65. Vorrei

da qui

Non sai perché sei qui. A volte c’è una forza che ti prende senza che tu ne sappia nulla. Volevi tornare per capire, o almeno per fare un tentativo. Sei ridicolo, davanti al botteghino, tra giovani che fumano, personaggi pittoreschi che si scambiano battute incomprensibili. Sarà l’ultimo concerto? Quanto andrà avanti con le  repliche? E’ un filo invisibile che collega la musica con la storia che ti sta trascinando chissà dove. Sarà vero che la chiama? O è solo suggestione? E cosa c’è di certo nella vita? Se fossero immagini prodotte dal cervello, che ognuno percepisce a modo suo e che per questo scatenano guerre, silenzi, tradimenti? Pensa all’azienda: non resta più nulla di quello che aveva progettato, un modo nuovo di accostarsi alla lettura, un rapporto stretto tra autore ed editore, una scrittura da costruire insieme, per salvare l’artista, l’impresario, la folla dei lettori dall’angustia irrespirabile dell’io. Un’utopia? E’ inevitabile rassegnarsi all’incomunicabilità di ciò che conta veramente? Entra come un automa nello stadio, la gente rumoreggia, vede fiaschi di vino, il fumo che aveva notato l’altra volta, un’atmosfera elettrica che lo contagia a poco a poco, se lo sapesse Dalia, ancora crede in me, nel matrimonio, dov’è che si è rotto, non sarà stata colpa mia? Condividevamo l’entusiasmo, gli incontri con i romanzieri, i consigli, le ipotesi, le correzioni in corsa, i commenti improvvisati, che fine hanno fatto, quand’è che hai smesso di guardarla, di cercare in lei la parte che mancava alla tua felicità? E’ quasi buio, si vedono i tecnici che provano organi elettrici e chitarre, accordano i toni, accennano i ritmi, non è quello che stai facendo tu, mettendo insieme i desideri e le paure, il corpo di Ester, tutto bianco, e quello morbido di Dalia? Ti sembra giusto tenerle sulla corda? La corda della Fender, la mansarda dove avevi dimostrato a te stesso che potevi amare, alla luce fioca, per creare l’atmosfera giusta, che ne dici, Arturo, una canzone sulla donna a cui abbiamo dedicato tante serenate, le cambiamo il nome, ti passano davanti, Dalia, Ester, a quante povere ragazze sei corso dietro per lasciarle sul più bello, non sarà che cercavi te stesso e non potevi trovarti finché l’altra era un pretesto per sentirti importante? Non ce la farai, papà, perché non credi in me, e comunque si chiamassero, Dalia, Ester, rappresentavano lo specchio in cui si rifletteva il volto triste delle fughe da te stesso, non sarà che cerchi tuo padre, ancora oggi, il primo sguardo dolce, la carezza che non ti ha mai voluto dare? Che sono questi fari, smettila, idiota, non penserai che sia la luce delle stelle, non crederai ai deliri di tua moglie, Fausto, Fausto! fatemi passare, mi chiamano, devo arrivare fino al palco, vorrei che fossi qui.

34 pensieri su “65. Vorrei

  1. Dalia, ancora crede in me
    papà, perché non credi in me

    ”and if you leave me now
    you leave all that we were
    undone

    and still the hardest part for you
    is to put your trust in me”

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  2. – quand’è che hai smesso di guardarla,di cercare in lei la parte che mancava alla tua felicità?

    Questa volta lasciami

    essere felice,

    non è successo nulla a nessuno

    non sono in nessun luogo,

    semplicemente

    sono felice

    nei quattro angoli

    del cuore, camminando,

    dormendo o scrivendo.

    Che posso farci, sono

    felice,

    sono più innumerabile

    dell’erba

    nelle praterie,

    sento la pelle come un albero rugoso,

    di sotto l’acqua,

    sopra gli uccelli,

    il mare come un anello

    intorno a me,

    fatta di pane e pietra la terra

    l’aria canta come una chitarra.

    (Sono felice – P.Neruda)

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  3. E cosa c’è di certo nella vita?

    Nella vita di certo non c’è nulla,perchè gli imprevisti ti capitano sempre quando meno te l’aspetti,l’unica cosa certa nella vita siamo noi, ed è su noi stessi che dobbiamo fare affidamento,se noi siamo i primi a vacillare tutto il resto ci crollerà addosso ,perchè non siamo abbastanza forti per sostenere il peso delle nostre insicurezze,in caso contrario ciò che prima ci rendeva insicuri ora ci rende più forti e ciò che prima ci faceva paura adesso non ce la fa più.E’ importante raggiungere un proprio equilibrio,perchè in questo modo oltre a capire te stesso puoi anche capire gli altri che sono vicino a te.

