115. Sherazade

da qui

Racconta, Ismail, sono rimasto indietro.
E’ una parola, Yousef: non so da dove cominciare.
Il locale è rustico: tavolini in legno con sedie impagliate, pavimento a mattonelle ruvide e colonna in pietra, un arco all’entrata e un altro per il forno a legna.
Avigail, mi piacerebbe capire cosa stai cercando.
Non me lo chiedere, Shaoul, non saprei dirti.
La città vecchia incanta con le  case in pietra e il catalogo di simboli disseminati dappertutto come un esame che mette alla prova ogni passante.
Comincia da un punto, gli altri seguiranno. Per esempio: come vanno le manfrine con la bionda?
Mi sono innamorato, non pensavo di poterci ricadere.
Ci sono persino gli scaffali coi libri: un giovane, in piedi, ne sta leggendo uno.
Hai deciso da che parte stare? Sei ancora interessata al nazareno?
E a chi non interessa? Tra chi lo  segue e chi vuole eliminarlo, sono pochi quelli che lo ignorano.
I vicoli stretti aprono squarci improvvisi su ciò che sta al di là.
Sei matto da legare: col mondo in subbuglio, tu pensi alle cosce di una donna.
Chi ha detto che penso alle cosce? Potrei pensare agli occhi, per esempio.
Libreria e trattoria: che altro puoi volere dalla vita?
Secondo me non dura molto: ho sentito che è scomodo per tutte le fedi religiose. Le loro autorità non scherzano.
Voglio salvarlo: ci dev’essere un sistema.
Passa una suora tutta nera, con gli occhiali e la pancia.
Non riesci a infinocchiarmi, caro: conosco la tua fame leggendaria.
Smettila, Yousef, non sai nulla dell’amore, altrimenti non saresti così cinico.
Il locale potrebbe trasformarsi in libreria: niente più cholent, goulash, falafel, ma odore di carta e inchiostro, righe nere che corrono, corrono, lasciando sullo sfondo tutto il resto.
Nessuno può salvarlo: ha smascherato i giochi dei potenti, ha ridato dignità alla massa sfruttata e sottomessa. Niente di più grave, in questo mondo.
Stanno preparando un attentato. Lui stesso ha parlato di una borsa lasciata sul muretto.
Gli edifici vanno restaurati – o forse le vite?
Cosa pensi di fare? Vuoi sposarla?
Non ne abbiamo parlato, per me sarebbe un sogno.
Le storie hanno questo di bello: se ti lasci prendere, non ne vuoi più uscire.
Israele è pieno di borse lasciate sui muretti: stai combattendo per una causa persa.
Quell’uomo ha qualcosa di speciale, nessuno ha mai parlato come lui.
Le case sono ingombre di persone, i soffitti di muffa, i battiscopa di formiche.
Per una donna, hai tradito gli ideali; attento ai risvegli malinconici, Ismail.
Tu non capisci: da quando stiamo insieme ho cominciato a vivere.
Per questo una storia non dovrebbe mai finire; per questo il sogno di tutti gli scrittori è Sherazade.

26 pensieri su “115. Sherazade

  1. – Mi sono innamorato…

    Prima Y. e M, adesso I. e A. : c’è un’esplosione di amore in questo romanzo, “per questo… non dovrebbe mai finire”.
    Questa storia ha anche “questo di bello: se ti lasci prendere, non ne vuoi più uscire”!

    "Mi piace"

  2. Per questo una storia non dovrebbe mai finire; per questo il sogno di tutti gli scrittori è Sherazade.

    Geniale! sia che si desideri Sherazade come la compagna della propria vita sia che si desideri scrivere un romanzo nel romanzo, con un continuo rimando del finale al giorno dopo affinchè non finisca mai come un grande amore.
    SM

    "Mi piace"

  3. – Libreria e trattoria: che altro puoi volere dalla vita?

    Mi sono sempre piaciute quelle librerie e biblioteche che hanno anche l’angolo per il thè o il caffè, come in alcuni paesi del nord Europa, e che adesso si stanno diffondendo anche da noi.
    Si respira un’aria serena, c’è silenzio e ci si può incontrare, rilassare, leggere, e regalarsi uno spazio per sognare.
    Cibo per la mente, per il corpo e per l’anima!

