42. Così dolci

da qui

Dovrei parlare di una cosa che ha fatto molto discutere, a quei tempi.
Quando il primo uomo mise piede sulla luna.
Ormai gli idranti erano all’ordine del giorno, camminavi dentro i getti come in mezzo al diluvio universale; poi, se ti prendevano di mira, non riuscivi a stare in piedi, vacillavi, cadevi, qualcuno ti allacciava da dietro e ti tirava su, cercando un angolo dove non potessero arrivare. Colpivano anche alberi, animali, come se tutta la creazione dovesse essere soggetta al loro potere senza limiti. Se eri nell’onda non vedevi nulla, e allora venivano pensieri senza senso, di quand’eri ragazzo e tuo padre t’innaffiava col tubo dell’acqua perché stavi chiacchierando mentre lui metteva in ordine il giardino.
Fu una mossa sbagliata, dissero, John Fitzgerald Kennedy non era che un opportunista.
Questo definì una generazione con l’inizio del nuovo millennio.
Pensi anche che ci sono persone nate per essere travolte dal diluvio, gente abituata a confrontarsi con ostacoli quasi insormontabili, che lotta da quando si sveglia a quando si addormenta. Se sei in questa situazione, pensi, è perché qualcuno ha paura, è infastidito dalla tua presenza e comprendi che la vita sarà sempre così, non ci sarà mai un momento di riposo.
Era contro i negri, dissero, soltanto per i voti si schierava dalla nostra parte, sperava di vincere l’handicap di essere cattolico.
Dobbiamo affrontare una sfida più grande.
Non ti dico, poi, quando agli idranti si aggiungevano i cani: ti aggredivano ringhiando, con la bava che colava da un lato della bocca. Dietro di loro, i poliziotti con i manganelli erano pronti a intervenire, nel caso che le bestie non fossero abbastanza ostili. Gli altri guardavano: i negri con ansia, i bianchi divertiti per lo spettacolo gratuito.
In realtà avevamo entrambi un interesse nell’accordo; se la causa fosse stata perorata dal presidente degli Stati Uniti – capisci? – sarebbe stata tutta un’altra cosa.
I cambiamenti climatici minacciano la nostra stessa esistenza.
C’è da stupirsi se cominciarono a reagire, a imbracciare le armi, in modo sporadico, certo, subito represso, ma come si poteva andare avanti con le camicie bianche che si sentivano in diritto di picchiare duro perché il nero sembrava cancellare i lineamenti del tuo volto, perché non eri un uomo e tutti dovevano saperlo? Se potessi scriverti una lettera, o uomo bianco, quali parole ti aspetteresti di trovare?
Poi, si sa, la politica è politica: ce l’avrebbe fatta, senza di noi, a entrare nella Casa Bianca, l’ex marinaio di Boston?
Quali altri disastri convinceranno i leader del mondo che le attuali tecnologie che sfruttano le energie rinnovabili offrono l’ultima speranza per un futuro sostenibile?
Per quanto tempo avremmo potuto sopportare di entrare dal retro dei locali, come i cani legati al palo mentre il padrone fa acquisti nel negozio? Qualcosa ti ribolle nello stomaco, ma ti hanno insegnato che è normale, che è stato sempre così, come se ciò che è stato potesse essere il criterio nei secoli dei secoli; non sarà che tocca a te, che tocca proprio a te dire signori, adesso basta, oggi comincia un’altra musica?
Fu così che s’incrociarono i destini, come dovessimo approdare entrambi nello stesso posto, il marinaio e il reverendo, partendo da molto lontano, come si preparasse misteriosamente, per noi, la stessa fine.
Parole vuote, decisioni senza spina dorsale hanno fallito. Ora è il tempo di una rivoluzione energetica. Guarderemo negli occhi i nostri bambini dicendo loro che avevamo la possibilità ma ci è mancato il coraggio? Guarderemo negli occhi i nostri bambini dicendo loro che avevamo la tecnologia ma ci è mancata la visione? Oppure guarderemo negli occhi i nostri bambini e diremo loro che abbiamo affrontato la sfida e che ci siamo battuti, ci siamo battuti per la rivoluzione energetica!
La ragazza piange, non ho mai visto due occhi così dolci.

22 pensieri su “42. Così dolci

  1. L’uomo che si comporta come se fosse il padrone di tutto,non solo non rispetta i diritti e la libertà altrui,ma non rispetta nemmeno se stesso ,perchè ognuno di noi è lo specchio dell’altro.

