51. Diverso

da qui

Con mio fratello è andata bene.
Cioè?
Abbiamo trovato uno scrittore che convincerebbe Fausto a credere ancora ai suoi ideali.
Chi è?
Un mendicante.
Cominciamo bene.
Le persone libere sono fuori dagli schemi.
Cosa scrive?
Romanzi.
E Fausto cambierebbe?
Probabilmente sì.
In che modo?
Proverebbe di nuovo il gusto della vita, non avrebbe più bisogno di evasioni.
Neanche di me?
Potrebbe essere.
Dovrei rinunciarci: per che cosa?
Per che cosa?
Voglio dire: io che ci guadagno?
Bisogna sempre guadagnarci?
Che ti prende, Ester? L’uomo dagli occhi dolci non ti sta più bene? Ti sembra che non riesca a leggerti più dentro: che possa indovinare solo i pensieri positivi? Non ti accetterebbe se facessi prevalere i tuoi interessi, se dimenticassi che anche gli altri hanno diritto a essere felici? Perché all’improvviso ti sembra di essere avvolta nella nebbia? Non vedi più nulla: non riesci a decifrare nemmeno i sentimenti che stai provando adesso. Cosa si sta affacciando alla tua mente? La stanza è piena di gente: la nonna cieca, che parla da sola, tua sorella sempre pronta a soffiarti il ragazzino, tuo padre che torna dal lavoro ed è nervoso: papà, ti prego, non fare così. Smettila, vai via, non vedi che ho da fare? Non mi hai dato neanche un bacio. Vedrai, quando morirò, non avrai da mangiare, non m’importa di mangiare, voglio una carezza, finiscila, devo sbrigare una pratica importante, papà, sarò vecchia e nessuno mi avrà mai abbracciato, basta, lasciami in pace, Ester, mi hai capito?
Non ci ho mai guadagnato niente nella vita.
Ti sei già stancato? Mi piaci, Ester, ma ho troppo da studiare, il diploma, il lavoro per comprarmi i libri, cerca di capirmi, non puoi andartene così, avevi promesso di sposarmi, sposarti! siamo solo ragazzi, non dicevi così quando mi portavi a letto, Ester, ti prego, non ce la faccio più, sono depresso.
Stavolta potrebbe essere diverso.
Vorrei fare l’università. Non posso permettermelo, Ester, da quando se ne è andato il babbo non si arriva alla fine del mese. Ma cosa potrò fare nella vita? E io? Pensi che abbia soddisfatto tutti i desideri? Non vedi come sono ridotta? Mamma, la vita è mia, ho diritto di sognare!
E perché dovrebbe essere diverso?

35 pensieri su “51. Diverso

  1. – Le persone libere sono fuori dagli schemi.

    Non scrivo tutto ciò che penso. Alle volte, neanche penso ciò che scrivo. Ma ciò che penso di certo, è di pensare liberamente. (Andrea Mucciolo)

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  2. Credo che ogni comportamento o scelta sbagliata, nella vita, sia sempre la conseguenza di un trauma subito, di una ferita che qualcuno, volontariamente o no, ci ha causato e che ci portiamo dentro con grande sofferenza: per questo, anche, non è mai giusto giudicare…
    Così, se non ci siamo mai sentiti amati, non saremo mai in grado di amare o, comunque, il nostro sarebbe sempre un’amore malato che si aspetta qualcosa in cambio, un tornaconto.
    “Diverso” è avere il cuore colmo di amore e grato per questo, tanto da non cercare altro guadagno che l’amore stesso.

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  3. “L’amore basta a se stesso e piace di per sé; è a se stesso merito e ricompensa.
    L’amore non cerca altra causa o altro frutto se non esso stesso…”

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  4. – Non ci ho mai guadagnato niente nella vita.

    Lascia una nota di tristezza questa frase; un passato che non ha conosciuto amore, tenerezza, non può non dar vita ad un carattere cinico che fa fatica ad accettare un qualsiasi gesto d’amore.

