52. Una chitarra

da qui

Uno dopo l’altro: gioiellerie, supermercati, banche.
Vieni, sbrigati!
Passamontagna, calzamaglie, caschi: ma quante te ne inventi, Marius?
Sfondalo, dài, non stare lì come un babbeo.
Sei diventato abile: scardini sbarre, mandi in mille pezzi vetrine con cristalli rinforzati, possibile che non ci prendano? Prima o poi capiterà.
Avanti, riempi il sacco, fatti dare il codice della cassaforte.
Le dita scorrono veloci, ricordi quando suonavi la chitarra nella stanza di sopra, col tuo amico, canzoni su canzoni, tutte raccolte in un quaderno, come si chiamava? Via della felicità: sarà quella che stai vivendo, la sfida ostinata col destino?
Picchialo, fallo ragionare.
Perché non hai fatto il cantautore? Folle di giovani in delirio, la musica che ti porta chissà dove, che fine avrà fatto il compagno di mansarda? Dicono sia diventato direttore generale.
Aiutami, portiamoli via tutti: questi sono i più preziosi.
Dove vuoi arrivare? Non sarebbe stato meglio un viaggio nella giungla? Non ti bastavano i serpenti velenosi?
Dagli un altro calcio, altrimenti chiamerà gli sbirri.
Metteva la musica ai tuoi testi, già vi vedevate al Parc De La Courneuve, davanti a una massa urlante al ritmo delle Fender.
Quanto dura questa storia?
Sei scemo? Ti ho detto di tirargli un calcio.
Sarà vero? Direttore di che? Non riesci a immaginarlo, facevate casino, nella classe: la professoressa di latino vi aveva segregato in un banco alla sinistra della cattedra. Che idea balorda!
Mi sto stancando, Marius.
Non fare il deficiente, ti rendi conto che qui dentro c’è un tesoro?
Cominciaste a recitare mimi che facevano sbellicare gli studenti, la prof stava per piangere.
Perché non arriva mai la polizia? Possibile che non ci abbiano schedato? Erano testi che parlavano d’amore, di un amore strano, tormentato, perché non esiste un amore che va tutto bene, anche a Parigi, al Parc De La Courneuve, dove ballano e cantano all’unisono, alzano braccia, sollevano accendini, anche lì non è mica sempre facile, che cosa pensi? cosa vuoi che pensi? mi ami? certo che ti amo, prima o poi scriverai un romanzo su un direttore generale, sul fallimento dei suoi sogni, una soffitta in cui avevi già capito tutto, perché in fondo che cercavi, cosa cercano tutti, se non quella via sempre avvolta nella nebbia, la via dove ti perdi ogni momento, la via – dillo: non è mica un bestemmia – della felicità.
Già te lo immagini quando arriveranno, di corsa, le pistole puntate, vi getteranno a terra, stringeranno i polsi, col piede sulla pancia: vi ribellerete o lascerete fare, morirete da eroi o vi porteranno di filato in gattabuia?
Ti venivano senza fatica le parole, il direttore generale sorrideva, aveva già trovato la musica prima che scrivessi l’ultimo versetto, perché non vi siete lanciati, perché non avete mollato tutto per suonare al Parc De La Courneuve?
Presto, prima che arrivino.
Sono stanco; Marius: con questi mi ci compro una chitarra.

36 pensieri su “52. Una chitarra

  1. – perché non avete mollato tutto per suonare al Parc De La Courneuve?

    Perchè la “via della felicità” non è quasi mai quella che avevamo programmato o, almeno, non lo è nei minimi dettagli: pensiamo spesso di sapere cosa è meglio per noi, cosa desideriamo, ma la vita ci sorprende ancora più spesso e ci porta a vivere realtà imprevedibili, che non credevamo per noi possibili.
    È giusto perseguire i propri sogni, ma se lasciamo aperta la porta del cuore e siamo disponibili alle novità, possiamo stupirci di quanti altri sogni non sapevamo di avere e di quanto è bello permettere che si realizzino, non solo per noi, ma anche per chi abbiamo intorno.