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  2. “Guarderemo negli occhi i nostri bambini dicendo loro che avevamo la tecnologia ma ci è mancata la visione?”

    Non è la tecnologia a portarci sulla luna ma la capacità di avere un cuore leggero ed occhi dolcissimi con i quali saper guardare la terra.

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  3. -signori, adesso basta, oggi comincia un’altra musica

    Preso dentro al buio che avanza
    vieni tu a dare luce al mio giorno
    trascinato sotto dall’onda
    ho rincorso il mondo nuovo
    la tua mano tesa mi è apparsa
    e adesso sto risalendo
    per favore non fermarti ora

    Mio padre ha visto il primo uomo
    andare sulla luna
    e ora che è già il futuro
    più nessuno se ne cura
    capita che mi sveglio all’alba
    quando l’aria è fresca
    pensando alle mie illusioni
    di un’estate ormai persa
    però poi arrivi tu
    ti siedi dove vuoi e butti giù
    la mia malinconia di vivere
    e tutto sembra già possibile per me…

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  4. Pensi anche che ci sono persone nate per essere travolte dal diluvio, gente abituata a confrontarsi con ostacoli quasi insormontabili, che lotta da quando si sveglia a quando si addormenta.

    Vero, e non importa che il diluvio di uno sembri un bicchiere d’acqua ad un altro, perché ciascuno ha la sua misura, la sua forza e soprattutto la sua debolezza che chiede di essere sollevata da uno sguardo, forse da due occhi mai visti così dolci

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  5. anche le diversità più disparate possono trovare un punto di incontro, di contatto, di coesione. Per motivi diversi a volte si abbraccia la stessa causa e la si combatte insieme anche solo per il proprio fine che può essere anch’esso diverso perchè in due è più facile resistere e lottare, da soli quasi sempre non si da nessuna parte. Anche uno sguardo dolce rivolto allora a caso aiuta a comprendere che ciò che è vano è solo ciò che è intentato.

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  6. Disastri e catastrofi ambientali, dove la natura, stanca di manipolazioni, si ribella all’uomo ingordo di denaro e assetato di potere, si affiancano a disastri e stermini umani, il prodotto dell’odio, dell’oppressione, della supremazia. Il rispetto per l’uomo e per tutto l’ecosistema è il comune denominatore per un progetto a difesa del futuro, per sostenere sì un’evoluzione tecnologica, ma soprattutto un avanzamento socio-ambientale, volto all’accoglienza e alla salvaguardia di alberi e diritti umani.
    Laciando, forse, un sorriso di speranza per quegli occhi così dolci

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  7. non sarà che tocca a te, che tocca proprio a te dire signori, adesso basta, oggi comincia un’altra musica?

    I have a dream!

    A volte i sognatori non sono coloro che costruiscono castelli in aria ma persone straordinarie in grado di dare una spinta alla società umana.

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  8. Noi ci impegniamo…
    Ci impegniamo noi, e non gli altri;
    né chi sta in alto, né chi sta in basso;
    né chi crede, né chi non crede.
    Ci impegniamo,
    senza pretendere che gli altri si impegnino,
    con noi o per conto loro,
    con noi o in altro modo.
    Ci impegniamo
    senza giudicare chi non s’impegna,
    senza accusare chi non s’impegna,
    senza condannare chi non s’impegna,
    senza cercare perché non s’impegna.
    Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
    si muta se noi mutiamo,
    si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.
    La primavera incomincia con il primo fiore,
    la notte con la prima stella,
    il fiume con la prima goccia d’acqua,
    l’amore col primo pegno.
    Ci impegniamo
    perché noi crediamo nell’amore,
    la sola certezza che non teme confronti,
    la sola che basta
    a impegnarci perpetuamente.

    D. Primo Mazzolari

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  9. Le energie rinnovabili: il calore della terra, il sole, il vento

    I doveri del Vento sono pochi –
    Spingere le navi, in Mare,
    Insediare Marzo, le Maree scortare,
    E annunciare la Libertà.

    I piaceri del Vento sono vasti,
    Risiedere nell’estensione,
    Restare, o vagare,
    Speculare, o le Foreste intrattenere –

    I congiunti del Vento sono i Picchi
    Azov – l’Equinozio,
    Anche con l’Uccello e l’Asteroide
    Una garbata relazione –

    I limiti del Vento
    Se sopravviva, o muoia,
    Troppo saggio sembra per il Non Risveglio,
    Nondimeno, non li so –

    (Emily Dickinson)

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  10. “Dovrei parlare di una cosa che ha fatto molto discutere, a quei tempi.”

