53. Pazienza

da qui

Hai scoperto che è a Berlino. Puoi sapere tutto, Gilda, oggi non ci sono più segreti. Lo troverai? Non è un paese di campagna. E come ti presenti? Con la tua busta di giocattoli? Che cosa è accaduto da quando hai deciso per la prima volta di parlargli? Non sai niente di lui. Sarà ancora un romanziere? E’ diventato già famoso? Da un po’ di tempo ti agiti per nulla: che sia il segno che qualcosa sta cambiando, che è arrivato il tuo momento? Sull’aereo sei piena di speranze: tutto ti sembra nuovo, le poltroncine verdi, la pensilina chiara coi soprabiti e i giubbotti accartocciati, che ricordano i pensieri accavallati senza un ordine preciso, i passeggeri che chiacchierano, ridono o tradiscono espressioni preoccupate. Dall’oblò viene una luce cha ti acceca: una prova che il meglio della vita, il bagliore insostenibile della fortuna ha scelto di posarsi su di te? E se l’aereo cadesse? L’hai sempre evitato, della macchina volante non ti fidi, ma ora è per Arturo! Ecco, l’ala si muove: è un uccello bianco e rosso che prende la rincorsa per portarti dal tuo amore, sfidando le tempeste, disposto a tutto pur di realizzare i desideri che ti porti appresso. Ecco, si alza, che paura! Non si può tornare indietro. La terra si allontana, vorresti riacciuffarla, tirarla per i riccioli degli alberi, gli orecchini e gli anelli delle case, la mano umida del mare. Sei in mezzo alle nuvole: non vedi altro che i batuffoli di zucchero filato, ti chiedi se non sia lo stesso per la città che si è ingoiata lo scrittore coi suoi progetti vaghi, se la vita non sia che un volo cieco in cui nessuno s’incontra con nessuno, tutti si corre verso un luogo di cui si sa soltanto che c’è un uomo che si chiama Arturo, uno che s’inventa la vita perché non riesce più a distinguere un albero da un palo, un fiume da una strada, perché vivere è essere gettati dentro un tunnel di cui non vedi l’inizio né la fine, ma devi proseguire, sperando che la macchina volante, l’uccello dalle ali arrugginite resista fino in fondo, non vada in avaria, non si scontri con un altro carico inutile di sogni. Stai calma, Gilda, pensa a quando ce l’avrai davanti: che gli dirai? Fingi di avere tra le braccia una busta di giocattoli, sei la bambina che ha ricevuto i regali di Natale, qualcuno ti ha voluto bene, si è preso cura di te, puoi presentarti a lui senza paura, chiedergli a che punto è con l’ultimo romanzo, nascondergli la cosa con Giorgio, con l’uomo dal soprabito scuro, gli tenderai la mano, lo guarderai con gli occhi lucidi per la corsa sull’uccello bianco e rosso, ecco, lo sapevi, turbolenza! sembra di stare al luna park, il comandante avverte che sarà una questione di minuti, che i passeggeri non si alzino, che ci scusiamo per il disagio temporaneo e ringraziamo per la vostra pazienza.

24 pensieri su “53. Pazienza

  1. -…ma ora è per Arturo!

    “… ma più bello di averti
    è quando ti disegno
    niente ha più realtà del sogno
    il mondo non esiste
    il mondo non è vero
    e ho sognato di me
    per amore solo per amore…
    In un paese d’ombre
    fra la terra e il cielo
    ora sogno di te…”

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  2. -… disposto a tutto pur di realizzare i desideri che ti porti appresso.

    Datemi le ampie ali di un’aquila
    Datemi il suo acuto canto di regina
    Datemi i mille colori di un pazzo pittore
    Datemi le infinite note di un violino
    Devo volare al di là delle nuvole
    Devo urlare con tutte le mie forze per risvegliare gli uomini
    Devo dipingere le mie umili vesti
    Devo suonare la tromba d’oro degli angeli
    Ora devo correre senza ostacoli,senza orizzonti
    C’e’ il cielo da salvare

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  3. “ecco, lo sapevi, turbolenza!”

