55. In cambio

da qui

Perché sei venuta fino a qui? Non ne potevi più dell’uomo che ti chiedeva un sacrificio: la vita è così breve e ne hai goduta così poca. C’è un silenzio irreale, tra le piante rade, a tratti, per l’incendio che ha divorato la pineta. Dimenticavi  il passato mentre ti stringeva e tu dicevi arriverà qualcuno e lui ma che t’importa, le stelle erano occhi discreti che fingevano di guardare altrove, gli uccelli notturni conversavano piano, la luna vegliava come una madre preoccupata per i figli.Ricominciare, ripartire dal desiderio che ti senti dentro, a cui non sapresti ancora dare un nome. I pini scrutano la macchia oltre la linea dei cespugli, sentinelle pagate per proteggere gli amanti dagli intrusi. Che ora è? Perché devi pensare all’ora? Se mi vedono rientrare tardi? Mi vedono, mi vedono: io vedo solo te. La pineta è fatta di colline che si gonfiano e sbocciano in capezzoli verdi di lentisco. Ti sentivi libera, felice. Cos’è cambiato, da quei giorni?
Posso esserle utile?
Chi è? Ester, sei sola, la pineta è una tomba sigillata dal silenzio. Possibile tu sappia soltanto metterti nei guai? Aspetta, c’è qualcuno. Lascia stare, baciami, non tornano più questi momenti, basta, andiamo, ho paura a stare qui, finiscila ti ho detto, l’odore inconfondibile del rosmarino, il fresco che entra e si posa come neve sulla pelle in fiamme.
Mi ha fatto paura.
Dove puoi scappare? Telefonare, non fai in tempo. Tirargli un calcio nelle parti basse e fuggire il più presto possibile. Andiamo, c’è qualcuno! Smettila, lasciati abbracciare. Il passaggio frusciante della volpe, l’uh uh del gufo appollaiato sul ginepro.
Cosa ci fa in un posto così pericoloso?
E’ vero: cosa fai? Lo dicevano i tuoi che sei incosciente, e non li hai mai ascoltati. Baciami, smettila di guardarti intorno. Ti ricordi l’incendio? Il fumo si vedeva da chilometri e chilometri, piangevi: le piante, gli animali, i mendicanti che venivano a dormire in tende di fortuna.
Ho bisogno di stare qui da sola.
Brava: pensi che se ne vada per delicatezza? Magari è un un serial killer. Non irrigidirti, baciami, ti ho detto. Possibile che non pensi ad altro? Ti verrebbe di chiedergli: mi ami? Ma sai che non sarebbe vero, non è più vero niente.
Qual è la cosa che desidera di più?
E’ il genio della lampada? Ester, li incontri tutti tu. Va bene, ti bacio, ma non ci vengo più. Non sai pensare all’attimo che vivi? Hai sempre la testa da qualche altra parte.
Vorrei essere felice.
Ti divertivi a cogliere i frutti della fillyrea, a masticare le bacche del corbezzolo. Ora glielo chiedo: mi ami? Lo so che pensa solo a quello.
E cosa daresti in cambio?
In cambio?

29 pensieri su “55. In cambio

  1. Quando ti trovi in una situazione scomoda e non ti senti più a tuo agio,l’unica cosa che vorresti fare :è “scappare”!Ttrovare un posto per stare da soli,dove si possa riflettere sulle scelte della propria vita e “ricominciare” a vivere di nuovo,per essere “felice”.

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  2. “E cosa daresti in cambio?
    – In cambio?”

    Scrittore fa rima con amore…

    “Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.”

    Carlos Ruiz Zafón

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  3. Ti verrebbe di chiedergli: mi ami?

    L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo.
    L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in se
    stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.

    ~ Herman Hesse – Demian ~

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  4. Mi ricordo bene quella volta dell’incendio in pineta; ce ne sono stati diversi nel corso degli anni, ma quello dell’estate del 2008 (se ricordo bene…) è stato il piú grave.
    Era l’ora di pranzo di una domenica di luglio quando, da lontano, si è alzata un’alta colonna di fumo, ben visibile anche da lontano, e la cenere con l’odore della resina bruciata hanno invaso tutto il quartiere e le zone limitrofe; eravamo quasi tutti in strada a guardare, senza molte parole, provando all’unisono paura, poi rabbia per l’impossibilità di evitare il disastro, e dolore per quella pineta ormai famigliare a chi, come me, da sempre ha abitato in zona.
    Mi ricordo bene, i giorni successivi, nell’andare verso Ostia, lo sgomento ed il “mal di stomaco” provati nel vedere la desolazione ed il vuoto lasciati dal fuoco, che aveva divorato tanti alberi, anche centenari, e tanta vegetazione: il verde brillante avevo lasciato posto al nero ed al grigio…

    Chi sarà quest’uomo? Spero non un piromane, nè di pinete, nè di sogni e speranze…

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  5. – Vorrei essere felice.
    – E cosa daresti in cambio?

    Per essere felici dobbiamo essere disposti ad un cambiamento radicale, ad un capovolgimento delle nostre convinzioni, delle nostre abitudini: perderci per ritrovarci. Una vita rovesciata ecco cosa dare in cambio.