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  5. Passaggio delicatissimo, a mio avviso uno tra i più complessi di questo romanzo. “Le persone libere sono fuori dagli schemi”. Ci è stato detto anche alla Lectio: la verità si trova negli occhi di un derelitto, di una persona che ha perso le speranze, di una persona scartata dalla società. Lì si trova il nocciolo della verità, l’Amore che ci guarda e tende la mano e a sua volta vuole alimentarsi con il nostro Amore. A volte mi chiedo come sarei se non avessi niente da perdere, ma proprio niente. Bravo è chi, nonostante abbia qualcosa d’importante da perdere, è sempre se stesso. Questo concetto si è fatto spazio in me dopo molto tempo che ho vissuto in modo contrario: pensavo cioè che il mio comportamento dovesse adeguarsi ai miei interessi, alle cose da difendere. Ho quindi involontariamente distorto le cose attorno a me, per tentare di adeguarle. Ecco, il senso di libertà che provo adesso non lo scambierei con niente al mondo: adesso respiro e vivo, non ho problemi a dirlo, prima no. Poi interviene un altro fatto. “Voglio dire: io che ci guadagno?”. “Bisogna sempre guadagnarci?”. Ecco, qui si annida un concetto potente, meraviglioso. Spesso compiamo le nostre azioni perché immaginiamo che vi sia qualcosa per noi, una ricompensa. E’ qui il bene si ferma, si blocca all’ingresso della nostra anima e ci guarda con mille strumenti per farci ragionare: la nostra coscienza, un amico, il caso. Riceviamo sempre un messaggero che ci supporta quando siamo a un bivio, perché non siamo mai soli: tutto sta nel riconoscerlo. Ecco, è questo concetto potente e meraviglioso che mi culla e mi addolcisce: fare le cose perché producono il bene, perché sono giuste, senza attendersi niente. E’ questa una tra le lezioni più grandi, forse la più importante che Gesù ci ha trasmesso. Svincolarsi dalle condizioni, dai se e dai ma. Amare incondizionatamente, volere solo il bene attorno a noi.

    Ester, ti sei bloccata, hai cercato qualcosa per te nel fluire delle azioni. L’uomo dagli occhi dolci ti guarda e cerca di farti capire. Affiorano i drammi della tua infanzia, le ferite non curate, la psiche violentata, povera piccola. Non riesci a librarti, a sollevarti, hai piombo sulle ali. Guarda dentro di te, guarda chi sta fuori e t’interroga dal profondo degli occhi: la risposta è lì. Dare senza chiedere, amare senza limiti, sradicare le condizioni, volere prima di tutto il bene degli altri. E’ solo questo che ci libera, Ester, che ci rende un po’ più belli e forse un passo più vicini a Dio.

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  6. – Stavolta potrebbe essere diverso.

    Trasmettere i valori dell’amore, condividere la gioia di vivere è un passo da compiere con entusiamo verso chi si sente offeso dalla vita, perché riconquistare la fiducia nella vita e nel prossimo è come nascere una seconda volta.

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  7. “ho diritto di sognare!”

    “http://www.youtube.com/watch?v=noZVUJWDbyY”

    “Io la sera mi addormento
    e qualche volta sogno
    perché voglio sognare”

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  8. “Non ci ho mai guadagnato niente nella vita.”

    Tipica espressione di chi crede che la vita sia tutto un ricevere; intanto a vivere ci si guadagna la vita e non è un dono da poco.
    Bisognerebbe mettersi nell’ottica che tutto ciò che di bello arriva dalla vita è un regalo in più; solo così si impara a gustare a pieno la gratuità del dono e a sentire il bisogno di fare qualcosa per restituire al mondo il nostro grazie .

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  9. Le persone libere sono fuori dagli schemi.

    Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto; porto su di me le cicatrici
    come se fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello
    della schiavitù. L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso…
    anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime.

    Paulo Coelho – Lo Zahir

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  10. “E perché dovrebbe essere diverso?”

    Il contrario dell’amore non è l’odio e non è neanche l’indifferenza.
    Il contrario dell’amore è una cosa che non ha un nome preciso, forse perché ne ha tanti.
    L’impegno a cambiare somiglia molto all’amore. Diverso non deve essere l’altro o la situazione ma noi, i nostri occhi, le considerazioni, le conclusioni.
    Allora tutto potrà essere diverso indipendentemente da quello che ci circonda perché saremo noi a cambiare la realtà.

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  11. Dovrei rinunciarci: per che cosa?
    Voglio dire: io che ci guadagno?
    Non ci ho mai guadagnato niente nella vita.
    Ad Ester, all’improvviso, sembra di essere avvolta nella nebbia avvelenata dell’inconscio: con le sue risposte/domande ha riprodotto, in parte, quelle modalità comportamentali distruttive del carattere dei suoi genitori e del fidanzato che, per anni, ha dovuto subire. Proprio quei comportamenti negativi, che lei ha sempre detestato e rifiutato, ma che l’hanno portata, per quanto ha sofferto, a chiudere il suo cuore.

