25. Trasparente

da qui

Buongiorno.
La schiuma avanza come nella macchinetta del caffè. C’è vento.
Mi verrà un infarto, prima o poi.
La spiaggia è liscia: ogni tanto affiora un ciottolo, un pezzo di legno, una bottiglia.
Faccio così paura?
Le cabine dello stabilimento si spingono fin quasi al bagnasciuga. L’uomo contro la natura: sempre lo stesso film; chi vincerà stavolta?
Volevo stare un po’ da sola. Ultimamente sono successe troppe cose.
Le nuvole sono un sipario che copre l’azzurro, come fosse uno spettacolo indecente.
Tu vuoi volare, Ester, ma ti mancano le ali.
C’è un fuoristrada, parcheggiato sulla sabbia, mezzo ingoiato dall’onda che va e viene: chi lo ha lasciato lì? La gente è così matta?
Non ricominci: ci pensa il presidente a confondermi le idee.
Se lo portano via? No, è mezzo sprofondato nella sabbia.
Non ti è chiara l’ultima allusione? Prima di capire? Capire cosa?
La ringhiera che scorre accanto alle cabine è arrugginita, come fosse lì da secoli o millenni.
Un giorno mi spiegherà come fa a sapere tutto. Fausto dice che ha le cimici.
Più in fondo c’è un albergo, o una colonia, o un residence, qualcosa di pacchiano, che stona con l’ambiente.
Mi piace vedere una donna che ha imparato.
Cosa?
A volare.
Io non volerò. C’è stato un tempo in cui credevo di farcela, di portare a termine qualcosa. In ogni vita c’è un sogno, che impari da bambino, guardando gli altri, spaziando con lo sguardo fino all’orizzonte: è tuo, puoi prenderlo, se allunghi una mano. T’incoraggiano, ti dicono brava, vai così, e ti abbandoni a una felicità senza confini.
A vedere da vicino, ci sono cicche, conchiglie, carte colorate.
Le piace la luna?
Lei è fuori di testa: cosa c’entra la luna? Ho l’impressione d’aver rincorso fantasmi, fino a oggi. Ha presente i fantasmi?

Di chi sarà quell’auto? Possibile che l’abbiano lasciata là, in balia della risacca?
Ha mai guardato la luna? Voglio dire: l’ha mai vista veramente?
Magari è di qualcuno che è morto: è venuto a fare l’amore con la donna ed è stato sorpreso da un infarto.
Anche la luna è un fantasma: dopo un po’ non ci fai caso. Nasce, cala, rinasce, e chi s’è visto s’è visto.
Forse il morto è ancora lì, ripiegato sul sedile. E’ inverno: se ne accorgeranno quando verranno a fare pulizia.
Anche tu sei un fantasma? Parli solo con te stessa?
Oppure si è addormentato qui, perché ha litigato con la moglie: da un momento all’altro accende il motore e se ne va, sperando che le sia passata.
Dovrei prendermi le impronte: se le lascio, non lo sono. Lei, piuttosto: vuole dirmi chi è?
Perché la vita è questo: amarsi, litigare, amarsi un’altra volta.
Il tempo guarisce le ferite, se lo lasciamo entrare.
Litigare e amarsi un’altra volta.
Che intende dire?
Come la risacca, che arriva alle cabine, ai ciottoli, alle cicche: litigare, e amarsi un’altra volta.
Si è accorta che in cielo c’è la luna? E’ là, bianca come un ricamo trasparente. Ha vinto ancora lei.

23 pensieri su “25. Trasparente

  1. Le nuvole sono un sipario che copre l’azzurro, come fosse uno spettacolo indecente.

    Voglio parlare al tuo cuore
    anche i silenzi lo sai,
    hanno parole
    Vorrei illuminarti l’anima
    nel blu dei giorni tuoi più fragili, io ci sarò

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  2. “Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo.

    Insegnami, allora, a librarmi con Te. Perché vivere non è “trascinare la vita”, non è “strappare la vita”, non è “rosicchiare la vita”. Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te…”

    (Don Tonino Bello)

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  3. “C’è vento.
    La spiaggia è liscia: ogni tanto affiora un ciottolo, un pezzo di legno, una bottiglia.
    – Volevo stare un po’ da sola. Ultimamente sono successe troppe cose.
    – Tu vuoi volare, Ester, ma ti mancano le ali.

