Internet/Via [una specie di riflessione]

 

 

di Franz Krauspenhaar

 

Internet sparisse, quando
lo odiavo e non lo conosco
questo mostro. Una pena
dura da tenere nelle mani.
Piccoli schizzi di nulla, i blog
-e hai voglia di solo morire.

Ma non sei solo, non puoi
farcela. Lasci così pianti
alla tua memoria. Se soffri
te lo fanno pesare, sono
nullità. Non amo uomini
né donne, non amo nulla.
Ho solo delusione nel parto
dell’uomo, di me stesso.
Non muta nulla, nulla va
da una parte, di spesso
legno o perlomeno cartone.
Internet muoia, è il nulla
sotto terra, le scarpe, è fango
con la matricola. Dimentichi
di vivere, e vuoi solo morire.

 

[Immagine: FK – Vertenze.]

21 pensieri su “Internet/Via [una specie di riflessione]

  1. immagino questo testo vada letto unitamente all’annuncio dell’autore di scancellarsi da facebook. comunque il tema della falsa socializzazione e della vera solitudine della rete e dei cosiddetti social network è cosa che ci riguarda tutti. io, per adesso tengo ancora duro poi si vedrà.
    l.

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  2. Bella riflessione!
    Trovo interessante questo post perchè scopre un male di vivere tutto presente, anche se trovo il desiderio di morire eccessivo.
    In fondo Tutto sta nel fare un buon uso della tecnologia. Internet non deve assorbire quella parte della nostra vita che è giusto si riveli nel reale, che è giusto che viva.
    Inter può essere fonte di svariate conoscenze, ma non potrà mai sostituire i libri e soprattutto il libro della nostra vita.

    Un bagno nella natura è un toccasana che niente può sostituire.

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  3. Ma sì, ammazziamoci tutti, ecchecc’importa?
    Internet è il demonio?
    E noi lo si frega anticipandone la volontà!
    Peccato però, proprio ora che sono riuscito a sfilare a un morto un paio di scarponi quasi nuovi.
    Chissà cosa avrebbe scritto Franz se si fosse trovato dentro a un campo di sterminio…
    Probabilmente gli sarebbe evaporata via la noia, la metanoia e la subnoia, e avrebbe preso a calci il primo kapò che gli fosse passato vicino per poi rifare lo stesso illuminato gesto col battaglione che avrebbe tentato di fucilarlo alla schiena… senza nemmeno chiedergli il consenso.

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  4. Suvvia, ci si goda il godibile. Tutto sommato alle menti disturbate piace chiacchierare senza un costrutto che non sia prima stato edificato su ipotesi indifendibili, che hanno il solo pregio di sollevare un polverone che confonde la vista interiore, a vantaggio della raccolta bollini premio. Internet è stato un dono inaspettato, almeno per quelle generazioni di manifestanti che avevano i guanti (per evitare le scottature delle molotov). Ci fosse stata nel ’68, internet, avremmo preso a calci il ciclostile e non saremmo stati riconoscibili per le mani sempre nere d’inchiostro a tubetti. Ah il progresso… è quasi un peccato averlo osteggiato tanto, e con tante ottime ragioni. Guarda oggi in che stato siamo… a parte internet…

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  5. vaj, lei mi prende di mira da qualche anno, ogni tanto. non ho capito la foga. non può essere più carino? mettere in ballo auschwitz poi…

    si anna. la gente aveva voglia di scopare anche prima dell’invenzione dei film porno.

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  6. Ti sbagli Franz, è vero che una volta abbiamo beccheggiato, ma solo una volta e tre o quattro anni addietro. In ogni caso sono poche le persone che sfuggono alla sacra collera che pervade la mia persona, capace di scovare mercanti persino fuori dai templi. Mi scuso per l’esempio fuori luogo, ma l’ho fatto in simpatia e senza intenzioni seconde (né prime) che fossero riferite al tuo nome. Conosco il problema teutonico, ho un’amica tedesca che abita vicino a me e coltiva le patate come le coltivo io. Un giorno, dopo averla vista schiacciare sotto le foglie delle patate le larve di dorifera con le dita, facendole schizzare orribilmente, le dissi che sarebbe stato meglio gasarle… ma io intendevo raccoglierle (sono migliaia se il campo è grande) per metterle in un pentolino e scottarle sul fornello. Be’, per quel fraintendimento lei si offese a tal punto da non parlarmi più per giorni…

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  7. La solitudine correva anche prima di internet, solo non era resa pubblica, ora la vedono in tanti ma a toccarla rimani solo tu con il tuo “ te stesso “ che non vuole uscire allo scoperto, è una morte lenta se ne fai cattivo uso, ma dosata al punto giusto non potrebbe trattarsi anche di “opportunità” e non di solitudine sempre?
    Rammento della frase “ era meglio prima…quando non c’era…” la dicevano i miei genitori e prima i miei nonni, ora sto attenta a non ripeterla a mia figlia ma la tentazione a volte è grande, comunque meglio sempre il confronto diretto, occhi negli occhi e all’aria aperta, questo a prescindere e a parer mio, un saluto
    Tiziana

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  8. Da una speciale e centrale visuale il progresso appare come una corsa verso il morire. Ce lo dice il vivere di ogni funerale. È per questo che sul Tao Tè Ching è detto che sarebbe meglio vivere in un villaggio senza conoscere i volti delle genti che abitano il villaggio che sta oltre la valle. Da un’altro punto di vista la morte non è altro che uno spostare il piano della propria esistenza. Per entrambi quei punti di osservazione c’è un valore più importante del vivere e del dover morire, ed è il comprenderne le ragioni. E saperne applicare le conseguenze alla propria esistenza.

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  9. Internet è il diavolo, www in ebraico fa sei sei ecc.. facebook è tutto ciò da cui gli utenti della rete hanno cercato di proteggersi regalato ai gestori con prodigalità.
    Se poi fa soffrire Franz, va distrutto, auspico una guerriglia che interrompa i cavi, opacizzi la fibra ottica, oscuri sti schermi che ci fanno da specchi deformanti amplificando il narcisismo e nascondendo la solitudine che ci attanaglia.
    Franz, quel giorno a milano che non ci siamo visti me lo porto come un albatro morto al collo, come un rimpianto, anche se due solitudini non fanno una compagnia.
    Hr hr hr…

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  10. ha fatto dispiacere anche a me. ci conosciamo virtualmente dal 2004, mica da ieri. comunque sarò a torino in aprile per “1975” e a maggio in fiera per presentare “La passione del calcio”. ti dirò precisamente sulle date e spero che potrai esserci.

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  11. Se il suono del cognome qualcosa vuol dire la vedo tragica per Mario e pure per Franz. Il primo ricorda un circolo di ammiratori della Panda fiat mentre il secondo sembra l’ansimare del diavolo della Tasmania…

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