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  2. Non sfidiamo ostinatamente il destino? Cerchiamo di farlo perché siamo esseri intelligenti che vogliono evolversi, proteggersi, cercare un piacere mentale, un benessere. La “Via della felicità” è uno di questi modi, il più naturale che si possa cercare, forse il più immediato, il più semplice. Cosa fa un bimbo che non sa ancora usare le posate? Mette le mani nel piatto. Quando vedevo i miei figli farlo, capivo quanto fossero felici in quel momento, perché realizzavano un desiderio. Così noi: cerchiamo i modi più rapidi, semplici, immediati per trovare quella via piena di nebbia. Poi non sempre, da adulti, quella via è così facile da trovare, anche quando crediamo il contrario. Può essere che godiamo massimamente di una situazione, ma poi essa non si prolunga, non produce frutti, ci lascia e terra. In una parola, ci siamo illusi. Ecco, questo non dovrebbe accadere: che la nostra ricerca della “Via della Felicità” ci allontani dalla felicità stessa. Può accadere però; anzi accade spesso. Forse accade alla persone generose, istintive, che si buttano nella mischia. O a quelle che non hanno istinto alcuno e si buttano dove capita. Ecco, l’estrema abilità sarebbe capire dove si trova veramente la “Via delle Felicità”. Quando l’autore ci dice che essa è avvolta nella nebbia, ha ragione da vendere. Ma è anche vero che gli occhi della mente ce la possono far vedere come essa realmente è, a patto che il nostro animo sia libero: essa apparirà allora splendida, accogliente e amorevole. Mantenendo l’animo libero, donando Amore, cercando l’Amore, cercando l’Altro e donandosi continuamente, l’animo si manterrà limpido. A quel punto, se siamo stati onesti con noi stessi e con chi ci sta attorno, dovremmo intravvedere la “Via delle Felicità”. A me capita spesso ultimamente, e manco a farlo apposta, mi rende felice.

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  3. “La canzone è una penna e un foglio
    così fragili fra queste dita,
    è quel che non è, è l’erba voglio
    ma può essere complessa come la vita.”

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  4. “Sono stanco”

    «O voi che siete affaticati e oppressi venite a me e io vi ristorerò» (Mt 11,28)

    «Chi mi darà ali di colomba per volare e trovare riposo?» (salmo 54).

    Io son sí stanco sotto ‘l fascio antico
    de le mie colpe et de l’usanza ria
    ch’i’ temo forte di mancar tra via,
    et di cader in man del mio nemico.

    Ben venne a dilivrarmi un grande amico
    per somma et ineffabil cortesia;
    poi volò fuor de la veduta mia,
    sí ch’a mirarlo indarno m’affatico.

    Ma la sua voce anchor qua giú rimbomba:
    O voi che travagliate, ecco ‘l camino;
    venite a me, se ‘l passo altri non serra.

    Qual gratia, qual amore, o qual destino
    mi darà penne in guisa di colomba,
    ch’i’ mi riposi, et levimi da terra?

    Petrarca

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  5. “Erano testi che parlavano d’amore, di un amore strano, tormentato, perché non esiste un amore che va tutto bene”

    “Sulla nostra terra noi possiamo amare in realtà solo col tormento e solo per mezzo del tormento.”
    Fëdor Dostoevskij

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  6. “mi ami? certo che ti amo”

    Una domanda quotidiana rinnegata spesso con la stessa quotidianità.

    “Mi ami?” E gli disse: “Signore tu sai tutto; tu sai che io ti amo”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecorelle”
    (Gv.21)

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  7. Dentro ogni cuore c’è la più intima speranza di trovare la via della felicità; dove il orizzonte del nostro vero desiderio è simplecemente amare, vivere, e gioire in eterno.

    Beato chi trova in te la forza
    e decide nel suo cuore il santo viaggio.
    Passando per la valle del pianto
    la cambia in una sorgente,
    anche la pioggia
    l’ammanta di benedizioni.
    Cresce lungo il cammino il suo vigore,
    finché compare davanti a Dio in Sion (Sal 83,6-8).

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  8. … naturalmente intendevo “Via della Felicità” e non “Via delle Felicità”… via cell ancora qualche errore di battitura avviene, ma rispetto a prima va meglio 🙂
    Buona serata a tutti!

