16. Il presidente

da qui

Pronto, pronto!
Sono io.
Sei pazza. Ti ho detto di non chiamare a questo numero.
Stanno succedendo cose strane.
Non hai capito: già ne vedo troppe; con te ho bisogno di sentirmi bene: relax, come devo dirtelo?
Fausto, un uomo è entrato in casa mia.
Mi metti anche le corna?
E’ un uomo diverso da chiunque.
Vuoi farmi ingelosire?
Mi ha detto cose che non poteva sapere da nessuno.
Ci sono le cimici, le intercettazioni.
Secondo lui, soffrirò e farò soffrire.
Un menagramo, ce ne sono tanti.
Ha parlato di posti dove le persone possono volare, luoghi da cui si vede tutta la città.
Ti porto io in un ristorante con panorama mozzafiato.
Cerca di comprendere. Un punto da cui si scoprono le gioie e i dolori della gente.
Ester, lo senti il mio dolore? Sai che rischio tutto, quando ci telefoniamo o c’incontriamo? Il presidente sorpreso con l’amante. E poi mia moglie: non fa che chiedermi che penso, cosa faccio e non è più come una volta e perché non ripartiamo e che mi lascia il tempo di pensare e io non ce la faccio, te lo giuro. Dovessero scoprirci, finiremmo sul giornale.
Il giornale, il giornale, non sai pensare ad altro?
Finiscila, stupida!
Perdonami, sono confusa, ultimamente.
Scusami tu. Sto facendo i salti mortali per scongiurare le trame dei nemici; quando arrivi nella mia posizione, non ti restano che lecchini e spie. Lo capisci, che ho bisogno di te?
Solo per questo?
Lo sai che ti amo, non posso dirtelo ogni volta.
Fausto, vivo per sentire questo.
Chi è quell’uomo?
Non lo so: racconta cose che mi affascinano, ma fanno paura.
Come è entrato in casa tua?
Speravo che venissi tu. Ti aspettavo per fare l’amore.
E l’hai fatto con lui?
 Non mi ha nemmeno guardata: sai cosa intendo.
Devo decidermi a parlare con mia moglie.
Separati, Fausto, lo fanno tutti.
Ester, io sono il presidente.

31 pensieri su “16. Il presidente

  1. “Lo sai che ti amo, non posso dirtelo ogni volta.
    -Fausto, vivo per sentire questo…Ester, io sono il presidente.”

    Un unico grido disperato accomuna le attese di Ester e Fausto: “amami.”

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  2. – Lo sai che ti amo, non posso dirtelo ogni volta.

    L’amore va nutrito incessantemente, senza mai stancarsi, non solo a parole, ma con i gesti e le azioni quotidiane: abbiamo bisogno di sentirci dire “ti amo” ed abbiamo bisogno di conferme continue.
    Altrimenti l’amore si spegne, la passione muore ed anche la più bella delle coppie “scoppia”.

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  3. Quando l’avidità la fa da padrone. Un quadro piuttosto chiaro, credo sia un cliché in voga. La paura di donare i propri sentimenti. Essere servi del potere e alla fine proprio di quei lecchini tanto condannati. Fausto, che pena. Normalmente nei commenti riesco un po ad astrarmi, ma oggi (complice forse la giornata micidiale al lavoro), non ci riesco molto. Vuoi godere al massimo, sfruttando gli altri. Sei Presidente di qualcosa e credi per questo di poter comandare su tutto e tutti. Credi di essere onnipotente. Vuoi tutti ai tuoi piedi. Vuoi il massimo profitto dando il minimo. Che campione che sei, veramente! Tua moglie pensa al suicidio e l’hai gettata nella disperazione più totale; eppure ti sarà stata accanto molto tempo, ti avrà accudito quando avevi bisogno, si sarà ammazzata per te. E tu? Abbi almeno la forza di dirglielo e chiudere. Ester ti parla una lingua nuova, ti parla di un posto dove gli uomini volano, ti parla di qualcosa di nuovo, di diverso. Il suo animo è stato investito da una valanga e non l’hai capito. Sei sordo e non riesci ad esprimerti se non con la lingua della paura e dell’oppressione. Se mai avrai gli attributi per dire tutto avuta moglie, forse a quel punto Ester non ti vorràc più. Ci si può anche accorgere di aver sbagliato coniuge,per carità, tutto può succedere nella vita, ma non ei deve giocare con i sentimenti

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  4. (problemi con il telefonino, commento non terminato).
    Ma non si deve giocare con i sentimenti altrui. Poi ci può anche stare che ci si lascia perché non ce la si fa più. Ma chiarezza e soprattutto amore, quello che dovrebbe veramente comandare in una situazione simile.
    Ester, ho la sensazione che un campanello si sia accedo nella tua mente, anche se ancora non te ne sei resa conto. Rispondi accuratamente il tuo amore.
    Marco

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  5. Lo capisci, che ho bisogno di te?

