Fora di ball

da qui

Gli ultimi saranno primi, sappiamo
dal vangelo, ma quando nella notte
tra martedì e mercoledì scorso
un barcone di trecento migranti
si è ribaltato quaranta miglia a sud
di Lampedusa lasciando chissà
quanti morti – tra cui anche bambini –
nasce una domanda ineludibile
sul quando sul come sul perché o se
tutto questo non possa diventare
la scusa buona dell’ultimo paròn,
l’inaccettabile ironia di quanti
sigillano condanne preventive
a vivere inseguendo l’illusione
di raggiungere il minimo vitale
spettante di diritto a chi si affaccia
alla vita, che deve garantire
l’uguaglianza del punto di partenza.
Chiedetelo ai fratelli che di notte
viaggiavano in trecento sul barcone
fornito dalla flotta d’emergenza,
sentiamo cosa dicono i bambini,
sepolti dentro l’acqua senza un nome,
fora di ball e fuori delle rotte,
annegati in un sogno d’accoglienza.

16 pensieri su “Fora di ball

  1. “Stella Stellina / la notte si avvicina / la notte è scura scura / ma io non ho paura”…
    E’ buio, il vento arrabbiato soffia impetuoso, il mare è grosso, sembra voglia rigurgitare anche lui tutto il male… Lei lo stringe forte, dammi la manina, ma cade, lo afferra …Grida disperate, Dove sei? Ho paura! Ma no è solo un gioco…E poi l’onda, e poi un’altra, e un’altra ancora…Dove sei?
    “Stella Stellina / la notte si avvicina / la notte è scura scura / ma io non ho paura”…

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  2. La cosa ancora peggiore, se così si può dire, è dover assistere all’ipocrisia delle facce di gomma che tutti conosciamo.

    “E’ comodo provare pietà per coloro
    che in vita la pietà
    avrebbe salvato.
    Il concludersi della tragedia
    garantisce l’applauso
    troppo spesso negato
    quando la tragedia in atto”.
    Emily Dickinson – Silenzi

    Barbara

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  3. C’erano anche tanti bambini su quel barcone inabissatosi davanti alle coste italiane, dove cercavano e vedevano la speranza di una vita che sarebbe stata sempre difficile ma comunque con una nuova occasione.
    Che tristezza sapere che per andare a morire avevano persino speso l’ultima manciata di denaro che avevano raccolto; che chi li aveva messi su quella barca non era lì con loro a rischiare la vita, ma stava al sicuro a godersi quel denaro grondante sangue.
    Ma ciò che più mi addolora è vedere che in questo mondo di nuovi barbari, pronti a mettersi d’accordo in pochi minuti a preparare mostruose e costosissime macchine da guerra quando c’è da difendere i loro sporchi interessi, dinanzi a questi poveri “cristi” che cercano un posto dove fermarsi un attimo, riprendere fiato e ripartire verso una nuova speranza, i paesi occidentali avanzati non riescono a trovare uno straccio di accordo qualsiasi per mettere in moto una macchina nuova e diversa, che possa dare una tregua a questi nostri disgraziati fratelli e stanno lì ad urlarsi la propria indifferenza e la propria bestialità.

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  4. Di fronte a queste tragedie, soprattutto pensando ai bambini, ma non solo a loro, mi sento “cieca” e non distinguo più il “bene apparente” dal “Bene vero”…
    Mi rimane solo di “affidarmi”… ma con molto paura e difficoltà 😦

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  5. Oggi il giornale Avvenire riporta in prima pagina:

    “Il mare se li prende.E noi?”

    “Ecco, io sto alla porta e busso…”
    (Apocalisse 3,20)

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  6. C’è un bellissimo pensiero di Madre Teresa, che può aiutarci a riflettere….

    Oggi la gente è affamata d’amore,
    e l’amore è la sola risposta
    alla solitudine e alla grande povertà.
    In alcuni paesi non c’è fame di pane,
    la gente soffre invece di terribile solitudine,
    terribile disperazione, terribile odio,
    perché si sente indesiderata,
    derelitta e senza speranza.
    ha dimenticato come si fa a sorridere.
    ha dimenticato la bellezza del tocco umano.
    ha dimenticato cos’è l’amore degli uomini.
    Ha bisogno di qualcuno che
    la capisca e la rispetti.

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  7. Grazie Fabrizio per queste parole.
    Mi domando che cosa diranno di noi gli storici tra qualche secolo, quando esamineranno le migrazioni umane e i loro effetti e sotto la voce “Mediterraneo” computeranno i 16, 17, 18000, 18300 anzi, che riposano (si fa per dire) nella fossa comune scavata sotto la Sicilia.
    Diranno che l’Italia ha dato soldi al dittatore per costruire lager, e si è affrettata a sbattere in galera, così, preventivamente, non perché delinquono ma perché sono, i pochi scampati a lager e bare d’acqua.
    Temo che “il minimo vitale spettante di diritto a chi si affaccia alla vita” si allontani ogni giorno che passa.

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  8. Pingback: Il mare tra noi e le vite dei migranti « Asinu Press

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