94. Altissimo

da qui

Ciechi! Siete ciechi!
Questo è il migliore di tutti: Ismail è incantato di fronte all’edificio che sembra un castello luminoso, alla piscina in cui si riflettono i colori, al giardino traboccante di piante di ogni foggia.
Fino a quando dovrò sopportarvi! Assetati di sesso e di potere, schiavi del denaro e del successo!
Le sale lussuose sono separate da archi di pietra o in vetro.
Neanche uno, dico, neanche uno si è accorto che il tempo stringe e c’è un limite alla pazienza dell’Altissimo!
Ma lui, si sa, è innamorato delle camere da letto: questa è a due piani, il più alto con l’angolo salotto, il più basso con l’alcova protetta da un baldacchino stile antico.
Possibile che nessuno sia disposto a lottare per la giustizia che può nascere solo dall’offerta della vita?
No, è innamorato di lei: come mai è così impetuosa, questa notte? Che cosa l’ha eccitata fino a questo punto?
E’ ora di svegliarci, di opporci a ogni potere che mortifichi la dignità dell’uomo e della donna, di occupare gli spazi rubati all’esistenza vera della gente.
Perché gli si stringe contro con più forza, come volesse possedergli l’anima?
Guardate le vostre giornate: sono degne della pienezza a cui siete destinati? O strisciate da un impegno all’altro sperando di non essere inghiottiti dal nulla troppo presto?
Perché lo bacia come se volesse soffocarlo e con la lingua sembra sradicargli il cuore?
Non vi accorgete delle vittime che l’odio e il cinismo mietono ogni giorno, dei bambini che muoiono, delle donne violentate, dei poveri lasciati sul bordo della strada?
Perché vuole costringerlo a esplodere al più presto, come se ciò che le importasse non fosse che la fine?
Avete mai provato a commuovervi per una lacrima che scende, a indignarvi per un ghigno crudele di fronte all’innocenza?
Perché ricorda quella volta che suo padre lo trascinò sul sentiero polveroso prendendolo a calci per la rabbia?
Ciechi! Aprite gli occhi, prima che sia troppo tardi!
O quando portò in albergo la ragazza chiamata dal sergente e lei pianse per tutto il tempo che fecero l’amore?
Decidetevi a respingere gli obblighi a cui vi costringono ogni giorno, trovate il tempo di amarvi, di guardarvi negli occhi, non svendete l’anima al primo ciarlatano che si offre di comprarla!
O la volta che si chiuse in cabina con la compagna di classe ed era disgustato dal sapore amaro della sabbia?
Non lasciatevi sottrarre la delicatezza e l’attenzione, non siete nati per farvi imbalsamare!
Che cos’hai, Avigail, perché hai smarrito il sorriso e nella bocca sento un veleno sconosciuto?
Alzatevi, spezzate le catene! Liberate la vita, prima che l’ultimo sussulto anneghi in mezzo al fango!
Possibile che l’unica esplosione sia quella del mitra che sventaglia all’impazzata, il solo gemito quello della gente che cade raggiunta dai proiettili, il segno di vita quello degli occhi di Yehochoua che si tingono di rosso, prima di chiudersi sotto il Muro Occidentale che adesso sembra altissimo, infinito?

22 pensieri su “94. Altissimo

  1. “Decidetevi a respingere gli obblighi a cui vi costringono ogni giorno, trovate il tempo di amarvi, di guardarvi negli occhi, ”

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  2. Guardate le vostre giornate: sono degne della pienezza a cui siete destinati? O strisciate da un impegno all’altro sperando di non essere inghiottiti dal nulla troppo presto?

    Guardo la vita come un sassolino che lanciato in un’acqua torbida viene risucchiato nel nulla, ma che toccato il fondo riemerge e zampilla nuovamente gioioso creando cerchi sempre più ampi e che nel suo viaggio allontana l’odio, il dolore, la rabbia che ci circonda.

    – Alzatevi, spezzate le catene! Liberate la vita, prima che l’ultimo sussulto anneghi in mezzo al fango!

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  3. “Perché vuole costringerlo a esplodere al più presto, come se ciò che le importasse non fosse che la fine?”

