33. Di questa infermità renduto sano

da qui

Vogliamo parlare dell’Indice dei libri proibiti?
Nel reame di Francia fu un gentile uomo, il quale chiamato fu Isnardo, conte di Rossiglione, il quale, per ciò che poco sano era, sempre appresso di sé teneva un medico, chiamato maestro Gerardo di Nerbona.
La stanza termina con una finestra a ogiva, e sotto c’è un altare: ma è una chiesa!
Una vecchia storia, cominciata con la lotta alle eresie: si facevano roghi in cui incappò persino la Bibbia, se tradotta in volgare.
Aveva il detto conte un suo figliuol piccolo senza più, chiamato Beltramo, il quale era bellissimo e piacevole, e con lui altri fanciulli della sua età s’allevavano, tra’quali era una fanciulla del detto medico, chiamata Giletta; la quale infinito amore e oltre al convenevole della tenera età fervente pose a questo Beltramo.
Sulle stuoie ci sono uomini che dormono, avvolti in coperte di fortuna.
Non bruciavano solo i libri, ma anche le persone: con i roghi di carta ci si poteva riscaldare, con quelli di carne umana si sentiva solo una puzza insopportabile.
Al quale, morto il conte e lui nelle mani del re lasciato, ne convenne andare a Parigi; di che la giovinetta fieramente rimase sconsolata; e non guari appresso, essendosi il padre di lei morto, se onesta cagione avesse potuta avere, volentieri a Parigi per veder Beltramo sarebbe andata; ma essendo molto guardata, per ciò che ricca e sola era rimasa, onesta via non vedea.
Su una panca in legno sono ammassati vasi di colore, pennelli, stracci di ogni tipo; uno strumento musicale minuscolo è appoggiato alla parete.
Alcuni si rendevano conto di quanto fosse ridicolo proibire la lettura di capolavori che con la fede non entravano per nulla.
Ed essendo ella già d’età da marito, non avendo mai potuto Beltramo dimenticare, molti, a’quali i suoi parenti l’avevan voluta maritare, rifiutati n’avea senza la cagion dimostrare.
Uno, sulla branda, sembra il Cristo morto di Mantegna.
Che la cosa fosse strana lo dimostra il fatto che perfino i papi incorrevano a volte nei fulmini del Sant’Uffizio.
Ora avvenne che, ardendo ella dello amor di Beltramo più che mai, per ciò che bellissimo giovane udiva ch’era divenuto, le venne sentita una novella, come al re di Francia, per una nascenza che avuta avea nel petto ed era male stata curata, gli era rimasa una fistola, la quale di grandissima noia e di grandissima angoscia gli era, né s’era ancor potuto trovar medico, come che molti se ne fossero esperimentati, che di ciò l’avesse potuto guerire, ma tutti l’avean peggiorato, per la qual cosa il re, disperatosene, più d’alcun non voleva né consiglio né aiuto.
L’uomo si sveglia all’improvviso, come scosso da un pensiero inquietante o da un rumore.
Di alcuni tipografi s’era messa all’indice l’intera produzione.
Di che la giovane fu oltremodo contenta, e pensossi non solamente per questo aver ligittima cagione d’andar a Parigi, ma, se quella infermità fosse che ella credeva, leggiermente poterle venir fatto d’aver Beltram per marito.
Era una scena incredibile quella che gli apparve avanti agli occhi: una roba di angeli, una Madonna incorniciata d’oro che sembrava una diva del cinematografo.
E che dire delle opere tagliate? Magari dai libri di scienza, dove sparivano miracolosamente tutti i dettagli che contraddicevano i contenuti della Bibbia.
Laonde, sì come colei che già dal padre aveva assai cose apprese, fatta sua polvere di certe erbe utili a quella infermità che avvisava che fosse, montò a cavallo e a Parigi n’andò.
L’uomo è rimasto immobile, con la testa sospesa e gli occhi fissi su quelli di Maria.
Fu una delle prime idee, togliere potere alla censura, lasciare che il lettore potesse fare le sue scelte, avere fiducia nell’intelligenza.
Né prima altro fece che ella s’ingegnò di veder Beltramo; e appresso nel cospetto del re venuta, di grazia chiese che la sua infermità gli mostrasse.
Tra i cori degli angeli, uomini e donne nudi vengono trascinati in qualche posto per essere puniti.
Ancora oggi, mi chiedo che senso abbia l’imprimatur: tenere all’oscuro delle idee, non è forse un crimine più grande?
Il re veggendola bella giovane e avvenente, non gliele seppe disdire, e mostrogliele. Come costei l’ebbe veduta, così incontanente si confortò di doverlo guerire, e disse:
– Monsignore, quando vi piaccia, senza alcuna noia o fatica di voi, io ho speranza in Dio d’avervi in otto giorni di questa infermità renduto sano.

