57. Quell’uomo

da qui

Dove trovarlo, Gilda? Perché ti vengono in mente altre domande, mentre cammini in strada e posi lo sguardo sui parcheggi per le biciclette, i sottopassi che porteranno chissà dove, le vetrine dei negozi, ognuno con il suo alberello che ricorda una natura diversa dal cemento, dal ferro, dalla plastica? Perché pensi che la vita sia tutta programmata, che i passi sull’asfalto siano già previsti da qualcuno, che anche se decidi di girare a sinistra e non a destra, qualcuno lo aveva predisposto? Hai scartato all’improvviso: c’è una strada dalle case in mattone stile antico, con portici simili a quelli delle città del nord Italia. Dove cercarlo, Gilda? Fai un’altra deviazione: sei in una via residenziale, coi paletti in metallo, colonne avvolte dai cartelli elettorali. Perché ti senti strana? Da dove ti proviene l’impressione d’esser qui perché qualcuno l’ha voluto? La sperimenteranno anche la donna vestita in giallo che trascina il passeggino o la ragazza con la gonna bianca e nera? Sospetteranno che la loro posizione sia studiata per orientarti nei labirinti ignoti di una città che non conosci? Passi vicino a un pub con l’insegna verde e i colori nazionali dell’Irlanda: a cosa lo associ? A un uomo seduto davanti a una Guinness chiara bevuta per metà, con un taccuino per prendere appunti: cosa sta scrivendo? Prova a sbirciare, potresti trovarci l’indicazione giusta per rintracciare Arturo. Leggi la parola supermarket, proprio ora che ne appare uno nella via dai palazzi bianchi e beige; entrerai? Resterai sulla porta in attesa di capire che funzione può avere in un viaggio di cui non ricordi più il motivo, se non che stai cercando uno scrittore sparito all’improvviso? Sarà quello del pub, che ora comincia a scrivere più fitto, come preso da una foga incontenibile, l’ispirazione che raggiunge l’acme quando sta per succedere qualcosa, un sussulto nel movimento tranquillo dei clienti che posano i prodotti sul ripiano delle casse: la giovane bruna col giubbotto in pelle o l’anziano ancora incerto tra la sogliola e lo sgombro. Ecco, due uomini con i caschi scuri scivolano più velocemente sul fondo della sala, con le pistole in mano, puntandole verso la cassiera bionda e poi verso il cliente che sembrava sul punto di reagire. Perché scegli di entrare proprio ora? Cosa ti attira nella trappola, pur avendo capito quanto sia rischioso? Forse l’uomo del pub, che ora suda piegato sul taccuino a scrivere più rapidamente; che magari accenna alla fisionomia dei due rapinatori, uno grosso e l’altro più esile e impacciato, con una faccia che Gilda ricorda di aver visto, no, non è possibile: incrociano lo sguardo  per un istante solo ma non può sbagliare, l’uomo con gli occhi da animale in gabbia che inseguono con apprensione ogni mossa del complice, quell’uomo, Gilda, è proprio Arturo.

27 pensieri su “57. Quell’uomo

  1. Perché pensi che la vita sia tutta programmata,

    La vita non è fatta di programmi, ma di scelte ,ed è scegliendo di entrare nel pub che Gilda trova Arturo.

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  2. Sembra proprio che a guidare Gilda sia un istinto più forte di lei, una volontà più grande della sua, che supera ogni razionalità e logica: di solito, é l’amore che ha questo potere, di portarti su strade che mai avresti pensato di percorrere.

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  3. Arturo, hai incrociato anche tu quello sguardo? liberati da quella gabbia in cui ti sei cacciato, e prova a ritrovare te stesso, magari attraverso queglli occhi che sono arrivati fin qui per cercare proprio te

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  4. L’amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita:
    ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo.

    L’amore può condurci all’inferno o in paradiso,
    comunque ci porta sempre in qualche luogo.

    E’ necessario accettarlo,
    perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
    Se non lo accettiamo, moriremo di fame
    pur vedendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti:
    non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.

    E’ necessario ricercare l’amore là dove si trova,
    anche se ciò potrebbe significare ore, giorni,
    settimane di delusione e di tristezza.

    Perché, nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore,
    anche l’amore muove per venirci incontro, e ci salva…

    (Paulo Coelho – Sulla Sponda del Fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

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  5. Da dove ti proviene l’impressione d’esser qui perché qualcuno l’ha voluto?