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  9. “è la verità, vero sogno che si fa
    voglio te alla finestra quando pioverà
    e ti amo già e se è vero che si fa?
    voglio te per morire di felicità”

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  10. “La verifica dell’autenticità della vita spirituale è la gioia…
    Non è una gioia che scaturisce da se stessi, costruita con le proprie mani. La vera gioia spirituale è un dono…
    La consapevolezza che niente e nessuno può sottrarre tale dono, ne fa il fondamento su cui costruire la propria vita…
    La fatica, il dolore, le contrarietà, possono solo temporaneamente distruggerla…
    Nessuno può togliertela, in eterno.”
    (Le parole della felicità – F. Centofanti)

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  11. Che rumore fa la felicità
    Insieme, la vita lo sai bene
    ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
    è un brivido è una cura
    serenità e paura
    coraggio ed avventura,
    da vivere insieme, insieme, insieme, insieme …
    Che rumore fa la felicità.

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  12. La felicità è certamente il desiderio di ogni essere umano. Oggi la parola felicità sembra quasi essere un’utopia, diamo importanza ai beni materiali, al potere, alla scosse di adrenalina ad ogni costo, a tutti quei bisogni che poi lasciano quel desiderio di felicità insoddisfatto dentro di noi. E se la felicità fosse nella normalità? nelle piccole cose che diamo per scontate e che forse non lo sono? Pensiamo alla possibilità di osservare un bel tramonto (magari da una soffitta nascosta nei vicoli di una bella città come Parigi!!!), di ascoltare una dolce musica, di poter fare una bella corsa in un prato, abbracciare un amico, ricambiare il sorriso di un bambino o uno sguardo d’amore, sentirsi liberi…. questa è la felicità.

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  13. “Non fare il deficiente, ti rendi conto che qui dentro c’è un tesoro?”

    La felicità è una scelta ben precisa tra essere o avere.

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  14. “Non fare il deficiente, ti rendi conto che qui dentro c’è un tesoro?”

    Il “deficiente” è colui che non sa riconoscere il vero tesoro prezioso…

    “Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!»”

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  15. Questo post, o meglio le ultime avventure di Arturo, per un’associazione di idee che non saprei spiegare, mi fa pensare al film dal titolo: un giorno di ordinaria follia. Una brava persona, stanca di rimanere sempre con un palmo di naso ed essere ignorato dalla vita, oppure che mai ha osato perché ha sempre pensato di fare il bravo ragazzo, un giorno decide di cambiare totalmente stile e vivere pericolosamente, da fuorilegge. Dico bene Arturo? Basta con giornate passate a scrivere sperando nell’ispirazione da premio letterario, o in attesa che un editore si accorga del tuo talento prima che del profitto che puoi generare, basta spiare una donna che non puo essere tua, basta pensare di ripiegare su qualcun altra sperando che basti a saziarti d’amore, basta …. e basta! Si cambia!
    Pero’ la natura e’ quel che e’, e nonostante qualche brivido, prima o poi urla la sua insoddisfazione per quel che non e’ proprio ma solo un artificio per continuare a credere che la prossima volta sarà diverso.
    Cambiare, radicalmente, … difficile ma non impossibile. Così meglio tornare a quel che si era tanto tempo fa prima di fare scelte irreversibili, scelte che vincolano e ripartire da una chitarra, una mansarda e un amico sincero con cui condividere i sogni e i giovani dolori.
    Eh si, cambiare … da “cattivi” a “buoni” (Fausto) da “perdenti” a “vincenti” (Arturo) secondo il significato comune, cambiare, cambiare, fare tanto rumore, cambiare tutto affinché nulla cambi, tutto resti immutato, come dire “tanto rumore per nulla” e non credo di commettere un grande errore pensando a questa storia come a una “comedia” pirandelliana, con personaggi in cerca d’autore, cambiamenti poco reali e tanta voglia di una vita diversa. chi nella vita non ha sognato almeno una volta una vita diversa al confine della realtà? Chi lo ha fatto alzi la mano, io per prima:-)

    Ps: ho scritto proprio comedia, non e’ un errore di battitura o ortografia;-)

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  16. ti rendi conto che qui dentro c’è un tesoro?

