infermieri, tutti pronti a dimostrare il loro affetto, come quando lo ospitarono per mesi, accogliendolo alla mensa, permettendogli di entrare fuori orario nella sala di rianimazione dove uno dei dottori, l’ultimo dell’anno, versava lo spumante nelle gole dei pazienti in coma perché partecipassero alla festa. Col torace bendato come un eroe di guerra, Brice si affaccia al balcone che guarda sulle ville e la vegetazione fitta del quartiere bene, le file di automobili che inseguono ciascuna un sogno simile al suo, probabilmente, il desiderio di trovare un’oasi di pace nel caos del lavoro, dei rapporti alienati, dell’incapacità di sentire la musica del tempo, di ascoltare il cuore, non solo quando bevi sulla litoranea in fiamme, e la strada è un serpente a sonagli che può morderti da un momento all’altro, sprofondarti nel buio dell’insignificanza, nel canale umido della tristezza, quando premi sull’acceleratore sperando che dall’altra parte una macchina si allarghi più del solito, per cercare lo schianto che addolcisce ogni dolore, anche la solitudine, il pianto ininterrotto e senza lacrime, che nessuno vede, quando è notte e i cespugli della macchia sono angeli che segnano la via, perché c’è qualcuno che ti vuole bene, nonostante tutto, e non accetta che tu vada a travolgere il gard-rail e a ribaltarti sull’asfalto della disperazione e cominci a perdere il sangue e la memoria e non ricordi più perché Cloe ti stia stringendo il braccio e ti sfiori con la guancia morbida che sa di mare.

16 pensieri su “44. Eroi di guerra

  1. …e non ricordi più perché Cloe ti stia stringendo il braccio e ti sfiori con la guancia morbida che sa di mare.
    be’ magari è quel qualcuno che nonostante tutto ti vuole bene:-)
    coraggio Cloe!
    SM

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  2. E in quanto eroe di guerra, Brice è portato non solo a difendere ma a difendersi…

    Sulla porta del mio cuore
    avevo scritto: “non oltrepassare”;
    ma l’Amore giunse ridendo
    e gridò: “io passo ovunque”.
    Herbert Shipman

    “ quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. E pensò: ecco, questo modo d’essere è l’amore. E poi: l’umano arriva dove arriva l’amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.”
    (La giornata di uno scrutatore- I.Calvino)

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  3. “c’è qualcuno che ti vuole bene, nonostante tutto”
    La consapevolezza di essere amati e compresi, malgrado i nostri limiti e difetti, ci dà la forza di credere in noi stessi e la capacità di non arrenderci mai.
    Chi si sente amato, riesce a dare il meglio di se stesso..
    Per fortuna siamo tutti amati, anche se a volte, inevitabilmente, dubitiamo 🙂

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  4. “il desiderio di trovare un’oasi di pace nel caos del lavoro, dei rapporti alienati, dell’incapacità di sentire la musica del tempo, di ascoltare il cuore…”, bello.
    Barbara

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  5. Nella sofferenza ci si accorge di quanto abbiamo bisogno del prossimo. Forse questo stato di impotenza fa emergere in noi un po’ di umilta e più consapevolezza della nostra fragilità.
    Un abbraccio 😉

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  6. Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio
    che racchiude la tua capacità di comprendere.
    E se potessi mantenere il cuore
    sospeso in costante stupore
    ai quotidiani miracoli della vita,
    il dolore non ti sembrerebbe
    meno meraviglioso della gioia;
    e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
    come hai sempre accettato
    le stagioni che passano sui tuoi campi.
    Kahlil Gibran

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  7. Cloe e Brice se abbracciano, avventurandosi a questo dolcissimo apello in cui tutto risuona come una misteriosa è irresistibile chiamata che ha la potenza di quell’amore che rida un senso alla loro storia, riconoscendosi per la prima volta nella voce di questo apello.
    Un abbraccio

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  8. La vita, un dono prezioso da vivere intensamente, in ogni momento. E anche quando vorresti “piantare 3 tende”, perché è in quel momento che tutta la gioia esplode dentro di te, e invece non puoi, perché la vita di tutti i giorni ti riporta nella Geenna, si, anche allora cerca di trovare la forza per andare avanti e guardare oltre, perché sicuramente c’è un qualcuno che può offrirti un sorriso…
    Perché c’è qualcuno che ti vuol bene, nonostante tutto.

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