    ”Il prete provò la stessa sensazione che lo aveva colto dopo l’incontro con la bambina al catechismo: c’era qualcuno che teneva le fila e lui seguiva docilmente un disegno più grande, cercava anch’egli un ago in un pagliaio, ma guidato dalla mano sapiente di un contadino che la sapeva lunga”. (F. Centofanti, Ecco L’Uomo, p.15)

    Tendo a non credere a quello che comunemente si definisce ”destino”, al già tutto programmato; però credo fortemente nel saper leggere i segnali di un disegno più grande e negli appuntamenti che a volte la vita sembra fissarci.

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  6. UNO SGUARDO
    Uno sguardo che rivela il tormento interiore
    aggiunge bellezza al volto, per quanta tragedia e pena riveli,
    mentre il volto che non esprime, nel silenzio,
    misteri nascosti non è bello, nonostante la simmetria dei lineamenti. Il calice non attrae le labbra
    se non traluce il colore del vino attraverso la trasparenza del cristallo. (GIBRAN)

    Wow questo romanzo è davvero avvincente, certo che con tutti questi colpi di scena non ci si annoia mai chissà domani e dopodomani… e poi come finirà????

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  7. l’uomo con gli occhi da animale in gabbia

    Quando fai delle scelte che non ti appartengono o che non rispecchiano i tuoi desideri,ti senti come “un animale in gabbia”,perchè hai compreso di aver fatto delle scelte sbagliate alle quali non riesci a dire di no.
    Arturo non è un rapinatore di professione ,è uno scrittore ,e lo scrittore che è dentro di lui si sente in trappola ,perchè al posto di una pistola vorrebbe avere tra le mani una penna per scrivere.

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  8. A volte ci viene spontaneo pensare che la vita sia programmata, fin nei minimi dettagli. Forse ci accade quando siamo più vulnerabili, quando avvertiamo l’apprensione del vivere perché qualcosa non è andato come avremmo voluto. Allora ci assale quella “piccola” ansia, fastidiosa nel suo genere, perché è un sassolino messo lì, a creare una piaghetta. Diventiamo più vulnerabili e facciamo cose che non dovremmo fare o che non faremmo in condizioni normali.
    Ecco: come tutto cambia se un nostro fatto, una nostra questione non va come vorremmo o ci tiene sulle spine. Accade però spesso che è proprio in situazioni di quel tipo che tiriamo fuori il meglio da noi stessi. E’ la forza della paura, è la spinta che proviene dall’apprensione, dal desiderio radicato di puntellare le nostre emozioni e dar loro un volto ed una ragion d’essere, che ci trae d’impaccio e alla fine ci salva, portando a casa il risultato. Se siamo stati onesti con noi stessi circa le nostre emozioni e ciò che proviamo, quella sottile e a tratti fastidiosa energia di fondo ci aiuterà, ci supporterà e ci condurrà alla fine della corsa. Almeno così dovrebbe essere.
    Quando invece non siamo preoccupati per qualcosa di specifico, allora pensiamo che siamo noi a programmare la nostra vita, che siamo noi ad esserne in presa diretta gli autori.
    Ecco, non vorrei apparire banale, ma in media stat virtus. Né dobbiamo alla cieca buttarci in questioni che non ci appartengono, assumendoci un rischio inutile, né dobbiamo muoverci solo se siamo certi al 100% dei fatti, che vorrebbe dire strozzare la vita che ci è stata donata e sciuparla.

    Arturo, quel sentimento che ti è sorto in cuore quando hai detto che ti saresti fermato, che avresti comprato una chitarra con quei soldi (ricordo bene?), si materializza adesso: Gilda è lì, è venuta per te, ha superato le sue paure, ha superato se stessa, ha volato in tutti i sensi. Entrambi avete vissuto un po’ sopra le righe. Siete pronti a dare un senso a ciò che vi è accaduto?

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  9. Lisa Gerrard, la voce dei Dead Can Dance. Quando ascolto la sua voce è come se mi trasferissi da un’altra parte. Questa registrazione, purtroppo, è di bassa qualità. Il pezzo, l’intonazione, ci avvertono, a parer mio, dei pericoli insiti nelle nostre scelte.
    “The host of Seraphim”

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  10. L’amore, da qualunque parte arrivi, chiunque lo porti, l’amore si riconosce e ti salva! Se solo imparassimo ad usare il cuore……….