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  6. La felicità. Bella cosa. Ci dà da vivere, ci fa ridere, c’insegna cosa è la vita, ci rende forti e deboli a un tempo.
    Ma veramente la perdiamo a volte? Siamo certi che la perdiamo? O è lì che si ferma un attimo a respirare, per guardare il mondo, e in quegli attimi fatti d’amore si dimentica per un momento di noi e noi ci sentiamo in tal modo perduti?

    “Seduto sulla branda della camera ormai spoglia, era come se stesse abbarbicato su di uno scoglio, il suo scoglio, se mai ne aveva posseduto uno. Girandosi da un lato poteva rivedere se stesso più giovane, illuminato, con i suoi obiettivi, le voglie, i desideri, i discorsi, le mete. Ma guardando dal lato opposto, gli pareva di percepire un rombo in lontananza e vedeva il mare ingrossarsi fino a strappare gli ormeggi delle imbarcazioni, pronto a invadere gli scantinati delle case poste di fronte alla riva, mute testimoni d’un tempo migliore che adesso appariva insensato, senza ragione né regole, senza amore né passione”. (MS)

    La felicità, una volta che ci tocca, non ci abbandona mai: a volte sembra lasciarci, ma è solo un attimo. Un attimo che può sembrare un’eternità, che ci lascia senza fiato, con cocci di vetro in tasca e pensieri foschi ad intasare la mente. Sta a noi tenercela, la felicità, quella bella signora d’altri tempi, sempre giovane e desiderosa di soddisfare i tuoi bisogni, il tuo ego, la tua vita disordinata. La felicità è lì, ma quando scompare ci sentiamo morire. Ecco, rimuovere le cause, le trappole che hanno creato quella situazione, è cosa che dovremmo fare spesso, per effettuare “manutenzione” alla nostra anima e liberarla dalle scorie che giocoforza si sono accumulate, dal piombo che l’ha appesantita. facile a dirsi, meno facile a farsi, perché significa mettersi in discussione e non a molti piace.
    Posso perdere le Fede? No
    Posso perdere la felicità? Si, ma è certo che posso ritrovarla perché almeno una volta essa ha albergato in me.

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  7. -Vorrei essere felice
    – E cosa daresti in cambio?

    La felicità, non la puoi barattare,come se fosse una merce di scambio.
    La felicità,la puoi solo trovare dentro di te,perchè è nella realizzazione dei tuoi desideri che scopri di essere felice!

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  8. – Vorrei essere felice.
    – E cosa daresti in cambio?

    A volte “barattiamo la felicità con la sicurezza”, per paura e debolezza.
    Ma se, per essere felici, abbiamo bisogno di dare qualcosa in cambio, di privarci di alcunchè, allora non è la vera felicità che stiamo inseguendo, ma qualcosa di illusorio, di fittizio e mendace.
    La felicità autentica nasce spontanea dalla serenità interiore, da quella certezza e stabilità d’animo e di cuore che si provano rimanendo nell’Amore.

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  9. I pini scrutano la macchia oltre la linea dei cespugli, sentinelle pagate per proteggere gli amanti dagli intrusi.
    Ti sentivi libera, felice.

    E’ bellissima questa immagine della natura che è complice e protettrice della felicità, dell’intimità e delle cose belle delle persone.
    Sembra che nell’incendio non ci sia stato non solo un tentativo di devastare la natura, e chi la abita, ma anche i sentimenti e la giusta aspirazione alla felicità di Ester.
    Ritrovarsi, da sola- perché fa bene ogni tanto anche stare da soli, dialogare con sé stessi- in quella pineta, e magari cercare dei segni di vita che ricompare in quel terreno bruciato, è già un passo per tornare a vivere.

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  10. Volevo scrivere ”sembra che nell’incendio ci sia stato”. Inconvevienti del commentare dallo smartphone, chiedo scusa…

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  11. Vorrei essere felice.

    La felicità è un bene vicinissimo,alla portata di tutti,basta fermarsi e raccoglierla.

    Seneca

    Dovunque siamo,in qualsiasi situazione ci troviamo e in qualsiasi posto siamo diretti,dobbiamo ascoltare il cuore,amare e agire con la forza del bene,solo cosi’ potremo scoprire che la chiave della felicità si trova in noi,nella nostra anima,qualora lo vogliamo..

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  12. Un uomo d’affari vide con fastidio che il pescatore, sdraiato accanto alla propria barca, fumava tranquillamente la pipa.
    – Perché non stai pescando? Domandò l’uomo d’affari
    – Perché ho già pescato abbastanza pesce per tutto il giorno.
    – Perché non ne peschi ancora?
    … – E cosa ne farei?
    – Guadagneresti più soldi. Allora potresti avere un motore da attaccare alla barca per andare al largo e pescare più pesci. Così potresti avere più denaro per acquistare una rete di nailon, e avendo più pesca avresti più denaro. Presto avresti tanto denaro da poterti comprare due barche o addirittura una flotta. Allora potresti essere ricco come me.
    – E a quel punto cosa farei?
    – Potresti rilassarti e goderti la vita.
    – Cosa credi che stia facendo ora?