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  4. Una stanza calda, il lentisco che brucia nel camino. Luci soffuse, thè speziato alla cannella, rose gialle e camelie bianche. La chitarra andalusa in sottofondo………Arturo, Fausto, Peter, Marius, Giorgio, Faust, l’uomo con il soprabito, Zorro ….. ma ‘ndo state?

    8 Maccabee

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  5. – Sarà vero che la chiama?
    – … non sarà stata colpa mia?

    Un po’ di gelosia ed un inizio di esame di coscienza, un mettersi finalmente anche in discussione: Fausto sei sulla strada giusta e, se continui così, forse riesci a recuperare il matrimonio con Dalia ed ritrovare il vostro amore e la sua fiducia.
    Ma fai presto perchè potrebbe innamorarsi lei di qualcun altro…

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  6. perché non credi in me

    E’ bello quando qualcuno crede in te, nelle tue forze, in ciò che sei e ti dà fiducia. Ciò che fa cambiare le persone è che trovano qualcuno che crede in loro e ha fiducia in quello che possono essere. Solo l’amore sa andare oltre i gli errori, i limiti e dare fiducia.

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  7. Tornare per capire.
    Indica amore, domande, questioni irrisolte, speranze, cambiamento (?). E’ un ripercorrere un sentiero. E’ un voler tornare a volare. Forse. Chissà.
    Fausto, se questi pensieri ti assaltano, è un bene. Qualsiasi cosa accadrà. Dalia, del resto, ti ha dato molti segnali. Fai mente locale. Concentrati. Vedi te stesso in azione. Che ami. Guarda il filo d’oro della vita che ti esce dalla bocca: dove ti conduce? Seguilo sereno. Agitati, trova pace.

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  8. – A volte c’è una forza che ti prende senza che tu ne sappia nulla.

    Per amore spesso si agisce d’istinto e si segue il cuore, anche in maniera illogica ed irrazionale, semplicemente perchè non se ne può fare a meno, come non si può fare a meno di respirare: è il momento in cui si è finalmente sinceri con se stessi e con l’altro, in cui ci mettiamo a nudo, presentandoci per come siamo realmente, senza difese.
    In questi momenti sperimentiamo tutta la forza dell’amore.

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  9. Molti sono i miei desideri (Rabindranath Tagore)

    Molti sono i miei desideri
    e pietoso è il mio canto
    ma tu mi hai sempre salvato
    con duri rifiuti
    e questa tua potente misericordia
    ha lasciato un segno profondo
    nella mia vita.

    Giorno per giorno mi rendi degno
    dei semplici e grandi doni
    non chiesti
    che mi hai dato
    – questo cielo e questa luce,
    questo corpo, la vita e la mente –
    salvandomi dai pericoli
    di un desiderio troppo forte.

    Ci sono momenti in cui
    languidamente indugio
    e momenti in cui
    mi scruto e mi impegno
    nella ricerca della mia meta.

    Ma tu crudelmente
    ti nascondi alla mia vista.
    Giorno per giorno mi rendi degno
    della tua piena accettazione
    con rifiuti continui
    e mi salvi dai pericoli
    di un desiderio fiacco e confuso

    (Rabindranath Tagore)

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  10. quand’è che hai smesso di guardarla, di cercare in lei la parte che mancava alla tua felicità?

    Probabilmente ha smesso di guardare Dalia nel momento in cui ha iniziato a perdere la fiducia in se stesso e di conseguenza l’ha persa anche negli altri e nelle cose che lo circondano,pensando di trovarla altrove, magari tra le braccia di un’altra donna,di una donna come Ester,ma neanche questo è stato sufficiente per recuperare la sua felicità,ora il muro che aveva costruito intorno a se per difesa,stà iniziando a vacillare e anche lui come Dalia si sente attratto dalle luci e si sente chiamare per nome,che sia la forza dell’Amore che lo spinge verso il palco?O Fausto stà finalmente,ritrovando la sua strada perduta?Una sola cosa è certa che dopo questa esperienza Fausto non sarà più lo stesso,perchè qualcosa in lui stà cambiando.