    “Tu sei per la mia mente come il cibo per la vita,
    Come le piogge di primavera sono per la terra;
    E per goderti in pace combatto la stessa guerra
    Che conduce un avaro per accumular ricchezza.

    Prima orgoglioso di possedere e, subito dopo,
    Roso dal dubbio che il tempo gli scippi il tesoro;
    Prima voglioso di restare solo con te,
    Poi orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.

    Talvolta sazio di banchettare del tuo sguardo,
    Subito dopo affamato di una tua occhiata:
    Non possiedo nè perseguo alcun piacere
    Se non ciò che ho da te o da te io posso avere.

    Così ogni giorno soffro di fame e sazietà,
    Di tutto ghiotto e d’ogni cosa privo.”

    (Shakespeare)

    "Mi piace"

  4. I LIKE IT !
    Due grandi interrogativi in questo post:

    1) Libreria e trattoria: che altro puoi volere dalla vita?
    2) Gli edifici vanno restaurati – o forse le vite?

    Tanto Ismail quanto Avigal sono ad un bivio della propria vita.
    il primo, dalla fama leggendaria, in Avigail ha finalmente incontrato l’amore per una donna, che però lo mette di fronte al tradimento degli ideali finora seguiti; l’altra in Y ha ascoltato la buona novella per la sua vita.
    “Le storie hanno questo di bello: se ti lasci prendere, non ne vuoi più uscire.” Ma entrambi sono chiamati a fare una scelta decisiva per il proprio futuro, che indirettamente può condizionare un’intera comunità: infatti, se Avigail riesce a sventare l’attentato a Y, forse per molti (in alto e in basso) potranno cambiare le cose…

    – Racconta, Ismail, sono rimasto indietro.
    – E’ una parola, Yousef: non so da dove cominciare. Mi sono innamorato, non pensavo di poterci ricadere.
    – Cosa pensi di fare? Vuoi sposarla?
    – Non ne abbiamo parlato, per me sarebbe un sogno.
    – Per una donna, hai tradito gli ideali; attento ai risvegli malinconici, Ismail.
    – Tu non capisci: da quando stiamo insieme ho cominciato a vivere.

    – Avigail, mi piacerebbe capire cosa stai cercando. Hai deciso da che parte stare? Sei ancora interessata al nazareno?
    – Non me lo chiedere, Shaoul, non saprei dirti. E a chi non interessa? Quell’uomo ha qualcosa di speciale, nessuno ha mai parlato come lui.
    Tra chi lo segue e chi vuole eliminarlo, sono pochi quelli che lo ignorano.
    – Secondo me non dura molto: ho sentito che è scomodo per tutte le fedi religiose. Le loro autorità non scherzano. Nessuno può salvarlo: ha smascherato i giochi dei potenti, ha ridato dignità alla massa sfruttata e sottomessa. Niente di più grave, in questo mondo.
    – Voglio salvarlo: ci dev’essere un sistema.

    Per questo una storia non dovrebbe mai finire; per questo il sogno di tutti gli scrittori è Sherazade.

    "Mi piace"

  5. Le storie hanno questo di bello: se ti lasci prendere, non ne vuoi più uscire.

    …. tanto da identificarti nel protagonista che preferisci…e continui a sognare…
    una coccola per l’anima, vento caldo per il cuore, dessert per il palato

    insomma, come il cioccolato, un rimedio antidepressivo, visto il rientro in ufficio:-(
    grazie don, per queste meraviglie che continui a regalarci!

    "Mi piace"

  6. Il locale potrebbe trasformarsi in libreria: niente più cholent, goulash, falafel, ma odore di carta e inchiostro, righe nere che corrono, corrono, lasciando sullo sfondo tutto il resto.

    LIBRI

    Tutti i libri del mondo
    non ti danno la felicità,
    però in segreto
    ti rinviano a te stesso.
    Lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno,
    sole stelle luna.
    Perché la luce che cercavi
    vive dentro di te.
    La saggezza che hai cercato
    a lungo in biblioteca
    ora brilla in ogni foglio,
    perché adesso è tua.