    Tutto qui avviene con rabbia e con fame…

    “La fame d’amore è molto più difficile da rimuovere che la fame di pane”
    Madre Teresa

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  4. -Decidetevi a respingere gli obblighi a cui vi costringono ogni giorno,trovate il tempo di amarvi,di guardarvi negli occhi……

    Succede spesso che gli impegni di ogni giorno hanno il sopravvento su di noi, ma la colpa è soltanto nostra.
    Dovremmo dire basta a tutto questo, prendere un pò di tempo per noi e fare il punto della situazione : imparare ad amare noi stessi,per poter amare anche gli altri.

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  5. Corriamo, corriamo, siamo sempre in affanno e sempre piu’ infelici. La perdita dei valori sta causando una crisi economica mondiale. La fame di potere e di soldi a grandi e piccoli livelli ci fa vivere una vita di obbighi perche’ i valori sono i cellulari all’ultima moda, le play station e le macchine di ultima generazione, gli abiti griffati. Non abbiamo piu’ il tempo di un momento di intimita’ con Dio, con le persone che ci vivono accanto. Nessun bene di lusso potra’ mai riempirci la vita come lo sguardo di una donna/uomo che ci ama, o il sorriso di un bambino che gioca o il grazie della persona cui abbiamo asciugato una lacrima.

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  6. Avigail non guarda né in alto, né “altissimo”, ma solo in basso, piegata verso se stessa, tesa a soddisfare unicamente i suoi desideri, cieca ai bisogni dell’altro.
    Per questo non sarà mai veramente nella gioia, ma perennemente nell’insoddisfazione.
    A conferma del fatto che, chi fa il male, lo fa per primo a se stesso e si lacera.

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  7. Senza di te sarebbe stato tutto vano,
    come una spada che trafigge un corpo morto,
    senza l’amore sarei solo un ciarlatano,
    come una barca che non esce mai dal porto.
    Considerando che l’amore non ha prezzo,
    sono disposto a tutto per averne un po’,
    considerando che l’amore non ha prezzo
    lo pagherò offrendo tutto l’amore,
    tutto l’amore che ho.
    (Jovanotti)

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  8. l’unico pericolo che sento veramente
    è quello di non riuscire più a sentire niente
    il profumo dei fiori l’odore della città
    il suono dei motorini il sapore della pizza
    le lacrime di una mamma le idee di uno studente
    gli incroci possibili in una piazza….
    L’unico pericolo che senti veramente
    è quello di non riuscire più a sentire niente
    di non riuscire più a sentire niente
    il battito di un cuore dentro al petto
    la passione che fa crescere un progetto
    l’appetito la sete l’evoluzione in atto
    l’energia che si scatena in un contatto..
    (Fango -Jovanotti)

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  9.  
    Salmo 120 (121)
     
    Alzo gli occhi verso i monti:
    da dove mi verrà l’aiuto?
    Il mio aiuto viene dal Signore:
    egli ha fatto cielo e terra.
    Non lascerà vacillare il tuo piede,
    non si addormenterà il tuo custode.
    Non si addormenterà, non prenderà sonno
    il custode d’Israele.
    Il Signore è il tuo custode,
    il Signore è la tua ombra
    e sta alla tua destra.
    Di giorno non ti colpirà il sole,
    né la luna di notte.
    Il Signore ti custodirà da ogni male:
    egli custodirà la tua vita.
    Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
    da ora e per sempre.

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  10. L’unica cosa che conta è amare ed essere amati, la cosa più difficile è comprendere e accettare di essere amati immensamente.
    Ci può volere una vita, ma è il percorso fondamentale di ogni esistenza, quello che dà significato a tutto il resto.

    Grazie Fabrizio di queste pagine così intense e originali.

