61. Lampioni

da qui

Mi sta perseguitando?
– Per Magdalenne è sempre più difficile distinguere il confine tra la fascia azzurra del cielo e quella grigia: è come se una lotta senza quartiere, o un amplesso ardente, confondesse la linea, la spostasse su e giù, di qua e di là, in un cercarsi e offendersi e abbracciarsi senza fine.
Voglio solo un parere da chi conosce Yehochoua meglio di tutti.
La punta del minareto raggiunge il taglio grigioazzurro del cielo; la donna ha gli occhi fissi su quel limite, rapita e disgustata nello stesso tempo.
Perché dovrei dirlo a lei?
Le finestre dei palazzi sono aperte, ma non si scorge nulla: è il riflesso scuro del tramonto, che sembra rivelare, ma nasconde.
Sono un giornalista, vivo di questo.
Eppure, se si guarda meglio, s’indovina un’ombra, un dettaglio in movimento.
Lei non capisce i sentimenti di una donna.
Ecco, una sigaretta accesa, il braccio teso di un uomo.
Rispondo ai desideri del mondo.
La chioma di un albero, scossa dal vento, copre e scopre l’antro buio di un portone ancora aperto.
Il mondo non ha un cuore, è una folla senza volto e senza nome.
Davanti a Chlomo, lo sguardo di Magdalenne è una finestra aperta all’ora del tramonto, non si distingue nulla, in apparenza.
Il mio lavoro è cercare ciò che non si vede, dare forma a un battito profondo e sconosciuto.
Che cos’hai, Magadalenne, perché non ridi mai?
C’è un dolore che solo un uomo può descrivere.
Perché non parli, Magdalenne, che cosa ti è successo?
Non ti fiderai mai di me?
Sei così bella, Magdalenne, perché non ridi mai?
Mi fido solo di quell’uomo.
La punta del minareto è sommersa dalla fascia grigia del cielo; da una finestra viene fuori un grido, forse un bambino, forse l’abbaiare disperato di un cucciolo lasciato solo.
Come sei bella, Magdalenne.
Il serpente nero della strada si arrampica tra le prime luci dei lampioni.
Se ne vada, le ho detto, se ne vada.

26 pensieri su “61. Lampioni

  1. perché non ridi mai?

    C’è una nostalgia profonda nel cuore di alcuni di noi, una dolcezza dolente, come un tramonto che porti via una gioia troppo breve, è la nostalgia di casa, quella che ci coglie quando la sedia di fronte alla nostra resta vuota degli occhi che amiamo.

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  2. – Il mondo non ha un cuore, è una folla senza volto e senza nome.
    “Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!
    Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria”
    (Col 3,3-4)

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  3. – Per Magdalenne è sempre più difficile distinguere il confine tra la fascia azzurra del cielo e quella grigia…

    Distinguere tra bene e male a volte è veramente difficile…
    Il dubbio è proprio come un “serpente nero” che si arrampica, chiude il cuore, raggiunge la mente, confonde pensieri ed intenzioni e ti fa precipitare nell’incertezza, nel buio e nell’infelicità.

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  4. Che cos’hai, Magadalenne, perché non ridi mai?

    Essere lontani dall’amore, non amare e non sentirsi amati, è come essere lontano da casa: ci si sente persi, disorientati, e soli.

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  5. Lei non capisce i sentimenti di una donna.

    C’è un dolore che solo un uomo può descrivere.

    Non ci sono sentimenti diversi o dolori che un sesso capisce o descrive meglio degli altri, ci sono solo sentimenti che portano gioia e altri che danno dolore. Non c’è una misura per capire chi ama o soffre di più e chi di meno. Di certo siamo universi diversi, che si completano, ma trovare l’altra metà della mela non è impresa facile, sembra che ci sia qualcuno sempre pronto a mischiarle, dividerle, per poi riunirle in un gioco sadico che lascia l’amaro in bocca e uccide la speranza di sentirsi amati. Ma esiste l’anima gemella? L’altra metà della tua mela? Forse si, forse no. L’altra metà della mela è quella che sebbene diversa e indipendente si infila nei tuoi panni, cerca sempre di comprendere e viene compreso in un gioco di ruoli che si alternano secondo il momento e le necessità, è un darsi totale l’un l’altro senza paura di conservarsi per non soffrire, perchè tanto prima o poi accadrà… frasi fatte e luoghi comuni ma quanto è difficile e doloroso amare, vero Magdalenne?
    C’è un punto di incontro fatto di sguardi, di parole non dette ma sentite, libertà di lasciar andare perchè il ritorno sia la volontà di tornare a casa e ritrovarsi… dov’è casa? Casa è dove si sta bene, il cuore ha pace, dove ci si sente amati e si ama … casa è dove c’è un abbraccio senza fine, una carezza eterna, due occhi che si incontrano e parlano lo stesso linguaggio muto … e qualcuno che ti sussurra: come sei bella Magdalenne!
    SM

