72. Cluster bombs

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El Pueblo de la Iglesia de Nuestra Señora la Reina de Los Angeles de Porciúncola. Gli angeli, Los Angeles, LA, un bel nome, forse non c’è modo migliore per chiamare una città.
La luna: me la ricordo in mezzo ai rami che parevano un merletto, un pezzo pregiato di biancheria intima steso contro il cielo.
Il mare era un panno azzurro ondulato, su cui galleggiavano materassini e bagnanti di ogni età.
Difficile dire quali fossero le cause: la povertà, il degrado; la criminalità cresceva a vista d’occhio.
Le nuvole scorrevano come il fumo di una sigaretta – ho ripreso dopo vent’anni: lo stress, il bisogno di fermarsi un attimo, nel caos.
Il tramonto è una striscia gialla che divide dalla notte, una pepita d’oro scivolata dalle mani di un Dio che preferisce i versi alla ricchezza.
Così, da un giorno all’altro, si scatenò l’inferno: strano a dirsi, nella Città degli Angeli.
Fuma, la luna, se ne infischia della sua salute, tanto, un giro vale l’altro e l’universo è pieno di pianeti con il fegato a pezzi, col sistema nervoso logorato.
Il tramonto: chi l’ha inventato? Dio doveva essere ragazzo quando pensò a una cosa così bella, doveva essersi preso una cotta importante o forse era solo la prima sigaretta.
Si sentiva il crepitare dei mitra e dei fucili, la città era in fiamme come un calzino rovesciato, come il viso di una donna che è stata colta in fallo.
L’auto procede lenta, in mezzo al traffico: ti chiedi se la gente chiusa nelle scatole a motore la pensi come te, se avverta qualcosa che manca a questa storia che si chiama vita.
Il mare, adesso, è una strada grigia che porta dall’altro lato dei sogni – sai, dove i desideri si avverano, dove se immagini una cosa la stai già sperimentando.
La Città degli Angeli era un tappeto di fuoco venduto a metà prezzo al cliente dalla pelle bianca.
Di che colore è la guerra? A volte sembra azzurra, a volte nera, come il mantello della morte.
No, la strada grigia conduce dritta al sole, che ora si pettina i raggi con le mani di idrogeno ed elio.
Hanno chiamato diecimila soldati e piazzato le mitragliatrici in ogni angolo strategico, nella Città degli Angeli, dove ora volano solo le urla e le pallottole.
Ma la guerra è la scia bianca delle bombe, il beige degli zaini e il color carne della carne dei soldati, imbottiti di eroina.
Ti chiedi quale sia il desiderio più profondo: ho pensato che il sole abitasse dentro me, m’invadesse coi raggi di luce purissima per riscaldare le mie notti brevi, tra una chiamata in ospedale e una sirena della polizia; è possibile sognare un sogno simile, è possibile vivere, amore, provare per un solo istante quella che chiamano felicità? Solo tu puoi dirlo: di che colore è la sconfitta, qual è il sapore della rassegnazione disperata?
Tutto questo per l’arresto di un ubriaco, un angelo perduto nell’inferno di Los Angeles; o forse la disoccupazione dilagante, gli stipendi da fame, la mancanza d’istruzione.
La guerra è una città piena di polvere, un incendio di speranze, ridotte in cenere dalla contraerea dell’avidità, dalle cluster bombs dell’arroganza.

26 pensieri su “72. Cluster bombs

  1. E’ un giorno strano oggi.
    Non distinguo inferno e paradiso. Il fatto è che, in fin dei conti, tutti aspirano alla loro brava e bella Beverly Hills, disoccupati, poveri, ignoranti e ubriaco compresi. E’ da lì che avidità e arroganza tentano di difendersi. E’ da lì che non si avvertono i rumori delle bombe.
    Chiuso nella mia scatoletta, mi addolcisco con la voce di Arnoldo Foà; il mio bel tramonto per oggi.

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  2. “Il tramonto è una striscia gialla … “.
    Il tramonto è forse il momento del redde rationem, della resa dei conti con il mondo, della chiarificazione con se stessi e gli altri. Ascolta si fa sera: ti ho pensato, volevo abbracciarlo, volevo sapere come state. A volte sono queste le domande che vengono alla mente. Dio ascolta i versi del nostro cuore e non l’elenco delle nostre ricchezze. Il tramonto si trasforma in una meraviglia nei nostri cuori.
    I desideri si sono già avverati quanedo li hai pensati con il cuore più puro che hai

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  3. Le cluster bombs sono bombette a grappolo, molto simili, per caratteristica ed effetto, alle mine antiuomo.
    Sono particolarmente subdole perché il loro scopo non è uccidere, ma dilaniare. Spesso non sono visibili, dissotterrate nel terreno la persona che le calpesta rimane tremendamente mutilata, proprio come succede con i peggiori sentimenti nascosti dalla facciata dell’ipocrisia.