    Un grido,quello di una donna innamorata,che cerca di essere compresa,capita,appoggiata..e un uomo come tanti,poco abituato a “sentire” col cuore,ma,ad ascoltare distrattamente,come se la sua posizione di” Presidente”,fosse il lasciapassare per calpestare i sentimenti…ma lui è troppo preso da se stesso per capirlo..

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  6. Il “presidente” è un uomo come tutti gli altri, solo che non lo sa più, forse ha dimenticato le sue origini: ci vorebbe qualcuno che glielo faccia riscoprire, come il personaggio misterioso che ha fatto visita ad Ester.
    Qualcuno che gli dimostri che l’amore vero non è quello che ti fa stare al sicuro, che ti da “relax”, ma quello che ti spinge a combattere giorno dopo giorno.

    “E’ molto più sicuro essere temuti che amati.”
    Niccolò Machiavelli

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  7. Hai portato come un alito di morte. Hai aperto bocca e la tua identità è uscita allo scoperto. Non potevi tenere tutto coperto a lungo. C’è una favoletta che in molti conoscono: essa è validamente sfruttata in quel grande film che è “La moglie del soldato”.
    Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda. ” La rana gli rispose “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi! ” “E per quale motivo dovrei farlo? ” incalzò lo scorpione “Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei! ” La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione… ” rispose lui “È la mia natura”.

    Ognuno di noi ha una natura, manco a dirlo. Seguirla è giusto, poichè ciò è amore, e che l’altro ti consenta di seguirla anche è giusto, poichè a sua volta è amore. Ma l’individuo deve sapersi fermare quando la propria natura tende a devastare ciò che risiede e vive attorno a lui, altrimenti diventa ‘pernicies’, vale a dire rovina, disastro, maledizione, calamità e distruzione (ho già usato il termine “pernicies” in una precedente post, mi scuserete, ma mi piace molto come esempio). Amore è anche sapersi fermare. Amore è capire cosa c’è nella testa dell’altro. Amore è prevedere e prevenire. Amore è anche evitare. Amore è accomodare, attaccare, riattaccare, rimettere, dimenticare, perdonare, abbracciare, baciare quando uno meno se lo aspetta, dare un fiore, fare una carezza, stringere, guardare in silenzio negli occhi, aiutare, lasciare, liberare, aumentare, consentire, ascoltare. Non certo dominare, imporre il proprio volere e non ascoltare il prossimo. Notte.
    Marco

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  8. Un grido ci solleva nella notte, ci avverte di un sublime passo, di una forza, di un cambiamento. Una forza avanza. Se sapremo essere forti e giusti allora potremo sopravvivere a noi stessi.
    Marco

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  9. Il presidente, importante, impegnato, con la sua povera mogliettina che continua a sperare di ricucire un rapporto ormai logorato, con la sua brava Ester, che nell’ombra aspetta il suo momento, la sua posizione da mantenere, non può correre nessun rischio… ma i sentimenti degli altri quanto contano?

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  10. Non hai capito: già ne vedo troppe; con te ho bisogno di sentirmi bene: relax, come devo dirtelo?
    Secondo me , “il relax” che stà cercando Fausto ,lo si può trovare benissimo in un centro benerssere e non tra le braccia di Ester. Perchè ,quando ami veramente qualcuno,l’unica cosa che vai cercando dall’altro è di essere amato e nient’altro.

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  11. “E’ un uomo diverso da chiunque.”

    Questa affermazione può bastare per far capire a Fausto che essere il Presidente non sarà mai importante quanto essere un uomo diverso da chiunque; se resterà il Presidente timoroso di apparire sui giornali o nelle intercettazioni telefoniche perderà sua moglie, Ester e se stesso. Essere veri è tutto quel che resta.

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  12. Fausto è un uomo che si affatica per avere, possedere, soldi, prestigio, amante, moglie sembra avere tutto eppure parla di dolore di paura. Ha costruito la sua felicità su un castello di carta difficile da tenere insieme, tutto quello che si affanna a difendere in realtà gli pesa come un macigno. La ricetta della felicità è come lo sconosciuto che bussa alla porta di Ester, è qualcosa di diverso, sta nel sovvertire l’ordine delle cose.

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  13. Cara Ester e cara moglie,
    Io fossi in voi farei due passi al mare ……… coi piedi nudi camminerei sulla sabbia a lungo ,anche se fa freddo.
    Poi me ne andrei a vedere una bella mostra di quadri, poi con tutta calma preparerei le valige e me ne andrei a Parigi!

    Addio mio caro Fausto abbiamo da fare!!!!!!!