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  12. HO DORMITO CON TE TUTTA LA NOTTE

    Tutta la notte ho dormito con te, vicino al mare, nell’isola.
    Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno, tra il fuoco e l’acqua.
    Forse assai tardi i nostri sogni si unirono, nell’alto o nel profondo,
    in alto come rami che muove uno stesso vento,
    in basso come rosse radici che si toccano.
    Forse il tuo sogno si separò dal mio e per il mare oscuro
    mi cercava come prima, quando ancora non esistevi,
    quando senza scorgerti navigai al tuo fianco
    e i tuoi occhi cercavano ciò che ora
    – pane, vino, amore e collera –
    ti dò a mani piene, perchè tu sei la coppa che attendeva i doni della mia vita.
    Ho dormito con te, tutta la notte, mentre coi vivi e coi morti,
    e svegliandomi d’improvviso in mezzo all’ombra
    il mio braccio circondava la tua cintura.
    Nè la notte nè il sonno poterono separarci.
    Ho dormito con te e svegliandomi la tua bocca uscita dal sonno
    mi diede il sapore di terra, d’acqua marina, di alghe, del fondo della tua vita,
    e ricevvetti il tuo bacio bagnato dall’aurora,
    come se mi giungesse dal mare che ci circonda.

    P.Neruda

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  13. ‘non avrebbe più bisogno di evasioni.
    – Neanche di me?
    – Potrebbe essere.’

    No, non è semplice, anzi può anche essere un passaggio doloroso, ma è il salto di qualità che caratterizza l’amore vero: volere il bene di chi amiamo, anche quando questo bene comporta una rinuncia per noi stessi. Amare e basta, perché è una gran cosa vedere l’altro felice, e libero, grazie a quel che noi possiamo dare.

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  14. Stavolta potrebbe essere diverso.

    E perché dovrebbe essere diverso?

    Ci sono vite che non girano, che si creda o meno alla buona o alla cattiva stella, alcuni nascono con la camicia, altri sembrano nati per rimanere soli, per essere infelici… anche se questa loro solitudine portasse felicità a tutto il mondo, al mondo mancherebbe qualcosa: la felicità dell’unico solo che rende felici tutti gli altri ma al quale non resta che sognare un paradiso…questo però dovrebbe essere diverso.

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  15. papà, ti prego, non fare così.Smettila, vai via, non vedi che ho da fare? Non mi hai dato neanche un bacio.devo sbrigare una pratica importante..

    Per dire ai propri figli ti voglio bene è sufficiente un semplice gesto come “una carezza” od un “bacio” e non solamente un piatto di minestra sulla tavola che è essenziale per poter vivere ,ma non è abbastanza per far capire ai tuoi figli che li ami!

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  16. anche gli altri hanno diritto a essere felici?

    Tutti hanno “diritto a essere felici”,anche tu Ester! Ma la felicità non si conquista facendo “prevalere i propri interessi”, perchè vorrebbe dire incantenare una persona ai sogni che non sono suoi.Si è felici, solo quando si lascia libero l’altro di intraprendere la propria strada e di realizzare i suoi sogni,questo non vuol dire perdere la persona amata, ma contrariamente a quanto si pensa la senti più vicina a te perchè la sua felicità diventa la tua felicità .

    Se il tuo lume brilla più degli altri siine felice,
    ma non spegnere mai il lume degli altri per far brillare il tuo”
    Proverbio Orientale

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  17. ho troppo da studiare, il diploma, il lavoro per comprarmi i libri, cerca di capirmi,

    La gioia non la si trova negli oggetti che ci circondano,
    ma nel più profondo dell’anima.»
    (S. Teresa)

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  18. Pensi che abbia soddisfatto tutti i desideri?

    Non si possono rincorrere tutti i desideri per essere soddisfatti,ma è sufficiente gioire per quei pochi che si è riusciti a realizzare.

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  19. Ti sembra che non riesca a leggerti più dentro….

    Se chiudi la porta del tuo cuore con pensieri negativi nessuno è in grado di leggerti più dentro perchè sei tu che non glielo permetti,allontanandoti da chi in quel momento ti vuole aiutare

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  20. Perché all’improvviso ti sembra di essere avvolta nella nebbia? Non vedi più nulla: non riesci a decifrare nemmeno i sentimenti che stai provando adesso.