17 pensieri su “33. Di questa infermità renduto sano

  1. Considerato che M&C mi ha battuta sul tempo, che dire oltre condividere il suo pensiero?
    Certo che fra i libri proibiti il Decameron non poteva che esser fra i primi. Ahimè però, anche senza “l’Indice” è una delle opere antiche meno conosciuta e fra le più belle. A scuola non ci si fermano molto mentre alla “Divina comedia” ha tutto il posto e l’onore e poi da adulti la curiosità comunque non è tale per spingere a leggerlo, tanto più che la letteratura moderna produce romanzi erotici e anche non, così ricchi di particolari che il Decameron diventa un “libretto” per adolescenti alle prime fantasie. Son pochi allora coloro lo leggono, vuoi che siano per la maggior parte uomini di lettere e qualche curioso lettore che ha sete di conoscenza e di sapere soprattutto di ciò che non si dice e fu messo al bando dalla pubblica opinione ipocrita e bacchettona di tempi andati, in cerca di emozioni ben più forti dei tempi moderni, il tutto a discapito della vera arte e conoscenza. Un’opera che è una pietra miliare della letteratura italiana e probabilmente, scusate la mia poca conoscenza in materia letteraria, della letteratura italiana e probabilmente europea, un Boccaccio da amare quasi come lui amò Laura.
    Che dire don? questa non me l’aspettavo ma un uomo di lettere è sempre un uomo di lettere e certi amori non finiscono mai.
    SM

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  2. ma il Decameron noto ai non letterati per uno scritto messo al bando per l’erotismo è sopratutto una delle prima opere scritte in volgare, se non la prima e mi scuso ancora per la mia ignoranza, e anche una raccolta di novelle che narra di una vita semplice e serena, un qualcosa che forse non sappiamo più apprezzare avendo perso il gusto della semplicità e delle cose genuine anche nel piacere fisico sempre alla ricerca di qualcosa di eccezionale e non provato da altri che genera insoddisfazione, frustrazione e deviazioni dal normale e comune piacere fisico e intellettuale.

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  3. – Monsignore, quando vi piaccia, senza alcuna noia o fatica di voi, io ho speranza in Dio d’avervi in otto giorni di questa infermità renduto sano.

    Lasciarsi guardare, donare e farsi riconoscere per quello che si è veramente

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  4. Era un autentico scandalo questo Papa rivoluzionario: modificare l’Indice dei libri proibiti redatto dal Sant’Uffizio !
    Al contrario, il card. Ottaviani – che è il segretario dell’organo censore – lo difende spassionatamente facendo questa analogia: “La segnalazione dei libri da non leggere è come la segnalazione stradale: nessuno si offende per i segni che regolano il traffico con la scusa che lui è uomo intelligente e pratico e capisce da sé” (da L’Osservatore Romano del 18-11-1959)
    Ma questo era niente se si pensa al passo successivo di Papa Roncalli: celebrare un sinodo diocesano per la città di Roma ed il Concilio ecumenico per la Chiesa universale!…Questa idea – confidata prima in udienza ordinaria al card. Tardini, suo segretario di Stato – il 25 gennaio 1959 venne accolta con un eloquente silenzio dal Sacro Collegio dei diciassette cardinali riuniti nella Basilica sulla via Ostiense,…Sarà che era il giorno della conversione di San Paolo, ma a cadere da cavallo, tramortiti dall’umile risolutezza del successore di Pietro, furono proprio i cardinali.

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  5. “io ho speranza in Dio d’avervi in otto giorni di questa infermità renduto sano.”

    Solo l’amore guarisce dalla malattia della menzogna, del perbenismo, del “vestire” la verità a tutti i costi.
    La verità è nuda.

    NUDA SEI SEMPLICE

    Nuda sei semplice come una delle tue mani,
    liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
    hai linee di luna, strade di mela,
    nuda sei sottile come il grano nudo.

