18. L’aratro

da qui

Quando arrivai, mi giocai la carta vincente, il cavallo di battaglia.
Non sai cosa significhi sedersi in fondo all’autobus, nascosti, separati dalla luce del consesso umano.
Parlai della lunghezza, della larghezza e dell’altezza.
Anche se tu, Martin, eri più in alto, il figlio del pastore, rispettato e amato dalla comunità, nel mondo alla rovescia della gente dalla pelle nera.
La lunghezza è l’uomo, la donna, con le loro facoltà, l’intelligenza, la volontà, la libertà, in una parola, la dignità della persona.
La scuola in cui divori libri che ti avrebbero avviato sulla strada giusta, dove tutti dovrebbero incontrarsi, prima o poi.
Avevo toccato con mano quanto ciò fosse soppresso o ostacolato per i neri d’America, considerati bestie, privati dei diritti elementari. Pensavano  fossi un sognatore: le mie idee di pace e di armonia si sarebbero disintegrate nell’impatto terribile con l’atmosfera.
Quando diventasti reverendo, avevi il mondo in mano: chi ti avrebbe fermato?
Vi sembra un sogno poter disporre di volontà, intelligenza e libertà?
Partisti per studiare al Nord, in una delle università più prestigiose che si trovassero negli Stati Uniti.
La lunghezza è rendersi conto che nessuno è più importante di te, come mia madre ripeteva, che hai tutto ciò che serve per gestire la vita, per creare il tuo destino.
Fu lì che conoscesti il messaggio che i tuoi professori avevano bene assimilato e sarebbe potuto esplodere in America, dopo il successo sorprendente in India.
Ma sebbene per noi potesse sembrare un’utopia, la lunghezza non basta: ci vuole la larghezza, l’uscita da sé per incontrare l’altro, perché una vita chiusa in se stessa è una prigione, magari dorata, dove prima o poi ti senti soffocare.
Non potevi immaginare che a Boston ti avrebbe aspettato quello sguardo.
Anche se fossi l’uomo più intelligente, volitivo e indipendente della terra, ma non avessi l’altro, se la mia vita fosse stretta nella camicia di forza dell’interesse personale.
Gli occhi dolci e penetranti che entrarono così facilmente nel tuo cuore.
Se non sapessi guardare al di là dei miei programmi, delle conquiste personali.
La parola ferma e flessibile nello stesso tempo, la capacità di esserci e di attendere.
Se fossi solo io, io, non servirebbe a niente.
Le braccia alzate in segno di vittoria, il sorriso timido e il pianto, in serbo per il giorno che verrà.
E poi l’altezza, perché né io né l’altro siamo sufficienti, è necessaria una presenza che ci superi e che chiamiamo Dio, che altri sentono altrimenti, ma tutti con il sapore della pioggia caduta, della pelle offerta al tepore del camino, della terra che si apre sotto l’aratro del seminatore.

23 pensieri su “18. L’aratro

  1. Questa è il grafico della nostra dimensione umana e della nostra vita: la lunghezza è “la dignità della persona”, la larghezza “l’uscita da sé per incontrare l’altro”, l’altezza “la presenza che ci supera” di Dio “che sparge il buon seme… e si accorge dei diversi effetti che ottiene, a seconda del tipo di accoglienza riservata all’annuncio… C’è chi ascolta superficialmente ma non l’accoglie; c’è chi l’accoglie sul momento, ma non ha costanza e perde tutto; c’è chi viene sopraffatto dalle preoccupazioni e seduzioni del mondo; e c’è chi ascolta in modo recettivo come il terreno buono: qui porta frutto in abbondanza”.
    Speriamo di essere buona e fertile “terra che si apre sotto l’aratro del seminatore”.

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  2. Non è giusto pensare che il mondo ruoti tutto intorno a noi come se noi fossimo il centro dell’universo.
    Per essere una persona completa ,abbiamo bisogno di volgere lo sguardo verso l’altro magari chiedendogli o dandogli aiuto quando se ne ha bisogno, a volte è sufficente anche un semplice gesto d’amore o di incoraggiamento per poter spronare o essere spronati e realizzare il proprio” destino”,ma per realizzare tutto questo abbiamo bisogno anche di un’altra cosa :essere disposti ad accogliere con cuore umile ed attento la Parola di Dio fino a farla diventare parte della nostra vita.

