43. Porte

da qui

E’ come guardare dall’aereo: da quest’altezza si distinguono ancora le macchine e le palme, le palazzine beige con le finestre chiuse e i portici-rifugio nella canicola del mezzogiorno. Sopra il deserto, le nuvole sono ovatta bianca piena di acqua ossigenata, pronta a curare le ferite. Ha bisogno di cure, Magdalenne, da quando i suoi occhi hanno incontrato quelli di Yehochoua, glielo dicono tutti, a cominciare dalla madre, hai bisogno di cure, Magdalenne, non ti concentri più, hai lo sguardo perso, Magdalenne. Si vede la distesa di roccia e sabbia fino al lago, sembra una pozza d’acqua lasciata dalla pioggia, dove fai schizzi e salti, dove hai voglia di giocare, Magdalenne, come quando eri bambina e non sapevi ancora d’essere così esageratamente bella, e gli uomini non ti guardavano come ti volessero spogliare, ma tu abbassavi gli occhi, il tuo cuore era un deserto pieno di chiazze chiare e scure, come quello che si vede da quassù, fino alla pozza d’acqua dove sei bambina, Magadelenne, smettila, lo vedi che ti sporchi tutta! no, erano gli altri che ti sporcavano e allungavano le mani, e tu diventavi come il Muro, impenetrabile, triste, cos’hai, Magdalenne, perché non ridi mai? Dalla ringhiera, il deserto sembra un cielo carico di nuvole, i monti sullo sfondo sono i cancelli di una casa, la casa di Dio? dove nessuno è stato, da cui nessuno è riuscito mai a tornare. Magdalenne! Era come se ti chiamassero per la prima volta. Chi sei? Le chiazze nel deserto si diradano, si vede la pozza, in fondo, il lago dagli occhi azzurri e insostenibili, sono Yehochoua. Da dove sei venuto? La sabbia e l’acqua s’incontrano, hai voglia di saltare, di fare mille schizzi, Magdalenne, lo vedi che ti sporchi!, no, quegli occhi non sono come gli altri, hanno la forza della roccia, la tenerezza dell’acqua appena increspata dalla brezza della sera, vengo da Nazaret, è tutto diverso, due macchie, in fondo, guarda, sembra neve! ha bisogno di cure, Magdalenne, hai lo sguardo perso, non sei più quella di prima, c’è un disegno strano, tra la sabbia e le pietre incandescenti, pare una casa, un cancello, la porta di Dio? dove nessuno è stato, da cui nessuno è tornato a raccontare.

32 pensieri su “43. Porte

  1. “guarda, sembra neve!”

    SEI LA MIA CONSOLAZIONE PIU’ PURA

    Sei la mia consolazione più pura,
    sei il mio più fermo rifugio,
    tu sei il meglio che ho
    perchè niente fa male come te.

    No, niente fa male come te.
    Bruci come ghiaccio e fuoco,
    tagli come acciaio la mia anima-
    tu sei il meglio che ho.

    Karin Boye

    "Mi piace"

  2. “il tuo cuore era un deserto”

    ANCHE TU SEI L’AMORE

    Anche tu sei l’amore.
    Sei di sangue e di terra
    come gli altri. Cammini
    come chi non si stacca
    dalla porta di casa.
    Guardi come chi attende
    e non vede. Sei terra
    che dolora e che tace.
    Hai sussulti e stanchezze,
    hai parole – cammini
    in attesa. L’amore
    è il tuo sangue – non altro .

    C.Pavese

    "Mi piace"

  3. “ha bisogno di cure”

    Dio, amante perfetto, sembrerebbe bastare a se stesso, non aver bisogno di nessuno….eppure l’amore ha bisogno di cure, ha bisogno di noi per riflettersi…bisogna riaprire la porta al contrario e tornare a raccontare…

    "Mi piace"

  4. “non sei più quella di prima, c’è un disegno … pare una casa, …la porta di Dio?

