66. Il casco giallo

da qui

Un destino legava indissolubilmente la storia di Malcolm e quella mia.
Aspettiamo le parole del nostro pastore.
Forse hai sognato, un giorno, che le frasi fossero mattoni, scale, il casco giallo che hai usato tante volte.
Aveva sei anni, quando uccisero il padre; non si seppe mai chi fossero i colpevoli.
Salutiamolo con un caloroso applauso.
Saltando di trabiccolo in trabiccolo, di piattaforma in piattaforma.
Fece di tutto, come c’era da aspettarsi: lasciò la scuola per i mestieri più umili; poi la droga, lo spaccio, le rapine.
Fratelli e sorelle, sono qui per dirvi che accuso l’uomo bianco. Accuso l’uomo bianco di essere il più grande assassino della terra; accuso l’uomo bianco di essere il più feroce rapinatore della terra.
Rischiavi di dimenticare di essere solo un operaio: ti sentivi piuttosto un trapezista.
Gli dettero dieci anni, poi diventati sette, in cui rimuginò sulle sorti della razza nera, sull’oppressione che sembrava inevitabile, la maledizione che incombeva per una sfumatura di colore.
Non vi è luogo in questo mondo ove l’uomo bianco possa andare e dire di aver portato la pace e l’armonia.
Rimangono luci soffuse: blu, arancioni, come fosse troppo facile lanciarsi quando tutto è chiaro ed è possibile distinguere inequivocabilmente la barra metallica, le corde fissate alla cima del tendone, il dondolio del trapezio che ti viene incontro come l’amata all’amante – eravamo sotto il pesco in fiore, la camicetta si apriva sul seno, come un sipario sulla scena.
Fu da lì che si accostò al movimento dei Musulmani neri e al suo profeta, Elijah Muhammad.
Ovunque è andato, ha portato la rovina, ovunque è andato, ha portato la distruzione. Per questo lo accuso: lo accuso di aver perpetrato i più efferati crimini su questa terra.
Voli da una parte all’altra, come un fantasma bianco sullo specchio ghiacciato della morte, che ti guarda, ti guarda – eri bellissima, le labbra si muovevano appena, gli occhi mi fissavano come da un altro mondo, di cui non sospettavo l’esistenza.
La svolta fu quando disse di voler fare l’avvocato e gli risposero che avrebbe potuto fare solo il falegname.
Lo accuso di essere il più ignobile carnefice della terra; lo accuso di essere il più violento rapinatore e schiavista della terra.
Ti dài la spinta, raggiungi il massimo della velocità e della potenza – sentivo che mancava poco, che la bocca era vicina: da quale lontananza eri arrivata, quale pianeta poteva ospitare un profumo così intenso?
Per lui non esisteva una rivoluzione non violenta, si convinse che ovunque i diritti degli ultimi si fossero affermati, l’obiettivo era stato raggiunto con la forza.
Accuso l’uomo bianco di essere il più vorace mangiatore di carne suina della terra, di essere l’ubriacone della terra. Lui non può negare le accuse; voi non potete negare le accuse, noi siamo la prova vivente di tali accuse.
Nel pubblico si diffonde un mormorio, come una risacca, come il vento che accarezza il prato, gli aghi dei pini, i vestiti colorati dei passanti – sotto la camicia s’intuiva la punta del capezzolo, ma ormai ero vicino, davanti a me vedevo solo labbra, una fila di denti bianchi come la tuta aderente dell’acrobata che sta per staccarsi dalla barra, mentre pieghi leggermente il capo, come per accogliermi, allarga le braccia per capire se lo slancio è quello giusto, se l’equilibrio ha raggiunto l’apice della perfezione.
Dichiarò che la lotta non violenta era figlia del timore, che se avesse vinto la paura, la libertà sarebbe rimasta un’utopia.
Voi e io ne siamo la prova. Voi non siete parte dell’America, siete le vittime dell’America; non avete avuto scelta venendo qui.
Non puoi più tornare indietro, i tuoi piedi allungati quasi toccano il tendone, ondeggi fra la luce arancione e quella blu – per un istante hai aperto gli occhi, ti ho vista: era come se cercassi una prova che fossi proprio io, che non si fosse interposto qualcuno all’ultimo momento, un acrobata in bilico sullo specchio ghiacciato della morte, che ora scivola rapidamente sulla barra fino a stringerla tra il femore e l’adduttore lungo, in una morsa che non deve cedere, mentre la lingua si fa strada e si contorce in cerca dell’altra, e lanci le braccia indietro per capire se sei abbastanza saldo, e senti la sua lingua che si insinua, si ritrae, e misuri la distanza dal collega che ha preso lo slancio come te, e all’improvviso sei un proiettile sparato tra la pista e il cielo, il cielo coperto dal tendone, la stringi, riesci ad avvertire il seno premuto contro il petto, la lingua che s’incurva, in un triplo salto mortale.
Se si versava il sangue nel Pacifico e in Corea, nelle guerre dei bianchi, si sarebbe potuto versare anche in America.
Lui non ha detto uomo nero, donna nera, venite con me, aiutatemi a costruire l’America, ha detto sporco negro, entra nella stiva di quella nave, ti porto in catene perché devi aiutarmi a costruirla, l’America.
Saltando di trabiccolo in trabiccolo, di piattaforma in piattaforma, in cerca di equilibrio, col casco giallo posato sul lenzuolo che ti avvolge il corpo, come il cielo coperto dal tendone.