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  11. Gli occhi di Yehochoua si tingono di rosso come il sole al tramonto. Il sole si abbassa sull’orizzonte e annuncia la fine del giorno come il sangue che si versa in una guerra fratricida per una Terra promessa, a chi? Può chiamarsi una terra promessa tale se è macchiata del sangue di tuo fratello? Una terra arida, polverosa, secca, rocciosa come il cuore dell’uomo che ha bisogno di materia, comunque essa si chiami: terra. E difenderla con il sangue quella stessa terra non perchè è promessa ma perchè ci si abita da sempre, non cercare un dialogo ma solo armi, solo la forza bestiale e violenta del cacciatore che deve uccidere per assaporare il sangue della preda, quel sangue che lo rigenera, gli dà forza ossessiva, quell’energia che la vita tolta sprigiona impossessandosi di chi l’ha liberata e rendendolo una furia, come Avigail. Le mani e gli occhi di Avigail sono pieni di sangue, del sangue del predatore che a volte uccide per necessità, a volte solo per sport, altre perchè il gusto del sangue, dicono, sia un richiamo necessario per chi lo assaggia: è questo l’istinto animale a cacciare. Ma l’uomo cosa conserva ancora del suo essere bestia?
    Avigail è una furia, ha la bramosia di chi ha ucciso? O di chi cerca di difendere il suo amore? Cerca di evitare una perdita, un distacco, come vorrebbe Magdalenne?
    Ma uccidere non è mai cosa buona anche se sembra per una causa giusta. Nessuno ha il diritto di togliere la vita, neanche chi l’ha data, e Dio infatti non ci separa che da un corpo, dalla materia per rendere liberi l’anima, libera dalla materia, libera dalla terra. Che sia tutto un errore allora? Un equivoco? Io credo che la “terra promessa” non è altro che il cuore dell’uomo liberato, quel cuore che si apre all’altro e lascia traboccare amore.
    “Siete ciechi! Siete tutti ciechi!”. Si Yehochoua, per la maggior parte, perchè solo chi è cieco non può vedere gli occhi dell’altro, solo chi è cieco non distingue fra azzurro del cielo e rosso sangue, solo chi è cieco ha bisogno di un odore, di una traccia da seguire forte come il mix di globuli rossi, bianchi, piastrine e altro. La pazienza dell’Altissimo si erge fin sul confine verso il cielo del muro dell’egoismo umano, della sua sete di potere e sesso e da lì ridurrà in polvere quella barriera umana come squarciò il velo del Tempio. Sono in pochi coloro che vedono e annunciano il tempo della Rivelazione: marana tha!
    SM

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  12. esplode il mitra, esplode Londra, così come sono esplosi la Grecia, l’Egitto, la Tunisia, l’Algeria, lo Yemen, la Siria, la Libia..
    esplosioni sempre più frequenti annunciano che davvero non si può più vivere alla vecchia maniera. Le richieste, in forma rabbiosa, di democrazia in Africa e M.O., e di giustizia sociale ed economica in Europa, indicano che qualcosa è oramai vicino al collasso e che bisogna cambiare al più presto.
    Forse si possono ricostruire le micro e le macro economie, le piccole e grandi gestioni della vita umana imparando a guardare verso il cielo e gli occhi delle persone. L’offerta della vita ‘messa sul tavolo’ da Yehochoua non solo è bella, credo sia l’unica strada rimasta percorribile

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  13. Liberate la vita, prima che l’ultimo sussulto anneghi in mezzo al fango!

    Il video di FANGO di Jovanotti esiste in due versioni: eccone una, emozionante, che richiama i paesaggi del film “Mission”.

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  14. Scavo nel profondo, sempre più giù, fino ad arrivare alla miniera dell’anima, alla ricerca di quale oro?
    Quello più prezioso, più raro… a volte lo trovo con facilità… che bello; altre volte lo cerco invano, senza trovare niente; magari mi imbatto in una bella suite, grande,di quelle a due piani… ma no, non è quello l’oro che sto cercando; l’oro, quello prezioso, è un’altra cosa; se scavo bene sono sicura di trovarlo, perché so che c’è, sempre; forse in quel momento il percorso è troppo buio e stretto e ho bisogno di una luce, per poter vedere di nuovo; e finalmente quando lo scorgo, sento di aver ritrovato una grande ricchezza, quella che regala gioia vera e che fa apprezzare la vita per la sua semplicità

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