    Non cercare i tuo tesoro altrove,perchè non c’è un tesoro più grande e più prezioso di te.

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  17. cosa cercano tutti…
    la via – dillo: non è mica un bestemmia – della felicità.

    La felicità non la trovi nelle ricchezze o nel potere ,puoi avere tutto nella vita e al tempo stesso non essere felice,perchè la felicità si nasconde nelle piccolezze di ogni giorno, che per noi sono scontate e che apprezziamo solo quando le stiamo perdendo o le abbiamo già perdute.

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  18. “Ti venivano senza fatica le parole, il direttore generale sorrideva, aveva già trovato la musica prima che scrivessi l’ultimo versetto”

    AD ALCUNI PIACE LA POESIA

    AD ALCUNI PIACE LA POESIA
    AD ALCUNI CIOÈ NON A TUTTI.
    E NEPPURE ALLA MAGGIORANZA MA ALLA MINORANZA.
    SENZA CONTARE LE SCUOLE DOVE È UN OBBLIGO
    E I POETI STESSI
    CE NE SARANNO FORSE DUE SU MILLE.
    PIACE
    MI PIACE ANCHE LA PASTA IN BRODO,
    PIACCIONO I COMPLIMENTI E IL COLORE AZZURRO
    PIACE UNA VECCHIA SCIARPA
    PIACE AVERLA VINTA
    PIACE ACCAREZZARE UN CANE.
    LA POESIA
    MA COS’E’ MAI LA POESIA?
    PIU D’UNA RISPOSTA INCERTA
    E’ STATA GIA DATA IN PROPOSITO.
    MA IO NON LO SO,
    NON LO SO E MI AGGRAPPO A QUESTO
    COME ALLA SALVEZZA DI UN CORRIMANO.

    Wisława Szymborska

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  19. anche lì non è mica sempre facile

    La vita non è facile per nessuno,soprattutto se lungo il tuo cammino incontri degli ostacoli che ti sbarrano la strada,ma il bello è proprio questo, riuscirli a superare per poter arrivare in cima e gridare al mondo intero che tu ci sei riuscito!

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  20. perché non vi siete lanciati, perché non avete mollato tutto

    Non è facile lanciarsi in un impresa,lasciare il certo per l’incerto ,mollando tutto ciò che ti dà sicurezza ,ma a volte nella vita bisogna trovare il coraggio di farlo,perchè lanciarsi in un ‘avventura vuol dire fidarsi di se stessi e dei propri progetti che altrimenti resteranno chiusi in un cassetto assieme ai tuoi rimpianti per non averlo fatto.

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  21. mi ami? certo che ti amo…

    E sto abbracciato a te
    senza chiederti nulla, per timore
    che non sia vero
    che tu vivi e mi ami.
    E sto abbracciato a te

    senza guardare e senza toccarti.
    Non debba mai scoprire
    con domande, con carezze,
    quella solitudine immensa
    d’amarti solo io.

    ~ Pedro Salinas ~

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  22. Ma Arturo sara’ diventato davvero un rapinatore al seguito di Marius?
    Oppure ha affittato tutti i DVD dei film di Woody Allen e, comodamente seduto nella sua camera in soffitta, li sta visionando ad uno ad uno per trarre spunto per il suo nuovo romanzo?
    Gia’ soltanto i titoli gli danno ispirazione per la ‘vita spericolata’ che vuole raccontare. Per citarne qualcuno:
    Che fai rubi?
    Prendi i soldi e scappa
    Crimini e misfatti
    Pallottole su Broadway
    Criminali da strapazzo

    Se poi al romanzo volesse aggiungere una nota rosa, ecco altri titoli utili:
    Amore e guerra
    Io e Annie
    Un’altra donna
    Alice
    Mariti e mogli
    La dea dell’amore
    Tutti dicono I love you
    Basta che funzioni
    Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni
    Accordi e disaccordi (questo a proposito della chitarra che acquisterebbe con i soldi dell’ultima rapina)

    Forza, Arturo, sembra stilato gia’ l’elenco dei capitoli del tuo romanzo che (sempre per trarre spunto dai film di Allen) potra’ portarti alla “Celebrity”, avere un “Hollywood Ending” o “Anything else”.
    L’importante e’ che, se anche passasse inosservato tra “Ombre e nebbia”, tu non faccia la fine di “Harry a pezzi” perche’ sono comunque in tanti a fare il tifo per te, ad incominciare da “Hannah e le sue sorelle”, “Melinda e Melinda” e “Vicky Cristina Barcelona” che ti direbbero: “Provaci ancora Sam”!

