70. Nella taverna

da qui

Qualcuno disse che Malcolm e il sottoscritto si sarebbero alleati.
Prima di ebrei o cristiani, noi eravamo neri, prima che l’America esistesse, noi eravamo neri.
La vita non è una cosa facile, credimi, non è facile proprio per nessuno.
Forse per merito di Coretta, che aveva fatto su di lui un effetto straordinario.
I getti d’acqua fredda, gli inseguimenti spietati, fino a quando non ti prendono in trappola, come un animale.
Un giorno, incontri l’ostacolo che ti fa impazzire, la delusione che toglie il respiro.
Parlammo una volta e subito previdero scenari che invece non si aprirono.
Cacciati dai locali, strattonati, presi a pugni; ma il peggio è la rassegnazione, immaginare una fatalità, come il fulmine che ti cerca sotto l’albero o il macigno che si stacca e punta te, tra mille che ne erano passati.
Che il segreto stia nell’esporsi al dolore come la quercia riceve la pioggia, come l’asino da soma le pietre irregolari sul sentiero?
Eravamo diversi: eppure, nella vita, si corre e si scarta all’improvviso, si trova una strada a cui non avevi mai pensato.
Scopri che esiste la parola ribellione, a cui aggiungi espressioni come: a tutti i costi, con ogni mezzo e, soprattutto, fino in fondo.
Forse la parola giusta è sfida? In ognuno di noi c’è un cavaliere senza macchia, capace di lottare per un Graal più o meno santo, per una causa qualunque, fosse pure perduta dall’inizio.
Si era staccato dal movimento dei Musulmani neri, aveva capito che non avrebbe trovato nelle loro fila quello che cercava.
Quando parti con l’handicap dell’assassinio di tuo padre, trucidato dai razzisti, c’è poco da scherzare: vuoi che la vita non ne sia segnata per il resto dei tuoi giorni?
E se fosse il dolore a maturarti, se le forche caudine della sofferenza ti orientassero verso l’unico sbocco possibile per la tua energia? Se solo la sconfitta ti mettesse di fronte all’orizzonte di una vittoria inaspettata, un mondo nuovo che emerge dalle macerie dell’antico?
Come sarebbe andata se non avesse mai tenuto il discorso nella sala da ballo della Washington Heights?
La madre fu data per pazza, e forse lo era veramente, col marito morto tra le braccia e il futuro che sfumava come nuvola d’estate.
Inutile illudersi di ottenere un risultato se non stringi i denti e non ti aggrappi con tutte le forze a una speranza infarcita di veglie, di rinunce, un tempo di cui non c’è nulla da sprecare, che si presenta e non ritorna più: se imparassimo a vivere il momento come fosse l’ultimo, la storia cambierebbe, il tuo sguardo sarebbe simile allo sguardo insostenibile di Dio.
E invece lo tenne e gli spararono addosso e ancora oggi non sono d’accordo se lo colpirono in viso o nell’addome.
Ricordo, Malcolm, la tua faccia di ragazzo triste, col cappello troppo grande – sarà stato di tuo padre? – con gli occhi rivolti a un futuro che avresti voluto prendere di slancio, come la luna quando è rossa e vicinissima, e ti ricorda, sì, ti ricorda una poesia (dove l’avrai letta?). E c’è un odore di sale e di sangue di femmina nei nardi febbrili della marina. La morte entra e esce, esce e entra la morte nella taverna.

18 pensieri su “70. Nella taverna

  1. “con gli occhi rivolti a un futuro che avresti voluto prendere di slancio, come la luna quando è rossa e vicinissima, e ti ricorda, sì, ti ricorda una poesia (dove l’avrai letta?). E c’è un odore di sale e di sangue di femmina nei nardi febbrili della marina. La morte entra e esce, esce e entra la morte nella taverna.”

    La Morte …. uno stadio della Vita. La nascita non è un inizio; la morte non è una fine. C’è esistenza senza limiti; c’è una continuità che non ha un punto di partenza. C’è la nascita, c’è la morte, c’è un andare fuori e c’è un entrare dentro.

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  2. “Che il segreto stia nell’esporsi al dolore come la quercia riceve la pioggia, come l’asino da soma le pietre irregolari sul sentiero?”