    La vostra gioia è il vostro dispiacere smascherato.
    E lo stesso pozzo dal quale si leva il vostro riso,
    è stato sovente colmato dalle vostre lacrime.
    E come potrebbe essere altrimenti?
    Quanto più il dolore incide in profondità nel vostro essere,
    tanta più gioia potrete contenere.
    La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa coppa
    che è stata scottata nel forno del vasaio?
    E il liuto che calma il vostro spirito non è forse
    il legno stesso scavato dai coltelli?
    Quando siete felici guardate nelle profondità del vostro cuore
    e scoprirete che ciò che ora vi sta dando gioia è soltanto
    ciò che prima vi ha dato dispiacere.
    Quando siete addolorati guardate nuovamente nel vostro cuore
    e vedrete che in verità voi state piangendo per ciò
    che prima era la vostra delizia.
    Alcuni di voi dicono: “La gioia è superiore al dolore,”
    e altri dicono: “No, il dolore è superiore.”
    Ma io vi dico che essi sono inseparabili.
    Giungono insieme e quando uno siede con voi alla vostra mensa,
    ricordatevi che l’altro giace addormentato sul vostro letto.
    In verità siete sospesi tra dolore e gioia come bilance.
    Solo quando siete vuoti siete immobili ed equilibrati.
    Quando il tesoriere vi solleva per pesare l’oro e l’argento,
    la vostra gioia o il vostro dolore devono necessariamente alzarsi o cadere.

    Tratto dal libro di Kahlil Gibran, Il Profeta

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  21. “Mamma,la vita è mia,ho diritto di sognare!”-io ho detto alla mia:la vita è mia ho diritto di vivere,non sono un oggetto da spostare”(ero stanca,sono i momenti che ho abbastanza che sempre solo io devo risolvere tutti problemi,non ho una bacchetta magica).
    “Vai via,non vedi che ho da fare”-solito problema! Genitori occupati e preoccupati di tenere la famiglia lavorando dimenticano che bambino prima di tutto ha bisogno di amore che non si compra con un gioccatolo in moda.Per questo io non ho avuto mai genitori-amici.Mia madre si lamenta che io non lo dico niente.Che ti devo dire?Tu non mi conosci!Non mi hai dato mai la possibilita di fidarsi di te!

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  22. @ Fides
    condivido, fino all’ultima virgola e punto.

    Ci sono persone che hanno bisogno solo di una carezza eppure viene loro negata da chiunque, per fretta, incuranza, mancanza di tempo o beni materiali … c’è sempre un motivo per non farla, per non ascoltare, per un “no” che suona come uno schiaffo per chi lo riceve. A volte basterebbe solo cambiare il modo, trovare le parole giuste anche se questo non cambia la realtà ma almeno la rende più dolce e facile da ingerire, come la medicina cattiva con lo zucchero:-) Persone di cui ci si preoccupa poco o si dà tutto per scontato perché sono forti, in gamba, capaci di sopportare le angherie della vita, novelle wonder woman ma spesso fragili e sempre pronte a dare, anche se in cambio ricevono sofferenza, delusione e quant’altro. Un giorno però accade una reazione che non ti aspetti, di fronte alla nuova promessa di felicità reagiscono in difesa e cercano di capire se poi tanta sofferenza val la pena, se il sacrifico non meriti una ricompensa. Cinismo? Io direi piuttosto che certe cose induriscono e a volte si ha voglia di giustizia, ora e non in un’eternità non ben definita e, di prendere, finalmente, invece che sempre e solo dare, perché, diciamocelo onestamente, queste sono le persone che amano fino a farsi scoppiare il cuore. Allora se anche di Dio si ha la sensazione che stia solo a guardare, ci si rimbocca le maniche e si fa la faccia dura, novella Giona nella bibbia del quotidiano. Orgoglio? No, è dignità, a mio parere, la dignità di chi la vita la prende di petto, o meglio è la vita che prende di petto lui/lei, la dignità di chi conosce il dolore di un “no”, di una mancata carezza e ormai non l’attende più perché conosce il dolore che sta dietro il rifiuto o l’ennesima legnata. La fierezza di chi non ruba nulla ma vuole qualcosa anche per sé. Perché attendersi qualcosa di diverso? In fondo già fare la domanda lascia accesa nel cuore la speranza che questa volta non sarà così ma meglio provare a schermarsi. Ecco forse l’appellativo di “diverso” va a loro che nonostante tutto coltivano ancora una speranza di cui non sono consapevoli: che la via della felicità possa ancora essere imboccata anche per sè. Sono loro la diversità che può cambiare il senso di ciò che verrà questa volta.

