6 pensieri su “Lampedusa, 1 agosto 2011

  1. “Gli ultimi saranno primi, sappiamo
    dal vangelo, ma quando nella notte
    tra martedì e mercoledì scorso
    un barcone di trecento migranti
    si è ribaltato quaranta miglia a sud
    di Lampedusa lasciando chissà
    quanti morti – tra cui anche bambini –
    nasce una domanda ineludibile
    sul quando sul come sul perché o se
    tutto questo non possa diventare
    la scusa buona dell’ultimo paròn,
    l’inaccettabile ironia di quanti
    sigillano condanne preventive
    a vivere inseguendo l’illusione
    di raggiungere il minimo vitale
    spettante di diritto a chi si affaccia
    alla vita, che deve garantire
    l’uguaglianza del punto di partenza.
    Chiedetelo ai fratelli che di notte
    viaggiavano in trecento sul barcone
    fornito dalla flotta d’emergenza,
    sentiamo cosa dicono i bambini,
    sepolti dentro l’acqua senza un nome,
    fora di ball e fuori delle rotte,
    annegati in un sogno d’accoglienza.”

    “dalla parte degli ultimi: non è un’opzione, è un dovere.”

    Fora di ball – Fabrizio Centofanti 7 aprile 2011

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  2. Provo vergogna d’appartenere al genere umano e soprattutto sento una profonda pietà per quelle povere vittime della violenza (?), dell’avidità (?), del disprezzo per la vita altrui dimostrati dagli “scafisti”.
    Giorgina

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  3. Ho sentito da pie signore molto praticanti dire che l’atteggiamento leghista nei confronti dei migranti ( prima era solo nei confronti dei terroni )è,sì, un pò duro, ma necessario : non possiamo mica essere invasi ! non si può perdere la nostra cultura, cristiana, evoluta,i nostri posti di lavoro….questi disperati vanno fermati. Vorrei sapere se,davanti ad un mare ormai pieno di cadaveri di uomini,donne, bambini, non pensino che chi rischia così tanto per trovare una vita migliore non vada tenuto per mesi in un campo di accoglienza che sembra un carcere, per essere poi accusato del reato di clandestinità e rispedito da dove è fuggito con tanto dolore .Cristo, se tornasse sulla terra oggi,direbbe a tutti che il primo dovere è l’accoglienza, la condivisione ,la ricerca dell’uguaglianza tra i popoli, tra uomini di ogni fede e di ogni colore ,come don Fabrizio sempre ci ricorda.

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  4. Ringrazio per i commenti alla foto, che avevo lasciato volutamente senza parole, perché di fronte a certe immagini non c’è davvero parola che tenga.
    Giornali e organi di informazioni hanno dimenticato in frettissima i 25 morti del 1 agosto, la contabilità dei cadaveri pare senza fine, e un’altra contabilità, quella del debito del primo mondo (sembra, è, una contraddizione di termini) tiene banco, è il caso di dire, e il dramma delle crisi economiche è messo in scena per un pubblico rapito, che ancora non ha capito che la vita economica è crisi.
    I paesi come l’Italia hanno una lunga storia di oppressione e miseria. Uscendone, nella seconda metà del ‘900, sono rapidamente impazziti, è bastato un superficiale benessere, e hanno perso la memoria e insieme hanno perduto il futuro.
    Se c’è una speranza per noi, sarà nel farsi carico della porzione di Sud del mondo che ci guarda dall’altra sponda, nel capire che una vita più dignitosa e solida sarà possibile solo attraverso una seria politica di accoglienza. Bisogna crederci.
    E non occorre essere cristiani per questo:
    Giove il supplicante vendica, e l’estraneo,
    Giove ospital, che l’accompagna e il rende venerabile altrui.

    (Odissea, libro IX)

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