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  11. “Non ce la farai,papà,perchè non credi in me”-il rapporto vissuto in infanzia si “porta” per tutta la vita, anche se lo sai che comportamento di tuoi genitori era sbagliato, tu senza volere ripeti li stessi errori-cosi dicono psicologi.Se non mi sbaglio si può liberare perdonando. C’è un proverbio:”con chi stai cosi diventerai”

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  12. Tanto per cominciare, l’unica cosa certa per l’uomo è la morte. Per tutta la vita cerchiamo certezze, anche le persone che sembrano decise e sicure hanno dei punti deboli che sanno tenere ben nascosti. Ma anche per loro arriva il momento in cui hanno bisogno di appoggiarsi a qualcuno, in cui la loro sicurezza vacilla e finalmente si mettono in discussione.
    Tutti, uomini e donne, cerchiamo qualcuno a cui appoggiarci nei momenti più difficili. Fausto, come tanti altri, cambiava una donna dopo l’altra per sentirsi forte, amato. Anche sua moglie non gli bastava, voleva continue conferme, quelle che non aveva avuto da suo padre.
    Ora che sta per perdere tutto Fausto non vuole perdere anche lei che lo amava, con lei aveva sempre condiviso progetti e speranze, lei sapeva ascoltarlo e capirlo. Lei non era come le altre, gli ha dimostrato amore vero lasciandolo libero.
    Solo con lei Fausto può ricominciare a sperare, con lei può veramente sentirsi libero dal cercare altre conferme. E’ importante sapere che c’è qualcuno su cui puoi contare.
    Ma Dalia, lo avrà aspettato?

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  13. E cosa c’è di certo nella vita?

    Il bisogno e il desiderio di non essere soli
    La necessità di ricevere una carezza per essere capaci di restituirla a chi ne avrà bisogno

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  14. Quando si sposa una donna o un uomo, la scelta non ti conduce sempre a quel” sogno” che ti aspetti di vivere.

    Così va la vita.

    C’é una cosa che spesso mi torna in mente del giorno nel quale mi sono sposata: le parole che il prete ci ha lasciato pronunciare e di queste una in particolare- nella malattia… fino a che morti non vi separi.

    Ero solo una ragazzina e tutto quelle promesse che ci siamo fatti, devo dire onestamente, le ho pronunciate
    senza neanche capirle, capire certo verbo assai complicato.
    E’ arrivato il giorno tanto temuto, la malattia, cosa fai?
    Ti si ribalta tutto il mondo, ti affanni, vai ,torni , ti spaventi, resti annichilito, ti incanti davanti ad una panchina
    che vedi attraverso la finestra di una camera.
    Lì inizi a capire.
    Non vorresti distogliere lo sguardo che hai fissato su quella panchina perché sai che dopo dovrai riprendere la vita. Nonostante tutto sei li sempre e comunque, lo avevi promesso..lo avevi promesso.

    La vita è comunque una cosa meravigliosa e le promesse vanno mantenute, per non farla diventare un inferno.
    Essere onesti fino in fondo però non vuol dire subire la promessa ma accettarla per sentirti che sei, sei proprio tu.

    Ernestina.

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  15. Per Fausto è il momento di confrontarsi con le propie emozioni reali, forze sta imparando a non nascondere o rimuovere evadendo le propie paure e le propie vergogne, sta riscoprendo che il suo matrimonio con Dalia è il luogo più appropiato per la sua piena realizzazione.

    Provervi 5 (15- 20)
    15. Bevi l’acqua della tua cisterna e quella che zampilla dal tuo pozzo, 16. perché le tue sorgenti non scorrano al di fuori, i tuoi ruscelli nelle pubbliche piazze, 17. ma siano per te solo e non per degli estranei insieme a te. 18. Sia benedetta la tua sorgente; trova gioia nella donna della tua giovinezza: 19. cerva amabile, gazzella graziosa, essa s’intrattenga con te; le sue tenerezze ti inebrino sempre; sii tu sempre invaghito del suo amore! 20. Perché, figlio mio, invaghirti d’una straniera e stringerti al petto di un’estranea?

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  16. @ Ernestina

    Come ti capisco. Credo di avere un’esperienza in comune con te.
    Poco più di un anno prima parlavo con un’amica di quella promessa, ero così infelice nel mio matrimonio, sottomessa, quasi annullata che ho pensato: se lui rimane su una sedia a rotelle io me ne vado, non ho intenzione di fargli da infermiera.
    Poi é successo proprio così a causa di un tumore che in poco più di un anno lo ha portato via.
    Sono stata giorno e notte al suo fianco, ho fatto di tutto, non l’ho lasciato un minuto. E’ stato il solo periodo della nostra vita insieme che mi sono sentita utile, anzi necessaria, che ho capito di esistere.

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  17. Stranamente, quando il dolore è così grande da toglierti il respiro, solo allora sentiamo di essere vivi, allora urli, ma come un eco senti solo la tua voce.

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