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  3. Le tre misure guida della vita: la ragione, il cuore e la Parola, imprescindibili una dall’altra, affinché il tessuto della nostra esistenza sia compatto e resistente ai numerosi strappi che, ogni giorno, egoismo e tentazioni generano con estrema facilità

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  4. Mi ricorda anche San Paolo:

    Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
    ma non avessi la carità,
    sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.

    Se avessi il dono della profezia
    e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
    e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
    ma non avessi la carità,
    non sarei nulla.

    Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
    se dessi il mio corpo per essere arso,
    e non avessi la carità,
    non mi gioverebbe a nulla…

    Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
    ma la più grande di esse è la carità.

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  5. 3D

    Da quaggiù parlare di altezza sembrava una bestemmia. Una bestemmia verso me stesso. E non che non abbia provato ad aumentare il mio stato dimensionale. Con grandi teorie che si facevano pratica ho passato buona parte della mia vita a puntare sulla larghezza. Rette di tutto il mondo, unitevi! Un’unione così ampia che avrebbe stravolto il mondo conosciuto. Niente da fare. Ho capito troppo tardi che non dà risultati lavorare sulla larghezza senza aver prima costruito singolarmente e compreso adeguatamente la propria lunghezza. Ma anche in questo, non crediate sia stato facile accorgermi che più tentavo di uscire dai miei limiti e più questi si restringevano. Un punto. Ecco, sono diventato e difendo con tutta la forza il mio essere, su questo piano totalmente piatto, un punto.
    Poi, inaspettatamente, l’inquadratura che mi riprende ha iniziato ad allontanarsi. Sono prima diventato piccolo piccolo, poi ho iniziato a vedere altri piccoli punti, tanti punti intorno a me e sfumature e colori, finché non ha iniziato a delinearsi, con tutto il suo dolcissimo sorriso, il volto di Marilyn Monroe.
    Solo proiettandosi a innumerevoli anni luce di distanza, si scopre che la stella solitaria appartiene in effetti a una galassia; e dopo tanto viaggiare si scopre che le galassie sono miliardi e che il loro movimento è riconducibile a formule definibili, calcolabili e al tempo stesso assolutamente casuale.
    L’altezza esiste. A ognuno trovarne l’origine, il punto opposto, di arrivo da se stessi.

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  6. Sono gli occhi dolci e penetranti quelli che bucano l’anima, che illuminano le giornate buie e tristi, che fanno battere il cuore e lo riempiono di gioia, l’aratro che ti scava indiscreto e incurante nel profondo, spiando nell’angolo più nascosto quell’io che a volte ti sorpende, altre ti spaventa, ma è quanto di più vero c’è in te, quello che non sempre il mondo sa

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  7. “Parlai della lunghezza, della larghezza e dell’altezza.”

    E allora disegnamole con la vita queste rette, lunghezza e larghezza fino a formare la croce dell’Altissimo.

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  8. “Non sai cosa significhi sedersi in fondo all’autobus, nascosti, separati dalla luce del consesso umano…..ci vuole la larghezza, l’uscita da sé per incontrare l’altro”

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  9. 4D
    Esiste anche una quarta dimensione: il tempo.
    C’è quello puramente cronologico, inteso come successione temporale di eventi, che non possiamo controllare, che non ci appartiene e che subiamo solamente; poi c’è quello che assolutamente dobbiamo invece cogliere, che è il “tempo favorevole”, il momento giusto nel quale accade qualcosa di speciale che non possiamo farci sfuggire: è il tempo della semina, il tempo in cui un incontro può cambiarci la vita, se ci trova disponibili.

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  10. “Gli occhi dolci e penetranti che entrarono così facilmente nel tuo cuore.”

    De gli occhi de la mia donna si move

    De gli occhi de la mia donna si move
    un lume sì gentil che, dove appare,
    si veggion cose ch’uom non pò ritrare
    per loro altezza e per lor esser nove:
    e de’ suoi razzi sovra ‘l meo cor piove
    tanta paura, che mi fa tremare
    e dicer: “Qui non voglio mai tornare”;
    ma poscia perdo tutte le mie prove:
    e tornomi colà dov’io son vinto,
    riconfortando gli occhi paurusi,
    che sentier prima questo gran valore.
    Quando son giunto, lasso!, ed è son chiusi;
    lo disio che li mena quivi è stinto:
    però proveggia a lo mio stato Amore.

    Dante Alighieri

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  11. @ M&C
    Mi piace l’idea di un tempo a 4D,ma quello che mi piace di più è” il tempo della semina “,questo secondo me è un tempo molto speciale perchè “ti cambia la vita se sei disponibile a ricevere il suo seme” , e forse chissà: da questo “seme” potrebbe nascere un” buon frutto”!