    Dovrei parlare di una cosa che fa molto discutere oggi…

    MANCANZA D’AMORE

    “Oggi non abbiamo più neppure il tempo per guardarci, per parlarci, per darci reciprocamente gioia, e ancor meno per essere ciò che i nostri figli si spettano da noi, che un marito si aspetta dalla moglie e viceversa. E così siamo sempre meno in contatto gli uni con gli altri. Il mondo va in rovina per mancanza di dolcezza e di gentilezza. La gente è affamata d’amore”.

    Madre Teresa

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  11. Fu così che s’incrociarono i destini, come dovessimo approdare entrambi nello stesso posto, il marinaio e il reverendo, partendo da molto lontano, come si preparasse misteriosamente, per noi, la stessa fine.

    Trovare il coraggio di affrontare le sfide che la vita ci propone con l’umiltà di chiedere aiuto all’altro, senza il quale nulla potresti, e costruire assieme quel mondo migliore da guardare con occhi sorridenti e dolci.

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  12. “Fu così che s’incrociarono i destini, come dovessimo approdare entrambi nello stesso posto, il marinaio e il reverendo, partendo da molto lontano, come si preparasse misteriosamente, per noi, la stessa fine.”

    ……..come se il Dio dell’uomo bianco fosse lo stesso Dio dell’uomo nero………

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  13. “Pensi anche che ci sono persone nate per essere travolte dal diluvio,gente abituata a confrontarsi con ostacoli quasi insormontabili,che lotta da quando si sveglia a quando si addormenta”-tante volte io penso cosi di me stessa;problemi,ostacoli mi colpiscono giorno dopo giorno,e poi…tuo migliore amico ti abbandona,ti tradisce- che pensi in questo momento?-la felicità non è fatta per me!…ci sono i momenti cosi nella vita.Dolore passa,rimane la ferita.

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  14. per Ema

    La mancanza di tempo è la scusa con la quale oggi si giustifica ogni cosa. Un po’ come si incolpa lo stress per qualsiasi tipo di disturbo fisico e psichico.

    L’amore si ha o non si ha. O forse si prova semplicemente più amore per qualcosa di diverso, qualcosa a cui, per esempio, sentiamo appunto di dover dedicare tutto il tempo a nostra disposizione.

    Povera Madre Teresa, utilizzarLa per pura teoria, Lei che ha fatto della pratica concreta il Suo esempio di vita.

    Gentile Agnese, la ferita è assimilata, ma quando passa il dolore?

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  15. “Il Greco ha 5 differenti parole per la nostra “Amare”:

    – AGAPE, è l’amore di intelligenza, di ragione e comprensione, accoppiato con il corrispondente proponimento. In questo, il suo concetto, è vastamente superiore a qualsiasi altra forma d’amore.
    In sostanza “Agape” è una permanente attitudine di benevolenza verso Dio e verso gli altri, senza nessuna condizione, che scaturisce liberamente dall’Amore che Dio ha messo nel cuore dei Suoi soggetti. È amore disinteressato, che non si aspetta nulla in ritorno. Si può Agape, soltanto se Dio ci ha riempiti di Agape per primo. Tutte le altre forme di amore hanno bisogno di una reazione per mantenersi, mentre Agape proviene da Dio ed i beneficiari che ne sono ripieni, non hanno bisogno di un riscontro essendo pienamente soddisfatti nell’Agape del Signore.

    – PHILEO, esprime solo l’amore di affetto personale, o di piacere, includendo anche le passioni dove il contenuto lo richiede, senza coinvolgere intelligenza o alti proponimenti. È un sentimento che trova attrazione nell’altra persona e che si aspetta un ritorno.

    -THELO, Il desiderio di fare una cosa, voler fare, mettersi in mostra.

    – EROS, è il desiderio sensuale e sessuale di fare sesso. Attrazione fisica, spesso confusa con amore – Phileo.

    – STORGE, affetto fra compagni, soldati in trincea. Piacere nel giocare assieme.

    Agape è l’Amore Biblico, quello che Dio ci parla di avere, verso di Lui e verso gli uomini. Con questo amore non ci sarebbero più divorzi, aborti, odi e guerre. Con questo Amore tutto dura, mentre tutte le altre forme di amore, non durano.”

    … scusate la “lungaggine”, ma mi sembrava interessante, questa volta, fare “copia e incolla” !!!

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