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  4. … non avevo terminato, ma ho digitato male sul cell ed il commento è partito. Del resto questi cell per chi non ha dita sottili come il sottoscritto, non sempre sono agevoli da gestire. Dita un po grosse ma mi auguro sempre di avere sentimenti guizzanti… Altrimenti come puoi trasmetterli agli altri? :-))) A dopo Don a dopo amici!

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  5. “è possibile vivere, amore, provare per un solo istante quella che chiamano felicità? Solo tu puoi dirlo”

    Finchè siamo convinti che per essere felici bisogna avere qualcosa, non possiamo essere felici. La felicità è qui e adesso. Le pareti sporche del dolore, della rabbia, del bisogno ci inquinano.Purezza significa semplicemente essere la propria anima e basta, un’anima che non si riflette in nessuna paura, bisogno o dolore perché li ha superati e non li riconosce più come propri.

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  6. “Tutto questo per l’arresto di un ubriaco, un angelo perduto nell’inferno di Los Angeles; o forse la disoccupazione dilagante, gli stipendi da fame, la mancanza d’istruzione.”

    Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
    il Signore mi ha dimenticato».
    Si dimentica forse una donna del suo bambino,
    così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
    Anche se costoro si dimenticassero,
    io invece non ti dimenticherò mai.

    Isaia 49

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  7. “Così, da un giorno all’altro, si scatenò l’inferno: strano a dirsi, nella Città degli Angeli.”

    “Basterebbe una parola ….”

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  8. “qual è il sapore della rassegnazione disperata?”

    RASSEGNARE: mettersi nelle mani altrui; uniformarsi al volere altrui.

    Allora rassegnazione si, disperata no.

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  9. “…è possibile sognare un sogno simile, è possibile vivere, amore, provare per un solo istante quella che chiamano felicità?”
    Difficile dev’esserlo, non semplice se uno se lo chiede. Chiunque se lo chiede, a ognuno di noi è capitato di chiederselo. Uno lo chiede a se stesso, lo chiede agli altri. Lo si chiede a Dio cercando d’interpretare la risposta. La natura umana, quando deve soddisfare un proprio desiderio a tutti i costi, un desiderio irrinunciabile che porta finalmente l’oro della felicità, può divenire capricciosa, priva di luce, priva di Amore anche se la persona che conduce quella disperata ricerca, sia la persona più amorevole, cristiana e onesta del mondo. La ricerca della felicità, la soddisfazione di quel desiderio da parte di uno può ben causare uno stato d’infelicità grave negli altri che quell’uno amano. La felicità si autoalimenta, spegnendo a volte – per resistere stoicamente e non estinguersi – il lume della ragione e dell’Amore stesso che la ricerca della felicità ha messo in moto.

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  10. – La guerra è una città piena di polvere, un incendio di speranze, ridotte in cenere dalla contraerea dell’avidità, dalle cluster bombs dell’arroganza.

    “… Unico rimedio nella vita è lo stato d’animo dell’Indifferenza, che Montale scrive con la lettera maiuscola, chiamandola divina, perché è quasi un miracolo, perché permette di guardare al male e alle difficoltà della vita con impassibilità e superiore distacco. ”

    Ma l’indifferenza non è divina: se siamo noi i protagonisti, se Dio ci lascia liberi di scegliere, se il male non era parte del progetto iniziale della creazione, abbiamo una grande responsabilità che non possiamo ignorare.
    Combattiamo il male e perseguiamo il bene, così spariranno guerre, avidità, arroganza ed ingiustizie: questo è il miracolo giusto, quello di cui abbiamo bisogno per sconfiggere il “male di vivere”.

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  11. -Ti chiedi quale sia il desiderio più profondo…

    Amare ed essere amato, sentirsi importante per qualcuno, sentirsi “giusto”…

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  12. L’auto procede lenta, in mezzo al traffico: ti chiedi se la gente chiusa nelle scatole a motore la pensi come te, se avverta qualcosa che manca a questa storia che si chiama vita.

    Siamo un po tutti chiusi in una scatola di ferro che ha un motore che arranca intrappolato nel traffico della indifferenza della solitudine del degrado e non sa andare avanti perchè non sa cosa l’aspetta. Se quel motore fosse mosso dall’amore e fossimo meno distratti, forse riusciremmo a vedere con più chiarezza la strada giusta da intrapendere e qual’è il fine di questa nostra vita.

