6. Il pulcino

da qui

Un pulcino bagnato: si sente così. La deve smettere di coltivare pensieri negativi. Le avevano insegnato quella tecnica – come si chiama? PNL? -, le sembrava superficiale e complicata: leggeva, leggeva, ma a un tratto si stancava e la metteva via. Le serviva una formula per uscire dall’insicurezza; agire, le dicevano le amiche. In effetti, tendeva a rimandare, ma poi: non era meglio arrivare preparata all’incontro con un intellettuale? Guarda dal cannocchiale telescopico: vede l’ombra di Arturo che si muove nella stanza, lentamente, magari sta pensando alla prossima frase, o al romanzo che verrà; magari la storia narrerà di lei, una donna dai capelli ricci che passa il tempo a spiarlo protetta dagli scuri; sì, certamente se n’è accorto; lo vede girarsi all’improvviso – indovinando il cilindro con la lente che punta su di lui -, coprirsi con l’asciugamano, oppure poggiare la bottiglia – che non voglia far sapere di perdere la testa per la Guinness? A un certo punto, la illumina un pensiero: se fosse il desiderio nascosto a metterla a disagio? Se decidesse di svelare il sentimento che rischia di travolgerla? E’ quasi Natale: se suonasse alla porta facendosi passare per rappresentante di giocattoli? L’importante, si dice, è avviare il meccanismo, cogliere un pretesto per approdare al porto sospirato; massì, farà così; prende la borsa ed esce in fretta, raggiunge l’emporio a qualche centinaio di metri e compra gli oggetti che sembrano fare al caso suo. Come mai, a un tratto, si sente così forte? Sarà una sensazione passeggera? L’importante è sfruttarla, finché dura. Passa davanti a una vetrina, si guarda: non è più il pulcino bagnato di mezz’ora fa, è una giovane piacente col sorriso aperto, lo sguardo dolce, e farà presa sullo scrittore in cerca di avventure, che magari, proprio adesso, sta scrivendo di lei: forse la spia anche lui, senza parere: attende il momento in cui Gilda finalmente si decida, si avvicini a passo svelto, si sistemi i capelli e suoni discretamente il campanello. Ecco, Arturo lascia il computer e scende per aprire.

31 pensieri su “6. Il pulcino

  1. L’ho letto in auto (non sto guidando!). Forza, compra all’emporio ciò Che fa al caso tuo, riempi la borsa, pesca ciò di cui hai più bisogno. È facile, nella tua anima trovi quanto serve. Sta già tutto lì. Fai mente locale, tu sai cosa serve. Conosci Arturo, le sue gamberetti, l’ombelico, come si tocca i cappelli, come gira gli occhi, come si comporta quando non trova ciò che gli serve. Tu sai, tu conosci. Sfrutta il tesoro, le informazioni sono disonibili. È la storia di ognuno di noi: abbiamo le carte che parlano e la via spesso tracciata, ma ci perdiamo per troppo calcolo, per l’emozione. Suona, attendi, metti l’abito mentale giusto. Sei lì, sei arrivata, basta poco. Respira lenta e ama ciò che stai facendo

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  2. Curiosa di sapere come reagirà Arturo, se davvero sono gli occhi di Ester a riempire i suoi sogni, i suoi desideri le sue speranze, o se basta una gonnella, purché disponibile, per fargli girare la testa 🙂

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  3. “massì, farà così; prende la borsa ed esce in fretta….Ecco, Arturo lascia il computer e scende per aprire.”

    Il coraggio percorre una distanza breve; dal cuore alla testa, ma quando se ne va non si può sapere dove si ferma; in un’emorragia, forse, o in una donna, ed è un guaio essere nella corrida quando se n’è andato, dovunque sia andato. (Ernest Hemingway)

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  4. Convinta che sia Ester a suonare il campanello improvvisamente compare Gilda….

    Si sovrappongono i soggetti della storia…le pagine diventano vive annullando il confine tra finzione e realtà; significa forse che se arturo si allontana dal computer per aprire la porta, il prossimo post sarà una pagina bianca?

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  5. In quel momento sei quasi tutte le donne del.mondo. E Arturo è l’homo novus? Sta te scoprirlo, sta ad Arturo capire se stesso e te che ti presenti, chi sei, il tuo animo, le tue intenzioni, i tuoi sentimenti anche se abbozzati solo. Anche se andassero a letto, questo processo avverrebbe comunque. Salva il mondo con la tua sporta. Grazie Don per questa nuova storia, per questo post.
    Marco

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  6. “Un pulcino bagnato: si sente così”

    Non esistono corsi o master sulla sicurezza; esistono atteggiamenti che fanno sentire più o meno “asciutti”, primo fra tutti l’accoglienza… come quando suoni timoroso un campanello e qualcuno scende ad aprire.

