5. Il lago

da qui

Sono uno davanti all’altra: Dalia è decisa, non ha nulla da perdere. Gli dirà che ha capito, che è un po’ che non comunicano nulla, che è un uomo importante ma ciò non lo autorizza a trattare gli altri come schiavi. Che parlassero un po’, che le spiegasse perché ai suoi occhi è diventata trasparente: non si accorge nemmeno del taglio nuovo dei capelli, se ha indossato una lingerie più provocante, e il profumo afrodisiaco non ottiene alcun effetto.
Ma che dici? E’ tutto come sempre. Non hai idea di che cosa significhi fare il presidente.
Lo eri anche prima. Hai un problema che non riesci a confidarmi? Un segreto di stato? Sono tua moglie!
Non essere insistente: ti dico che è tutto come sempre, vieni qui.
L’abbraccia, ma lei avverte che la testa e il cuore del marito sono altrove; le donne capiscono, è così cieco da non rendersene conto?
Fausto, stai pensando ad altro.
Smettila Dalia, non si può vivere così.
Cos’ha, lei, che non ti posso dare?
Lui abbassa lo sguardo.
Sono stanco. Non capisci che ho anch’io bisogno di riposo? Di un rifugio, nella guerra quotidiana?
La testa di Dalia è stranamente luminosa. Un’aureola? Dicono sia dei santi, ma anche gli dèi pagani avevano la loro. E’ un simbolo del sole, della luce, della mancanza di meccanismi di difesa.
Amore, parliamo; lo sai che trascurandosi si può arrivare a odiarsi? Mi sento nel braccio della morte, in attesa di venire giustiziata.
Le viene in mente un lago che cambiava colore: quello della passione non è forse il rosso? Sedevano e aspettavano, il miracolo si sarebbe ripetuto. La principessa Tresenga tornava sulle rive a rievocare il sacrificio dei suoi eroi.
Ti ricordi?
Fausto è indispettito.
Basta, non cominciamo con le memorie del passato. Ho bisogno di pace.
Una volta, gli occhi ti brillavano pensando ai momenti in cui spariva tutto intorno a noi.
Ti prego. Non è cambiato nulla.
Mi odi.
Dalia…
Io ci credo ancora. Prendiamoci un giorno, un giorno solo, tutto per noi.
Il lago è una pozza di sangue: gli alberi allungano le ombre come mani giunte, come porte chiuse a chiave, come cani che abbaiano al minimo rumore.

18 pensieri su “5. Il lago

  1. -… lo sai che trascurandosi si può arrivare a odiarsi?

    L’amore ha bisogno di attenzioni continue e di essere nutrito ogni giorno; ha bisogno di conferme quotidiane, anche e soprattuto nei piccoli gesti, e di progettualità per proseguire a crescere costantemente.
    Quando l’attenzione all’altro finisce, l’amore muore, perchè se non ci si sente più amati non si riesce più ad amare; al contrario, più si dà amore, più se ne riceve.

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  2. Una volta, gli occhi ti brillavano pensando ai momenti in cui spariva tutto intorno a noi.

    Sarebbe stato meglio che dicesse

    Una volta, gli occhi ti brillavano, nei momenti in cui tutto spariva intorno a noi

    Il ricordo, a volte, è una stella estinta la cui luce continua a viaggiare nell’universo, fino a noi.

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  3. – Ma che dici? E’ tutto come sempre. Non hai idea di che cosa significhi fare il presidente.

    Credo che il problema non risieda nel peso dell’incarico di presidente (degli Stati Uniti, del Consiglio, di un’azienda…) ma nel modo in cui si affrontano gli impegni, anche i più insignificanti, nel carico di ansia che questi apportano e che in questi si riversa.
    Una volta, parlando all’Angelus da Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha richiamato i fedeli a non eccedere nel lavoro: “Occorre guardarsi dai pericoli di un’attività eccessiva perché le molte occupazioni conducono alla durezza del cuore”.