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  6. Chlomo domanda, ha bisogno che le cose gli vengano spiegate, raccontate, non è capace di leggere oltre, di carpire il dettaglio che rivela i veri sentimenti. Come può raccontare l’amore, descrivere il dolore se vede gli occhi degli altri come finestre buie, il mondo è una folla senza volto e senza nome.
    Solo davanti a chi è capace di conoscere la nostra anima, di condividere quello che proviamo, davanti a chi riesce a comprendere il segnale che c’è in ogni sguardo senza bisogno di parole è lì che ci sentiamo veramente a casa.

    e non abbiam bisogno di parole
    per spiegare quello che e’ nascosto in fondo al nostro cuore
    ma ti sollevero’ tutte le volte che cadrai
    e raccogliero’ i tuoi fiori che per strada perderai…
    (Ron – Non abbiam bisogno di parole)

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  7. -Che cos’hai, Magadalenne, perché non ridi mai?

    IL TUO SORRISO – Pablo Neruda

    Toglimi il pane, se vuoi,
    toglimi l’aria, ma
    non togliermi il tuo sorriso.

    Non togliermi la rosa,
    la lancia che sgrani,
    l’acqua che d’improvviso
    scoppia nella tua gioia,
    la repentina onda
    d’argento che ti nasce.

    Dura è la mia lotta e torno
    con gli occhi stanchi,
    a volte, d’aver visto
    la terra che non cambia,
    ma entrando il tuo sorriso
    sale al cielo cercandomi
    ed apre per me tutte
    le porte della vita.

    Amor mio, nell’ora
    più oscura sgrana
    il tuo sorriso, e se d’improvviso
    vedi che il mio sangue macchia
    le pietre della strada,
    ridi, perché il tuo riso
    sarà per le mie mani
    come una spada fresca.

    Vicino al mare, d’autunno,
    il tuo riso deve innalzare
    la sua cascata di spuma,
    e in primavera, amore,
    voglio il tuo riso come
    il fiore che attendevo,
    il fiore azzurro, la rosa
    della mia patria sonora.

    Riditela della notte,
    del giorno, della luna,
    riditela delle strade
    contorte dell’isola,
    riditela di questo rozzo
    ragazzo che ti ama,
    ma quando apro gli occhi
    e quando li richiudo,
    quando i miei passi vanno,
    quando tornano i miei passi,
    negami il pane, l’aria,
    la luce, la primavera,
    ma il tuo sorriso mai,
    perché io ne morrei.

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  8. in quella difficoltà della distinzione
    in quella confusione tra le cose
    in quel non riuscire a trovare la definizione
    tra la linea del cielo e quella del mare
    visto da una finestra al mattino,
    condusse Proust a evocare
    “la cruauté de ses impressions véritables”
    [la crudeltà delle sue vere impressioni].

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  9. “è come se una lotta senza quartiere, o un amplesso ardente, confondesse la linea, la spostasse su e giù, di qua e di là, in un cercarsi e offendersi e abbracciarsi senza fine.”

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  10. Mi fido solo di quell’uomo
    Fidarsi, ascoltare il cuore, leggere fra le pieghe dell’anima. Niente trucco, via la maschera, perché possiamo guardarci negli occhi, perché io possa vedere il tuo sorriso o asciugare le tue lacrime e tu possa curare le mie ferite o goire con me dei miei sogni. Potersi scoprire ogni giorno fratelli

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  11. Dolce e malinconica Magdalenne. Emozionanti le parole che raccontano di lei.
    Il pensiero vola ad un passo del Vangelo, ad un’altra Maria.
    Ancora un cuore di donna.
    “Maria serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore (Lc 2,19)”

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  12. “Se ne vada, le ho detto, se ne vada.”

    …sarà giusto allontanare così chi cerca di capire?

    “Il mio lavoro è cercare ciò che non si vede, dare forma a un battito profondo e sconosciuto.”

    Le esperienze di dolore ci rendono diffidenti ma bisogna riuscire a condividere l incontro, il battito profondo..

    “Voglio solo un parere da chi conosce Yehochoua meglio di tutti.”

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