Treni

da qui

Perché quando mi guardi non mi dici
nulla? Perché mi parli solo andando
via, come se già fosse stato detto
tutto? Non credi che al dolore umano
sia necessario dare un’altra volta
ascolto, non pensi di aver bisogno
di una guida per ogni labirinto
e la guida sia proprio la parola,
che sia precisamente il nostro dirci
quanto ci manca sentire la voce
capace di posare una carezza
proprio là dove il cuore butta sangue
e teme di non farcela stasera
che il mio male ha la faccia dell’amico
per colpire più duro.
Sai cosa penso quando non mi parli?
Quante volte ho sentito che il ferito
è chi ferisce, che il morto sulla strada
è chi è stato investito da se stesso,
chi alla fine di un giorno senza senso
sale su un treno che non è partito.

15 pensieri su “Treni

  1. C’è tempo … si c’è un tempo per ogni cosa e mai forzare gli eventi. Quando il tempo per parlare incontra quello dell’ascolto avviene una specie di miracolo. Il tempo è quello che è, quello che ci è dato di vivere e di incontrarsi e la parola ascoltata è un dono unico.
    Ma non c’è un tempo migliore di quello in cui ci si trova senza neanche saperlo e si parla, il vaso di Pandora si apre per chi non ha paura del vento di tempesta o di passione. E’ il tempo di un incontro che matura, di due occhi che riescono finalmente a incrociarsi nel punto giusto, fosse anche accanto alla carrozza di un treno che non parte e che puoi prendere senza correre aspettando un macchinista attento e pronto alla guida.
    semplicemente bellissima, grazie!
    SM

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  2. Io la sera mi addormento e qualche volta sogno perché voglio sognare
    E nel sogno stringo i pugni tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare

    E se l’amore che avevo non sa più il mio nome
    Come i treni a vapore come i treni a vapore
    Di stazione in stazione
    E di porta in porta
    E di pioggia in pioggia
    E di dolore in dolore
    Il dolore passerà

    Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera
    O qualche altra primavera da aspettare ancora
    Fra un bicchiere di neve e un caffé come si deve
    Quest’inverno passerà

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  3. A volte il silenzio racconta molte più cose di tante parole; a volte basta uno sguardo per capirsi e per leggere fino in fondo al cuore; a volte, invece, bisogna prendere al volo il treno che passa, che potrebbe non passare più, e trovare il coraggio di cogliere quell’attimo in cui l’altro ti ascolta, per parlare e aprire finalmente il cuore.

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  4. Perchè quando mi guardi non mi dici nulla?

    A volte le parole restano intrappolate in fondo al cuore,perchè si ha paura di essere giudicati nel modo sbagliato dalle persone o perchè si è estremamente timidi da non riuscire a dire nemmeno una parola.E allora ci si limita ad un semplice sguardo con la speranza che l’altro possa leggere ciò che hai dentro il tuo cuore ,senza renderti conto che tutti i treni che hai fatto passare sono delle occasioni perdute e quando finalmente ti decidi di salire su quel treno ti accorgi che è ormai troppo tardi perchè sei salito su un” treno che non parte”.

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  5. quanto ci manca sentire la voce
    capace di posare una carezza
    proprio là dove il cuore butta sangue
    e teme di non farcela stasera

    Questi versi mi richiamano la novella di Giletta che ci hai da poco proposto, Fabry (mi scuserete, ma qui serve proprio un copia-incolla):
    Come al re di Francia, per una nascenza che avuta avea nel petto ed era male stata curata, gli era rimasa una fistola, la quale di grandissima noia e di grandissima angoscia gli era, né s’era ancor potuto trovar medico, come che molti se ne fossero esperimentati, che di ciò l’avesse potuto guerire, ma tutti l’avean peggiorato, per la qual cosa il re, disperatosene, più d’alcun non voleva né consiglio né aiuto.
    ….e appresso nel cospetto del re venuta, di grazia chiese che la sua infermità gli mostrasse.
    Il re veggendola bella giovane e avvenente, non gliele seppe disdire, e mostrogliele.
    Come costei l’ebbe veduta, così incontanente si confortò di doverlo guerire, e disse:
    – Monsignore, quando vi piaccia, senza alcuna noia o fatica di voi, io ho speranza in Dio d’avervi in otto giorni di questa infermità renduto sano.

    Parafrasando uno spot pubblicitario moderno, e’ il caso di dire: Giletta, il meglio per un uomo! 🙂

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  6. Ci sono sguardi che ti rassicurano..sguardi sinceri,veri,che valgono più di mille parole…e parole che invece riescono a curarti le ferite,ad entrarti dentro per cambiarti,per renderti migliore…Il ferito,è vero,é colui che prende un treno che non è partito…chi,quello sguardo non l’ha incrociato mai..

    Bellissima…

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  7. Un viaggio con la fantasia a volte regala parole e consigli così tanto cercati, difficili da sentire nel frastuono dell’apparenza; si incontrano occhi sinceri che raccontano al cuore l’unica storia che conta: l’amore
    non importa se il tuo treno non parte, perché tu sei già oltre

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  8. La parola può essere un dono o una capacità maturata.
    E’ il talento di saper trasformare ogni sentimento in frasi che puntano dritto al cuore delle persone
    oppure il risultato di un paziente percorso di ascolto di sé, dell’altro, di quella presenza superiore che chiamiamo altezza.
    Vi sono anche parole che restano non dette, perché non sono ancora mature per essere pronunciate, oppure il coraggio di dirle arriva tardivamente.
    Restano sguardi che a leggerli chiedono aiuto, una guida, una carezza.

    Grazie anche per questa poesia.

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  9. Ciao cosa penso? che a volte ci si sente inadeguati per parlare. E allora si ascolta attenti, elaborando pian piano quello che l’altro dice.
    A me succede spesso. E poi dà belle sensazioni leggere ed ascoltare un carismatico come te.
    Ciao

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  10. Ai funerali dico sempre che dovremmo, oltre a piangere il morto, raccogliere la traccia che ha lasciato, custodire l’eredità trasmessa. Ecco: freniamo la deriva, trattiamo ogni parola come un pietra preziosa da maneggiare con riguardo. (da Non superare le dosi consigliate – Parole – F. Centofanti).

    Facciamo il viaggio della nostra vita portandoci dietro le parole ricevute in dono che all’occorrenza saranno capaci di una carezza proprio là dove il cuore butta sangue.

    Rileggendola è ancora più bella…..

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