30 pensieri su “66. Il casco giallo

  1. “Aspettiamo le parole del nostro pastore”.

    Sempre dobbiamo attenderle, con entusiasmo (in greco antico entusiasmo = “pieno di Dio”). Quelle parole sono manna e salvezza, miele ed ottimismo. Ma sono, devono essere anche dure e vibranti. Alternandosi tra questi due poli, produrranno quell’oscillazione che ci consentirà di capire la parola fatta carne.

    “Lo accuso di essere il più ignobile carnefice della terra; lo accuso di essere il più violento rapinatore e schiavista della terra”.

    Si, l’uomo ha fatto questo e non solo.
    Possano di noi, invece, ricordare solo piccoli peccati, cose da niente. E possano invece ricordare grandi gesti, grandi preghiere, stupendi abbracci, meravigliose parole. Possano, in pratica, ricordare il miracolo del saper riconoscere l’altro ed amarlo.

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  2. Bellissimo questo contrasto tra bacio appassionato e disprezzo, questa contraddizione tra amore e odio.

    IL BACIO – Pablo Neruda
     
    Ti manderò un bacio con il vento
    e so che lo sentirai,
    ti volterai senza vedermi ma io sarò li
    Siamo fatti della stessa materia
    di cui sono fatti i sogni
    Vorrei essere una nuvola bianca
    in un cielo infinito
    per seguirti ovunque e amarti ogni istante
    Se sei un sogno non svegliarmi
    Vorrei vivere nel tuo respiro
    Mentre ti guardo muoio per te
    Il tuo sogno sarà di sognare me
    Ti amo perché ti vedo riflessa
    in tutto quello che c’è di bello
    Dimmi dove sei stanotte
    ancora nei miei sogni?
    Ho sentito una carezza sul viso
    arrivare fino al cuore
    Vorrei arrivare fino al cielo
    e con i raggi del sole scriverti ti amo
    Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
    tra i tuoi capelli,
    per poter sentire anche da lontano
    il tuo profumo!
    Vorrei fare con te quello
    che la primavera fa con i ciliegi. 

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  3. …..”Accuso l’uomo bianco di essere il più grande assassino della terra; accuso l’uomo bianco di essere il più feroce rapinatore della terra”.

    L’uomo è una corda tesa fra la bestia e il superuomo, una corda sull’abisso.

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  4. Sono un privilegiato, ho sempre avuto una vita molto bella. Ma tutto quello che ho ottenuto dalla vita l’ho guadagnato con l’impegno e il desiderio fortissimo di raggiungere i miei obbiettivi , di vincere, nella vita, non come pilota. Perciò lasciate che vi dica che chiunque voi siate nella vita, sia che siate al livello più basso, o al più alto, dovete avere una grande forza e una grande determinazione e dovete affrontare qualsiasi cosa con grande amore e fede in Dio e un giorno raggiungerete i vostri obbiettivi e avrete successo.

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  5. Dov’e’ morte la tua vittoria?

    Il bacio ha sigillato il triplo salto mortale della vita oltre la morte
    Se ti bacio, e’ vita, se mi hai baciato, la morte e’ morta.

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  6. L ‘uomo bianco viene accusato ,per aver commesso delle ingiustizie nei confronti dell’uomo di colore,e quest accuse non si possono negare,perchè purtroppo sono state commesse,ma ciò non vuol dire che tutti gli uomini bianchi si comportino allo stesso modo ,come non vuol dire che gli uomini di colore non possano avere gli stessi diritti dell’ uomo bianco,trattandoli da schiavi.Se continuiamo a guardarci come dei diversi,tra noi non ci sarà mai :la pace,l’ amore e la fratellanza ,che si desidera tanto,ma soltanto odio.
    Per vivere insieme con amore dobbiamo mettere da parte l’orgoglio e fare il primo passo,dandoci la mano l’un ,l’altro.Solo così ,secondo me si può sperare in un mondo migliore.

