60. Sullo stesso ponte

da qui

Selma, Selma e ancora Selma.
La città è un ammasso di asfalto e ferro, le auto e gli autobus sono pesci che nuotano alla cieca, ognuno rinchiuso nel suo sogno – sognano i pesci? O siamo noi a sognare loro?
Fu la prima volta che il pensiero di morire mi attraversò il cervello: non l’avrei passata sempre liscia.
Gli uomini e le donne si abituano a tutto: anche se la città si riempisse di marziani, dopo due giorni nessuno ci farebbe caso. Solo i bambini continuerebbero a stupirsi, a chiedere perché.
Anche la Chiesa si mobilitò: c’è qualcosa di buono, tra i preti, i religiosi, quando ricordano di essere nel mondo.
Ma nessuno si stupisce se si mette in dubbio che un nero sia un uomo come gli altri, che non debba aver bisogno di rivendicarlo, di scriverselo addosso.
Sono i momenti in cui sai che si decide la vita: puoi essere un eroe, che trascina le folle, o un vigliacco, costretto a camminare a testa bassa.
Eppure è così facile sognare: ecco, ora vedi il mare, da una panchina a picco sulla roccia; il sole ha disegnato una striscia gialla che si restringe e scompare all’orizzonte.
C’è poco tempo per scegliere, anzi, è già scaduto.
A cosa stai pensando? Possibile che dopo giri e giri il pensiero torni sempre lì, come se il centro fosse il tratto di mare, il monte, lo scafo che s’infila nel cono di luce e non riappare più?
Quando sei pressato da ogni parte, la decisione è sempre inopportuna; eppure sono lì per te, non puoi mancare l’appuntamento con la storia.
Ma puoi immaginare anche la luna, i crateri di cellulite cosmica, appena coperti dall’albero piegato verso est.
Le alternative si affacciano alla mente nello stesso momento: rinunciare, decidere di arrivare fino a un certo punto, andare avanti fino al primo scontro con i troopers.
Una rosa, una rosa, perché una rosa conquista, cosa avrà di vincente il pugno di petali dalla vita così breve?
Una mossa ragionevole sarebbe stata procedere fino all’Edmund Pettus Bridge: le guardie sarebbero intervenute in ogni caso e tutto si sarebbe risolto senza la violenza della volta precedente.
E’ la stessa emozione del mare che viene a morire sulla spiaggia, la schiuma che si arrotola biancastra tra le cosce della baia.
Sì, avrei fatto questa scelta: anche se sapevo che il prezzo da pagare era l’immagine, incrinata da accuse impietose di incertezza e codardia.
E perché non immaginare proprio lei, raccolta su se stessa – sta dormendo? meditando? o immagina anche lei di diventare nuvola, cespuglio, roccia al confine tra la notte e il giorno?
Provai a giustificarmi, a dire che era tanto che due razze contrapposte si guardassero negli occhi sotto l’arco di ferro dell’Edmund Pettus Bridge.
A volte ti chiedi, invece, se non stai solo sognando che lei non sia con te, se non sia là, sulla riva del mare, con le braccia conserte, a misurare la distanza tra la sua pelle e i tuoi pensieri.
Se tornassi indietro, cosa sceglierei? Come sarebbe la storia se i momenti cruciali potessero ripetersi, se fosse concesso di ripercorrere la strada, di ritrovarsi nello stesso punto col senno di poi, gli insulti e le bestemmie che ti piovono addosso e non sai come evitare?
Non potrebbe darsi che quello che accade e non accade sia dentro il romanzo che continui a scrivere ogni giorno, mentre i pensieri marciano e prima o poi si scontreranno coi nemici di sempre, i complessi in agguato, i manganelli delle sconfitte dolorose, i lacrimogeni delle delusioni, i fucili automatici dei tradimenti, degli attacchi gratuiti, dell’assurdo che ti dà appuntamento ogni volta sullo stesso ponte?