    “Elogio alla Semplicità” di John Lane

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  13. – Posso esserle utile?
    – Mi ha fatto paura.
    Magari è un un serial killer.

    Di questi tempi, con quello che si legge sui giornali, e’ difficile avere fiducia; degli sconosciuti, poi, incontrati al buio in pineta…
    Spero per Ester che questa figura, apparsa come un ‘fantasma’, sia un personaggio positivo, un altro angelo in soprabito e sciarpa chiusa nell’interno e che, magari, somigli pure a Banderas, perché no? Anche l’occhio vuole la sua parte!

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  14. – Vorrei essere felice.
    – E cosa daresti in cambio?

    Ecco, io penso che una buona percentuale della propria felicità abbia origine dal saper dare all’altro qualcosa di sé: apre il cuore e fa sorridere!

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  15. Nei momenti in cui non riesci più a ragionare, quando nella tua mente c’è una gran confusione di voci, di volti, di consigli, quando hai bisogno di fare chiarezza, vuoi stare sola. Non sempre la solitudine è qualcosa di negativo, ti permette di metterti a nudo, di parlare a te stessa senza schermi, senza finzioni, puoi anche essere spietata con te stessa, piangere senza vergogna sui tuoi errori. E’ una cura che funziona.
    Se torni da sola nei luoghi del tuo amore, luoghi che ti hanno visto felice, il più delle volte è una delusione. Non puoi rivivere i momenti più belli, quando l’oggetto del tuo amore, che avrebbe reso meraviglioso anche un inceneritore, non è più con te.
    Ma finalmente intorno a te c’è il silenzio, non più il frastuono della vita di tutti i giorni, riesci a percepire nitidamente le voci della notte, quelle voci una volta sottofondo del l’amore, della passione . La luce delle stelle, la luna, sono ancora più vivide, ancora più vicine a te, come compagne silenziose e compassionevoli.
    La preghiera ti viene spontanea di fronte a tanta bellezza ed è questa che guarisce, invochi chi ti ama incondizionatamente e gratuitamente, senza giudicarti , chi ti dona un pianto che ti libera, che ti fa sentire leggera. Ti senti improvvisamente lucida, riesci a fare un esame di ciò che è passato e che ancora ti fa soffrire, ma è una sofferenza che già ti sembra un ricordo. Riesci a prendere decisioni che non avresti mai immaginato, e come se ti venissero suggerite dal tuo cuore.
    Ma questo stato di grazia non dura per sempre. C’é qualcuno: un uomo o una donna, o soltanto una voce che ti conosce bene, che sa dove può colpire, come essere convincente e vincente: cos’è che desideri di più? Ti promette la felicità. Ma cosa vuole in cambio?

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  16. @ Roberta Z

    Roberta hai parlato d’amore, hai parlato anche dell’ infelicità, hai riassunto abilmente uno stato d’animo che a volte ci assale. La ricerca della felicità, un momento difficile, volersi isolare qualche istante. Se si vive in due, poi bisogna saperlo gentilmente capire, con amore, con il desiderio del rispetto dell’ altro. Anche questo è amore. E quindi felicità.

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  17. “Ho bisogno di stare qui da sola”-ogni uno di noi ha i momenti di voglia di”staccare la spina”,rimanere per un attimo in silenzio,per sentire se stessi,suoi pensieri,per analizzare tutto.”Vorrei essere felice…Non sai pensare all’attimo che vivi?”-tutti cerchiamo la nostra felicità in posti lontani senza accorgersi che:oggi è bella giornata,c’è il sole,un amico mi ha sorriso,sono sana,sto bene.Non abbiamo tempo di vedere questo tutto perche noi cerchiamo la felicità.C’è una canzone di Anna German:”sorridi,sorridi senza aspettare giorno felice,perche ti può passare tutta la vita,senza neanche un sorriso”.La felicità sta anche dentro di noi,nostri pensieri,nostro modo di vedere la vita.

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  18. – Vorrei essere felice.
    – E cosa daresti in cambio?

    Dare sempre amore, senza aspettarsi nulla in cambio, donare senza per forza ricevere, essere sempre noi stessi e poi, arriverà il momento che saremo felici.

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  19. @ Roberta Z 22

    Concordo pienamente con il tuo bel commento: sarà che io vivo in un luogo che tende a favorire l’intimismo, a volte, un pomeriggio in riva al lago o una camminata in montagna, da sola, diventa anche un momento di preghiera e meditazione, in cui trovare lucidità.

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  20. Una passeggiata solitaria in mezzo alla natura selvaggia di un bosco è qualcosa di speciale, il profumo legnoso degli arbusti, le essenze e i colori del sottobosco, un raggio di sole che ti spia fra le braccia lunghe degli alberi, tutto è un profondo senso di libertà e i pensieri, le riflessioni, le paure, si fondono in uno spirito richiarante e positivo che spazza via ogni incertezza, ti avvicina all’amore di cui ti senti parte, e quasi senza fiato riesci ad ascoltarne la voce, unica consolazione, in un groviglio misto di dubbi e convinzioni

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