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  12. Scusa non avevo capito che era una quarta dimensione ,ma va bene lo stesso,ho letto come al solito il commento troppo di fretta

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  13. “Le braccia alzate in segno di vittoria, il sorriso timido e il pianto, in serbo per il giorno che verrà.”

    Tre gesti, la sintesi di un uomo che ha conosciuto l’amore.

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  14. ”il sapore della pioggia caduta, della pelle offerta al tepore del camino, della terra che si apre sotto l’aratro del seminatore.”

    E’ vero, ci vuole qualcosa in più, che dia un senso più profondo e compiuto alla dignità della persona e all’apertura verso gli altri, che inserisca questa grandezza, di cui l’uomo sa essere capace, in un quadro più grande. Ci vuole l’altezza..

    La dolcezza di queste righe di poesia è nell’avere rappresentato la percezione di quest’altezza con le sensazioni e le immagini più legate alla terra: la pioggia caduta, il calore del fuoco, il terreno che si lascia lavorare per la semina.
    Come se questa presenza che ci supera non fosse un freddo spazio distante, ma ”terrena” e amica dell’uomo.

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  15. Non potevi immaginare che a Boston ti avrebbe aspettato quello sguardo.

    A volte succedono cose strane,
    un incontro, un sospiro,
    un alito di vento che suggerisce nuove avventure
    della mente e del cuore.
    Il resto arriva da solo,
    nell’intimità dei misteri del mondo.
    Alda Merini

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  16. “Se non sapessi guardare al di là dei miei programmi,….. non servirebbe a niente.”

    La mente riesce ad intuire questa verità ; più difficile è credere che i nostri “fuori programma” fanno parte del “palinsesto” di Dio.

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  17. “La lunghezza è l’uomo, la donna, con le loro facoltà, l’intelligenza, la volontà, la libertà”

    “L’anima libera e’ rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto
    perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.”

    Charles Bukowski

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  18. La terra che si apre sotto l’aratro del seminatore mi fa pensare a una svolta..Finalmente allarghiamo le braccia verso “l’altro”…sotto lo sguardo rassicurante di Dio…che ci sostiene…e nella lunghezza…il nostro essere,la nostra dignità di uomini,possiamo finalmente provare a metterci in ascolto..e unire,la terra all’alto dei cieli,in una dimensione che è più reale di quanto si possa immaginare.

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  19. vi ringrazio!
    speriamo di accorgerci presto di appartenere alla stessa galassia, di essere fratelli e di avere a disposizione un tempo.
    Pamela, hai toccato un punto che pensavo nessuno avrebbe notato.

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  20. “Se sentite la mia mancanza in fondo all’autobus,
    e non riuscite a trovarmi in nessun posto,
    Venite a vedere sul davanti dell’autobus,
    è là che sarò seduto.
    Se sentite la mia mancanza in fondo all’autobus,,
    e non riuscite a trovarmi in nessun, posto,
    Venite a vedere sul sedile dall’autista,
    io sarò al volante.
    …Se sentite la mia mancanza a casa della mia ragazza,
    e non riuscite a trovarmi in nessun posto,
    Venite a vedere nei picchetti,
    è là che farò all’amore.
    Se sentite la mia mancanza nei picchetti,
    e non riuscite a trovarmi in nessun posto,
    Venite a vedere nella prigione,
    è là che alloggerò…”

    Le canzoni del boicottaggio
    (Negri USA: Nuove poesia e canti della contestazione negro-americana)

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  21. “La lunghezza è rendersi conto che nessuno è più importante di te, come mia madre ripeteva, che hai tutto ciò che serve per gestire la vita, per creare il tuo destino.”

    Che differenza abissale di significato c’e’ fra la raccomandazione materna “nessuno è più importante di te” che stimola una sana autostima nel proprio figlio ed il messaggio degli spot pubblicitari come “Tutto gira intorno a te”, che incita all’egocentrismo ed alle manie di protagonismo di cui e’ infestata la societa’ odierna, in cui l’altezza/trascendenza si e’ persa, ma spesso anche la larghezza…che e’ poi la dimensione in cui quella si incarna.
    Il segreto e’ cercare un angolo di cielo sulla terra e coltivarlo quotidianamente, come il Piccolo Principe faceva con la sua rosa 🙂

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