39. Cioè?

da qui

C’eri mai venuto, Marius?
No.
E perché proprio qui?
Certe volte si va a fiuto.
Quando?
Praticamente sempre.
Una serie di ponti e grattacieli: il colore dominante sembra il grigio – magari non è vero. Arturo è quello dei dettagli; farebbe le pulci persino ai marciapiedi per cogliere differenze e affinità, capire il mondo da particolari in apparenza senza senso.
Dove andiamo?
Cerchiamo un lavoro.
So fare una cosa.
Quale?
Scrivere.
Allora siamo a posto.
Troppo facile puntare sulla porta di Brandeburgo, lasciarsi attrarre dalle colonne doriche o la quadriga con la croce di ferro; no, a lui interessano i palazzi dozzinali, i casermoni dalle finestre tutte uguali, le file di negozi invasi dal rumore dei tram gialli.
Potrei fare fortuna: basta azzeccare la storia che si aspettano.
La storia è quella che facciamo: non potrei stare davanti a un tavolino in attesa che arrivino le idee.
Oppure il fiume che attraversa la città e ne coglie gli aspetti più nascosti: banchine, muri, parapetti, fino alle spiagge dove famiglie intere si accampano in cerca di una pace minacciata.
Non sai che ti perdi: la vita è più bella quando pensi a quello che accadrà nella pagina seguente.
Vallo a raccontare a qualcun altro. A me interessa agire, vivere, e, perché no? fare quattrini per andarsi a divertire.
O i guard-rail arrugginiti che corrono sullo sfondo della città grigia, piena di misteri.
Potremmo fare squadra: tu organizzi la giornata e io la trasformo in libri che cambieranno la vita della gente.
  Mi basta cambiare la mia. Sai che ti dico?
O i vaporetti, serpenti striscianti tra pontili e monumenti: da un momento all’altro si rivoltano contro il turista che li guarda sognando chissà cosa.
Che mi dici?
O i viali alberati dove il senso della vita sta nel passeggiare e osservare le vetrine.
Che bisogna andare sul sicuro.
O i locali dove si balla a pochi centimetri dal fiume, come fossero un tutt’uno il cosmo e l’energia che ti trascina in un vortice di musica e di alcol.
Cioè?
O il cielo da cui attendi, da un momento all’altro, che scenda un angelo col soprabito scuro e la sciarpa chiusa nell’interno.
Faremo una rapina.

23 pensieri su “39. Cioè?

  1. “Faremo una rapina.”

    Ciò che viene da Dio porta pace e tranquillità; ciò che viene dal demonio, violenza, ansietà, turbamento.
    (Louis Lallemant)

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  2. “Potremmo fare squadra: tu organizzi la giornata e io la trasformo in libri che cambieranno la vita della gente.”

    Mi sembra una buona idea…purchè chi organizza la giornata trovi anche il tempo di leggere un po e viceversa.

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  3. – So fare una cosa.
    – Quale?
    – Scrivere.

    Chi son? Sono un poeta. Che faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo.
    (La Bohème)

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  4. I particolari parlano di noi, da un modo di guardare mentre pensi che nessuno ti veda, un anello, un sorriso camuffato, un oggetto messo in borsa o una piccola parola detta solo in particolari momenti. Rivelano un segreto, un aspetto che nessuno capirebbe se non si soffermasse lì e in pochi ahimè ci fanno caso come se capire l’altro fino in fondo fosse un impresa titanica o semplicemente un fantasma che non s vuole e può affrontare.

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  5. Due rischi: da una parte il voler esagerare, fare troppo e tutto da sola, agire convulsamente per rivoluzionare e dare senso alla vita, addirittura organizzando una rapina; dall’altra lo stare seduto in attesa di un segno, di un’ispirazione, di una svolta improvvisa.
    Ma la verità è nel mezzo: scegliere il bene e seguirlo, entrare in azione per amore, senza sentirsi padroni assoluti della vita e senza aspettarsi che qualcuno provvederà per te.

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  6. -… differenze e affinità, capire il mondo da particolari in apparenza senza senso.

    Sono i dettagli
    Quelli che contano
    Sono i momenti che
    segnano
    ognuno può essere
    quello che vuole sai
    non si può perdere
    quel che non hai
    Hai mai pensato a quello che fai?
    hai mai guardato a quello che sei?

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  7. “Arturo è quello dei dettagli”

    “Ho sempre ammirato i particolari, però un giorno mentre mi concentravo su un’infinitesima crepa nell’intonaco di una mia ora, un palazzo di vita mi crollò addosso.
    Molto tempo dopo, capii che sono necessari anche i particolari, per i Particolari, ma è indispensabile avere insieme, una visione d’insieme.”

    Paul Mehis

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  8. “il colore dominante sembra il grigio – magari non è vero.”

    Mi piacerebbe immaginare che il grigio non esiste…” la vita è più bella quando pensi a quello che accadrà nella pagina seguente.”…il problema è che a volte si ha la sensazione di non avere più tante pagine da sfogliare e che quelle poche rimaste abbiano perso quella patina di sana incoscienza che trasmetteva ansia e curiosità.

    Considerazioni presuntuose queste, certamente, delirio di onnipotenza forse ma il grigio, ne bianco ne nero è li che ti guarda…

    Giorno grigio

    Tutto il giorno odo il rumor delle acque
    che si lamentano,
    tristi come l’uccello marino
    che solitario va
    e ode i venti gemere alle acque
    tanto monotone.
    Grigi venti, freddi venti soffiano
    dovunque io vada.
    Odo giù il rumore d’infinite
    acque remote.