    “‘Ebbene, vi assicuro che ladri e prostitute vi passano avanti ed entrano nel regno di Dio”
    Mt, 28

    "Mi piace"

  5. “da quando i suoi occhi hanno incontrato quelli di Yehochoua”

    A TE SI ARRIVA

    A te si arriva solo attraverso te.
    Ti aspetto.
    Io sì che so dove mi trovo,
    la mia città, la via, il nome
    con cui tutto mi chiamano.
    Però non so dove sono stato con te.
    Là mi hai portato tu.
    Come avrei imparato la strada
    se non guardavo nient’altro che te,
    se la strada era dove tu andavi,
    e la fine fu quando ti sei fermata?
    Che altro poteva esserci
    più di te che ti offrivi, guardandomi?
    Però adesso che esilio,
    che mancanza,
    e lo stare dove si sta.
    Aspetto, passano i treni,
    i destini, gli sguardi.
    Mi porterebbero dove non sono stato mai.
    Ma io non cerco nuovi cieli.
    Io voglio stare dove sono stato.
    Con te, ritornarci.
    Che intensa novità,
    ritornare un’altra volta,
    ripetere mai uguale
    quello stupore infinito.
    E fino a quando non verrai tu
    io resterò sulla sponda
    dei voli, dei sogni,
    delle stelle, immobile.
    Perché so che dove sono stato
    non portano né ali, né ruote, né vele.
    Esse vagano smarrite.
    Perché so che dove sono stato con te
    si va solo con te, attraverso te.

    — Pedro Salinas

    "Mi piace"

  6. Irás sobre la vida de las cosas
    con noble lentitud; que todo lleve
    a tu sensorio luz: blancor de nieve,
    azul de linfas o rubor de rosas.

    Que todo deje en ti como una huella
    misteriosa grabada intensamente:
    lo mismo el soliloquio de la fuente
    que el flébil parpadeo de la estrella.

    Que asciendas a las cumbres solitarias,
    y allí, como arpa eólica, te azoten
    los borrascosos vientos, y que broten
    de tus cuerdas rugidos y plegarias.

    Que esquives lo que ofusca y lo que asombra
    al humano redil que abajo queda,
    y que afines tu alma hasta que pueda
    escuchar el silencio y ver la sombra.

    Que te ames en ti mismo, de tal modo
    compendiando tu ser, cielo y abismo,
    que sin desviar los ojos de ti mismo
    puedan tus ojos contemplarlo todo.

    Y que llegues, por fin, a la escondida
    playa con tu minúsculo universo,
    y que logres oír tu propio verso
    en que palpita el alma de la vida.

    "Mi piace"

  7. “cos’hai, Magdalenne, perché non ridi mai?”

    Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio

    o freccia di garofani che propagano il fuoco:

    t’amo come si amano certe cose oscure,

    segretamente, entro l’ombra e l’anima.

    T’amo come la pianta che non fiorisce e reca

    dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;

    grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo

    il concentrato aroma che ascese dalla terra.

    T’amo senza sapere come, nè quando nè da dove,

    t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:

    così ti amo perchè non so amare altrimenti

    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,

    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,

    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno

    (P. Neruda)

    "Mi piace"

  8. POR ESA PUERTA

    Por esa puerta huyó diciendo :«¡nunca!»
    Por esa puerta ha de volver un día …
    Al cerrar esa puerta dejo trunca
    la hebra de oro de la esperanza mía.
    Por esa puerta ha de volver un día.

    Cada vez que el impulso de la brisa,
    como una mano débil indecisa,
    levemente sacude la vidriera,
    palpita más aprisa, más aprisa,
    mi corazón cobarde que la espera.

    Desde mi mesa de trabajo veo
    la puerta con que sueñan mis antojos
    y acecha agazapando mi deseo
    en el trémulo fondo de mis ojos.

    ¿Por cuánto tiempo, solitario, esquivo,
    he de aguardar con la mirada incierta
    a que Dios me devuelva compasivo
    a la mujer que huyó por esa puerta?

    ¿Cuándo habrán de temblar esos cristales
    empujados por sus manos ducales,
    y, con su beso ha de llegar a ellas,
    cual me llega en las noches invernales
    el ósculo piadoso de una estrella?
    ¡Oh Señor!, ya la pálida está alerta;
    ¡oh Señor, cae la tarde ya en mi vía
    y se congela mi esperanza yerta!
    ¡Oh, Señor, haz que se abra al fin la puerta
    y entre por ella la adorada mía!…
    ¡Por esa puerta ha de volver un día!

