29. Lungo la strada

da qui

A quest’ora è pieno di gente.
– Parte cadde lungo la strada, vennero gli uccelli e la divorarono: col nuovo messaggio non si può sbagliare.
Perché proprio lui?
E’ il più rappresentativo dei discepoli.
Ci prenderanno subito.
Abbiamo scelto l’ora di punta: ci confonderemo nella ressa.
Gli occhi di Gad s’imbattono in una vetrina di gioielli.
Finalmente regalerò l’anello alla mia donna.
Pagato a caro prezzo.
Finiscila, sempre con gli scrupoli. Non sarai mica dei loro?
La vita non è un gioco.
Shaoul è pensieroso: guarda la gente che corre, si ferma, coppie che si prendono per mano.
Un momento, ragazzi, non si torna indietro: guai a dubitare, in certi casi.
Avigail è bellissima: una luce fredda le attraversa gli occhi, ha una faccia da bambina che sta per combinarla grossa. Dalle bancarelle pendono tappeti, campanelli, asciugamani. La vita è sempre uguale: merce in vendita al miglior offerente. Una questione di soldi.
Sono là.
Yoh’anan, Nathane ed Eleazar passeggiano scambiandosi battute. Davanti a loro, un gruppo di turisti con borse e cineprese. Una mamma rimprovera il figlio che vorrebbe fermarsi in un negozio, poi chiama l’amica, le confida qualcosa a voce bassa, scuotendo la testa. Il marito chiede a una ragazza davanti a un ristorante notizie sul prezzo e sul menu. Sono appena usciti dalla chiesa, hanno negli occhi le colonne lisce e i capitelli cesellati, la cupola piena di luce, le lampade che calano dall’alto appese a catene interminabili. L’immagine della Madonna veglia su un’umanità che ha perso il filo, divisa fra altari e bancarelle, icone e poster di attori, affreschi di santi e locandine di film porno, nella ressa di giornate sospese tra paure e desideri, una mano che impugna la pistola, spara due volte, senza che nessuno se ne accorga, un soprassalto generale, un voltarsi improvviso, un chiedersi che cosa sia successo, cosa sia stato quel rumore, vieni Arturo, vieni qui! Gianni, vallo a prendere, lo vedi che si perde! mentre Yoh’anan cade a terra, una smorfia di dolore e una macchia rossa si allarga in mezzo al petto.

12 pensieri su “29. Lungo la strada

  1. Per vivere in eterno, per iniziare a vivere la vita definitiva anche “nella ressa di giornate sospese tra paure e desideri”, non bisogna perdere la strada, ma camminare “lungo la strada” più difficile, quella dell’amore e dell’umiltà, che è anche libertà.

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  2. “vieni qui! … vallo a prendere, lo vedi che si perde!”

    Si, ci si perde…lungo la strada si può anche morire se Qualcuno non ci viene a cercare…l’importante è farsi trovare.

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  3. “col nuovo messaggio non si può sbagliare.”

    Chi vuole vivere per sempre? Non la parte che “cadde lungo la strada”;
    ma sembrerebbe morire anche la parte che cadde sulla terra… è vera morte?

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  4. La vita non è un gioco.
    No, non è un gioco, vivere è fatica e sudore ma anche gioia e speranza. Troppo spesso si gioca con la propria con una corsa in macchina, un volo libero, un bicchiere di troppo quando poi la vita è quella di un altro, invece che curarla più della propria, la si scommette su un tavolo da gioco, si punta sul rosso o sul nero secondo l’umore del momento.
    La vita chiede rispetto, prudenza e attenzione, non ci appartiene, è un dono, di un dio o semplicemente dei genitori, la vita è vita e come tale va tenuta stretta e benedetta, anche quando è un po’ così, e nessuno, sottolineo nessuno, ha il diritto di toglierla, è un bene che andrà restituito e di cui bisogna rendere conto. Ama la vita e la vita amerà te, a volte anche se non la ami.
    SM

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  5. Parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento dove il sessanta dove il trenta… se il seme non muore non porta frutto

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  6. Bella Avigail come Salomè, donna senza cuore che cede al potere dei potenti, di coloro che non vogliono perdere diritti e privilegi, moderna Salomè che prende la testa di Giovanni per uccidere la libertà e un messaggio che sopravvive a chiunque cerca di cancellarlo.
    SM

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  7. No, Salomè non è una donna senza cuore, è un’adolescente,manovrata da un pedofilo e una madre-non madre.Nelle mani del potere.E’ feroce, come lo sono a volte gli adolescenti usati. Forse ama Giovanni. Ma soprattutto viene amputata della sua molteplicità dell’essere donna. Danza in maniera ipnotica, deve dotgiere tutti i veli, rischiando di perdere se stessa e le verrà tolta la sua vera ricchezza , la sua ricchezza interiore e fisica di donna-adolescente. Il vero sogno della società patriarcale è annullare la donna, farla solo generare. Contaminare e neutralizzare il suo corpo di luna. Così il feroce e potente Erode e la madre riescono a trasformare la bambina Salomè. Questa è la lettura che faccio io della storia di Salomè, in senso femminista e intuendo che ,per una bambina, si tratta di un gioco, che è nelle mani di potenti e che las sua bellezza e la sua danzaviene strumentalizzata. Alla fine della danza ipnotica anche la sua volontà. Non ne parla così Oscar Wilde. il vangelo accenna, ma tra le righe io so, ma non ho le prove, che è così

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  8. Disposti a tutto davanti al potere, al successo, al dio denaro: gli unici motivi per i quali vale la pena vivere!
    Basta con i sacrifici! Non importa se una giovane ragazza trascorre una “serata interessante” accompagnando qualche gran signore ad una cena importante – c’è tutta bella gente -; non importa se per raggiungere il tuo scopo vendi il dolore di chi soffre; non importa se per la carriera abusi del tuo ruolo e qualcun altro deve sottostare a sporche regole e squallidi giochi… Non importa se “una macchia rossa si allarga in mezzo al petto”, evidentemente quell’uomo dà fastidio!
    Tutto il resto è noia

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  9. “Un momento, ragazzi, non si torna indietro: guai a dubitare, in certi casi”

    Tornare indietro più che un guai può essere una svolta, per sganciare completamente dal passato ogni illusione di controllo, per concepire l’Inconcepibile.

    “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Mt 11,28)

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