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  14. Di questo dialogo fra loro due vengono fuori emozioni di paura, senso di colpa, arroganza, tutto lo opposto delle vere emozione fondanti dell’ amore e della gioia.
    Due amanti che nella loro vita quotidiana non hanno un cuore pacificato.
    La verita si rivela nei loro discorsi, molto complesso e commedianti, tutto questo non fa che renderli confusi e contradditori.

    “Il tradimento è gradito ma i traditori sono odiosi”
    Cervantes.

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  15. @ Rashide detto

    Con tutto il rispetto per “Cervantes” non credo che qui’ si tratti di tradimenti, ma di persone che vivono la vita ,come tutti noi spero, scoprendo un mondo nuovo, che certo é confuso ecc.
    Ma sai noi uomini siamo anche sognatori, allora vediamolo in positivo questo “benedetto” romanzo, noi che nella vita vera ci siamo sempre, anche la mattina appena svegli, e la sera che qualche volta è molto lunga.

    Lasciamoli sognare un mondo come lo vogliono loro, soprattutto le donne di questo romanzo.
    Alla fine capiranno, e ognuna prenderà la decisione più giusta per se,qualunque essa sia.
    Diamogli fiducia e lasciamole decidere del loro destino, speriamo che sbaglino per Amore, perché no!

    Qualche volta ci vuole per dare un tocco di infinito, splendidamente infinito!

    Ernestina per tutte noi”donne”

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  16. – Ester, io sono il presidente.

    Fausto ha tutto, ha troppo, deve riuscire a capire cosa mettere al primo posto e quando capirà cosa veramente conta chissà, spero per lui non sia troppo tardi!

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  17. @Ernesta

    Viva le donne?
    Ma Ester dove la mettiamo? Siamo tutte li a puntare il dito su Fausto…non è una questione di uomo o donna, qui si parla di umanità fragile.

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  18. Un dialogo che può riassumersi in una sola parola: paura. E la paura non ha sesso e non ha forma che sia quella di perdere un’immagine o veder crollare i sacrifici di una vita, perdere un amore o la reputazione, perdere se stessi o la vita, i sogni. Tutto muore di fronte a realtà scomode, c’è il bisogno di attaccarsi a qualcosa o a qualcuno come se senza ci si accorgesse di essere nulla, di avere una vita scomoda, un’anima fragile, allora possedere qualcuno o qualcosa diventa una priorità, una necessità vitale a cui le parole fanno da cornice perchè il quadro rimanga. Prima di poter dare libertà all’altro bisogna dare libertà a se stessi, svincolandosi da ciò che ci lega alle cose o agli altri per avere un rapporto sereno con tutto che non crei dipendenze. Un principio della chimica: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
    Anche l’amore non si crea e non si distrugge, si trasforma e la trasformazione può liberare soprattutto dalla paura. Quest’uomo misterioso che viaggia fra le pagine del romanzo insegna come trasformare una “molecola” esistente in natura che si chiama: cuore.

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  19. Mi ha detto cose che non poteva sapere da nessuno.
    – Ci sono le cimici, le intercettazioni.
    – Secondo lui, soffrirò e farò soffrire.
    – Un menagramo, ce ne sono tanti
    Ha parlato di posti dove le persone possono volare, luoghi da cui si vede tutta la città.
    – Ti porto io in un ristorante con panorama mozzafiato.

    Ecco una persona -il presidente- che si affida poco.
    Cognizione e razionalità servono, ma a volte si sprecano tante energie nel cercare di dare un nome alle cose quando basterebbe solamente abbandonarsi alle emozioni che queste scuscitano.

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  20. ‘io sono il presidente.’

    “Io non amo la gente perfetta,
    quelli che non sono mai caduti,
    non hanno inciampato.
    A loro non si è svelata la bellezza della vita.”

    (Boris Pasternak)

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  21. Pensandoci bene Arturo, Ester, Dalia e Gilda sono persone molto sole.
    Tutte sognano qualcuno che divida con loro la vita, che stia loro accanto con amore.
    Solo Fausto si accontenta del potere, del possesso di una moglie e di un’amante, alle quali non dà nulla di sé. Sembra la persona più fortunata, ma in effetti é quella più sola.
    Tutti gli altri personaggi hanno il cuore aperto alla speranza: Arturo di incontrare Ester, la sua musa. Ester di vivere con Fausto. Gilda di far innamorare Arturo.
    Proprio in virtù di questa apertura, di questa speranza c’é per loro un premio, un messaggero che fa loro capire che esiste un’altra speranza molto più bella e gioiosa, che non ti tradisce mai, ti riempie e ti cambia completamente la vita.

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  22. Peró Ester non puó sperare che Fausto si separi! Deve cambiare sogno e cercare l’amore altrove.
    Chissà se Fausto e Dalia hanno figli…

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