    Parli ma non sento
    qui c’è troppo vento
    troppi guai in questa povera testa che non c’è più
    parli e non la smetti
    Dio fai tornare il vento
    gli domanderò se può portarmi via
    dalla spiaggia basterà un momento
    prendo la rincorsa le braccia al cielo al cielo e volo via.
    Via mentre stai parlando
    sono già partito non te ne accorgi non vedi più
    forse imparerò a volare sopra questo mare
    tu fammi un fischio ti porto su
    Parli ma non sento
    c’è ancora troppo vento
    non c’è niente di fermo di certo e nemmeno tu.

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  4. Volare. Chi non vorrebbe, quanti hanno tentato. Eppure è più facile di quanto non sembri. Non posso, non voglio insegnare niente a nessuno. Volare è possibile, se solo lo si desidera. Se dalle mani, dal corpo, dai gesti, dagli occhi, dalle parole e da quant’altro è possibile usare tra le cose che il Signore ci ha donato, facciamo uscire l’amore, senza ma e senza se, allora diventa possibile. Allora si può volare, oh si che si può! Quel sogno di quando eri piccolo è tuo, è sempre tuo. Se oggi non lo te lo trovi più tra le mani è perchè lo hai fatto scivolare via, senza farci attenzione. Come un bambino con una palla di gelato che cade per terra.
    Si, questa è la vita: amarsi, lasciarsi un pò sconfiggere da un litigio e poi amarsi ancora. Se non fosse amore vero, non potrebbe essere così. Invece è così per chi vuole che sia così. E’ un miracolo che si rigenera ogni volta e bisogna crederci. Ma non perchè siamo disperati, ma perchè siamo fortunati ad avere un Dio che ci ama incondizionatamente, nonostante le nostre meschinerie ed i nostri sotterfugi. Ecco il grande mistero. Il tempo guarisce i nostri traumi, le nostre ferite e c’insegna ad amare ancor più consapevolmente se possibile. Se ci facciamo investire dal tempo, allora possiamo guarire. Spesso chi “resiste” al tempo in ogni modo, ha ben più ferite di quanto non sembri, a dispetto del proprio apparire.
    Ecco la risacca della vita, la vedo: avanza, scivola via, ci copre, ci lascia nudi, ci avvolge, ci bagna, ci chiama, ci desidera. E’ lei che ci vuol fare vedere il miracolo, che vuole mostrarci ancora una volta che il miracolo è possibile, che basta guardare con gli occhi giusti guidati dal cuore.
    Ecco è accaduto: la luna si vede e io ti amo ancora.
    Marco.

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  5. Spesso le ali le hai ma te le tarpano in volo e precipiti come l’albatros su una grande nave o in un mare di petrolio buttato li dall’incuria di chi dice di amarti. Non farti volare e’ il modo migliore per tenerti sotto controllo, avere un potere su di te e allora ecco che diventi un fantasma, una donna morta che a questo mondo di maschi piace tanto. Altre volte le ali le chiudi da te perché regole morali, etica e impegni presi con bassa probabilità di ripensamenti, l’impossibilita’ di fondare la propria felicita’ sull’infelicita altrui, impedendo la formazione di altre ali adatte al volo, ti impediscono di librarti in aria. Altre e’ solo paura di non saper volare e di una caduta rovinosa. Allora si diventa pinguini confinati nel gelo di un polo dove pero’ continua a splendere il sole che alimenta la vita e la speranza. Ma se non un volo maestoso da aquila che sfreccia in ogni cielo, se ne può fare uno breve da passerotto che si posa su una mano aperta, quella di chi ti offre l’ala di riserva.

    Amarsi, litigare, amarsi un’altra volta. Finche’ si litiga vuol dire che l’interesse, la stima, il rispetto e l’amore ci sono, quando non si ha più niente da dirsi allora non si “perde” tempo neanche più a litigare. In fondo il litigio e’ uno scambio accalorato di pensieri e parole, avolte anche fuori luogo, dettate da un sentimento forte che in quel momento sembra odio, ma l’odio e’ l’altra faccia dell’amore. Il litigio, dice qualche psicologo, e’ l’espressione di un desiderio di amore fisico che si vorrebbe, forse nasce da qui il modo di dire ” fate l’amore non fate la guerra” ? Beh, magari non e’ valido per tutte le situazioni, insomma se mi fermo al semaforo e litigo col mio vicino di auto a meno che non e’ George Clooney….
    A volte il litigio e’ necessario se hai la sensazione di esser trasparente, ciò che conta e’ avere la forza, in torto o ragione, di riabbracciare l’altro e perché no, sfogare quell’ecceso di energia in altro modo, più piacevole e se non e’ fisicita’, una bella corsa sulla spiaggia insieme o una birra può dare appagamento per due amici che si ritrovano.

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  6. “Oppure si è addormentato qui, perché ha litigato con la moglie: da un momento all’altro accende il motore e se ne va, sperando che le sia passata. Perché la vita è questo: amarsi, litigare, amarsi un’altra volta.”

