18. Albe

da qui

Cos’ha più di me? E’ persino più vecchia. Esercizio di ottimismo: l’alba, il tramonto, il mio sorriso aperto, i ricci a cui l’uomo non resiste, ora glielo chiedo, cos’hai più di me? Gilda, credici: lei potrebbe amare qualcun altro e lo scrittore sarebbe solamente tuo, te lo immagini? Seduti al ristorante, lui ti porge la mano e gliela stringi, Arturo, è bello stare qua.
E lei chi è?
Immagina un’alba tutta viola: il sole fa una striscia bianca che sembra un cono gelato, tra cielo e mare c’è una linea che divide la fantasia dalla realtà, i tuoi pensieri  e la porta che si apre.
Mi chiamo Gilda. Avrei voluto presentarmi con una scusa plausibile, ma ho deciso di venire così, per chiederle una cosa.
O forse è meglio l’alba a strisce, gialla, arancione, più due fasce nere, una in alto e l’altra confusa col monte, colla spiaggia.
Mi dica. Tenga presente che sono contrariata.
Allora ci vuole un’alba classica, col sole a picco sul mare e due fumi di nuvole che si alzano nel cielo che è un incendio di luce.
Mi dispiace disturbarla, è che sono innamorata: di uno scrittore che si chiama Arturo.
Ecco, gliel’hai detto: ora sei tu l’orizzonte di fuoco che urla prima che il giorno se lo ingoi.
Sarebbe troppo facile risponderle, mandarla a quel paese. Venga, si accomodi.
Ce l’hai fatta; le onde sono rughe sulla faccia di una giovane che prega, o che piange. Che sia arrivato il tuo momento? Qualcuno che ti fa parlare.
Grazie, mi commuove. Non sapevo come fare e ho deciso di lanciarmi. Sento che Arturo è l’uomo della vita. Ma s’interessa a lei, mi ha perfino chiesto informazioni.
Hai visto la luna. E’ una palla bianca che vola fuori orario: chiedile un passaggio, Gilda, ti porterà dove hai sognato.
Mi parli di lui.
Sei tu la nuvola, il fuoco, ti hanno disegnato coi colori a olio sullo sfondo del dolore.
Mi vergogno: lo conosco appena. Eppure passo le giornate a guardarlo dalla mia finestra, lo immagino mentre scrive le storie, certamente pensa a me, ai tentativi di trovare un posto in questo mondo, d’incontrare il principe azzurro delle favole.
L’alba illumina tutta la città: hai mai pensato di poter essere felice? Ce l’hai lì, a due passi, la svolta della vita, perché non sei mai riuscita ad afferrarla?
Sei un’idealista, Gilda. La realtà è diversa, dobbiamo farci i conti.
Le case sono ancora all’ombra, sanno che tra un poco arriverà la luce.
Lo so, ma non mi arrendo. Aiutami, credo che sia la volta buona. C’è qualcosa che mi spinge, una forza, non so neanch’io che cosa possa essere.
I raggi del sole bussano alle finestre dei palazzi, allagano i campi, svegliano i bambini dopo un lungo sonno.
Sono giorni strani. Prima è venuto un uomo che legge nei pensieri.
Il sole: hai mai immaginato un mondo senza sole?
L’ho incontrato anch’io. Un tipo affascinante. Ma a me interessa Arturo.

20 pensieri su “18. Albe

  1. Alba, nuovo sole per nuova vita, quella che Gilda desidera più di ogni altra cosa al mondo, per la quale è disposta a ogni cosa, stare vicina al suo Arturo

    strano il mio destino
    che mi porta qui
    a un passo dal tuo cuore
    senza arrivare mai
    oltre il tempo e le distanze andro’

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  2. Ester é una donna innamorata, per questo comprende le pene di Gilda e la fa entrare a casa sua, disposta ad ascoltarla e ad aiutarla.
    Sono due donne fragili e forti allo stesso tempo, che combattono per il loro amore, peró con una differenza sostanziale: in questa lotta Gilda ritrova la sua dignità di donna, mentre Ester la sta perdendo.

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  3. Il sole: hai mai immaginato un mondo senza sole?

    “Un mondo senza sole” è come un mondo senza Dio : è un mondo senza Amore!

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  4. Passaggio complesso, questo. Si gioca sulle righe, sul filo del rasoio. Eppure si avverte prepotente la speranza e l’amore che premono e non si arrendono. Oguno di noi, a fasi alterne, si è sentito alba o tramonto. E’ l’intuito e la forza della volontà, o meglio della speranza, che si fanno amore e si presentano al mondo. Il messaggio è un messaggio di gioia, di amore, di attesa di un segno buono, di sogno e di amore nel sogno. E’ una figura potente, desiderosa di avanzare, che non si lascia atterrire dalle circostanze, dalle formalità, dalle incognite della vita. Sa farsi strada e sa farsi ascoltare. Il suo messsaggio è positivo. Sta liberando energia e con essa amore. Sta facendo del bene a se stessa e, indirettamente, a chi le sta attorno. Accade quando una persona desidera ardentemente qualcosa, una situazione, un bene, un’altra persona. Allora, se sa amare quel sentimento ogni giorno con gli occhi della mente e liberando l’amore, riuscirà a procedere correttamente per la strada disegnata. Poi dovrà vedersela con ciò che accadrà: se veramente quel desiderio, alberga in sè, allora quello crescerà, altrimenti si seccherà (Mt 13, 20-21. Quello caduto sul terreno roccioso rappresenta chi ascolta la parola e subito l’accoglie con gioia; ma non ha in sé radici, è incostante; al sopraggiungere di una tribolazione o di una persecuzione a causa della parola, subito soccomberà).

