Pishta

da qui

Sai solo urlare – non è vero -,
se bastassero i soldi, nella vita,
da quando sei caduto sul lavoro,
la calce viva, colata sulla faccia,
perché sai, gli appuntamenti strani
non si trovano mai nell‘organizer
dei ricchi, ma i gitani, i barboni, gli alcolisti,
centrano sempre il giorno dell’incontro
fatale. Tu resisti, Pishta, io ci sarò,
anche se tutti ti daranno addosso,
quando si è fatto tardi e le finestre
si riempiono di luci artificiali,
tu solo stai seduto sotto il raggio
di un fato imponderabile
cui non mancano i giorni per tradirti.
Resisti, zingaro fratello,
pensa a tua figlia,
che scrive giorno e notte,
a tua moglie di cui non sai più il nome,
e il pianto di un bambino
nella casa di fronte ti ricorda
che il mondo ricomincia ogni momento,
lì vicino.

10 pensieri su “Pishta

  1. “Sai solo urlare – non è vero -”

    Mi ricordo quest’anno, una sera, le prove dei canti per la notte di Pasqua: è arrivato, urlando certo, come quando entra in chiesa, cercando compagnia, sapeva di alcool e solitudine.
    Uno del nostro gruppo, che lo conosceva, gli ha chiesto di cantare con noi: ha iniziato e non ha sbagliato una nota, sapeva perfettamente tutti i canti.

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  2. Pishta sa fare complimenti che molti uomini hanno dimenticato, sa farti sentire importante ed e’ pieno di suggerimenti saggi ma di tanta bellezza e saggezza a volte non sa che farsene, non gli da da mangiare ne un lavoro e non gli salva la vita per cui di tanto in tanto si lega a una bottiglia. E’ osservatore attento e pronto a ricordare ciò che al suo amico parroco da fastidio. Nella testa ha solo la sua bambina e quando ti vede ti viene incontro, se lo ascolti ti si attacca come un cucciolo di cane che ha perso la mamma e ti racconta. Mi chiama sempre signora e dai a dirgli che di signora ce n’ e’ una sola ma dirgli il nome e’ stata una folgorazione, forse meglio lasciargli il suo “signora” . Ha parole che sanno di alcool ma mai perde la sua educazione. “tu mi vedi così ma io ero bello”, non saprei di quale bellezza parla, fisica o spirituale in entrambi i casi, bello lo e’ ancora se non fosse per quella sua amica che lo distrugge, una vita fragile che prende forza da una bottiglia. Il dirglielo e’ una coltellata in mezzo al petto, una lacrima che scende, la sua e che ti tocca il cuore, vorrei fargli una carezza ma si allontana, e’ lui a rifiutare e se quel rifiuto fa male, come quello di chiunque ti allontana, dall’altra ti fa sembrare odore di viole quell’odore impossibile che si tiene stretto addosso, senza volerlo condividere e se lo stomaco sta per rivoltarsi, irrefrenabile e’ la voglia di stringergli la mano, peccato che poi dimentica il tuo nome e torni ad essere la signora. Domani e’ un altro giorno, al prossimo incontro si ricomincia, come in un rituale che si perde nel tempo, offuscato da un’amica che si chiama disperazione, l’altra faccia della speranza.
    SM

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  3. “Sai solo urlare – non è vero ”

    SILENTIUM!

    Taci, nasconditi ed occulta
    i propri sogni e sentimenti;
    che nel profondo dell’anima tua
    sorgano e volgano a tramonto
    silenti, come nella notte
    gli astri: contemplali tu e taci.

    Può palesarsi il cuore mai?
    Un altro potrà mai capirti?
    Intenderà di che tu vivi?
    Pensiero espresso è già menzogna.
    Torba diviene la sommossa
    Fonte: tu ad essa bevi e taci.

    Sappi in te stesso vivere soltanto.
    Dentro te celi tutto un mondo
    d’incanti, magici pensieri,
    quali il fragore esterno introna,
    quali il diurno raggio sperde:
    ascolta il loro canto e taci!

    Tjutčev

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  4. @M&C

    …quella sera, guardando i nostri volti allegri, sentendosi quasi minacciato, chiedeva :” perchè ridete?”…(già, perchè ridiamo..sei tu che dovresti ridere di noi…)

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  5. A te cosa è successo. Non lo ricordi o non sai più dirlo? Stai peggio di me, su questo non c’è dubbio. Anche in questa vita, però, le tue stimmate un vantaggio, uno solo, te lo danno. Tu certamente lo baratteresti subito, ma hai solo quello e lo usi tutto fino in fondo. A te è concesso urlare. In questa parte di vita mi hanno sbattuto tra i primi. Non ci crederai, ma ne avrei fatto anche a meno, soprattutto nei giorni in cui la memoria ricorda proprio tutto e forse tutti vorrebbero dimenticarmi, o nei giorni in cui il mondo, ricominciando ogni momento, mi vuole inesorabilmente con se.
    Io non so urlare.

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