Svaniloquio.

di Franz Krauspenhaar

E questa strana tristezza che ti prende, e poi sei come un campione dietro la sua sconfitta. Lassù qualcuno mi ama o mi amerebbe, lo vedrebbe anche stecchito il mio occhio chiuso, con la benevolenza che si dà ai cani e ai cretini. E magari succede, ai vaniloqui alcolici, di dare pezza a moti bassi, lo stomaco che grida disimpegno fino a strazio, finchè si preme perchè questa giornata si sformi nel buio della cessione, della notte.

[Immagine: FK – Gold pedals gold medals.]

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