9. La busta

da qui

Quanto tempo può passare tra l’istante in cui si suona il campanello e quello in cui si apre la porta, dalla parte opposta? Gilda cinge tra le braccia un’enorme busta di giocattoli: ricorda che i genitori, da bambina, sistemavano i regali sul bordo del letto. Accadeva nella casa della nonna, un palazzo dai soffitti altissimi, gli scaloni in marmo, i pavimenti a mattonelle colorate con disegni sgargianti. Apriva gli occhi e scopriva i pacchi incartati con i nastri e i fiocchi; restava immobile, non voleva bruciare troppo in fretta il momento più bello dell’anno, quando tutto il dolore accumulato, le ferite che sanguinano dentro, sono guariti miracolosamente, ed è quello che vorrebbe fare con Arturo, portarle il suo entusiasmo di giovane dai capelli ricci, dal sorriso aperto, amore, amore, ancora non capisci, non ti accorgi che vivo per guardarti, per accogliere ogni giorno un frammento in più della tua vita, dimmi che aspettavi da mesi che arrivassi qui, a suonare il campanello, in un giorno di dicembre in cui le nuvole raccolgono tutta l’acqua del mondo per riversarla sulle nostre teste, che vorrebbero fermarsi in quella notte in cui ti riempiono il letto di regali, per asciugare le lacrime e curare le piaghe, su noi sempre disposti a lasciarsi schiaffeggiare un’altra volta, a incassare l’ennesimo rifiuto, perché potrebbe finire con la porta aperta e lo scrittore che studia la donna con la busta gonfia, la prende per una povera o una matta che ha pensato bene d’importunare proprio lui, e cosa vuole, ma come si permette, stavo scrivendo della mia dirimpettaia, quella che mi spia col cannocchiale, e ho perso il filo, e mi tocca ripartire, e mica è così semplice e insomma, lei chi è, che cosa vuole e cos’è la busta che mi vuole propinare, non saranno abiti vecchi, non avrà mica pensato che fosse una parrocchia, amore, amore, non capisci ancora, sono io, la ragazza degli scuri che vive per guardarti, e ha deciso di rischiare tutto, perché solo così la vita trova un senso, un regalo ai piedi del letto come quando ero bambina, Arturo, Arturo, ti prego, non cacciarmi, è la mia ultima chance, non lasciarmi da sola un’altra volta.
Buongiorno, mi dica. In fretta, se è possibile, sono molto occupato.

24 pensieri su “9. La busta

  1. “… un’enorme busta di giocattoli”.
    Sono i nostri ricordi, forse alcuni tra i più belli. Facciamo appello ad essi quando siamo insicuri o anche quando, forse un pò infantilmente, pieghiamo il viso per nascondere a noi stessi un’emozione, un occhio lucido, un’incongruenza dell’espressione. E’ bella e cara quella busta; ognuno la usa più di quanto voglia ammetterlo, questo è un fatto. Ma è un fatto positivo. Ti aiuterà Gilda, quella busta? O piuttosto i tuoi capelli, la tua fragranza, la disposizione d’animo? Sarà affascinante vedere.

    “quando tutto il dolore accumulato, le ferite che sanguinano dentro, sono guariti miracolosamente… portarle il suo entusiasmo… sorriso aperto, amore, amore, ancora non capisci, non ti accorgi che vivo per guardarti, per accogliere ogni giorno un frammento in più della tua vita… per asciugare le lacrime e curare le piaghe, su noi sempre disposti a lasciarsi schiaffeggiare un’altra volta, a incassare l’ennesimo rifiuto… ”

    E’ il dolore del mondo, lo abbiamo nelle ossa e dappertutto; lo si legge in un sorriso sincero, negli occhi, tra le mani aperte per dare. Chi non conserva dolore, chi non ha dato dolore? Siamo dei catalizzatori e lo scambiamo con gli altri come i ragazzi fanno (o sarebbe meglio dire facevano?) con le figurine. Se guarisce, quando guarisce, siamo leggeri e saltellanti. Ma attenzione: la tavola ora sembra liscia e ripulita, ma di dolore non ve n’è mai abbastanza, in certi casi. Attenta Gilda, attenti gli altri. Accorgiti accorgiti che quella vive per guardarti, per incamerare un frammento in più, per curare e asciugare. Lei, disposta ad incassare l’ennesimo rifiuto. Ma è ciò che vuoi? L’amore si, è sconfinato, infinito, l’amore ama incondizionatamente, si dà liberamente, rende liberi e forti. Ma è ciò che vuoi? O magari è un abbaglio, un desiderio forte, una pressione dell’anima che non conosci? Un incalzare del corpo, del tuo intimo, sottoposto ad un desiderio antico? E’ questa la via? Ti porterà la felicità o ad un’ulteriore conoscenza degli esseri umani? Gilda tesoro caro, fa ciò che vuoi, segui il tuo istinto e non tradire prima di tutto te stessa. Se cadrai e ti sarai sbagliata, potrai dire che hai sbagliato con le tue mani. Adesso parla, dai!
    Marco