    Ci sono rapporti di coppia che si basano sul battibecco continuo, che rischia di logorare il matrimonio; ci sono coppie che non litigano mai e quando lo fanno si spaventano pensando che sia finito tutto…
    La perfezione non esiste e, come recita un adagio, “La virtu’ sta nel mezzo” e quello che salva le relazioni interpersonali è un sano dialogo in cui si manifestano i propri punti di vista diversi e ci si viene incontro senza voler imporre all’altro le proprie ragioni a tutti i costi.
    Soltanto così si può mantenere vivo un vero rapporto d’amore o di amicizia che sia, altrimenti è solo forma o ‘esercizi di stile’ (ma qui non c’entra nulla Raymond Queneau! 🙂

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  7. L’albatros.

    Per dilettarsi, sovente, le ciurme
    catturano degli àlbatri, marini
    grandi uccelli, che seguono, indolenti
    compagni di viaggio, il bastimento
    che scivolando va su amari abissi.
    E li hanno appena sulla tolda posti
    che questi re dell’azzurro abbandonano,
    inetti e vergognosi, ai loro fianchi
    miseramente, come remi, inerti
    le candide e grandi ali. Com’è goffo
    e imbelle questo alato viaggiatore!
    Lui, poco fa sì bello, com’è brutto
    e comico! Qualcuno con la pipa
    il becco qui gli stuzzica; là un altro
    l’infermo che volava, zoppicando
    scimmieggia.
    Come il principe dei nembi
    è il Poeta che, avvezzo alla tempesta,
    si ride dell’arciere: ma esiliato
    sulla terra, fra scherni, camminare
    non può per le sue ali di gigante.

    C. Baudelaire.

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  8. “Anche la luna è un fantasma: dopo un po’ non ci fai caso. Nasce, cala, rinasce, e chi s’è visto s’è visto.”

    Tuttu può diventare trasparente…la luna quando non le prestiamo attenzione, l’altro quando lo ignoriamo, noi stessi quando non ci vogliamo bene abbastanza.
    Tutto dipende dal nostro cuore, dalla voglia che abbiamo di vivere e di amare, da quanto desideriamo che ogni cosa trasparente che ci circonda riemerga dall’anonimato della nostra indifferenza.

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  9. – Mi piace vedere una donna che ha imparato.
    – Cosa?
    – A volare.

    A volte ascoltiamo parole che sembrano gocce nel mare, voci fuori dal coro che però scavano e ci fanno tornare a volare.

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  10. La luna “nasce, cala e rinasce”,sembra il ciclo della Vita dove le cose nascono,muiono e rinascono.E la Vita come la luna vince sempre !

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  11. Anche tu sei un fantasma?

    Si è “fantasmi” solo se abbiamo deciso di cessare d’amare e quindi di vivere ,perchè in questo caso il nostro cuore ha smesso di battere all’unisono con il cuore di chi ti stà vicino,facendoti assalire da quel sentimento che si chiama :indifferenza.

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  12. Chi ama è “trasparente”, è come un fantasma, silenzioso e leggero, perchè l’amore non ha bisogno di mettersi in mostra, non vuole apparire, ma solo prendersi cura.

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  13. – Tu vuoi volare, Ester, ma ti mancano le ali.

    Sogno.qualcosa di buono,che mi illumini il mondo,buono come te.
    .
    Il tempo,se lo lasci entrare,guarisce le ferite,e puoi tornare ad amare..
    In fondo, la vita è questa..imparare a volare di nuovo dopo aver sofferto..
    purchè ci si lasci sempre guidare dal cuore.

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  14. Non ricominci: ci pensa mio marito a confondermi le idee.

    Ma allora, Ester, tu hai un marito? Una storia finita male e vuoi fargliela pagare distraendoti con Fausto? Oppure, sei così convinta dell’amore di Fausto, tanto da chiamarlo marito?
    non vedo l’ora di leggere la possima pagina….
    Notte

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  15. ”Lei è fuori di testa: cosa c’entra la luna?”

    Cara Ester, a me viene in mente una novella di Luigi Pirandello in cui il protagonista, Ciaula, caruso di un minatore, vive sempre dentro a una cava di zolfo. Quando una notte esce e vede la luna rimane così incantato da iniziare a piangere..

    ‘’ Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola, eccola là, la Luna… C’era la Luna! La Luna! E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal granconforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là,mentr’ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva piú paura, né si sentiva piú stanco, nella notte ora piena del suo stupore.’’ (Ciaula scopre la luna, Novelle per un anno)

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