    PRIMA DEL VIAGGIO

    Prima del viaggio si scrutano gli orari,

    le coincidenze, le soste, le pernottazioni

    e le prenotazioni ( di camere con bagno

    o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);

    si consultano

    le guide Hachette e quelle dei musei,

    si scambiano valute, si dividono

    franchi da escudos, rubli da copechi;

    prima del viaggio si informa

    qualche amico o parente,si controllano

    valigie e passaporti, si completa

    il corredo, si acquista un supplemento

    di lamette da barba, eventualmente

    si dà un’occhiata al testamento, pura

    scaramanzia perché i disastri aerei

    in percentuale sono nulla;

    prima

    del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che

    il saggio non si muova e che il piacere

    di ritornare costi uno sproposito.

    E poi si parte e tutto è OK e tutto

    è per il meglio e inutile.

    E ora che ne sarà

    del mio viaggio?

    Troppo accuratamente l’ho studiato

    senza saperne nulla. Un imprevisto

    è la sola speranza. Ma mi dicono

    che è una stoltezza dirselo.

    Eugenio Montale

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  4. Bellissima la descrizione di questo volo, sembra di essere lì: si ha la sensazione delle vertigini, della paura dell’altezza, si sente il brivido e l’emozione di poter quasi toccare le nuvole e sembra di vedere il bagliore insostenibile della luce del sole…

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  5. PAZIENZA

    cosa…..non si sa noi corriamo corriamo……non sappiamo che ci stiamo perdendo il meglio della vita, poi si arriva stanchi e ci si lamenta della vita che non ti dà nulla, e si dice PAZIENZA

    …….perché vivere è essere gettati dentro un tunnel di cui non vedi l’inizio né la fine,

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  6. A volte facciamo un viaggio con noi stessi, e avvertiamo tutti i limiti, i problemi, le mura che ci schiacciano. Le cose non dette che avremmo voluto dire e quelle dette che avremmo voluto evitare. Cento problemi. Eppure, in quell’affanno esistenziale, dimostriamo di essere creature pensanti, capaci di piangere, di ragionare, di compiere un gesto eccezionale. Siamo vivi anche quando pensiamo di aver esaurito le nostre forze. Siamo in grado di effettuare un salto prodigioso, con la mente, con il fisico, con lo spirito, con il cuore.
    Di questo volo cieco avvertiamo l’animo riottoso del guitto che lo conduce, che sghignazza “ogni altra stanza”, in preda al suo scombussolamento infernale. E vorremmo evitarlo, girargli alla larga, ma non possiamo perché siamo su quel viaggio, al nostro posto, nella nostra cabina, ai nostri comandi. Tuttavia, dobbiamo restare.
    Quel viaggio è la vita e noi spesso ci facciamo cento, mille, diecimila altri viaggi al suo interno. Sono tutte avventure esaltanti, la nostra mente vola, facciamo gli inchini, proviamo il baciamano, un abbraccio, pensiamo ad un discorso. Fin quando non atterriamo e non sempre va bene.
    Ecco, è la nostra predisposizione d’animo che conta; è come si trova predisposto l’altro. E’ l’incontro di due esseri che per definizione non è perfetto, anzi. Sta a noi partire sereni, con i piedi per terra, con l’amore in tasca, con l’animo traboccante. La vita ci aprirà le porte, se abbiamo lavorato onestamente in questo senso. Se ci abbiamo messo entusiasmo, che significa “pieno di Dio”.

    Gilda, ho la sensazione che una parte eccitante della tua vita stia per aver inizio. Sei fresca, sei piena di speranze, sei forte, sei convinta di ciò che vuoi. Il tuo amore muoverà la montagna che tu vuoi muovere, le tue braccia s’inonderanno di luce, la tua mente riceverà il calore di cui ha bisogno, la tua anima prenderà le fiducia che le verrà accordata. Tu vivrai, fosse anche solo per breve tempo, come hai desiderato. Sii tutti noi, Gilda. Ti mando un bacio.