    Il tramonto: chi l’ha inventato? Dio doveva essere ragazzo quando pensò a una cosa così bella

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  13. Ti chiedi quale sia il desiderio più profondo: ho pensato che il sole abitasse dentro me, m’invadesse coi raggi di luce purissima per riscaldare le mie notti brevi, tra una chiamata in ospedale e una sirena della polizia; è possibile sognare un sogno simile, è possibile vivere, amore, provare per un solo istante quella che chiamano felicità? Solo tu puoi dirlo: di che colore è la sconfitta, qual è il sapore della rassegnazione disperata?

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  14. Adesso ho tutto il tempo che voglio, perché il tempo é l’unica cosa che ci appartiene veramente, ma noi non ce ne accorgiamo più.
    Corriamo corriamo, e spesso regaliamo questo grande tesoro a chiunque e lo neghiamo a chi veramente lo vuole con tutto se stesso.

    Se uno ci riflette, si ferma, si volge indietro e: quante cose non ti ho detto non ti dico………

    Proprio a te che adori donarmi il tuo tempo.
    “Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla?”
    “Della Rosa”, rispose il poeta.

    da”L’importante é la rosa ”

    E’ proprio vero ci sono momenti nei quali solo vivere la vita come un ragazzo alla prima vera cotta, ti “riinsegna” (passatemelo, vista l’ora!) come il primo bacio: quanto é meravigliosa questa vita che Tu ci hai donato.

    Ernestina una donna affamata di pietà per l’altro, tuo fratello, ricordi?

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  15. …ti chiedi se la gente (…) avverta qualcosa che manca a questa storia che si chiama vita.

    Quello che manca al mondo è un poco di silenzio
    Quello che manca a questo mondo è il perdono che non vedo e non sento
    Che ne è stato dei sogni di questo tempo?
    Di che cosa parliamo in questa vita?
    Quello che manca già stanotte sono mille parole d’amore

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  16. Ti chiedi quale sia il desiderio più profondo…………..
    Il desiderio più profondo è lasciarsi conquistare dalle bellezze di questo mondo come può essere la vista di un “tramonto”.

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  17. Ognuno di noi ha un sole dentro di se ,in grado di brillare e aspetta il momento giusto per poterlo fare. Forse perchè non sa che non esistono i momenti giusti per poter amare.
    Questa è la parola chiaive :Amare per sentirsi amati a sua volta,non ce ne sono altre,che possano “riscaldare..le notti brevi,tra una chiamata in ospedale e una sirena della polizia”!

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  18. L’auto procede lenta, in mezzo al traffico: ti chiedi se la gente chiusa nelle scatole a motore la pensi come te, se avverta qualcosa che manca a questa storia che si chiama vita.

    Penso di si… spesso ci accorgiamo che nella nostra vita c’è qualcosa che non funziona, abbiamo molte cose ma nel profondo sentiamo un vuoto e ci rendiamo di essere tutti mendicanti d’amore. Il solo modo per riempire il cuore e la nostra vita è quello di non restare chiusi nella scatola del nostro egoismo ma amare e donare in uno scambio reciproco che restituisca un senso a questa storia.

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  19. “C’è gente che parla d’amore in una lingua morta.” E’ una spada che trafigge il cuore questa frase.

    “Ti chiedi quale sia il desiderio più profondo”. Vuoi che la risposta arrivi da qualcun altro perchè non da te?
    C’è una donna che si è fatta trafiggere il cuore da una spada perchè il mondo vedesse sconfitta la paura del nulla. C’è un uomo che si è fatto insultare, condannare e mettere sul patibolo infame ingiustamente perchè la paura non fosse più zavorra alla felicità. Se guardi questa donna e se credi in quest’uomo la sconfitta e la rassegnazione diventano un pugno di polvere da soffiare via dal sole che c’è e non merita che lo si metta in dubbio. I sogni hanno il colore che vuoi dargli, così come una nota a pie’ di pagina svela una verità che spesso viene trascurata. “La felicità è una nota a piè di pagina”. (Ecco l’uomo. Fabrizio Centofanti). La risposta spesso è dentro te, me, ognuno di noi, ma hai “paura” di trovarla. lascia che la spada ti trafigga il cuore se vuoi cominciare a vivere.
    SM

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  20. “Bisognerebbe amare, amare follemente, senza vedere ciò che si ama. Perché vedere è comprendere, e comprendere è disprezzare.”

    Guy de Maupassant

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