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  2. Una busta piena zeppa di sogni e desideri, un carico di amore e di speranze: non c’é regalo più bello da offrire alla persona amata.

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  3. Quanto tempo può passare tra l’istante in cui si suona il campanello e quello in cui si apre la porta, dalla parte opposta?

    A volte non molti secondi, ma il tempo sembra dilatarsi per farti scorrere davanti agli occhi le immagini di tutta la tua vita, se quell’incontro è particolarmente prezioso.

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  4. …. ha deciso di rischiare tutto, perché solo così la vita trova un senso,

    E’ bella questa porta che si spalanca, da qualunque parte ti metti a guardarla. E’ il rischio che si corre da ambo le parti, ma rischiare, mettersi in gioco fa parte della nostra vita anche a costo di imbattersi nell’ennesima delusione, anche a costo di trovare in un pacco ben infiocchettato un cuore di latta.

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  5. – amore, amore, ancora non capisci, non ti accorgi che vivo per guardarti, per accogliere ogni giorno un frammento in più della tua vita…

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  6. Cara la mia Gilda, ma detto fra donne, se ti presenti ad un uomo con una busta di giocattoli…lo capisci da sola!
    Scherzi a parte, ma al giorno d’oggi, con tutte le pubblicità inoltrate da call center, offerte di ogni genere propinate dalle varie promoter, insomma potresti apparire inopportuna, se non fastidiosa, disturbando lo scrittore, intento a cose ben più importanti. Il rischio di farsi chiudere la porta in faccia è alto e poi… addio Arturo!
    A volte,un’attesa paziente… l’incontro giusto, al momento giusto…

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  7. “e cosa vuole, ma come si permette, stavo scrivendo della mia dirimpettaia, quella che mi spia col cannocchiale, e ho perso il filo, e mi tocca ripartire”

    La verità è come sempre nel mezzo…non si può vivere completamente immersi nella realtà così come non è possibile immergersi completamente nel romanzo…si rischia di non riconoscere i personaggi .

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  8. @ Roby (SdA)

    Ma Gilda ha agito in questo modo seguendo il suo isitinto, che poi è la cosa più importante, poichè è lei che sta agendo in questo momento, è lei l’interprete di quel sentimento forte, convulso, confuso. E’ lei che deve trovare il banmdolo, ed ha deciso di agire così. Certo la sua “coreografia” forse non è consona, non è considerata normale, eppure ha avuto un coraggio da leoni nel farlo, e l’ammiro per questo. Quante donne lo avrebbero fatto? Poi non è detta l’ultima parola: uno scrittore va ben oltre le apparenze …
    Marco

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  9. Quanto tempo può passare tra l’istante in cui si suona il campanello e quello in cui si apre la porta, dalla parte opposta?

    Può passare un’eternità,o una frazione di secondo ,dipende da come vivi questa situazione, ma in qualsiasi modo la vivi,mille idee ti passano per la mente:Da una parte vorresti,che quella porta non si aprisse mai ,perchè hai paura che il tuo bellissimo sogno possa venire frantumato in tanti piccoli pezzettini,da una semplice frase detta da Arturo:<>.Dall’altra vorresti che quella porta si aprisse subito ,perchè speri che il tuo sogno si realizzi e possa finalmente diventare realtà.
    Insomma Gilda ti trovi in una situazione di stallo ,dalla quale uscirai quando finalmente quella porta si aprirà e così capirai come stanno veramente le cose.

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  10. @ Marcosic

    ehi, ma la mia è solo una battuta, o provocazione, se vuoi!
    Gilda ha infatti un gran coraggio nel prendere l’iniziativa, qualunque essa sia; magari sarà premiata per questo
    vedremo Arturo come reagirà!

