54. Il punto

da qui

La chiesa è avvolgente, con gli archi a tutto sesto, le nicchie di marmo, l’immagine della Madonna benedicente col bambino in grembo. La cupola è un invaso di luce, i finestroni a volta sono bocche da cui entra il bacio irresistibile del cielo. Nathane osserva da studioso, passa in rassegna colonne e capitelli, i vuoti e i pieni delle conchiglie di pietra sparse dappertutto – simbolo di verginità? – i posti marmorei della sede e quelli lignei del coro, la tradizione è indispensabile, ma può essere viva come allora? Eleazar si perde nell’incrociarsi dei pensieri e degli stili, l’accavallarsi di candele, tappeti, pavimenti, l’essenziale è l’ordine, rimettere ogni tessera al suo posto, altrimenti la gente si confonde. Le lampade pendono dall’alto come alieni, forieri di un’altra civiltà; Yehochoua ha lo sguardo ispirato, le labbra accennano a un sorriso; si accorge di un uccello che passa al di là di un finestrone, un attimo, è l’attimo che conta, mettere insieme la pesantezza della pietra col frullare d’ali, il lavoro certosino del mosaico con lo scatto, la virata, il planare sui tetti rossi di Yerushalaim. Nathane ha qualcosa da ridire, sembra facile, il popolo si aggrappa alle forme che vede tutti i giorni, l’arco della porta, l’ovale con le grate, le colonnine tortili del balcone al piano superiore. Eleazar si spazientisce, mettetevi d’accordo, è questo che fa perdere la fede, sentire che ognuno ha una sua idea, e mancano maestri che la pensino nello stesso modo. Pellegrini in maglietta bianca accarezzano la Pietra dell’Unzione , altri si segnano, ruotando lo sguardo da un angolo all’altro del santuario, i ceri accesi espirano volute di fumo che svaniscono, lasciando un gusto acre nei polmoni. Pesantezza e leggerezza, stasi e movimento condividono la stessa origine; occorre trovare il punto in cui s’incontrano, il contatto tra la mano sudata della donna messicana e la lastra fredda su cui venne adagiato, dicono, il corpo del Mashiah. Sull’arco si succedono immagini di santi, una giovane velata accende un cero, la fiamma sembra esplodere improvvisa nel buio della navata.

14 pensieri su “54. Il punto

  1. Il punto d’incontro, quello di fusione, il baricentro l’unico punto in cui tutto è chiaro, tutto è uno, c’è equilibrio, armonia … un punto infinitesimamente piccolo in cui è custodito il segreto dell’universo, la vita, l’amore … il baricentro….
    SM

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  2. A volte si rischia di perdersi perchè si inseguono diverse verità, mgari orientali o newage, convinti di avere la soluzione in tasca. Come la casa costruita sulla sabbia, piano piano le false ideologie perdono di fondamento e svanniscono all’improvviso o ci avvinghiano in una morsa mortale. Troppi che dicono di sapere la verità , ma sopratutto troppi che la cercano dove non c’è. Schierarsi completamente senza riserva, richiede una grandissima convinzione e questa è frutto di un lugo percorso che trasforma, che fortifica, come una pianta rampicante che prende possesso della parete che ha trovato e la riveste della sua presenza, avvinghiandola o proteggendola, questo sta a noi deciderlo 😉

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  3. Dopo una giornata impegnativa, piena di emozioni e lunga come questa, mi rimane solo l’energia di dire “grazie” e “serena notte”, don Faber …
    Un commento a domani, con la mente piu’ sveglia!

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  4. «Davanti a noi, si apre il campo infinito dei possibili; e se, per avventura, ci si presentasse davanti il reale, esso sarebbe talmente fuori dai possibili che noi, presi da improvviso stordimento, cozzando contro il muro sorto d‟improvviso, cadremmo riversi».

    (Marcel Proust, La prigioniera)

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  5. “La chiesa è avvolgente”è una bella frase,ma di lunedi non funziona,secondo me.Stamattina sono saltati i tubi dell’acqua,per esempio.Essendo sola nella palazzina,ho dovuto provvedere nell’attesa del padrone di casa.Ho chiuso l’acqua,ma non è servito.Ho messo dei secchi,perchè anche se la perdita era nel garage,avevo paura che si allagasse troppo.Chiudere l’acqua della palazzina non serviva perchè”è colpa di quelli del comune”,ha detto il padrone di casa quando è arrivato,dopo più di un’ora.Adesso stanno riparando all’esterno,ed io non ho acqua in casa.Non mi piace molto l’infinito,se ci sono dei guasti.Mi scuso per il commento lungo,ma volevo prendermi un pò di relax,dopo lo stress.Ero convinta che Yehochoua fosse morto,ma forse mi sbaglio.Un bel post,grazie
    .Buona giornata,Lucia D.

