27. Non est hic

da qui

C’è una gran confusione di corpi arrampicati sulle scale, olio bollente gettato dalle mura, macchine da guerra, catapulte, eserciti che marciano a piedi e a cavallo con bandiere al vento, soldati stanchi e affamati con la croce sul petto, cartigli con dichiarazioni solenni degli imperatori, un uomo che arranca nel deserto, col bastone e il sole a picco sulle onde irregolari di pietra e sabbia, una mano che scrive, e ancora scudi, lance, balestre, guerrieri in tunica scura e copricapo bianco che cadono, colpiti, da cavallo, donne che leggono giornali del dodici settembre, pompieri arrampicati sulle scale, lava bollente che cola dalle torri di Manhattan, gente che lancia sassi nelle strade, bare avvolte in stendardi nazionali, la cupola di Michelangelo, il papa che legge l’omelia, infila un foglio tra le crepe del Muro, un condannato inchiodato sulla croce, i roghi degli eretici, i cadaveri appesi, vescovi e gerarchi con la mano tesa, soldati col fucile automatico accucciati dietro un cumulo di pietre, folle di fedeli prostrati nella stessa direzione, la massa bianca e grigia delle case, l’oro della cupola, l’incenso nel grembo scuro del santuario, la donna che accarezza la tomba, non est hic, se non è qui, dov’è? chiede Yehouda a Chlomo, pellegrini fotografano i resti del Tempio, una donna sorride, un’altra piange, avvolta nel nero del vestito, una barriera eretta tra campo e campo, casa e casa, come se la terra, l’erba che cresce fra le pietre, le pecore che brucano, fossero di mondi contrapposti, amici di scuola, è scritto da una mano ignota sul cemento, i fuochi, il fumo, la chiazza rossa sul petto del ragazzo, se non è qui, dov’è? Yehouda guarda Chlomo, i loro occhi scuri s’incontrano come per la prima volta davanti alla trama della storia, ai negozi con le foto delle star, le donne anziane uscite per la spesa, il mitra che spara, il kamikaze che annuncia il suo martirio, dov’è, se non è qui?, un uomo dalla pelle scura lancia un sacco al di là del muro grigio, una raffica, un urlo, non est hic.

14 pensieri su “27. Non est hic

  1. Questa è la poesia, imparata a scuola, che piace tanto a mia figlia, di 8 anni:

    Dall’uovo di Pasqua è uscito un pulcino
    di gesso arancione col becco turchino.
    Ha detto: “Vado, mi metto in viaggio
    e porto a tutti un grande messaggio”.
    E volteggiando di qua e di là
    attraversando paesi e città
    ha scritto sui muri, nel cielo e per terra:
    “Viva la pace, abbasso la guerra”
    (Gianni Rodari)

    C’è sempre da imparare dalla semplicità e spontaneità dei bambini…

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  2. Se non e’ qui, dov’e? E’in ogni dove, dove lo cerchi ti capita di non trovarlo, dove vorresti non lo vedi ma se ti fermi e navighi le strade del cuore lo trovi. E’ in un posto dove tu lo hai dimenticato, in un angolo dove passa il sangue e palpita il cuore, ti cammina accanto, a volte ti sorregge, altre sta un passo dietro per aiutarti a spiccare il volo, e’ dentro, e’ fuori, in ogni dove perché c’ e’ anche se non lo vuoi, lo cacci, o lo dimentichi, e’ parte di te anche se tu non lo sei di Lui, ma se ti fermi, se ascolti il silenzio senti la sua mano stringere la tua e un sussurro che e’ vento d’amore.
    SM

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  3. Dove sei tu luce, è il mattino
    Tu eri la vita e le cose.
    In te desti respiravamo
    sotto il cielo che ancora è in noi.
    Non pena non febbre allora,
    non quest’ombra greve del giorno
    affollato e diverso. O luce,
    chiarezza lontana, respiro
    affannoso, rivolgi gli occhi
    immobili e chiari su noi.
    È buio il mattino che passa
    senza la luce dei tuoi occhi.

    Cesare Pavese

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  4. La sorpresa, lo stupore, si tramuta in dispiacere, forse anche dolore. Lui non è qui. Un uomo aveva indicato la via. Giusta e buona, eppure nuova, diversa, sconvolgente e rivoluzionaria, eppure possibile, percorribile, imitabile. Ma lui non è qui. Che delusione. E adesso? Voi non avete idea che disperata constatazione sia l’accorgersi che tutto ciò non sia stato solo umano. E’ successo anche ora con Karol. Ascoltavo le sue parole, soprattutto lo osservavo e mi sembrava giusto, nuovo, diverso, capace di scardinare la quotidianità ingolfata, sradicare polvere dall’anima. Un grande esempio; se anche un solo uomo ha potuto esserlo e farlo, allora, prima o poi, ognuno potrà esserlo e farlo e si, il mondo potrà essere migliore; l’umanità ha in se il gene della felicità. Poi, di recente, ho scoperto che anche Karol avrebbe fatto dei miracoli e che d’ora in poi bisognerà chiamarlo santo o beato. Dunque, non è qui. Che peccato, volevo essere come lui.

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  5. “se non è qui, dov’è?”

    CRISTO NON HA MANI

    Cristo non ha mani
    ha soltanto le nostre mani
    per fare oggi il suo lavoro.

    Cristo non ha piedi
    ha soltanto i nostri piedi
    per guidare gli uomini
    sui suoi sentieri.

    Cristo non ha labbra
    ha soltanto le nostre labbra
    per raccontare di sé agli uomini di oggi.

    Cristo non ha mezzi
    ha soltanto il nostro aiuto
    per condurre gli uomini a sé oggi.

    Noi siamo l’unica Bibbia
    che i popoli leggono ancora
    siamo l’ultimo messaggio di Dio
    scritto in opere e parole.

    Preghiera del secolo XIV

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  6. Vi ringrazio!
    Opinioni, è bello quello che hai scritto, mi ricorda De André: non posso pensarti figlio di Dio, ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.
    Poi si scopre che Dio si è fatto uomo sul serio e non per finta.

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  7. Dov’è?
    In questo mondo di plastica dove è già tutto previsto, dove ogni pezzetto è al proprio posto, pronto a realizzare il mosaico completo; dove l’ostentazione della forma e della perfezione nasconde a tutti i costi ogni piccola debolezza e fragilità; dove il rumore, il chiasso, le urla ti trascinano in un vortice egoista che copre il respiro soffocato e impercettibile di chi ti siede accanto; qual’è il Suo posto? dov’è?
    Con un po’ di attenzione lo trovi, in un fiore che sboccia nel deserto, nell’arcobaleno dopo un temporale, nell’immensità del mare: piccoli segni della Sua presenza, che riusciamo a comprendere ascoltando il silenzio e aprendo un pò per volta la porta del cuore.
    Una gioia ritrovata, che ti fa accorgere di “quanto il mondo sia meraviglioso”!

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