27 pensieri su “60. Sullo stesso ponte

  1. Quando sei stanca e ti senti piccola
    Quando le lacrime sono nei tuoi occhi,

    Io le asciugherò tutte;
    Io sono al tuo fianco
    Quando i tempi diventano duri
    E non riesci a trovare i tuoi amici
    Come un ponte sopra acque agitate
    Io mi stenderò
    Come un ponte sopra acque agitate
    Io mi stenderò

    Quando sei triste e assente,
    Quando ti trovi per strada
    Quando la sera scende così duramente
    Io ti consolerò,
    Io prenderò le tue parti
    Quando viene l’oscurità
    E il dolore è tutt’attorno,
    Io mi stenderò
    Come un ponte sopra acque agitate
    Io mi stenderò

    Naviga, ragazza d’argento, naviga
    Il tuo tempo sta iniziando a brillare
    Tutti i tuoi sogni sono in viaggio
    Guarda come brillano
    Se hai bisogno di un amico
    Io sto navigando dietro di te
    Cullerò la tua mente
    Come un ponte sopra acque agitate
    Cullerò la tua mente
    Come un ponte sopra acque agitate
    Cullerò la tua mente

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  2. A volte ti chiedi, invece, se non stai solo sognando che lei non sia con te, se non sia là, sulla riva del mare, con le braccia conserte, a misurare la distanza tra la sua pelle e i tuoi pensieri.
    Solo se lo vogliamo veramente le distanze si possono accorciare, anzi annullare. Siamo solo noi che mettiamo i limiti, di qualsiasi genere. Se solo capissimo l’importanza di poter guardare negli occhi chi ti guarda, trasformare quel sogno in realtà e mentre gli offri un sorriso ” le braccia conserte ” si apriranno in un forte abbraccio.

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  3. “Quando sei pressato da ogni parte, la decisione è sempre inopportuna; eppure sono lì per te, non puoi mancare l’appuntamento con la storia”.

    Sotto pressione è tutto più complicato, chiunque lo sa. Saranno in pochi quelli che nemmeno una volta sono stati sotto pressione, tra l’indecisione dell’agire, la freddezza del calcolo diretto, i sentimenti che sembrano naufragare eppure combattono fino all’ultimo uomo. Eppure, è vero, qualcuno è sempre li per te. Sembra – pariteticamente – la morale di quella meraviglia di film che è la “Leggenda del Santo bevitore”. Eppure quel qualcuno, da Qualcuno è stato messo. Se non lo riconosciamo, allora pecchiamo di orgoglio e superbia. Quel qualcuno sta li per aiutarci: che sia il coniuge, un insegnante, un prete, un amico non importa: riconoscerlo ed avvicinarsi per salutarlo è il primo atto d’amore verso noi stessi e gli altri.

    “A volte ti chiedi, invece, se non stai solo sognando che lei non sia con te, se non sia là, sulla riva del mare, con le braccia conserte, a misurare la distanza tra la sua pelle e i tuoi pensieri”.

    Si, sarebbe una tragedia se quella persona che amiamo non ci fosse più. Allora, semplicemente, dico: amiamo coloro che sono presenti, oggi, adesso, in questo istante. E domani? Amiamo coloro che sono presenti, oggi, adesso, in questo istante. Non c’è alternativa alla regola d’amore, ma solo un fedele, rigoglioso ed inebriante sentiero da percorrere tutti insieme.

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  4. “Sì, avrei fatto questa scelta: anche se sapevo che il prezzo da pagare era l’immagine, incrinata da accuse impietose di incertezza e codardia.”

    Difficilmente le scelte che facciamo trovano unanime consenso ma questo non significa che siamo sulla strada sbagliata; la scelta giusta è sempre quella che ha saputo ascoltare il cuore .

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  5. Una rosa, una rosa, perché una rosa conquista, cosa avrà di vincente il pugno di petali dalla vita così breve?

    “… Dio è uno che lancia rose a vuoto, disposto ad accettare la nostra indifferenza: Il prete, figlio di tanto Dio, deve fare lo stesso. Riempie il mondo di rose, a volte inutilmente.”

    La rosa, simbolo di quel bene, di quell’amore disinteressato unico “vero amore”, al quale possiamo abbandonarci per iniziare, da subito, a gustare l’eternità: niente di ciò che è bene, che è amore, può andare perso, ma resta per sempre.
    Il bene conquista e salva.