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  7. La vita è fatta di “trabiccoli ” e di” piattaforme ” da saltare in “cerca di equilibrio”.Ma a volte si rischia di cadere se si perde la consapevolezza di quello che stiamo facendo e del perchè siamo qui.

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  8. “Voli da una parte all’altra,come un fantasma bianco sullo specchio ghiacciato della morte”
    Domenica mattina mi è arrivato sms-è morto mio amico,compagnio di classe,la peccora nera amata da tutti,”volava da una parte all’altra” cercando la sua strada “ovunque è andato,ha portato la rovina”-ma noi stiamo qua sulla terra perduta a piangere,piangere…

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  9. ‘da quale lontananza eri arrivata, quale pianeta poteva ospitare un profumo così intenso?

    Ma l’abbraccio dell’Amore non è una bellezza di un altro pianeta, un’immagine rarefatta, il bacio di una donna fin troppo bella, in confronto alla quale ti senti di non avere possibilità, di dare o di ricevere un bacio; è’ Dio che ‘passeggia nel giardino’, è il bacio del presente, il calore dello sguardo, delle mani, delle parole della persona o delle persone che hai accanto, bacio che vuole consegnarti vita, qualunque sia la tua giornata in bilico sull’ ignoto.

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  10. “Negli occhi tuoi il mio viso, il tuo nei miei, mostrano cuori semplici e sinceri, dove meglio li trovi due emisferi, senza ovest declinante o freddo nord, sol muore ciò che ha commisto, ma se i nostri due amori sono uno e noi ci amiamo in modo tale che…che nessuno sia da meno, mai morrano.”

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  11. “Dichiarò che la lotta non violenta è figlia del timore,che se avesse vinto la paura,la libertà sarebbe rimasta un’utopia”

    “Una lotta non violenta” non è sintomo di “paura” ma di “coraggio”,perchè è più difficile ammettere d’Amare,piuttosto che ammettere di odiare.

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  12. “Saltando di trabiccolo in trabiccolo, di piattaforma in piattaforma, in cerca di equilibrio, col casco giallo posato sul lenzuolo ”

    Ciò che misura l’amore sono le pene che si vivono per esso.

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  13. “Esiste un solo problema, uno solo sulla terra.
    Come ridare all’umanità un significato spirituale, suscitare un’inquietudine dello spirito.
    E’ necessario che l’umanità venga irrorata dall’alto e scenda su di lei qualcosa che assomigli a un canto gregoriano.Vedete, non si può continuare a vivere occupandosi soltanto di politica, bilanci e parole crociate.
    Non é possibile andare avanti così”

    Antoine de Saint-Exupéry

    Noi ne siamo ben consapevoli, non fosse altro che per le omelie che don Fabrizio ci ripete da sempre, Dio lo benedica per questo dono che ci fa! Io sono davvero “scatenata” sul:”, J’accuse” e per questo sono sempre molto inquieta, arrabbiata, disorientata, ecc….. Mai però senza speranza di vincere queste “brutte abitudini dell’uomo sull’uomo”. Prima o poi ce la faremo. lo dobbiamo a noi stessi ma, soprattutto, ai nostri ragazzi!
    Non sono in vendita, voglio speranza e non paura; voglio felicità e non denaro; voglio un senso e non una carriera;voglio cambiare e non ricevere compassione e voglio tanto “Vivere”. Dice un proverbio africano: ogni mattina,quando ti svegli, non chiederti se sei leone o gazzella, ma mettiti a correre.
    Quanto li amo questi fratelli neri, che mi hanno insegnato la dignità, quando ho vissuto con loro in Costa D’ avorio, già li avevamo contaminati di cose che non servivano a niente.
    C’é una collina nelle isole Mauritius, bellissima ma forse di più, da dove si buttavano in mare gli schiavi neri quando stavano per perdere la libertà! Che orrore.
    “All’improvviso sei un proiettile sparato tra la pista e il cielo” quanto mi ci ritrovo in questi versi! Io mi sento sempre così: speriamo che nessuno mi fermi e non mi faccia perdere il volo iniziato che non deve finire….ti prego chiunque tu sia lasciami andare.

    Ernestina

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  14. Insomma avete detto tutto voi, cosa aggiungo?