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  7. E’ il tunnel dell’amore quello che cerchiamo a tutti i costi, qualsiasi cosa sia per noi l’amore? E’ quello che ci fa stare male, che ci fa stare bene? E’ quello? Forse si. Qualsiasi cosa sia per noi l’amore, qualsiasi cosa. L’amore è vita, anche quando ci fa piangere e stare male, anche quando lo vorremmo allontanare da noi, anche quando diciamo: chi me lo ha fatto fare? L’amore è il fardello che vogliamo portare perché siamo essere imperfetti e quel fardello ci rende un poco, solo un poco, migliori.

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  8. E ringraziamo per la vostra pazienza.

    Leggera tra le nuvole..disposta a tutto pur di rincorrere l’amore,piena di speranze..Brava Gilda,si fa cosi’…

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  9. Le “turbolenze ” della vita sono come quelle sull’aereo,per poterle sopportare devi avere la” pazienza” che prima o poi passeranno.

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  10. che è arrivato il tuo momento?

    Ognuno di noi ha” il suo momento” per realizzare i propri sogni,bisogna solo saper aspettare,per evitare che ci sfugga via senza che noi ce ne accorgiamo.

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  11. , ecco, lo sapevi, turbolenza….
    …e ringraziamo per la vostra pazienza

    Contro le infamie della vita le armi migliori sono il coraggio, l’ostinazione e la pazienza. Il coraggio fortifica, l’ostinazione diverte e la pazienza dà pace.

    Hermann Hesse

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  12. ”Che cosa è accaduto da quando hai deciso per la prima volta di parlargli?”

    E’ successo che Gilda ha fatto passi da gigante! E’ passata dall’attacco di panico nell’ attraversare la strada per recarsi a casa di Arturo (‘’un branco di lupi spunta dalla strada e si dirige si di lei’’), al salire, grazie all’ aiuto di Giorgio, in bilico su una sedia per provare ad osservare le cose da un altro punto di vista, al.. prendere un volo. Anzi ‘’il’’ volo, perché quella partenza è davvero un dare ali alle proprie speranze e al proprio coraggio. Non è un viaggio ‘disperato’, è il volo di chi, finalmente, è consapevole di aver ha tanto da dare, anche di fronte a una situazione aleatoria.

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  13. Tanto per citare l’autore riporto una sua frase da Ecco l’uomo “La parola chiave è pazienza”, si perché la vita è fatta di viaggi alcuni nella turbolenza che arriva quasi a toglierti il fiato ma bisogna avere pazienza e costanza e continuare a correre per arrivare al traguardo sognato.

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  14. Avevo paura di volare,ho la paura dell’altezza e claustrofobia,sto meglio con i piedi per terra. Ho superato le mie paure pensando quando stavo su che in questo momento sto vicino a Dio che sta qua tra qualche nuvole,e cosi mi tranquilizavo.
    Ma da parte me e le mie paure.Quando ami vuoi stare vicino la persona che ami e sei disposta a fare le cose straordinarie,impossibile perche per amore non ci sono limiti.

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  15. Un viaggio che forse servirà a Gilda a mettere i piedi per terra?
    E se fosse solo un sogno o un incubo dal quale qualcuno vicino a lei la sta svegliando?

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  16. perché vivere è essere gettati dentro un tunnel di cui non vedi l’inizio né la fine

    una specie di centrifuga quotidiana, in cui la velocità e la frenesia ci rendono quasi degli automi, rubano tempo ad un sorriso, a uno sguardo dolce, ad un gesto di tenerezza; tutto diventa turbolenza finché non ci fermiamo, anche un solo istante, per ritrovare il momento prezioso dell’incontro

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  17. Gilda sfida la paura di volare per raggiungere Arturo a Berlino, si fa questo ed altro per amore. Ha capito che é lui l’uomo che ha sempre cercato o Arturo é una seconda scelta, visto che Giorgio ha preso altre strade?
    E Arturo, come reagirà? Dopo quella brutta esperienza, riuscirà a vivere finalmente con i piedi per terra? Ha capito che é inutile continuare a pensare ad una donna che ha solo spiato dalla finestra? Di lei sa soltanto che insegue un altro amore. Anche lui ha sempre pensato a Gilda come seconda scelta.
    Allora questo é il momento giusto perché i due si incontrino, speriamo che questo incontro non debba avvenire nel parlatorio di una prigione.

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