    James Joyce

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  9. La vita va vissuta, goduta ed amata, tenendo presente che tutto è un dono.
    Bisogna essere non solo attivi, ma proattivi, cioè non solo reagire ma diventare protagonisti.
    Questo ci dà responsabilità e dignità.
    Ma solo chi si sente amato e degno di essere amato, e quindi degno di vivere, può essere protagonista.

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  10. O il cielo da cui attendi, da un momento all’altro, che scenda un angelo col soprabito scuro e la sciarpa chiusa nell’interno.

    e ti dica:

    – Sono un amico, non temere.

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  11. il colore dominante sembra il grigio

    una miscela fra due colori deicisi e contrapposti uno all’altro, il bianco e il nero
    realtà e sogno, vita e romanzo, incontro di emozioni, da vivere …voltando pagina

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  12. I dettagli, i particolari. Si.
    Come si può cogliere l’essenza del mondo se si perde il contorno dei dettagli che lo popolano? Oggi prevale il massimalismo come religione di vita, tutto e subito, no dettagli please. Cosa dettagli, ancora dettagli? Basta! Il risultato e subito! Ecco, accade questo nel cibo, nell’amore, in tante forme d’arte, nell’istruzione, nell’educazione, nei rapporti tra la gente, nelle buone maniere…
    Un vecchio parente m’insegnava che una persona si riconosce dai dettagli, da alcuni dettagli. Da piccolo forse non capivo, è ovvio però che mi diceva una cosa scontata…. che forse oggi non s’insegna più.
    Ecco, è come se oggi i dettaglia si fossero “persi”: i più non li vedono, molti non li “praticano”, la maggior parte li ignora, una moltitudine sterminata semplicemente non li conosce. Ecco, perdere i dettagli, vuol dire perdere il sale della vita: come può essere buona una minestra se non vi è una manciata giusta di sale? Chi poi pretende di parlare di dettagli, ricordarli, sottolinearne di alcuni l’importanza, viene di solito messo da parte e giudicato scocciante. Ecco, è come se questa umanità che corre all’impazzata per riempirsi di oggetti, per cercare di distrarsi perché si sente infelice per mille motivi che poi ignora, veda i dettagli come una barriera che la frena, che la blocca. E quindi li spazza via con un gesto volgare. Ignorando che sono i dettagli che fanno la differenza. Lo potrà dire un bravo regista, uno scrittore, uno che fa mosaici: molte loro opere sarebbero insipide senza certi dettagli.
    Ecco, credo che i dettagli ce li mandi il Signore, per farci piegare la testa a guardarli, per farci capire la bellezza del creato ed il mistero che è l’essere umano o forse solo perché noi s’impari a riconoscerli. A volte in vita mia non ho saputo accorgermi di certi dettagli: adesso mi tornano alla mente. Ed avevano tutti un loro perché. Averli persi un tempo mi aiuta forse a vederli meglio adesso.
    Marco

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  13. – Mi basta cambiare la mia. Sai che ti dico?

    – Che mi dici?

    – Faremo una rapina.

    Si può cambiare vita in tanti modi,ma pensare di cambiarla facendo” una rapina “non è la strada giusta per arrivare alla felicità,scegliere il male è come scegliere di morire prima del tempo .Perchè non ti accorgi che sei finito nelle sabbie mobili,e una volta che ci sei dentro,il difficile è uscirne.

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  14. capire il mondo da particolari in apparenza senza senso.

    e che invece sono la nostra vita…

    Desidero che tu sia felice, tranquilla sicura e saggia. Ma non subito, prima devi vivere qualche piccola avventura. Come posso augurarti tutto? Ti auguro soltanto che tu riesca a trovare quello che vuoi fare, e che tu lo faccia bene. Ti auguro la bellezza del silenzio, la gloria della luce del sole, il mistero dell’oscurità, la potenza della fiamma, il potere dell’acqua, la dolcezza dell’aria, la forza quieta della terra, ti auguro l’amore che sta nella radice stessa delle cose. Ti auguro il miracolo della vita. Che cosa devo desiderare per te? La fede nel valore nel genere umano, che mia cara, comprende anche te. Ti auguro amore, si, romanticherie! Ma anche l’amore di chi giace al buio, parlando dei tempi passati, il distendersi di braccia di bambini, i loro baci appiccicosi di miele, Le coccole di un gattino, il sospiro socievole di un cane. Un tocco rassicurante, l’illuminarsi degli occhi, al suono della chiave nella serratura. Ti auguro una figlia proprio come te!
    Pam Brown

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  15. Beh vedo gli alberi del prato e
    anche le rose rosse
    le guarderò mentre fioriscono
    per me e per te
    e penso tra me e me
    “che mondo meraviglioso!”

    Beh vedo cieli blu e nuvole bianche
    e la luminosità del giorno
    mi piace il buio e penso tra me e me
    “che mondo meraviglioso!”

    I colori dell’arcobaleno così belli nel cielo
    sono anche sui visi delle persone che passano
    vedo degli amici che salutano
    dicono “come stai?”
    in realtà stanno dicendo “ti voglio bene”

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  16. Immenso e rosso

    Immenso e rosso
    Sopra il Grand Palais
    Il sole d’inverno viene
    E se ne va

    Come lui il mio cuore sparirà
    E tutto il mio sangue se ne andrà
    Se ne andrà in cerca di te
    Amore mio
    Bellezza mia
    E ti ritroverà
    Là dove tu sarai.

    Jacques Prévert

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  17. “Non sai che ti perdi:la vita è piu bella quando pensi a quello che accadrà nella pagina seguente”-mi piace questa frase,èottimista con la speranza che girando la pagina nella vita quolcosa si puo cambiare,magari migliorare. Tanto ci stanno ancora tante pagine da girare nella tua vita e sicuramente lo trovi quolcosa di bello.Bello a pensare-mia vita come un libro da leggere

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