    Hermann Hesse da La felicità, versi e pensieri

    "Mi piace"

  7. Dolci parole, tormenti, sentimenti contrastanti, passione, c’è veramente tutto in questo bellissimo romanzo che coccola e conforta e fa sognare il cuore…. anche di chi ha nostalgia di un amore così intenso. Grazie don! Leggere e leggerti ci salva….

    "Mi piace"

  8. Il sogno di tutti gli scrittori è Sherazade per farsi prendere dalle storie e non uscirne più. Aggiungerei che questo è anche il sogno di tutti i lettori o gli uditori di un racconto. Ripenso infatti a precedenti letterari in cui la lettura rappresenta l’evasione dalla realtà ( Decameron, Don Chisciotte, per citare solo i primi titoli che mi vengono in mente) e la rende più dolce.

    "Mi piace"

  9. Dedico a Ismail e Avigail la scena finale del film “Il favoloso mondo di Amelie”, in cui la protagonista si trova di fronte alla scelta: tuffarsi o meno nella storia con Nino?! il video dell’uomo di vetro la spingerà verso la felicità…

    Avrete capito che sono una appassionata di cinema!

    "Mi piace"

  10. – Per una donna, hai tradito gli ideali; attento ai risvegli malinconici, Ismail.
    – Smettila, Yousef, non sai nulla dell’amore, altrimenti non saresti così cinico.

    Yousef (Giuseppe, forse una figura paterna per Ismail) è più realista del re. Chissà se ne condizionerà la scelta finale.
    E se invece di questo consiglio, gliene avesse dato un altro, sullo stile di “BIG KAUNA”.

    Il testo è lungo, quindi non lo trascrivo, ma lo trovate scritto ed interpretato qui sotto – se volete.

    "Mi piace"

  11. “Mi sono innamorato,non pensavo di poterci ricadere.
    -da quando stiamo insieme ho cominciato a vivere.”
    Allora e bello non e una tragedia! Allora perche` la gente non vuole amare /tra se stessi/?!

    "Mi piace"

  12. “le storie belle hanno questo di bello:se ti lasci prendere ,non ne vuoi più uscire.

    Tutte le storie d’amore sono belle, ma ci sono alcune che mi rapiscono più delle altre.
    Perciò vorrei che non finissero mai,cosi posso continuare a sognare ,come in questo momento.

    "Mi piace"

  13. – Avigail, mi piacerebbe capire cosa stai cercando.
    – Sei ancora interessata al nazareno?
    – E a chi non interessa?


    Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
    un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
    un sole che splende per me soltanto
    come un diamante in mezzo al cuore.

    "Mi piace"

  14. “Per questo una storia non dovrebbe mai finire; per questo il sogno di tutti gli scrittori è Sherazade.”

    Fabry,
    a proposito del legame lettore-scrittore, da avida lettrice, ogni tanto torno a sfogliare e rileggere i tuoi libri – prolifico scrittore – e vi trovo sempre assonanze con l’oggi.
    Sherazade racconta per continuare a vivere.
    Anche scrivere equivale a continuare a vivere, malgrado tutti, nonostante tutto. – E tu scrivi bene, ma l’importante è che tu viva bene e scriva ancora le tue pagine così belle!

    (p. 121 PRETRE A PORTER) «Ed è già tanto. Scrivo per sopravvivere. Ho l’impressione che, come nelle Mille e una notte, se cessassi di raccontare morirei all’istante. Devo ritrovare, giorno dopo giorno, il filo interrotto il 30 dicembre, con la morte del mio amico. Da allora, la scommessa è quotidiana: continuare, fermarsi, superare ostacoli sistemati ad arte e trappole intrise di veleno, confidare in ciò che ho sempre chiamato divina provvidenza, o arrendermi al male che mi assedia. Non so come andrà a finire. Quando riesco ad accendere il computer, segno un’altra tacca di una lotta senza fine. Anche per oggi è fatta, ed è già tanto».

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.