    La gioia e il dolore

    La vosta gioia
    è il vostro dolore senza maschera.
    Tanto più in fondo vi scava il dolore
    tanta più gioia voi potrete contenere.
    Il legno del liuto
    che accarezza il vostro spirito
    non è forse scavato col coltello?
    Quando sietecontenti
    guardate in fondo al cuore
    e troverete che soltanto
    ciò che vi ha dato dolore vi dona la gioia.
    Alcuni dicono:
    “la gioia è più grande del dolore”,
    e altri: “il dolore è più grande”,
    in realtà sono inseparabili.
    Essi giungono insieme
    e quando una siede con voi
    alla vostra mensa,
    l’altro è disteso sopra il vostro letto.
    Voi siete come bilance
    sospese tra il dolore e la gioia.
    Gibran

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  3. Prima di ebrei o cristiani, noi eravamo neri

    Poesia e scienza in queste parole, visto che è un dato abbastanza certo che l’origine di tutti noi è africana, che alcune decine di milioni di anni fa la popolazione uscita dall’Africa si è diffusa per il pianeta e ha progressivamente preso il posto di tutte le altre specie umane presenti.

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  4. “La vita non è una cosa facile…”-lo so,è scritto anche nella Bibbia.
    “E se fosse il dolore a maturarti…”-a me si.Ho sofferto tanto nella vita,è difficile sopportare dolore,ma poi si puo abituare,si diventa piu forte,e con ogni nuovo colpo dici:ho sopportato peggio,c’e lo faccio anche adesso,sono forte,devo esserci.
    “Eravamo diversi…”-qualcuno ha detto che meno male che siamo diversi,perche se ci forse tutti uguali-il mondo sarebbe noioso

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  5. Nella vita ostacoli e delusioni sono spesso dietro l’angolo, peró non bisogna mai rassegnarsi, ma continuare sempre ad inseguire i propri sogni; tenendo alta la speranza, perseverare ed andare fino in fondo, perché da ogni male puó nascere un bene più grande e da un dolore puó sbocciare una felicità più grande.

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  6. Ci sono persone che hanno subito dolori immensi nella vita, che li hanno segnati per sempre, li hanno “induriti” nei confronti di tutti e di tutto: solo incontrando qualcuno disposto ad ascoltarli, a capirli, aiutarli ed amarli senza giudicare, possono ritrovare la speranza.
    Il giudizio uccide e condanna, l’amore e l’ascolto salvano.

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  7. Malagueña de Federico García Lorca

    La muerte
    entra y sale
    de la taberna.
    Pasan caballos negros
    y gente siniestra
    por los hondos caminos
    de la guitarra.
    Y hay un olor a sal
    y a sangre de hembra,
    en los nardos febriles
    de la marina.
    La muerte
    entra y sale,
    y sale y entra
    la muerte
    de la taberna.

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  8. Scopri che esiste la parola ribellione, a cui aggiungi espressioni come: a tutti i costi, con ogni mezzo e, soprattutto, fino in fondo.

    Ribellarsi al male.decidere di lottare con ogni mezzo e fino in fondo…si,può succedere…attraverso l’orizzonte aperto dall’ascolto,da un’abbraccio vero…da uno sguardo rassicurante..
    Le difficoltà della vita,il dolore,la rassegnazione…si polverizzano solo se incontrano l’amore..

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  9. Inutile illudersi di ottenere un risultato se non stringi i denti e e non ti aggrappi con tutte le forze a una speranza infarcita di veglie, di rinunce, un tempo di cui non c’è nulla da sprecare, che si presenta e non ritorna più: se imparassimo a vivere il momento come fosse l’ultimo, la storia cambierebbe, il tuo sguardo sarebbe simile allo sguardo insostenibile di Dio.

    Come tu ci insegni “tutto è grazia” e l’unico modo per coglierla è esserci pienamente, come se quel momento fosse l’ultimo possibile, sia nella propria che nella altrui vita.

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  10. Forse la parola giusta è sfida? In ognuno di noi c’è un cavaliere senza macchia, capace di lottare per un Graal più o meno santo, per una causa qualunque, fosse pure perduta dall’inizio.

