56. Mantello

da qui

La sera divide il mondo in due: l’azzurro del cielo, ancora chiaro, che sembra la mano morbida di Dio disposta a una carezza, si trasforma in basso in grigio intenso che plana come ombra sulle case popolari, il minareto superbo, la strada attorcigliata come un verme grigio sul dorso della collina verdescura. Magdalenne si ferma a lungo a distinguere le sfumature di luce, le gradazioni di colore, i confini incerti tra il manto azzurro di Dio e la tunica scura della terra; poi passa ai suoni, le grida dei bambini, il vociare degli adulti, il canto della donna innamorata. Pensa alle volte che è risuonato il suo, di canto, mentre sognava gli occhi di Yehochoua, la cascata di capelli in disordine perenne, il sorriso disegnato tra i baffi e il pizzo, come fosse attratto sempre dalla parte alta del quadro, accarezzato dalla mano morbida di Dio, al riparo del mantello azzurro. Ora le pare un miscuglio curioso di terra e cielo, l’uomo misterioso che non capisce dove trovi il coraggio di affrontare il potere spietato che li opprime.
Stai pensando a lui.
Ha i capelli ricci e radi, sopracciglia decise inquadrano uno sguardo che ti scava dentro.
Alla donna sfugge un grido che si confonde con quello dei bambini, l’urlo dei clacson, il coro delle madri che ingiungono ai figli di tornare.
Chi è lei?
Mi chiamo Chlomo, sono un giornalista.
Vuole farmi morire di spavento?
Sono giorni che la seguo, da quando ho capito che è innamorata di Yehochoua.
A Magdalenne, chissà perché, viene in mente una strada che corre tra colline brulle, erbacce e sassolini bianchi che si accavallano fino al punto in cui sorge la città, un ammasso di edifici bianchi aggrappati gli uni agli altri come a proteggersi da nuvole che incombono: che fine ha fatto la pace della sera?
Non è lecito seguire le persone.
Lo dice lei. Un giornalista può permettersi di tutto.
Le nubi hanno chiuso ogni spiraglio: ora si scorgono solo monti scheletriti a perdita d’occhio, schiene nude cosparse di sabbia e frammenti sparsi di rocce.
Cosa vuole da me?
Chi è Yehochoua?
Bisogna camminare molto per raggiungerlo: terre piene di sassi ed erba alta, sotto il sole a picco; tunnel senza luce dove si va a tentoni, sperando di non precipitare in qualche buca. Altre volte ti viene incontro come il profumo della resina o il vento che soffia tra le rocce.
Avete fatto l’amore?
Se ne vada.
Si aggrappa con lo sguardo al manto azzurro, Magdalenne, cerca un contatto con la mano morbida di Dio.

20 pensieri su “56. Mantello

  1. “La sera divide il mondo in due”

    Isotta

    “Chi là segretamente celai, come mi parve malvagio quando, nello splendore del giorno, l’unico fedelmente amato sparve agli sguardi d’amore, e quale nemico s’erse dinnanzi a me! Trascinarti voglio laggiù, con me nella notte, dove il mio cuore mi promette la fine dell’errore, dove svanisce la follia del presentito inganno.”

    Tristano:

    “Chi amoroso osserva la notte della morte, a chi essa confida il suo profondo mistero: la menzogna del giorno, fama e onore, forza e ricchezza, come vana polvere di stelle innanzi a lui svanisce!… Fuor dal mondo, fuor del giorno, senza angosce, dolce ebbrezza, senza assenza, mai divisi, soli, avvinti, sempre sempre, nell’immenso spazio!..”

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  2. “che fine ha fatto la pace della sera?”

    La pace della sera …. una definizione soggettiva…è quello che noi vogliamo identificare come “pace della sera”;

    Magdalenne è cambiata … la pace della sera ora per lei significa percorrere “terre piene di sassi ed erba alta, sotto il sole a picco”…..

    si può cambiare tutto per raggiungere l’amore…

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  3. “Bisogna camminare molto per raggiungerlo: terre piene di sassi ed erba alta, sotto il sole a picco; tunnel senza luce dove si va a tentoni, sperando di non precipitare in qualche buca. Altre volte ti viene incontro come il profumo della resina o il vento che soffia tra le rocce.”