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  7. Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
    dicendo che è un mio emissario,
    non credergli, anche se sono io;
    ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
    neanche che si bussi
    alla porta irreale del cielo.
    Ma se, ovviamente, senza che tu senta
    bussare, vai ad aprire la porta
    e trovi qualcuno come in attesa
    di bussare, medita un poco. Quello è
    il mio emissario e me e ciò che
    di disperato il mio orgoglio ammette.
    Apri a chi non bussa alla tua porta.
    .
    Fernando Pessoa

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  8. Mi sono divertita leggendo questa pagina.Mi si sono ricordate le cretinate che combinavamo con le mie amiche quando avevo 16anni.Noi adulti creamo i problemi. Ridendo lo dico sempre che devo prendere esempio da Gaia(adesso ha 8 anni), ricordo come ha fato una volta a scuola-si avvicina ad un ragazzo dicendo:mi dai un bacio.Simone mi dai un bacio!E lui la dato.é cosi semplice!Ma noi adulti non lo sappiamo fare!

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  9. Se decidesse di svelare il sentimento che rischia di travolgerla?

    Vale sempre e comunque la pena di tentare, solo cosi’ possiamo provare a realizzare i nostri sogni. 
    Bella questa pagina che suscita tenerezza per le innocenti strategie d’amore….

    …. i nostri viaggi rimangono sogni e i sogni li prende qualcuno più svelto di noi  le parole d’amore non dette che spreco ci vuole il coraggio di dirle e poi che non vale la pena di essere tristi e delusi mai ma come potrò farti avere questo messaggio importante sussurrato all’orecchio dal vento lo vuoi  oppure in segreteria. 
    (La bella strada – Mannoia/Fossati)

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  10. Ci sono momenti nella vita in cui devi smetterla di sentirti pulcino ed avere il coraggio e la forza di agire, di combattere per quello in cui credi e per reallizzare i tuoi sogni ed i tuoi desideri, purchè siano legittimi.
    Altrimenti, prima o poi, ti pentirai di non avere almeno tentato di essere felice e vivrai pensando a come poteva essere se avessi osato provare.
    I progetti a volte sembrano traguardi irraggiungibili, ma basta affrontare un ostacolo alla volta, senza guardarli tutti insieme, e risolvere un problema alla volta, e piano piano si può arrivare alla meta, con pazienza e costanza.

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  11. Questo nuovo romanzo e’ la storia di tante storie, ma anche la summa dei vari romanzi finora scritti e letti insieme on line.
    In Arturo scrittore c’e’ un po’ del prof. Cavedagna e di Leopoldo o Brice (non ricordo bene) che attraversava la strada correndo il rischio di essere investito. C’e’ anche un “cameo” di Shlomstion (si scriveva così?) dei Profeti di avventura.
    Ma quello che il romanzo promette, fin dal titolo del primo capitolo, e’ la cura per tante vite, solitarie o meno, che camminano verso un’unica luce fatta di amore e di coraggio.
    I destini dei vari protagonisti devono intrecciarsi affinche’, da persone distanti fisicamente, diventino quasi magicamente un unicum.
    Dopo “Nessuno e’ piu’ importante di te” che ci ricordava il valore della liberta’, questo nuovo romanzo – sulle tracce della Verita’ – ci fara’ riscoprire quello della Speranza.

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  12. Il titolo di questo post mi ha ricordato una canzone molto semplice ma dolce e delicata nella sua semplicità, una cosa da primo amore.

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  13. Pensare troppo,fa male al corpo e all’anima ,non si può vivere in funzione dei se,dei ma e dei però.Per risolvere u problema o per conoscere la verità,anche se scoprirla potrebbe provocare una forte delusione,c’è solo una cosa da fare :Agire !

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  14. Si, i personaggi di questo romanzo devono trovare una loro luce (e non è detto che la mancanza di luce sia necessariamente tenebra). L’occhio dello scrittore si prende cura di loro, li descrive accettandoli per come sono, con i loro punti di forza e i loro limiti, e sembra sempre accompagnarli verso una prospettiva di speranza.

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  15. Combattuta, timida, inadeguata, le cerca tutte le strategie per arrivare al suo Arturo, per lei non è poi così facile. Ma sarà davvero Gilda ad aver preso coraggio per suonare il campanello?

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  16. Se io potrò impedire di Emily Dickinson

    Se io potrò impedire
    a un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano.

    Se io potrò impedire
    a un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano
    Se allevierò il dolore di una vita
    o guarirò una pena
    o aiuterò un pettirosso caduto
    a rientrare nel nido
    non avrò vissuto invano.