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  6. “Non potrebbe darsi che quello che accade e non accade sia dentro il romanzo che continui a scrivere ogni giorno”

    Accade che le affinità d’anima
    non giungano ai gesti e alle parole ma
    rimangano effuse come un magnetismo.
    É raro ma accade. Può darsi
    che sia vera soltanto la lontananza,
    vero l’oblio, vera la foglia secca
    più del fresco germoglio.
    Tanto e altro può darsi o dirsi.
    Comprendo la tua caparbia volontà di
    essere sempre assente perché
    solo così si manifesta la tua magia.
    Innumeri le astuzie che intendo.
    Insisto nel ricercarti nel fuscello
    e mai nell’albero spiegato, mai nel pieno,
    sempre nel vuoto: in quello che
    anche al trapano resiste.
    Era o non era la volontà dei numi
    che presidiano il tuo lontano focolare,
    strani multiformi multanimi animali domestici;
    fors’era così come mi pareva
    o non era. Ignoro se
    la mia inesistenza appaga il tuo destino,
    se la tua colma il mio che ne trabocca,
    se l’innocenza é una colpa oppure
    si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
    Di me, di te tutto conosco,
    tutto ignoro.

    — Eugenio Montale

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  7. “… Dio è uno che lancia rose a vuoto, disposto ad accettare la nostra indifferenza: Il prete, figlio di tanto Dio, deve fare lo stesso. Riempie il mondo di rose, a volte inutilmente.”

    (F. Centofanti – Pret(re) à porter)

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  8. Go not too near a House of Rose –
    The depredation of a Breeze –
    Or inundation of a Dew
    Alarm it’s Walls away –
    Nor try to tie the Butterfly,
    Nor climb the Bars of Ecstasy –
    In insecurity to lie
    Is Joy’s insuring quality –

    E. Dickinson.

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  9. -Eppure è così facile sognare

    Non respingere i sogni perchè sono sogni.
    Tutti i sogni possono
    essere realtà, se il sogno non finisce.
    La realtà è un sogno. Se sogniamo
    che la pietra è pietra, questo è la pietra.
    Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
    è un sognare, l’acqua, cristallina.
    La realtà traveste
    il sogno, e dice:
    “Io sono il sole, i cieli, l’amore”.
    Ma mai si dilegua, mai passa,
    se fingiamo di credere che è più che un sogno.
    E viviamo sognandola. Sognare
    è il mezzo che l’anima ha
    perchè non le fugga mai
    ciò che fuggirebbe se smettessimo
    di sognare che è realtà ciò che non esiste.
    Muore solo
    un amore che ha smesso di essere sognato
    fatto materia e che si cerca sulla terra.

    (Pedro Salinas)

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  10. “A volte ti chiedi, invece, se non stai solo sognando che lei non sia con te, se non sia là, sulla riva del mare, con le braccia conserte, a misurare la distanza tra la sua pelle e i tuoi pensieri.”

    “Lei fa tutto “quasi”? Anch’io. Ma nel mio “quasi” c’è un’impossibilità, nel suo c’è una scelta, una noia, un’insufficienza. Lei è qualche volta “quasi” solo?”

    Stefano Benni

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  11. I complessi, le sconfitte dolorose, le delusioni, i tradimenti, gli attacchi gratuiti ma anche gli sguardi d’amore e di riconoscenza di chi riacquista la propria dignità, di chi si salva e torna alla vita e allora quell’assurdo è meraviglioso.

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  12. vi ringrazio!
    ho problemi seri col computer: mi sono accorto, per esempio, che era uscita solo la seconda metà dell’articolo.
    portiamo pazienza., grazie a Dio una rosa è una rosa è una rosa è una rosa.

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  13. “La rosa profuma tutta la storia: incorona gli amanti, è sparsa davanti alle spose e agli eroi, brilla alle fiaccole di mille feste, cade in una pioggia di mille cavalcate, sta a mazzi nelle braccia dei santi, è simbolo di amore e di eternità, simbolo di amori terreni e della Regina dei Cieli. Protegge chi muore con una coltre gentile. Porta speranza al cuore infranto. Parla per il taciturno: è messaggera d’amore e di desiderio. E’ passione, trionfo, gioia. E’ il dono di un cuore ad un altro.”
    (Pam Brown)