    Così Magdalenne è l’amore, anche quello umano, terrestre, fra uomo e donna. A volte si cammina invano e rimane solo la certezza di averlo cercato, cercato a lungo, e quando si credeva che ogni graffio, ferita, sabbia e sassi di deserti attraversati, gocce d’acqua di fiumi guadati, sale di mari solcati, fosse la meta raggiunta per un viaggio che ricomincia insieme, ecco che ti accorgi che non hai che polvere fra le dita, innamorata di un sogno, dell’amore o semplicemente del bisogno di sentirsi amati. Qualcuno lo trova e si trova ogni giorno a ripetere un “si lo voglio”, altri un “mi ami tu, ti amo io o è solo bisogno di non ritrovarsi soli?”. L’amore vero, disinteressato e pronto a donarsi senza chiedere nulla in cambio forse lo hai provato e trovato solo tu e pochi altri, persone con il cuore aperto, pronte a mettersi sempre in gioco e a giocarsi tutto, spogliate dell’io e certe che c’è almeno uno che ricambia il sacrificio, la fatica e la gioia: Dio. Il resto può essere realtà o una magnifica illusione che aiuta a vivere, a non abbandonare mai la speranza, … forse…
    SM

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  4. “Chi è Yehochoua?”

    Magdalenne sa indicare la strada per arrivare a lui, sa raccontare come accorgersi quando lui ti viene incontro ma non dice chi è….

    la conoscenza è un incontro, un’esperienza intima ..non può essere una definizione.

    Nel suo libro «Scusi, qual è il suo Dio?», Lewis afferma: «Un uomo che fosse soltanto un uomo e che dicesse le cose che disse Gesù non sarebbe certo un grande maestro di morale, ma un pazzo – allo stesso livello del pazzo che dice di essere un uovo in camicia – oppure sarebbe il Diavolo. Dovete fare la vostra scelta: o quest’uomo era, ed è, il Figlio di Dio, oppure era un matto o qualcosa di peggio. Potete rinchiuderlo come un pazzo, potete sputargli addosso e ucciderlo come un demonio; oppure potete cadere ai suoi piedi e chiamarlo Signore e Dio. Ma non tiriamo fuori nessuna condiscendente assurdità come la definizione di grande uomo, grande maestro. Egli ha escluso la possibilità di quella definizione – e lo ha fatto di proposito.»

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  5. “Pensa alle volte che è risuonato il suo, di canto,”

    UN MANTELLO

    Feci al mio canto un mantello
    Coperto coi ricami delle antiche
    Mitologie, dai piedi fino al collo;
    Ma gli sciocchi
    Lo presero per loro, lo indossarono
    Davanti agli occhi del mondo
    Quasi che loro l’avessero cucito.
    Canzone, lascia pure
    Che se lo tengano, perchè
    Ci vuole più coraggio a camminare nudi.

    William Butler Yeats

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  6. Il mantello “azzurro del cielo, ancora chiaro, che sembra la mano morbida di Dio disposta a una carezza”, sotto il quale si può trovare rifugio, potezione e una guida che ti conduce con passo sicuro per le vie difficili, ma bellissime dell’amore.

    “La carità è paziente,
    è benigna la carità;
    la carità non invidia, non si vanta,
    non si gonfia, non manca di rispetto,
    non cerca il proprio interesse, non si adira,
    non tiene conto del male ricevuto,
    ma si compiace della verità;
    tutto tollera, tutto crede,
    tutto spera, tutto sopporta.”
    (San Paolo)

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  7. – Bisogna camminare molto per raggiungerlo: terre piene di sassi ed erba alta, sotto il sole a picco; tunnel senza luce dove si va a tentoni, sperando di non precipitare in qualche buca. Altre volte ti viene incontro come il profumo della resina o il vento che soffia tra le rocce.