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  11. “entrerai? Resterai sulla porta in attesa ”

    Attesa

    Oggi che t’aspettavo
    non sei venuta.
    E la tua assenza so quel che mi dice,
    la tua assenza che tumultuava,
    nel vuoto che hai lasciato,
    come una stella.
    Dice che non vuoi amarmi.
    Quale un estivo temporale
    s’annuncia e poi s’ allontana,
    così ti sei negata alla mia sete.
    L’amore, sul nascere,
    ha di quest’ improvvisi pentimenti.
    Silenziosamente
    ci siamo intesi.

    Amore, amore, come sempre,
    vorrei coprirti di fiori e d’insulti.

    Vincenzo Caldarelli

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  12. “Dove trovarlo, Gilda?”

    “Al di là di te ti cerco.

    Non nel tuo specchio

    e nella tua scrittura,

    nella tua anima nemmeno.

    Di là, più oltre.”

    Pedro Salinas

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  13. “Perché decidi di entrare proprio ora? Cosa ti attira nella trappola, pur avendo capito quanto sia rischioso?”

    La speranza è un rischio che bisogna correre
    Georges Bernanos

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  14. “Sarà quello del pub, che ora comincia a scrivere più fitto, come preso da una foga incontenibile, l’ispirazione che raggiunge l’acme quando sta per succedere qualcosa”

    Lo scrittore riveste un ruolo quasi apocalittico…quel che scive si avvera, l’ispirazione fa si che le cose si avverino, la foga incontenibile realizza ciò che saremo.

    Vorrei palesasse il mio cuore
    Nel suo ritmo l’umano destino…
    Qui nasce, qui muore il mio canto:
    E parrà forse vano
    Accordo solitario;
    Ma tu che ascolti, recalo
    Al tuo bene e al tuo male:
    E non ti sarà oscuro.

    Clemente Rebora

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  15. “l’uomo con gli occhi da animale in gabbia che inseguono con apprensione ogni mossa del complice, quell’uomo, Gilda, è proprio Arturo.”

    Nelle scelte che si fanno, l’importante è anche riconoscersi.
    Quando capirai che quell’uomo sei tu Arturo, spero ti riconoscerai.

    “Via via
    Vieni via con me.
    Entra in questo amore buio
    Non perderti per niente al mondo
    Via via
    Non perderti per niente al mondo
    Lo spettacolo darte varia
    Di uno innamorato di te.”

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  16. Non può sbagliare,è proprio Arturo…

    C’è un tempo per l’attesa,un tempo per incontrarsi,e riconoscersi..un tempo sognato,che bisognava sognare..e che è amore,nient’altro..

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  17. Capperi, Gilda!! e ora? certo che di emozioni forti non te ne mancano, ma ora che farai ammesso che Marius non ti uccida perchè hai riconosciuto Arturo? La vita è piena di sorprese a volte, cerchi un dolce e tenero scrittore in un paese sconosciuto e ti ritrovi un delinquente incallito, e così sconosciuto non è solo il luogo ma l’uomo di cui credi di essere innamorata. Sarà più divertente? Sarà più eccitante vivere pericolosamente? O meglio limitarsi ad essere la musa del prossimo premio Strega? Ma che dico, nobel per la letteratura!
    Accidenti Gilda, questa proprio non te la aspettavi! e chissà se invece per Arturo sei la forza per tornare indietro, tornare a quella casa che ha lasciato pensando non ci fossero cose o persone a trattenerlo, dove non aveva nulla da perdere ne da guadagnare per cui valeva la pena di inventarsi una nuova vita per ritrovar se stesso, conoscere il mondo per conoscere la vera vocazione.
    Cosa sarai ora Gilda, il confine fra il ritorno al passato o il nuovo che avanza?
    Mamma mia, da farsi venire il mal di testa, o un infarto, ma se è importante capire cosa puoi essere per lui altrettanto lo è capire se di lui puoi accettare tutto, solo questo potrà dirti se è amore o un’infatuazione da romanzo rosa, ma qualunque cosa sia ne sarà valsa la pena, l’amore non ama se stesso ma si compie nell’altro quando il sè si è spogliato per morire e dare frutto, e il tuo che frutto è Gilda?

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  18. Senza neppure accorgercene Gilda prende quella dicisioni di fare un viaggio folle credendo di potere ottenere l’amore di Arturo. Nel momento che incrociano lo sguardo per un istante tutti castelli di sabbia crolanno ribellando una situazione di profondo disagio per entranbi. Adesso lei continuarà a trovare buone ragioni per continuare a ingannarsi?