    Amado Nervo

    "Mi piace"

  9. Giardino chiuso tu sei,
    sorella mia, sposa,
    giardino chiuso, fontana sigillata.
    […]
    Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
    come sigillo sul tuo braccio;
    perché forte come la morte è l’amore,
    tenace come gli inferi è la passione:
    le sue vampe son vampe di fuoco,
    una fiamma del Signore!
    Le grandi acque non possono spegnere l’amore
    né i fiumi travolgerlo.
    Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
    in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.
    (Cantico dei cantici)

    ma anche

    Tutte le parti del corpo perdono significato
    mentre il fiore dell’albero ha sempre un senso:
    insiste ad aprirsi e a cadere a terra
    senza aspettarsi guadagni personali
    senza riflettere che difettosa immortalità rappresenta il frutto…
    Guarda che confidenza con l’abisso
    ha tutto ciò che fiorisce!
    Come il fiore non vuole mai
    rifiutarsi di compiere il suo destino…
    Come mai essendo reciso dal destino umano
    alla fine lo incorona?
    Perché il ricordo degli occhi
    che venerai mi consola
    mentre scendo incontenibile
    e solo le risa della natura dai mille petali
    sollevano il mio petto?
    Ah! dico, ci sono segreti
    che impari solo perdendoli…
    Ciò che voglio imparare a memoria
    sono i lati visibili del visibile:
    vedere il paesaggio come il centro del mondo
    e non più come il divino involucro di “Lui”.
    Che sia soltanto il bosco a disarmarmi
    con le sue fiaccole
    sempreverdi
    e la notte
    avanzi dentro di me
    profonda cieli infiniti
    senza alcun diminutivo…
    Che esca luce dalle fessure verdi
    delle foglie
    come un tempo dalle pupille degli amanti.
    Ah! quando la bellezza caducifoglia
    mi s’imporrà definitivamente
    quando imparerò che la natura intera
    è amore?

    ( Katerina Anghelaki-Rooke)

    e una chicca benignana peccato per l’interruzione della presentatrice

    http://video.google.com/videoplay?docid=557368705615771529#

    "Mi piace"

  10. Dal Talmud
    quanto segue è riportato sul Talmud ebreo, in cui vengono raccolti i detti dei rabbini attraverso tempi, che termina dicendo:

    “… state molto attenti a non far piangere una donna,
    che poi Dio conta le sue lacrime!
    La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
    non dai piedi perchè dovesse essere pestata,
    né dalla testa per essere superiore,
    ma dal fianco per essere uguale…
    un po’ più in basso del braccio per essere protetta e dal
    lato del cuore per essere amata…”

    "Mi piace"

  11. Questa pagina e’ così bella che non ho trovato parole, parole che non la sporchino, mi dispiace ho solo un silenzio, un silenzio carico di …
    Grazie.
    SM

    "Mi piace"

  12. Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…

    Era la buona voce, amata voce.

    – Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…

    Una carezza mi raggiunse il cuore.

    – Sempre con te… Ed avanzai nel sogno

    per una lunga, spoglia galleria;

    sentii sfiorarmi la sua veste pura

    e il palpito soave della mano amica.

    (A. Machado)

    "Mi piace"

  13. – vengo da Nazaret, è tutto diverso…-

    “..stammi più vicino ora che ho paura
    perché in questa fretta tutto si consuma

    mai non ti vorrei veder cambiare mai

    Perché siamo due destini che si uniscono
    stretti in un istante solo
    che segnano un percorso profondissimo dentro di loro

    superando quegli ostacoli
    se la vita ci confonde
    solo per cercare di essere migliori
    per guardare ancora fuori
    per non sentirci soli

    Ed è per questo che ti sto chiedendo
    di cercare sempre quelle cose vere
    che ci fanno stare bene

    mai io non le perderei mai …”

    (Tiromancino – Due destini)

    "Mi piace"

  14. Sognare è la qualità più bella che Dio mi ha dato. Caro don Faber, se tu non sognassi non potresti scrivere così ;-),

    "Mi piace"

  15. Abbi cura di te… Si dice così quando vuoi bene a una persona a cui vuoi sempre offrire un abbraccio avvolgente che non la faccia sentire mai sola, una mano sempre tesa, alla quale aggrapparsi quando sta per scivolare, un senso di protezione che le doni sicurezza, serenità. Che bello, Magdalenne tutto questo l’ha trovato! In quegli occhi azzurri e insostenibili; e questo non è un sogno, ma la cura che trovi quando raggiungi ed entri attraverso quella porta.

    "Mi piace"

  16. no, quegli occhi non sono come gli altri, hanno la forza della roccia, la tenerezza dell’acqua appena increspata dalla brezza della sera.

    Occhi negli occhi è l’incontro con l’amore, quando si ama si diventa vulnerabili ma non ci può essere timore ad abbondonarsi in quegli occhi che hanno la forza della roccia. Io continuo ad aspettare e sognare l’incontro occhi negli occhi.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.