“La musica della neve”, di Davide Sapienza

Recensione di Giovanni Agnoloni

Davide Sapienza

La musica della neve – Piccole variazioni sulla materia bianca

Ediciclo, 2011

Una delle cose più difficili, anche per i saggi, è spiegare che cosa sia l’essenza delle cose. Anthony De Mello ha parlato di questo in un suo libro con riferimento al verde. Possiamo dire che cosa è verde (un prato, un indumento, per esempio), ma definire il verde in sé è impresa ben più ardua, che comporta l’addentrarsi in un territori fatti di puro intuito e pura percezione, non mediata dalla razionalità.
Sono questi gli spazi che Davide Sapienza ha esplorati in La musica della neve – Piccole variazioni sulla materia bianca, opera uscita per la collana di Ediciclo “Piccola filosofia di viaggio”, in cui lo scrittore, viaggiatore ed esperto di musica unisce le sue tre grandi vocazioni per calarsi nello spirito del bianco e di quella materia sempre mutevole e mai prevedibile che più di ogni altra cosa lo rappresenta e lo esprime.
I viaggi nel Nord di questo sensibilissimo recettore di armonie e melodie intime sono un rosario di momenti di pura contemplazione naturale, in cui anche reminiscenze musicali (da Bach a Beethoven, da John Lennon a Pete Townshend) e cinematografiche (il Dersu Uzala di Akira Kurosawa), insieme a rievocazioni di imprese di grandi esploratori (da Roald Amundsen a Fridtjof Nansen) vengono a inanellarsi in un percorso interiore-esterno dove la neve è trait d’union tra il centro del cosmo e il centro del cuore umano. La circolarità delle sue dinamiche dal cielo alla terra e dalla terra al cielo è un simbolo materico della natura incessante dei percorsi dell’essere, e una chiara fotografia dell’Eterno.
Davanti ai candidi, sorprendenti e a tratti perturbanti scenari del mondo innevato, il viaggiatore, munito di soli ski (questa la dizione norvegese del termine), segue la melodia di energie sottili che unisce il dentro e il fuori sfiorando la superficie del mondo e affidandosi a una mano invisibile ma salda, fatta di puro intuito.
Con lo stesso spirito dei protagonisti di un mondo lontanissimo da questo – il chatwiniano entroterra australiano – Sapienza procede lungo le vie di un canto impalpabile ma vivo, e così suona, insieme all’universo, una sinfonia in cui ogni fiocco, ogni molecola e ogni atomo sono specchio e scrigno di un’energia superiore.
Siamo davanti al capitolo più avanzato e del percorso letterario e umano di Davide Sapienza, con un’opera che è frutto di una visione del mondo maturata attraverso esperienze di contatto estremo con la natura, come nel fenomeno inquietante e quasi mistico del whiteout, la tempesta di neve in cui tutto è bianco e i punti di riferimento scompaiono. Qui l’uomo è costretto a guardarsi dentro, e a decidere dove andare – e se andare – in base a una voce che nasce dal suo intimo (come Gandalf nelle miniere di Moria). E qui emerge come sia l’amore – che l’autore menziona nella splendida dedica a sua moglie e al loro bambino – la forza che muove ogni singolo respiro e ogni singolo fiocco. Perché tutto, sia il viaggiatore con gli ski, sia il mondo, guarda. Anche la neve, come un giorno, in una brillante e precoce intuizione, ha detto proprio Leonardo, figlio dello scrittore.


La prima presentazione dell’opera in forma di performance letterario-musicale avverrà il 21 gennaio alle ore 20,00 nella Sala Consiliare della Biblioteca Comunale di Fino del Monte (BG), con l’accompagnamento di Giuseppe Olivini. Ecco la locandina dell’evento.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

2 pensieri su ““La musica della neve”, di Davide Sapienza

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