    Nuda sei azzurra come la notte a cuba,
    hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
    nuda sei enorme e gialla
    come l’estate in una chiesa d’oro.

    Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
    curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
    e t’addentri nel sotterraneo del mondo.

    Come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
    la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
    e di nuovo torna a essere una mano nuda.

    P.Neruda

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  6. @StellaMaria

    conviene non provarci proprio ad arrivare per primi nei commenti, l’importante è partecipare (a Roma si direbbe: “nun se ingarellamo tra di noi”, leggasi fare a gara, mettersi in competizione 😉
    Boccaccio sta a Fiammetta, come Petrarca a Laura, e Dante a Beatrice…ma dove andrebbe la letteratura – anzi gli uomini, il mondo – senza le donne?!!

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  7. Andreuccio da Perugia (Quinta novella del Secondo giorno del Decameron, quello in cui le storie hanno lieto fine) viene fotografato da Pasolini nel suo essere un uomo ingenuo raggirato da Fiordaliso, donna maliziosa, orditrice di inganni ai danni dei poveri sprovveduti.
    È un personaggio a tutto tondo, che evolve nel corso della narrazione, diventando man mano più consapevole e maturo…da cui il lieto fine. Buon per lui!

    Nel film si riconoscono Ninetto Davoli e Michela Rocco di Torrepadula, divenuta Miss Italia 1987 per squalifica della vincitrice (perché non aveva dichiarato di essere sposata e madre di un bambino) e dal 2002 signora Mentana.
    E’ il caso di dire che il nome Torrepadula le ha proprio portato fortuna ! 🙂

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  8. ”La stanza termina con una finestra a ogiva, e sotto c’è un altare: ma è una chiesa!
    Sulle stuoie ci sono uomini che dormono, avvolti in coperte di fortuna.”

    La Francia dei sans papier, dei clandestini che arrivano ad occupare una chiesa per disperazione, la polizia che irrompe nella chiesa..

    L’amore del Vangelo dovrebbe essere cura, società civile che non chiede documenti, che accoglie invece di sgomberare

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  9. @Titti:
    Dove andrebbe la letteratura, il mondo, gli uomini senza le donne?:-)
    La novella di Giletta parla da sola! ,
    Solamente una donna poteva trovare una soluzione così ingegnosa, e allo stesso tempo umana e generosa, per rivedere l’amato!

    Grazie all’autore per aver incastonato in modo geniale, come sempre, la novella (qui Boccaccio è vicino all’amor cortese) in questo brano

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  10. @Titti,
    cara Titti grazie per la correzione, ho fatto un po’ di confusione ma ho ammesso la mia ignoranza in principio.
    E’ ver, forse è un commento un po’ affrettato, avrei potuto fare un giro su internet e documentarmi meglio ma preferisco mostrare il mio ignorare genuino, tipico di chi ha trascurato la letteratura per le scienze ad una cultura erudita del “copia/incolla”.
    Leggo questo blog per acculturarmi perciò grazie per Fiammetta e mi scuso con Francesco per aver dato un amante alla sua Laura.
    SM

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  11. Prima che scatti la mezzanotte e finisca il giorno, faccio tanti auguri a Calvino, nume tutelare del buon don Fabrizio.
    A Stella, invece, dico semplicemente: “Ehi, perche’ non mi hai retto il gioco? Volevo scherzare con M&C che e’ stata piu’ veloce della luce a postare – forse perché poi durante il giorno avrebbe avuto da fare con il ritiro delle catechiste – Invece hai creduto riprendessi te…Tranquilla, qui siamo tutti (tranne gli ottimi relatori) per imparare, spolverare vecchie reminiscenze, scambiarci idee e battute (su questo Qualcuno e’ meno d’accordo) non di certo quindi per farci la guerra tra poveri 😉
    Ringrazio infine gli autori di copia e incolla che mi hanno fatto conoscere molte belle citazioni che di certo non avrei avuto modo ne’ tempo di cercare.
    Fabry, che dire… il tuo blog e’ meglio dello Zibaldone!!!

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  12. Amore testardo, se non folle, quello di Giletta, che escogita ogni strategia per arrivare al suo amato, e poi accetta qualsiasi condizione pur di mantenerlo. Spregiudicata lei, scandalosa l’opera del Boccaccio, che esprime l’amore nella sua forma più audace e celebra la donna quale creatura emancipata, capace di pensare e di agire liberamente in nome dell’amore

    ..dolcemente complicate…

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