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  19. Perché ti senti strana? Da dove ti proviene l’impressione d’esser qui perché qualcuno l’ha voluto?

    Gilda si sente strana perchè non sa quale strada seguire per cercare Arturo,ma sembra che qualcosa più forte di lei,la stia guidando verso lo scrittore perduto,che sia la forza dell’amore? O il forte desiderio di Arturo di essere salvato da questa situazione?Qualunque sia il motivo, Gilda decide di proseguire lasciandosi guidare da questa forza inspiegabile,ed è proprio questa forza che fa entrare Gilda nel pub,dove trova Arturo.

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  20. Allora Gilda,instinto di donna ti ha fatto ritrovare tuo Arturo,ma “con gli occhi da animale in gabbia”.Che ne dici adesso di lui?Che dice il tuo cuore o la tua mente? Sempre ci sono almeno tre possibilita
    1) fai finta che non hai visto niente
    2) diventi complice aiutando a lui
    3) lo tiri fuori da questa situazione con le scenate che sanno fare solo le donne- lo ami e non lo vuoi che si mette in guai.
    Quale è la tua decisione?
    Tanto conoscendo don Fabrizio,sicuramente inventa qualcosa di straordinario.

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  21. La vita non é già programmata. C’é qualcuno capace di programmarsela , mentre per qualcun altro é fatta di scelte obbligate.

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  22. @ Roberta Z n. 25

    Non credere Roberta, non pensare a falsi miti: anche quelli che pensano di poterla programmare, sono giocoforza costretti a scelte obbligate. Solo che non lo ammetteranno mai. Chi invece lo ammette, come dire, ha un’umiltà di fondo ed una bellezza interiore particolare, che esce fuori alla lunga e produce spesso i suoi effetti benefici anche sulla vita degli altri. Chi la programma, o crede di programmarla, spesso produce effetti solo per sé, e quindi è poi chiamato a pagare un prezzo non indifferente per questo suo comportamento. Ciao, un abbraccio forte!

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  23. Grazie Marco, riesci a trovare in me sempre qualcosa di buono.

    E vero che nessuno di noi può controllare completamente la propria vita, ma molti credono nel fatalismo, perché è più comodo, è il modo di non sentirsi responsabili delle proprie scelte o azioni.
    Se rinunciamo a ogni tentativo di nuovo, se ci rassegniamo ad essere trattati in un modo che ci fa male, non significa che siamo umili o che vogliamo porgere l’altra guancia, vuol dire che siamo fatalisti, o rassegnati: “lui è fatto così, non può cambiare”. E non essendo capaci di trovare soluzioni, ci rifugiamo nello scoraggiamento o nella depressione.
    Quello che include i nostri personaggi principali è un cerchio che sta per chiudersi, ogni cosa si mette al suo posto. Nella famiglia allargata di Fausto, Dalia, Ester e Gilda, se ne inseriscono altri che non hanno niente a che fare con loro. E’ la loro voglia di essere amati o il fato a farli incontrare? O sono quei personaggi misteriosi che li guidano, li consigliano, li portano a fare cose mai immaginate.
    Per quanto riguarda il cantautore, non può essere che negativo, come Marius; Giorgio una copia di Fausto con in più il coraggio, diciamo, di fare il bohemien, l’uomo pallido con la sciarpa sotto il cappotto va di qua e di là, mi sembra positivo, forse costituisce un trait-d’union tra i protagonisti. Forse tutto questo che ho detto è sbagliato.
    Possiamo fare mille ipotesi sulla conclusione del romanzo, potrebbe succedere di tutto, non c’è limite alla fantasia. Io spero che le pedine vadano tutte al loro posto, come piacerebbe che succedesse nella mia vita.
    C’è una linea che in qualche modo congiunge gli uni agli altri, come quella che unisce la nostra vita a tante altre di cui non immaginiamo neanche l’esistenza, vite passate e presenti, vicine o lontane da noi. Ognuno di noi fa parte di un disegno magnifico, ognuno di noi è guardato e guidato con amore infinito da Colui che l’ha creato, basta accogliere questo Amore.
    Guardami, guidami, non abbandonarmi neanche un momento, mio Dio, voglio con tutto il cuore che la mia vita finisca con la visione del Tuo Volto, solo così la mia vita sarebbe degna di essere vissuta. Confido nella Tua infinita misericordia.

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