63. Nel ventre della terra

da qui

Ci sono tutti, nell’orto degli ulivi: Matityahaou, con la faccia da ragazzo allegro, Shime’on, dal piglio fiero, Yaakov, coi dentoni da coniglio, Yoh’anan, giovane e bello come devono essere gli eroi, Andreas, con le orecchie a sventola e una strana smorfia sulla bocca, Yehouda, dai riccioli ribelli, Nathane l’intellettuale ed Eleazar, scampato a due attentati. I viali che tagliano il giardino sono fiumi di sassi minuscoli che riflettono la secchezza del cuore dei discepoli.
Siamo in un vicolo cieco: agnelli destinati a essere sgozzati.
Allora si fecero avanti i farisei.
E’ vero, non possiamo lasciarci ammazzare tutti quanti.
E incominciarono a discutere con lui.
Yoh’anan è mortoEleazar si è salvato per miracolo.
Chiedendogli un segno dal cielo.
Alcuni di noi sono stati picchiati duramente.
Per metterlo alla prova.
Gli occhi di Yehouda guardano oltre l’argento delle foglie:
La gente non crede nei perdenti: ci vuole un atto di forza, una dimostrazione di potenza.
Egli però, emettendo un profondo sospiro, disse.
Potremmo allearci con la folla, che reclama i suoi diritti.
Perché questa generazione chiede un segno?
Sì, se siamo uniti, potremo ottenere le libertà politiche e sociali.
In verità vi dico, non sarà concesso un segno a questa generazione.
E tu predicheresti senza timore di essere arrestato.
Se non il segno di Giona profeta, che stette tre giorni nel ventre della terra.

19 pensieri su “63. Nel ventre della terra

  1. La notte è feconda come un grembo materno che spalanca la porta del giorno e della vita in cui l’unico segno è l’amore per Dio.

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  2. Quando ti trovi in “un vicolo cieco” e il dolore, la difficoltà, il dubbio sembrano più grandi di te, impossibili da superare, quando vivi esperienze di grande sofferenza e pensi di non essere in grado di uscirne vivo, e gridi all’ingiustizia, è profondamente umano chiedere un segno che riporti la speranza.
    Se non vedi nessun segno “tocchi il fondo”, sperimenti la tua incapacità di sopravvivere, ed è allora che comprendi che l’unica via che ti rimane è mettere da parte l’orgoglio ed affidarti…

    “la vertigine non è
    paura di cadere
    ma voglia di volare…
    mi fido di te
    cosa sei disposto a perdere?”

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  3. Non c’è libertà fin quando cambia solo il nome dell’oppressore o la sua etnia. Non si ammaina una bandiera per issarne un’altra piena di sangue. L’amore non può essere la violenza sul fratello, sua moglie, suo figlio, sua sorella … perchè i miei possano invece gioire. Non ci saranno segni finchè l’uomo cambierà gli idoli come si cambiano i calzini e non avrà altro interesse che se stesso e il proprio piacere. Finchè si impone il proprio credo politico, religioso, culturale, il colore della pelle … tutte le generazioni non vedranno segni. Ma l’amore e la libertà sono in fermento, come il magma al centro della terra che cerca una via per venire fuori in tutta la sua irruenza, la sua forza, la sua vitalità e quando la trova squarcia la terra, quel ventre che l’aveva custodita e ingabbiata. Quando il fuoco disgelerà il cuore e il velo cadrà dagli occhi riconosceremo il segno nello spezzare il pane e non in un’arma che ancora una volta è sopruso e sopraffazione.
    SM

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  4. Fabio mi piaceva, era bello, vivace, simpatico disposto a ragionare, a parlare, a polemizzare e quanto ! “Ma questo dio in cui dici di credere, se esiste, perché non si fa riconoscere, non va in televisione, non si presenta, così tutti potrebbero credere in lui”
    Come spiegargli che era già accaduto con i risultati che sappiamo, che anche io ero lì a pendere dalle sue labbra e dai suoi occhi e che se le mie attenzioni, i miei sguardi, il mio desiderio di stargli accanto non erano sufficienti, neanche i fuochi d’artificio sarebbero bastati a tirarlo fuori dal suo narcisismo, dalla contemplazione egocentrica di sé. Come è finita? Non siamo mai andati oltre la disputa “Intellettual – teologica” e ben presto ciascuno ha seguito la sua strada.
    Non è così anche nella fede? Se non ci innamoriamo andiamo sempre alla ricerca di segni, ma nulla ci potrà convincere, dall’esterno.

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  5. Fidarsi è l’atto di amore più grande.

    “Ho sempre amato,
    e te ne do la prova:
    prima di amare,
    io non ho mai vissuto pienamente.

    Sempre amerò,
    e questo è il mio argomento:
    l’amore è vita
    e la vita ha qualcosa di immortale.