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  23. – Abbiamo trovato uno scrittore che convincerebbe Fausto a credere ancora ai suoi ideali.
    – E Fausto cambierebbe?
    – Probabilmente sì.
    – In che modo?
    – Proverebbe di nuovo il gusto della vita, non avrebbe più bisogno di evasioni.
    – Neanche di me?
    – Potrebbe essere.

    Spesso gli individui riversano le proprie insoddisfazioni personali su chi gli e’ piu’ vicino, invece di cercare di risolvere insieme le problematiche. E’ piu’ facile scaricare le tensioni su chi ti vuol bene e ti accetta per quello che sei, piuttosto che ammettere le proprie difficolta’ e, con umilta’, chiedere aiuto, tanto piu’ che si presume che l’altro – in un rapporto di coppia o di amicizia vera – sia ben felice di essere di supporto.
    A Fausto e’ capitato proprio questo ed e’ andato oltre: ha proiettato sul suo rapporto con Dalia la propria frustrazione lavorativa, addossandole le colpe per crearsi la ‘giustificazione’ della sua necessita’ di evadere… con Ester.
    Ma se ora ritrova lo sprint grazie al romanzo di Giorgio, scarichera’ anche Ester su due piedi: tanto l’aveva avvisata del suo ruolo puramente ‘distensivo’ che non doveva creargli problemi.
    Della serie, come usare le persone! 😦

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  24. “Le persone libere sono fuori dagli schemi.”

    Dio ci ha creato liberi.
    L’uomo, invece, con le convenzioni sociali che si e’ dato, tende a classificare e schedare tutto, imprigionando se stesso e gli altri in schemi rigidi che soffocano la libertà’, uno dei valori fondamentali dell’esistenza umana.
    L’umanita’ e’ schedata dentro data base, registrata in base a titolo di studio, ceto sociale, reddito, stato di famiglia… Tutte categorie di cui non si terra’ conto quando torneremo al Padre, che di certo non ci chiedera’ “Ti sei laureato? Quanto hai guadagnato? Ti sei sposato? Hai avuto almeno una femmina ed un maschio per proseguire il nome di famiglia?”… ma l’unica domanda semmai sara’ “Hai amato? Nella tua vita terrena sei passato facendo il bene?”
    “Ama e fa’ quel che vuoi”, diceva Sant’Agostino.
    Chi vive libero, ovviamente nel rispetto del prossimo, quindi ama, e’ guardato con sospetto o additato come ‘diverso’ perché sfugge alle categorie ed alle classificazioni umane.

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  25. “Le persone libere sono fuori dagli schemi…”
    Io non penso che essere fuori dagli schemi renda veramente liberi.
    Cosa significa essere fuori dagli schemi ? Vivere alla giornata, fare solo quello che ci si sente di fare non essendo responsabili neanche di se stessi, rifiutarsi di studiare o essere fuori corso all’università (magari mantenuti con più o meno sacrifici dai genitori) , portare jeans stracciati ma firmati, voler diventare a tutti i costi e senza sforzo “qualcuno”, avere almeno un momento di gloria solo comparendo di sfuggita in televisione, bere fino all’inverosimile per sentirsi fighi, farsi, rischiando di schiantarsi sulle strade, non avere rispetto per niente e nessuno, specialmente per i genitori. Dare il proprio corpo, donne e uomini, senza alcun sentimento. Ma più imprigionati dagli schemi di così!

    Per me essere liberi dagli schemi vuol dire esattamente il contrario. Prima di tutto avere una personalità, non lasciarsi contagiare dalle mode, avere rispetto per la propria famiglia, per la propria vita, il proprio e l’altrui corpo. Pensare al futuro impegnandosi nello studio, sognare sì il successo, ma meritato, una bella carriera, ma meritata. Ma al di sopra di tutto sognare una famiglia alla quale donare tutto il proprio amore. Tutto questo non escludendo il divertimento, che non è per forza trasgressione.
    Vedere, sentire, gustare e gioire, essere pieni di speranza, sentirsi veramente parte del mondo senza essere del mondo.

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  26. Un verso di una canzone di Paolo Migani che spesso cantiamo a messa dice: “La vera liberta’ e’ il respiro di Dio”.
    Il rapporto con Dio, non essendo ordinario, e’ fuori da tutti gli schemi…risponde realmente alle aspirazioni più profonde dell’essere umano: si tratta soltanto di scoprirlo e per far questo bisogna fidarsi e affidarsi (pagg.35-6 “Credo Amo Spero” di don Mario Torregrossa).

    In questo senso le persone libere sono fuori dagli schemi.

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