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  23. La felicità è come una farfalla: se l’insegui, non riesci mai a prenderla; ma se ti metti tranquillo, può anche posarsi su di te.

    N. Hawthorne

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  24. Sarà vero? Direttore di che? Non riesci a immaginarlo, facevate casino, nella classe

    E’ il bello delle amicizie e delle persone vere: che basta poco per ritrovare una vecchia complicità, ritrovarsi bambini o ragazzi, anche quando le strade della vita sono differenti.

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  25. La ricerca della felicità… c’è qualche ricetta? un indirizzo segreto? La cerchiamo in ogni angolo, in ogni oggetto, ma lei spesso si nasconde in un semplece gesto. Ieri mattina, per esempio, l’ho incontrata vedendola di nuovo camminare… in genere non so piangere, ma ieri mi ha fatto compagnia una piccola lacrima …di felicità

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  26. Finalmente Arturo ha qualche dubbio su quello che Marius lo sta portando a fare. E’ vero, tutte queste emozioni sono una manna per l’ispirazione, potrebbe uscirne fuori un poliziesco, un thriller di successo.
    Attraverso i ricordi degli anni che sono dietro di lui, così pieni di sogni così diversi dalla sua esperienza di vita e specialmente da questa esperienza, finalmente riesce a percepire la gravità di ciò che sta facendo. Ricorda quando aveva iniziato con la recitazione, quando scriveva testi di canzoni che un suo amico musicava. Come tutti i giovani si sentiva diverso dagli altri, sognava il successo, soffriva per delusioni d’ amore, voleva raggiungere la felicità. Non avrebbe accettato di vivere una vita borghese, sicuramente piatta e infelice. Il suo amico ora è un direttore generale, non uno qualunque, ma forse ha dovuto accettare la realtà della vita, forse è infelice.
    Arturo no, ancora sembra rimasto quello di allora, fa lo scrittore, ancora sogna il successo, ma il successo non arriva, non ha più le idee, gli manca un’ispirazione per scrivere qualcosa di importante che gli permetta di diventare celebre. Ma gli manca soprattutto un editore. Ha ancora tanti sogni e oltre al successo sogna l’amoe. S’innamora di Ester, che spia dalla finestra senza avere il coraggio di parlarle. E’ innamorato di lei o dell’amore? Da questo punto di vista è rimasto un adolescente e quando Gilda gli dimostra di interessarsi a lui, quasi quasi dimentica Ester. Per sperimentare emozioni forti ora si trova impelagato in azioni che non avrebbe mai voluto compiere, ha seguito un nuovo “amico” che gli fa intravvedere se non il successo, il denaro.
    E’ furbo Satan, è affascinante, è intelligente, conosce il tuo carattere, le tue debolezze, sa quali sono i tuoi desideri, ti promette fama, ricchezza, potere. Meno male che c’è qualcuno che, anche non forzandoti, ma facendoti ricordare quello che eri, ti porta lontano da lui.
    Comprati la chitarra, Arturo, questa esperienza ti è bastata per capire che potrai scrivere un buon romanzo anche solo osservando la vita che ti gira intorno o una bella donna dalla finestra.

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  27. @ Roberta Z

    Roberta, sono d’accordo: Satana ha mille modi per conquistare le persone, infilarsi nell’anima, tentare, sollecitare, spingere a compiere l’inverosimile. Satana è sempre presente, è il Grande Tentatore e conosce ogni sotterfugio, ogni bassezza, ogni sistema per ottenere ciò che vuole: guastare l’amore la vita la felicità. Con Satana è impossibile abbassare la guardia. Notte.

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