    Dall’altra abbiamo una contrarietà, si avverte come una crepa, una distonia dell’animo. E’ una ferita che lancia il suo grido, che già si conforma a reazione futura, è già temibile nel suo aspetto iniziale, ancora abbozzato. E’ una ferita che non lascia presagire alcunchè di buono.
    Questi due mondi s’incontrano, si scontrano dolcemente: ne dovrebbe scaturire una verità, una pulsione, un incremento della conoscenza dei propri sentimenti, dei propri limiti e desideri. Pur nella sua precarietà, questo scontro dovrebbe portare un buon risultato.

    Concludo dicendo che ognuno di noi, probabilmente, si è trovato ora da una parte ora dall’altra e che è stato costretto dagli eventi a fare delle scelte, a operare ed interagire in un un qualche modo. Augurandosi sempre che, qualsiasi azione compiamo, noi la si faccia alla luce dell’amore, dell’infinito amore e del desiderio di amare, che si riferisca a questioni terrene o a questioni più elevate o a entrambe non importa. Azione non condotta dall’amore, può condurre in taluni casi in luoghi desolati e privi di sole.
    Marco

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  5. Don, perdona la citazione dal Vangelo di Matteo, la trovavo appropriata.
    E’ un bel romanzo, questo. A presto!
    Marco

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  6. “Ma a me interessa Arturo.”

    Amare è solo frutto di volontà? Siamo noi ad andare verso l’amore o veniamo trovati dall’amore? L’unica certezza è che una volta incontrato, l’amore è identificabile con la nostrà felicità.

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  7. “L’alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d’un residuo di sogno e d’un principio di pensiero.”

    Victor Hugo

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  8. Ogni Alba porta un nuovo giorno,
    lavando con la luce della speranza
    le macchie e la polvere dello spirito
    vuoto di ogni giorno passato.
    Vuoi celare te stesso!
    Il cuore non ubbidisce,
    diffonde luce dagli occhi.
    Nella vita non c’è speranza
    di evitare il dolore:
    che tu possa trovare nell’animo
    la forza per sopportarlo.
    Cieco, non sai che l’andare e il venire
    camminano sulla stessa strada?
    Se sbarri la strada all’andata
    perdi la speranza del ritorno…

    (Ogni Alba- Rabindranath Tagore)

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  9. “lei potrebbe amare qualcuno altro e lo scrittore sarebbe solamente tuo”

    Il possesso appartiene alla notte, alle prime luci dell’alba il mondo è di tutti.

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  10. “E’ l’alba. S’illumina il mondo
    come l’acqua che lascia cadere sul fondo
    le sue impurità. E sei tu, all’improvviso
    tu, mio amore, nel chiarore infinito
    di fronte a me.
    Giorno d’inverno, senza macchia, trasparente
    come vetro. Addentare la polpa candida e sana
    d’un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
    all’aspirare aria in un bosco di pini.
    Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
    se le nostre anime non si vedessero da lontano
    non saremmo così vicini, chi sa,
    se la sorte non ci avesse divisi.
    E’ così, mio usignolo, tra te e me
    c’è solo una differenza di grado:
    tu hai le ali e non puoi volare
    io ho le mani e non posso pensare.
    Finito, dirà un giorno madre Natura
    finito di ridere e piangere
    e sarà ancora la vita immensa
    che non vede non parla non pensa”.

    (È l’alba – Nazim Hikmet)

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  11. Buon giorno a tutti voi.

    Sono felice che si parli con così tanta dolcezza di queste due donne.

    Tutto finirà con la stessa dolcezza con la quale é iniziato, perché qui si parla d’amore!

    Ernestina

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  12. Due Donne che vivono attaccandosi alle false illusioni, pretendendo in modo ossessivo di avere tutta la attenzione di uomini che nemmeno pensano a loro, non fanno altro che forzare delle situazioni e probabilmente avranno il risultato contrario.
    Se imparasero a guardare a 360 gradi, comprenderebbero che in questo mondo non solo esitono Arturo e Fausto, e che la grande fregatura è che il principe azzurro non esiste ed è solo una grande bugia che le nostre mamme ci hanno raccontato per paura che guardassimo tutti gli altri uomini intorno.
    Speriamo che “lo sconosciuto” riesca ad illuminarli.

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  13. Cosa c’é di più dolce che combattere per L’amore!
    Che sia all’alba

    Un mondo senza sole? No io non credo che la nostra cara Gilda, davvero una combattente nata, voglia un
    mondo senza sole.
    E’ troppo determinata e, secondo me affatto idealista.
    La vuole vivere con tutto il coraggio che ha la vita, che spero sceglierà col suo grande amore.

    Ma lo farà con calma questa volta scegliendo i “passi ” giusti

    Lo spero per lei, perché un mondo senza sole é davvero una cosa “grama” da vivere!

    Ernestina

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  14. L’ho incontrato anch’io. Un tipo affascinante. Ma a me interessa Arturo.

    Però quell’uomo ti aveva offerto di asciugarti una lacrima: forse ti avrebbe guarito e forse ti avrebbe aiutato a capire se sei davvero innamorata di Arturo..

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  15. Nessuno è nato sotto una cattiva stella. Ci sono piuttosto persone che guardano male il cielo. (proverbio tibetano)

    Alba o buio la scelta dipende da noi.

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