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  8. – gli occhi di Yehochoua, la cascata di capelli in disordine perenne, il sorriso disegnato tra i baffi e il pizzo, come fosse attratto sempre dalla parte alta del quadro, accarezzato dalla mano morbida di Dio, al riparo del mantello azzurro…

    Mille Giorni Di Te E Di Me

    io mi nascosi in te poi ti ho nascosto
    da tutti e tutti per non farmi più trovare
    e adesso che torniamo ognuno al proprio posto
    liberi finalmente e non saper che fare
    non ti lasciai un motivo né una colpa
    ti ho fatto male per non farlo alla tua vita
    tu eri in piedi contro il cielo e io così
    dolente mi levai imputato alzatevi
    chi ci sarà dopo di te
    respirerà il tuo odore
    pensando che sia il mio
    io e te che facemmo invidia al mondo
    avremmo vinto mai
    contro un miliardo di persone
    e una storia va a puttane
    sapessi andarci io…
    ci separammo un po’ come ci unimmo
    senza far niente e niente poi c’era da fare
    se non che farlo e lentamente noi fuggimmo
    lontano dove non ci si può più pensare
    finimmo prima che lui ci finisse
    perché quel nostro amore non avesse fine
    volevo averti e solo allora mi riuscì
    quando mi accorsi che ero lì per prenderti…
    insegneremo quello che
    noi due imparammo insieme
    e non capire mai
    cos’è se c’è stato per davvero
    quell’attimo di eterno che non c’è
    mille giorni di te e di me…
    ti presento
    un vecchio amico mio
    il ricordo di me
    per sempre per tutto quanto il tempo
    in questo addio
    io mi innamorerò di te…

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  9. A Ema
    un uomo che denuncia il male è sempre pazzo.Sulle copertine di molti libri di psichiatria c’è il volto di Van Gogh.La sua colpa,quella di aver dipinto Il Dottor Cachet al vero,depresso e,se mi posso permettere,peccaminoso.Quando si vive nel lusso,la depressione non è proprio permessa.Che bel riconoscimento storico,per uno dei più grandi artisti della storia.Invece gli arianii,e la loro base,le belle donne e la loro cavalleria nazista folle,sono entrati nella storia,rispettati anche dalle vittime.Tutt’ora funziona così.Non si può mica portare l’immaginazione troppo lontano dai fatti.
    “Il viaggio in India” di Forster è stato scritto al tempo di Eva Brown.Per non dare troppo spazio a queste cose inutili, c’è un bel libro,di un medico serio,che mi sentirei di consigliarle:”Il volto di Van Gogh” di Francois-Bernard Michel.Un saluto e buona giornata,Lucia D.

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  10. – Bisogna camminare molto per raggiungerlo……

    mi ami?
    dall’io al tu
    dal caos al cosmos

    …terre piene di sassi ed erba alta, sotto il sole a picco; tunnel senza luce dove si va a tentoni, sperando di non precipitare in qualche buca.

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  11. la mano morbida di Dio disposta a una carezza
    Sentirsi al sicuro, protetti sotto il Suo mantello azzurro: che bello! Forse un po’ egoistico, ma necessario per continuare a vivere, per camminare in quelle – terre piene di sassi ed erba alta, sotto il sole a picco; tunnel senza luce dove si va a tentoni, sperando di non precipitare in qualche buca –
    E per imparare ad amare, senza riserve, accettando rinunce e incertezze, anche quando ti si spacca il cuore; amare rischiando del tuo, esponendoti in prima linea, o, se necessario, restando all’angolo, in silenzio, nel rispetto della libertà e della persona che ami.
    A volte basta un semplice “Come stai?” per dire “io ci sono e puoi contare su di me!”

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  12. E’ bello essere innomorati! L’amore è musica, sfumature di colore, di sapori ma quanto è difficile mantenere l’incanto.

    Che fine ha fatto la pace della sera?

    Quante volte i sassi sono troppo grandi da scavalcare, il buio ci confonde e allora ci fermiano, ci arrendiamo ma forse è proprio in quei momenti che bisogna alzare lo sguardo e cercare un contatto con la mano morbida di Dio.

    “strada facendo troverai un gancio in mezzo al cielo
    e sentirai la strada far battere il tuo cuore, vedrai più amore”

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  13. “apprendere insieme a superare gli ostacoli, un bel traguardo”

    E’ la sintesi perfetta di un matrimonio felice!
    Essere in due, ma all’unisono, sentirsi una sola anima che affronta le difficoltà della vita e gioisce dei doni e dei traguardi raggiunti.

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  14. Cercare un contatto non è cercare di toccare ma anche lasciarsi toccare da quel cielo/mantello, diventare l’orizzonte che ne accoglie l’abbraccio.

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