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  6. Trovare il punto, il momento giusto, la persona giusta. Una ricerca minuziosa che a volte può durare una vita, proiettati come siamo in un futuro veloce e indefinito, che trova mille ostacoli nel suo percorso. Una corsa folle verso qualcosa che non conosci, che ruba tempo per vivere il presente, che fa un gran rumore e non ti permette di ascoltare quel “frullare d’ali” che ti sfiora e che sta lì a dirti che ci sei, è proprio questo il momento che aspettavi, quello giusto! E’ questo il punto che racchiude il segreto della felicità

    In bilico / tra santi e falsi dei / sorretto da un’insensata voglia di equilibrio
    Negramaro

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  7. Pesantezza e leggerezza, stasi e movimento […]mancano maestri che la pensino nello stesso modo.

    purtroppo i primi a scegliere pesantezza e stasi rifiutando le altre possibilità sono (aimè siamo) proprio i cristiani, i cattolici in prima linea: le chiese, a parte qualche isola felice, si svuotano sotto i colpi di un immobilismo inquietante e non restano che splendide volte, cupole, capitelli, vetrate senza alcun frullo d’ali, senza istanti di bellezza improvvisa;
    forse perché i maestri dicono esattamente le stesse cose e quando sono innovatori vengono ascoltati da orecchie che immediatamente cementano il messaggio dentro al cuore, forse per paura di perderlo, forse per timore che non sia poi così vero, ma comunque lo destinano a cadere in terra senza morire per rinascere nuovo ogni volta.

    Lo dico in brutta copia, a voce bassa,
    ché non è ancora venuto il momento:
    il gioco del cielo irresponsabile
    si attinge col sudore e l’esperienza.

    E sotto il cielo dimentichiamo spesso
    – sotto un purgatoriale cielo effimero –
    che il felice deposito celeste
    è una mobile casa della vita

    Osip Mandel’stam

    9 marzo 1937

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  8. “l’ordine” Nella vita mi hanno insegnato l’ordine e la precisione come se tutto questo potesse tenere sotto controllo ogni situazione, ma a mie spese ho imparato che nulla si trova sotto il nostro controllo e che la vita va vissuta al momento, è proprio come scrive lei don “è l’attimo che conta”

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  9. « Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento, perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. »
    (John Keating)

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  10. “si perde nell’incrociarsi dei pensieri”…

    …si….inutile pensare quando dovremmo solo lasciare esplodere” la fiamma improvvisa” della fede.

    Riporto Bukowsky, un pò forte nel suo stile, ma efficace…

    IL PUNTO CRUCIALE

    Troppo
    Troppo poco

    Troppo magro
    o nessuno

    Risate
    o lacrime

    chi odia
    chi ama

    estranei con le facce come
    capocchie di
    puntine da disegno

    eserciti che coprono lungo
    strade di sangue
    agitando bottiglie di vino
    infilando con la baionetta e scopando le vergini

    Oppure un vecchio in una stanzetta
    con una fotografia di Marylin Monroe

    C’è al mondo una così grande solitudine
    che la puoi vedere negli scatti lenti delle lancette
    di una sveglia

    Gente così stanca
    mutilata
    d’amore e disamore

    Gli uomini non si trattano bene
    l’un l’altro

    Il ricco non tratta bene il ricco
    il povero non tratta bene il povero

    Abbiamo paura

    E il nostro sistema scolastico ci dice
    che possiamo tutti essere dei grossi vincitori

    Non ci ha detto niente
    degli sfigati
    o dei suicidi

    O del terrore di uno che soffre
    in qualche luogo
    solo

    Senza che nessuno gli parli
    senza che nessuno lo tocchi

    Annaffiando una pianta

    Gli uomini non si trattano bene
    non si trattano bene
    non si trattan bene

    Credo che non vi riusciranno
    non glielo chiedo

    Le perline dondoleranno
    le nuvole rannuvoleranno
    e l’assassino decapiterà il bambino
    come mordesse un cono gelato

    Troppo
    Troppo poco
    Troppo grasso
    Troppo magro
    o nessuno

    Più carichi d’odio che amanti

    La gente non sta bene insieme
    se invece stesse bene
    le nostre menti non sarebbero così tristi

    Intanto osservo le bambine
    steli
    fiori del caso

    Deve esserci un modo.

    Di certo deve esserci un modo a cui non abbiamo ancora pensato.

    Chi mi ha messo dentro questo cervello?

    Urla
    domanda
    dice che una possibilità c’è.

    Non dirà
    “No”

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  11. – la tradizione è indispensabile… stasi e movimento condividono la stessa origine; occorre trovare il punto in cui s’incontrano… il corpo del Mashiah

    E’ molto importante la continuità della tradizione, il rispetto e l’amore per tutto ciò che è stato fatto prima di noi; non si può prescindere dal rapporto tra “chi semina e chi miete”. Siamo quello che siamo e viviamo in un certo modo, anche grazie a chi ci ha preceduto e che ha lottato per certi diritti e certe libertà, che non dobbiamo mai dare per scontato.
    Allo stesso tempo è giusto anche guardare avanti e cercare di migliorarsi sempre, di evolvere in positivo, imparando dagli errori fatti.
    Memoria custodita ed esperienza di vita, buttandosi nella mischia, a volte rischiando, per arrivare al punto giusto, quello in cui si sperimenta la luce ed il “bacio irresistibile del cielo”.

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  12. E’ accogliente la chiesa, ogni chiesa lo è perché chiunque vi entri possa sentirsi all’interno di una comunità. Ma a volte le comunità diventano un guscio affettivo dove rifugiarsi e tenere il mondo fuori. Nelle nostre prigioni dorate ci sentiamo al sicuro, protetti, con le nostre convinzioni che nessuno mette in discussione. Non ci rendiamo conto invece di quello che ci stiamo perdendo. Aprirsi agli altri portando noi stessi, le nostre idee e facendoci contaminare dall’altro che é un nuovo mondo tutto da scoprire ci fa sentire vivi. Del resto qualcuno dice che la vita è un brivido che vola via, un equilibrio sopra la follia.

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