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  4. “- Basta, non cominciamo con le memorie del passato. Ho bisogno di pace.”

    Forse la pace dimora proprio nella memoria dell’amore.

    “Solo il cielo avrò sopra di me”

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  5. “Non hai idea di che cosa significhi fare il presidente.”

    Non hai idea di cosa significhi fare il soldato semplice, essere nessuno.

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  6. “- Ti prego. Non è cambiato nulla.
    – Mi odi.”

    “I falsi in amore sono sinceri nell’odio.”

    Publio Cornelio Tacito

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  7. “Non capisci che ho anch’io bisogno di riposo? Di un rifugio, nella guerra quotidiana?”

    Rifugio d’uccelli notturni

    In alto c’è un pino distorto;
    sta intento ed ascolta l’abisso
    col fusto piegato a balestra.

    Rifugio d’uccelli notturni,
    nell’ora più alta risuona
    d’un battere d’ali veloce.

    Ha pure un suo nido il mio cuore
    sospeso nel buio, una voce;
    sta pure in ascolto, la notte.

    (Salvatore Quasimodo)

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  8. Ho bisogno di pace…..

    Tutti abbiamo bisogno di ritrovare la pace perduta, ma la pace che cerchiamo è dentro di noi ,non la possiamo cercare altrove!

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  9. “L’abbraccia, ma lei avverte che la testa e il cuore del marito sono altrove; le donne capiscono, è così cieco da non rendersene conto?”.

    Brutta, brutta sensazione quando accade, chiunque tra i due sia il ricevente. La sensazione è orrenda, perchè la prima cosa che pensi è che non si possa fare niente, che non sia curabile. Addirittura neanche analizzabile tanto è complessa e nera la vicenda. E’ difficile risalire, comprendere, immaginare di recuperare, immaginare di far tornare le cose come prima. Va tutto giù, a rotoli, nella mente della persona. E forse, a quel punto, quel poco che poteva essere recuperato, va perso definitivamente. Lavoro complesso rimettere i cocci insieme, ripensare, rielaborare. Il filtro del passato annebbia e stordisce; quello del presente rende quasi vana ogni speranza. Orrendo, orrendo se accade.
    Marco

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  10. @Ema

    Bellissimo il film “La ricerca della felicità”…
    Ne posto un altro particolare:

    Un uomo sta affogando nell’oceano. Arriva una barca e cerca di aiutarlo, ma l’uomo risponde dicendo “non abbiate paura, andate, Dio mi salverà”. Arriva la seconda barca, sempre con l’intenzione di salvare l’uomo che stava affogando. Ma l’uomo risponde ancora dicendo la stessa frase “non abbiate paura, Dio mi salverà”; ed anche la seconda barca se ne andò lasciando l’uomo nell’oceano. L’uomo mori affogato ed andò in Paradiso. La prima cosa che fece andò da Dio chiedendo perché non lo avesse salvato! Dio li rispose subito “Ti ho mandato due barche” stupido””
    Dio ci aiuta sempre, solo che ha volte non capiamo come ci sta aiutando.

    Chris Gardner (Will Smith)

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  11. Ricorda un lago che cambiava colore: quello della passione non è forse il rosso? Sedevano e aspettavano, il miracolo si sarebbe ripetuto. La principessa Tresenga tornava sulle rive a ricordare il sacrificio dei suoi eroi.

    Pensare all’amore come una calamita, nonostante tutto!

    (F.Centofanti)

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  12. Una volta ho letto una frase-amore è come un bellissimo fiore,se sarà trascurato- muore.Secondo me Fausto sta rischiando di perdere Dalia.Sarà contento? Questo che vuole?
    “Voglio vivere con me
    e godere del ben che devo al cielo
    senza alcun testimonio
    vuoto d’amor,di zelo
    di odio,di speranza e di timore” (Jorge Luis Borges “La cifra”)

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