    In questa frase mi ritrovo tanto, in passato mi sembrava che la sfida fosse con gli altri; da qualche anno grazie alla frecuentazione dei gruppi Darsi Pace, la sfida è con me stessa, nel tentativo di riconoscere le mie ombre, per scioglierle e scoprire la mia missione.

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  11. “Un giorno, incontri l’ostacolo che ti fa impazzire, la delusione che toglie il respiro”.
    A tutti capita nella vita un ostacolo che manda al manicomio, che regala solo dolore e un’apparente ed assurda vetrificazione dell’anima. Quando capita, resti senza fiato, senza parole, non riesci a grattarti la testa, a guardare la gente. Eppure, se è arrivato, è perchè con ogni probabilità lo puoi superare, con lo sforzo buono, con l’analisi del dolore, con la costanza, con l’aspirare alla grazia, con l’intelligenza. E quando lo avrai superato, sarai senz’altro diverso.

    “Che il segreto stia nell’esporsi al dolore… ”
    Si, penso di si. Prima pensavo di no, che era folle. Adesso penso che accettare il dolore con speranza, amore, desiderio e animo sgombro, sia come un potente antibiotico quando hai un’infezione pericolosa, che ti fa pendere sbilenco da un lato. Amare prima di lamentarsi, imparare ad amare chi ci ama prima di vedere il problema nel problema.

    “Inutile illudersi di ottenere un risultato se non stringi i denti e e non ti aggrappi con tutte le forze a una speranza infarcita di veglie, di rinunce, un tempo di cui non c’è nulla da sprecare, che si presenta e non ritorna più: se imparassimo a vivere il momento come fosse l’ultimo, la storia cambierebbe, il tuo sguardo sarebbe simile allo sguardo insostenibile di Dio”.
    GRAZIE DON, grazie di cuore, queste parole sono giuste, piene di verità ed amore. Si, se solo tutti noi facessimo così, vivessimo ogni momento come se fosse l’ultimo, i fatti della vita cambierebbero e neanche tanto lentamente. Non lo facciamo perchè troppo spesso blindati dentro di noi e chiusi all’amore degli altri. Farlo è più semplice di quanto non si creda.
    Ciao Don, notte a tutti.

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  12. E se fosse il dolore a maturarti…..?

    Si ,è vero il dolore ti fa crescere e divantere un’altra persona,ma il “dolore” e la “sofferenza” da soli non bastano per poterti “orientare verso l’unico sbocco possibile per la tua energia””,è necessario trovare dentro di te,quella voglia e quella speranza di voler “riemergere dalle proprie macerie …”Affinchè l’Amore possa trionarei sul male e realizzare i tuoi sogni ,come succede nelle favole.

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  13. Un giorno, incontri l’ostacolo che ti fa impazzire, la delusione che toglie il respiro.

    e ti sembra tutto inutile, senza uno scopo, un motivo utile per essere felice
    eppure, pian piano, la tristezza lascia il posto ad un timido sorriso, destinato a trasformari in una bella risata…nel tempo, se fai l’incontro giusto
    e anche se il segno della cicatrice resta, riesci comunque a trovare che il mondo sia meraviglioso

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  14. Malagueña

    La morte
    entra ed esce
    dalla taverna.

    Passano cavalli neri
    e gente sinistra
    nei profondi cammini
    della chitarra.

    E c’è un odore di sale
    e di sangue di femmina
    nei nardi febbrili
    della marina.

    La morte
    entra ed esce,
    esce ed entra
    la morte
    dalla taverna.

    Tratto da Poema del cante jondo, in Federico García Lorca.

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  15. Un giorno, incontri l’ostacolo che ti fa impazzire, la delusione che toglie il respiro.

    A tutti è capitato di attraversare momenti di solitudine e di abbattimento dove crollano tutte le speranze. Senti perfino di non poter più contare sulla fede perché da Dio ti aspetti cose che Lui non ti può dare. Solo facendo affidamento al fascino di ogni parola, di ogni gesto che trasmette un messaggio d’amore riesci a ritrovare il senso della tua vita.

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