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  14. Solo i bambini continuerebbero a stupirsi, a chiedere perché.
    C’è chi dice che adattarsi ad ogni situazione sia un pregio e il vecchio, caro istinto di sopravvivenza, chi invece lo ritiene una debolezza, un non voler partecipare alla vita ma subirla passivamente. La verità al solito è nel mezzo e dipende da tanti fattori o situazioni. Rimanere bambini dentro è il dono di chiedere sempre il perchè delle cose che ci si adatti o meno, perchè solo chiedendo si può ottenere e avere quelle informazioni che ci permettono di scegliere e finchè saremo noi a scegliere in un senso o nell’altro potremmo dire di vivere ed essere liberi.
    SM

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  15. “Provai a giustificarmi…”
    “A volte ti chiedi,invece,se se non stai solo sognando…”
    “Se tornassi dietro,cosa sceglierei?”
    Che senso ha guardare indietro?La vita continua…Il passato è passato,non si cambia.Occorre ricordare il bel momenti della vita cancellando questi”cattivi”. Non ha il senso massacrarsi con sensi di colpa,tanto non cambia niente!
    “Il futuro che mi aspetta…”

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  16. Se tornassi dietro, cosa sceglierei?

    Chi non si è mai trovato davanti ad un bivio, per fare una scelta importante , se non di vita, e poi si è trovato assalito da mille dubbi e indecisioni di aver fatto la scelta giusta? A me è capitato e mi succede spesso; l’unica cosa che mi aiuta un po’ a convincermi di aver fatto bene è pensare che quanto ho scelto in quel momento l’ho fatto col cuore. Il resto… sarà quello che sarà

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  17. “Una rosa,una rosa perchè una rosa conquista….

    Una rosa conquista,perchè in essa è racchiuso il segreto più importante della vita :l’Amore per se stesso e per gli altri.

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  18. L’urlare del riservato
    l’ascoltare del logorroico
    il perdonare del terrorista
    il sedurre della suora
    l’arrossire della prostituta
    per il calciatore prendere il pallone con la mano
    per il vivo non respirare
    il correre del marciatore
    l’agire d’impulso del riflessivo
    o il meditare dell’istintivo
    per l’insensibile usare delicatezza
    per il superficiale approfondire

    Per tanti sono momenti
    sorprese dell’inconscio
    Per me una costante
    un razionale puntare a divenire qualcosa
    per il diritto di affermare il suo esatto contrario

    Esser qui lettore
    ala ricerca del luogo dove poter dire

    odio le rose.

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  19. ‘come se il centro fosse il tratto di mare, il monte, lo scafo ‘

    ‘Ho capito che il mare è un cielo capovolto trafitto da stelle incorruttibili,
    tracce di una verità sepolta che a uno sguardo attento si trasforma in strada,
    come la scia di barche che planano sulla lastra di cristallo
    fino a perdersi o trovarsi giù in fondo, nella nebbia.’

    (F. Centofanti – Non superare le dosi consigliate, Tracce)

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  20. ‘E perché non immaginare proprio lei, raccolta su se stessa – sta dormendo? Meditando? O immagina anche lei di diventare nuvola, cespuglio, roccia al confine tra la notte e il giorno’

    ‘fate che siano questi i vostri desideri:
    sciogliersi ed essere come un ruscello che canta la sua melodia nella notte.
    Conoscere la pena di troppa tenerezza.
    Essere feriti dalla comprensione stessa dell’amore.
    E sanguinare volentieri e con gioia.
    Destarsi all’alba con un cuore alato e render grazie per un altro giorno d’amore;
    E addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato e un canto di lode sulle labbra

    (Khalil Gibran, Il Profeta)

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  21. “Se tornassi indietro, cosa sceglierei? Come sarebbe la storia se i momenti cruciali potessero ripetersi, se fosse concesso di ripercorrere la strada, di ritrovarsi nello stesso punto col senno di poi…”

    Dietro ai “se” si rischia di impazzire e comunque non si può tornare indietro, né restare immobili, ma soltanto andare avanti facendo tesoro dell’esperienza, raddrizzando il tiro, costruendo magari proprio dove si è demolito.
    Mi viene in mente quanto spesso succede alla rottura con una persona o alla sua scomparsa: ah, se avessi detto, se avessi fatto…Superato il primo momento di sfogo umanamente comprensibile, bisogna sforzarsi di guardare avanti e volgere in bene questo sconforto, dando attenzione e dicendo che si vuole bene a chi si ha vicino, per non ritrovarsi un domani a ripetere “ah, se avessi detto, se avessi fatto…”

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