    Se dubiti di questo,
    allora io, amore,
    nient’altro ho da mostrare,
    nient’altro che il Calvario. ”

    (E. Dickinson)

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  6. “Perché questa generazione chiede un segno?”

    “Dacci un segno di vita
    Molto più tardi ai margini di un bosco
    Nella foresta della memoria
    Alzati subito
    Tendici la mano
    E salvaci.”

    (da Questo Amore-J.Prèvert)

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  7. “E’ vero, non possiamo lasciarci ammazzare tutti quanti.”

    LA PROVA

    Dall’altro lato della porta un uomo
    espelle la sua corruzione. Invano
    alzerà questa notte una preghiera
    al suo curioso dio, che è tre, due, uno,
    e si dirà immortale. Adesso
    ode la profezia della sua morte
    e sa di essere un animale seduto.
    Fratello sei quell’uomo. Ringraziamo
    i vermi e l’oblio.

    Jean Louis Borges

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  8. Se non il segno di Giona profeta, che stette tre giorni nel ventre della terra.

    “Cio’ che abbellisce il deserto”, disse il piccolo principe, “e’ che nasconde un pozzo in qualche luogo…”

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  9. Ci siamo tutte nel terrazzo dei limoni: c’è Dany la maestra, Rossella che è tornata single, Agnese che brinda alla fine del periodo di sfiga, Roby che è sopravvissuta all’incidente…
    La conversazione è calda e animata…. speriamo di non venire sgozzati dai vicini;-)
    Noi non abbiamo bisogno di prove, la certezza l’abbiamo nel cuore, la Parola che ascoltiamo ogni domenica è la dimostrazione di potenza e la nostra forza. Nel terrazzo dei limoni come nell’orto degli ullivi abbiamo condiviso questo pensiero che anche se un po’ buffo, è una bella manifestazione di amore e di amicizia.

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  10. Nei giorni felici, bisogna guardarsi dalla superbia e dalla smodatezza. Se una persona non è prudente quando la situazione è normale, poi non sarà in grado di recuperare. Chi si esalta nei tempi buoni vacillerà in quelli avversi .
    un pensiero da
    Massimo Dottori

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  11. A proposito di “far cadere il velo”…Bisogna diventare cercatori di speranza; bisogna diventare diffusori di gioia, coltivarla in noi ed espanderla all’esterno. Coltivare la gioia non vuol dire non vedere le brutture e i guasti del mondo, non vuol dire gettare un velo rosa sulla realtà per creare un’ illusoria felicità; al contrario, vivere nella gioia vuol dire vivere nella consapevolezza estrema testimoniando, nel mondo buio, una diversa appartenenza dell’essere. La gioia non è un linguaggio di parole, ma di sguardi; la gioia non convince, contagia. La gioia è potentemente eversiva, perché è eversivo l’amore senza distinzioni di cui è veicolo.

    “Se tu guardi il sole in alto brillerà, brillerà se osservi che nel mondo c’è un altro mondo da amare.”

    Non si tratta di un verso di una poesia, ma della testimonianza di una intensa, seppur breve vita. Quella di Alice Sturiale, scomparsa a dodici anni, mentre rideva seduta al suo banco di scuola, a causa di una di quelle malattie genetiche —atrofia muscolare spinale— che impediscono uno sviluppo fisico normale e che spezzano il corso della crescita prima del tempo. L’insegnamento lasciatoci da questa piccola ma grande bambina, nelle pagine de “Il libro di Alice”, ricche del magnetismo di una calamita, è eloquente. In ogni riga esplode incontenibile la sua contagiosa allegria e il sentimento luminoso della gioia.

    Alice questo lo sapeva e il mio ringraziamento va ai suoi genitori che hanno capito che grande dono fosse quella bambina e hanno saputo viverlo e farlo vivere per poi trasmettercelo come la luce di un arcobaleno tramite “Il libro di Alice”.

    Titti

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  12. E’ vero Titti, la gioia è proprio contagiosa, come purtroppo anche il suo opposto, la tristezza ed il pessimismo.
    Per questo, come dici tu, è importante “diventare diffusori di gioia, coltivarla in noi ed espanderla all’esterno”: solo così si può vincere la paura che inchioda, che getta nell’ immobilismo.
    Se guardi un bambino felice e sorridente, non puoi fare a meno di sorridergli a tua volta, anche quando non ne avresti voglia: la sua innocenza e la sua purezza di cuore ti cambiano, sia pure solo per un momento.

    perche’ tale e’ il mio amore
    che per il tuo bene
    sopporterei ogni male….

    questo amore
    piu’ ci consuma
    piu’ ci avvicina…

    questo amore
    e’ un faro che brilla
    in mezzo alla tempesta
    in mezzo alla tempesta

    senza aver paura mai

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