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  17. Lei si sta creando un Arturo a proprio uso e consumo, e forse non sarà lo stesso che gironzola nella mente dello scrittore. Quando i due Arturi si incontreranno (o scontreranno) chi avrà la meglio? Quale sarà più vero, quello dello scrittore o quello della donna? Quanto di ciò che gli altri immaginano di noi esiste veramente?

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  18. E se, mentre Gilda si decide finalmente a suonare al campanello della casa di Arturo, Arturo non c’é, perché ha deciso di attraversare la strada e di andare da Ester? Attento, Arturo, ad attraversare, potrebbero metterti sotto!
    Io sono terra-terra, ma Arturo si é chiesto se Ester é sposata , se ha dei figli?
    Secondo me Fausto é lontano da Dalia perché pensa a Gilda.

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  19. A proposito di pulcino bagnato/pettirosso caduto dal nido, a Sant’Agostino si attribuisce questo scritto di contenuto analogo alla citata poesia della Dickinson (che, nella sostanza, era tutt’altro che atea)

    Non lasciare che passi un solo giorno senza che si sia levato un raggio di felicita’ su un cuore triste.
    Chi, nel cammino della vita, lungo le vie del mondo, ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno, non e’ vissuto invano.
    In ogni avvenimento lieto o triste, vi e’ un sentiero che porta a Dio.

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  20. Per te amore mio

    Sono andato al mercato degli uccelli
    E ho comprato uccelli
    Per te
    amor mio
    Sono andato al mercato dei fiori
    E ho comprato fiori
    Per te
    amor mio
    Sono andato al mercato di ferraglia
    E ho comprato catene
    Pesanti catene
    Per te
    amor mio
    E poi sono andato al mercato degli schiavi
    E t’ho cercata
    Ma non ti ho trovata
    amore mio.

    (J. Prevert)

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  21. Io credo che alla fine valga la pena attraversare o suonare il campanello, magari si scopre che l’ uomo dei sogni non e’ più tale ma solo uno incompatibile, oppure l’altro finalmente si accorge di qualcuno di raggiungibile che non ha mai notato prima e si lascia sconvolgere la vita. Perciò chi ha più coraggio, o meno voglia di sospirare invano, faccia il passo, la realtà potrebbe essere diversa ma non per questo meno bella. E se anche fosse un “no” magari e’ un’opportunita x vedere finalmente la margherita che ti cresce accanto e trepida per essere colta, invece dell’irragiungibile orchidea altera nella sua bellezza.

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  22. Come mai, a un tratto, si sente così forte? Sarà una sensazione passeggera? L’importante è sfruttarla, finché dura.

    L’autostima non può essere costruita dall’oggi al domani. Ogni cosa ha bisogno di tempo. Se continuerai a fare sforzi coraggiosi giorno dopo giorno, alla fine acquisterai fiducia.
    (Daisaku Ikeda)

    E’ stato un momento in cui si è sentita più forte e coraggiosa, ma quel momento resta nel vissuto e l’aiuterà per sempre.

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  23. Per te, Annina mia (Max Gazze’)

    Se ho cambiato lo shampoo è per te amore mio
    se ho cambiato città è per te amore mio
    se ho cambiato divano è per te amore mio
    guarda quel cappottino lo prendo per te
    lo faccio per te
    se ti porto al mare è per te amore mio
    se ti porto a ballare è per te amore mio
    se ti porto a Parigi è per te amore mio
    guarda quell’orsacchiotto lo prendo per te
    lo faccio per te
    se non bevo caffè è per te amore mio
    se ascoltiamo Vivaldi è per te amore mio
    se non fumo più è per te amore mio
    guarda quel fiorellino lo prendo per te
    lo faccio per te
    Annina miaaaa
    Annina mia
    Se guardiamo il tramonto è per te Annina mia
    Se contiamo le stelle è per te Annina mia
    ma se vuoi fare qualcosa per me amore mio
    stai zitta
    stai zitta
    Annina mia
    stai zitta
    amore mio
    stai zitta

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  24. Come promesso,comincio commentando questo capitolo!Bellissimo e verissimo,mi sono ritrovata in Gilda.
    A volte non agiamo perchè siamo troppo insicuri, ma quando decidiamo che l’obiettivo da raggiungere è qualcosa di troppo importante decidiamo di buttarci e improvvisamente ci sentiamo più sicuri,belli e anche un pò invincibili!
    Invincibili forse perchè ci sembra (a volte erroneamente) che dopo aver fatto il primo passo e sfidato le nostre insicurezze, il resto sarà una passeggiata. Non sempre è così, ma tanto basta per darci quella spinta!Bravissimo come al solito!

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