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  11. Cosa conquisterà il cuore di Arturo, la sensualità di Ester o la freschezza e l’entusiasmo di Gilda? Non ci resta che aspettare le prossime pagine.
    Bellissimi i personaggi femminili di questo romanzo.
    Dalia, Ester, Gilda come tutte le donne hanno il coraggio di lottare per amore.

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  12. ‘lo scrittore che studia la donna con la busta gonfia, la prende per una povera o una matta’

    Verrebbe da dire che, oggi, il vero anticonformismo è amare incondizionatamente.

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  13. L’immagine dei giocattoli a bordo del letto, la gioia nel vederli e il desiderio di non scartarli, tutti e subito, è bellissima.
    In fondo ognuno di noi è una grande busta piena di doni per la persona che amiamo. L’amore è anche un gioco in due fatto di complicità, di sorrisi e tristezze, di rincorse e ritrovamenti, nascondigli e luoghi comuni… ma no, l’amore non è un giocattolo.
    Chi ama si dona così com’è, ci sono doni che piacciono e altri che non vorremmo ma con l’amore non si gioca. L’essere amato può ricambiare con la propria busta ma può non farlo, ciò che conta è non giocare con i sentimenti. Chi ama non è cieco, è solo sbilanciato fra il cuore e la ragione a favore del primo, in fondo il bello dell’amore è questo, ma prima o poi l’equilibrio torna. Se non si ama meglio un rifiuto, anche se fa male a chi lo riceve, fa male però anche a chi lo dà perchè conosce il valore del “no” e il dolore che provoca, o almeno si spera. Ma mai approfittare dell’amore che si dona senza riserve, quando torna l’equilibrio chi ama se ne va, e non parlo di vendette o dispetti ma del semplice andare via, allontanarsi. Mai considerare chi ama un “giocattolo” utile perchè dà calore, c’è quando tutti se ne vanno, riempie i vuoti… e paziente attende donandosi. Il giocattolo prima o poi si rompe e allora chi è amato si ritrova solo, senza più le sue certezze e il calore di un amore che non sapeva neanche di avere, con il cuore in pezzi e le ossa rotte come se quell’amore che lo ha travolto, pur non coinvolgendolo, ora non fosse altro che un grande Tir contro cui impattare e nell’impatto non comprendere più da dove viene il male perchè è in ogni cellula.
    Cara Gilda,
    io non so se la tua intraprendenza sia un bene o un male, ognuno di noi è fatto a suo modo, diciamo che io non avrei fatto così ma come si dice? “In amore e in guerra tutto è permesso”.
    Chissà però se resisterai a quel “Buongiorno, mi dica. In fretta, se è possibile, sono molto occupato.”, o se scapperai delusa da così poca sensibilità in chi apre la porta, che chiude brutalmente, con il solo tono della voce, ogni porta senza sapere se a suonare è stata la vera e unica fortuna della vita: l’Amore, o un semplice venditore di cose, un illusionista.
    SM

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  14. Come può venire in mente di suonare alla porta dell’uomo che vuoi abbordare fingendo oltretutto di essere una venditrice … di giocattoli, poi.
    Va bene agire d’istinto, ma moltissime volte l’istinto sbaglia. Gilda, sarebbe bene che aggiungessi un pò di raziocinio nelle tue azioni.
    Poi, scusate, tutti voi a dire: brava Gilda, suona il campanello, vai, rischia.
    Ma voi pensate che sia bene che questa donna non si accontenti di aver già tolto il marito a Dalia, voglia tradire anche il suo amante?
    Gilda assomiglia più ad una farfalla che vola di fiore in fiore, che ad una mimosa pudica.
    E’ la classica donna-zizzania che vuole fare solo quello che le da piacere e gode a mettersi nei pasticci, senza pensare neanche un attimo che può fare del male agli altri.
    Sembra bello agire d’istinto, ma poi non lamentiamoci delle conseguenze!

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  15. @ Roby (sda)

    Lo so Roby che la tua era una provocazione, e bene hai fatto a farla!
    Gilda sa il fatto sio e sa cosa vuole. Mi piace perché ha il coraggio delle sue azioni. Vedremo cosa succederà!
    Marco

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  16. @ Roby

    Lo so Roby che la tua era una provocazione, e bene hai fatto a farla!
    Gilda sa il fatto sio e sa cosa vuole. Mi piace perché ha il coraggio delle sue azioni. Vedremo cosa succederà!
    Marco

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