    Titti, dove sei? qui il don ha ripreso a far scaldare il blog!
    dooooooooooooooonnnnnnnnnnnnnnnn!
    ma non avevi abbandonato il genere: romanzo erotico??
    vabbè che è inverno e fa freddo, ma come la metti che siamo chiusi in ufficio, senza fauna interessante? mariti/mogli lontani?
    opsss! mi è sfuggito che esce la sera:-)
    SM

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  15. Voli da una parte all’altra, come un fantasma bianco sullo specchio ghiacciato della morte, che ti guarda, ti guarda – eri bellissima, le labbra si muovevano appena, gli occhi mi fissavano come da un altro mondo, di cui non sospettavo l’esistenza.

    La vita è come un’altalena o ancora più difficile come un trapezio su cui stiamo ancorati ben saldi, ma quando riconosciamo che dall’altra parte ci viene incontro l’amore vero, siamo pronti a staccarci e abbandonarci con fiducia sicuri che non cadremo

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  16. “J’accuse…”
    Bello e coraggioso come l’editoriale in forma di lettera aperta, di Emile Zola che denuncia ingiustizie e illegalità nel processo ad Alfred Dreyfus.
    Bello il parallelo fra fatti ed eventi storici e la vita quotidiana di un uomo semplice, un operaio, ma qui mi ripeto affermando quanto già detto ovvero l’assenza di spazio e tempo fra la storia e l’autore, fra il pensiero e l’uomo. E’ l’uomo che fa la storia o dalla storia nasce e si plasma l’uomo?
    In fondo la storia è una bella donna su un trapezio e all’uomo si affida ciecamente, a volte fa semplici dondolii altre molteplici salti mortali ma di certo è che l’uomo è lì ad afferrarla con solide mani perché non cada e muoia.
    Il trapezista è uno che sa cos’è la fiducia e si affida sereno alle braccia dell’amico che lo afferrerà per non lasciarlo cadere nel vuoto. L’amore e la fede non sono un’affidarsi completo all’altro? Solo in questo caso si crede in Dio e nell’altro e ancora una volta bisogna essere in due: un altro uomo/donna o Dio. Se non c’è reciprocità non c’è affidamento, non c’è amore a conferma che da soli non si va da nessuna parte ma il cammino è senza meta se manca la libertà e il bene superiore all’io.
    A volte però ci si lancia un po’ alla sprovvista sperando che qualcuno ti afferri mentre precipiti nel vuoto e senti sulla pelle quel brivido che dà l’imprevisto. Come un lancio da un trampolino a cento metri di altezza, solitario, sai già che nessuno ti afferrerà, nessuno ti salverà dall’impatto se non l’acqua stessa che come un amante ti accoglierà nelle sue viscere per portarti dolcemente ma con forza alla vita e l’acqua è memoria e fede, disseta un amore che ha sete.
    Di te invece rimane un casco giallo sul lenzuolo ogni volta che quel “J’accuse” è rivolto verso te che per inerzia non sai più cos’è la vita vera.

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  17. @ Ernesta Scappaticci
    Ti voglio ringraziare per il grande complimento che mi hai fatto,proprio perchè non sono un poeta!

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  18. Prego, ma chi ti ha detto che non sei un poeta, la maestra?
    Poeta lo si é per chi ci considera tale!

    Non sono una critica di poesia, sono solo una donna sposata e felice che vuole condividere la sua felicità e le sue “povere idee con qualcuno a cui interessano.
    Perciò confermo per me sei un poeta.

    Ernestina
    Per Raf detto

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  19. @ Ernesta

    Tu oltre ad essere gentile ,sei anche una persona eccezionale!!!!!
    Perciò ti riconfermo il mio GRAZIE !!!!.

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  20. Scusate la forzata assenza ma, tra le altre cose, m’è pure “svampato” il pc e devo chiedere ospitalità.
    Corro ai ripari, stasera, dedicando a buon Faber ed a tutti i poeti presenti nel blog, un trailer di un film eccezionale che è un’ode alla poesia ed alla vita.

    Da “L’attimo fuggente” (1989):

    “E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa.
    Imparerete ad assaporare parole e linguaggio; qualunque cosa si dica in giro:
    parole e idee possono cambiare il mondo”.

    “E proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’ altra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovrete provare.
    Ecco, quando leggete per esempio, non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate.
    Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce.
    Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto.
    Thoreau dice che molti uomini hanno vita di quieta disperazione.
    Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi!
    Non affogatevi nella pigrizia mentale. Guardatevi intorno!
    Osate cambiare. Cercate nuove strade.”

    RENDIAMO STRAORDINARIA LA NOSTRA VITA!
    Un saluto a tutti e arrivederci appena possibile su questi schermi.
    Titti

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