83. Un nome strano

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Sei atterrata dal volo in cui hai rivisto la tua vita: ti sei accorta che qualcosa vale, che in fondo non tutto era sbagliato; ci credi, adesso, anche se non sei stata amata come ti aspettavi; ricominciare, sì, ma in quale direzione per non sbandare ancora? I vigili festeggiano, ti accarezzano la fronte; e l’uomo dal soprabito scuro? Sapeva tutto: c’è sempre qualcuno che sa come la storia va a finire, ma finisce una storia? Chi è l’uomo dalla pelle scura che si avvicina con l’aria di dirti qualcosa d’importante? Gli fanno largo, come fosse un parente, come avesse il diritto di parlare solo lui. E tu? Lo riconosci? Macché, non l’hai mai visto.
Salve, si è pentita?
Non mi pento di nulla.
Perché ha deciso di gettarsi?
C’è sempre un motivo nelle cose?
Guardi il tetto lontano del palazzo: qual è la distanza dal passato? L’hai lasciato per sempre? Potevi galleggiare in una pozza di sangue: che fine avresti fatto? C’è una vita eterna, come dicono i preti? Da bambina parlavano d’inferno e paradiso, angeli e diavoli; immaginavi un posto dove si potesse passeggiare tra le stelle e un giovane col cappello bianco ti porgesse una rosa. Che strano, il paradiso dei bambini. Sono gli unici che capiscono qualcosa?
C’è sempre un motivo. Non esistono cose senza senso: anche nei gesti folli, siamo guidati da una logica precisa, da un filo mai convinto di spezzarsi.
Ci credi all’inferno e al paradiso?
Credo a un Dio giusto, incapace di lasciarci soli.
Questo ti piace, un Dio che non ti lascia. Esiste? Quante volte hai pianto perché nessuno ti chiedeva come stai? Sarà il Dio che ti ha fatto atterrare sul telo dei vigili del fuoco? Conosce, quel Dio, la rotta patetica del volo cieco, è lui che allunga una mano che non manca mai la presa?
Mi sono sentita sempre sola.
Perché glielo confessi? Non ti eri mai aperta con uno sconosciuto. Perché ti ha avvicinata proprio lui?
E invece non lo sei. T’insegnerò qualcosa che non ti farà buttare via.
E chi ti dice che abbia voglia di imparare?
Se una volta ti fidassi? Non ti sei mai lasciata andare a una mano più sicura della tua.
Per vivere, bisogna fidarsi di qualcuno.
Non hai niente da perdere: t’inviterà da lui? Ti metterà le mani addosso? Gli uomini che hai incontrato hanno cercato solo questo.
Come ti chiami?
Fawzi.
Un nome strano.

25 pensieri su “83. Un nome strano

  1. – Mi sono sentita sempre sola.

    Perché la vita è un brivido che vola via
    è tutto un equilibrio sopra la follia….

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  2. – Per vivere, bisogna fidarsi di qualcuno.

    Un’esperienza bella, d’Amore, da ricordare ogni mattina, al risveglio, una giusta energia per affrontare la giornata

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  3. Sei atterrata dal volo in cui hai rivisto la tua vita: ti sei accorta che qualcosa vale, che in fondo non tutto era sbagliato; ci credi…….

    quando scorre tutta la tua vita davanti ai tuoi occhi, è perchè stai cercando qualcosa in te di valido, di buono che puoi aver fatto sia per te che per gli altri.
    A volte però non riusciamo a trovare nulla, la nostra mente è troppo occupata a pensare solo al male, solo al peggio, mai ci guardiamo dentro per vedere quel buono che c’è in noi per poterlo usare verso gli altri e saprattutto verso di noi stessi.
    Non tutto è sbagliato, certo che non lo è, la nostra vita è la cosa giusta che abbiamo e dobbiamo mantenerla bene, senza fargli del male……..perchè essa è PREZIOSA.
    E’ il DONO più grande che abbiamo

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  4. “Come ti chiami?
    – Fawzi.
    – Un nome strano.”

    Strano ma… si ricorda solo l’amore.

    Donna, come ti chiami? – Non lo so.
    Quando sei nata, da dove vieni? – Non lo so.
    Perchè ti sei scavata una tana sottoterra? – Non lo so.
    Da quando ti nascondi qui? – Non lo so.
    Perchè mi hai morso la mano? – Non lo so.
    Sai che non ti faremo del male? – Non lo so.
    Da che parte stai? – Non lo so.
    Ora c’è la guerra, devi scegliere. – Non lo so.
    Il tuo villaggio esiste ancora? – Non lo so.
    Questi sono i tuoi figli? – Si.

    Wislawa Szymborska

    .

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  5. La fiducia nell’altro è condizione imprescindibile per vivere sereni. La fiducia è come una cassaforte: sai sempre cosa c’è dentro. E quel qualcosa ti fornisce il carburante per vivere, per amare, per rispettare, per procedere fluido. Se s’inciampa, se si cade, è necessario entrare dentro la cassaforte, imparare nuovamente com’è fatta, capirne limiti e non limiti.
    Credo che ogni volta che ci fidiamo ed impariamo a fidarci, si apra come un altro mondo, come una dimensione diversa, di amore, di senso delle cose, di vita vera, di ciò che “regna dietro” ciò che semplicemente vediamo. Il senso delle cose, a quel punto, ci assale, si svela, ci indica una nuova via. Ma più che altro quando ci fidiamo, quando impariamo questa cosa bellissima che è fidarsi, è come se le mani di Dio intessessero una veste dalla trama sottile, leggera, ma molto, molto resistente. L’albero della vita ci guarda e ci chiama a raccolta. Dio forse, a quel punto, ci ha toccati.

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  6. “ti sei accorta che qualcosa vale, che in fondo non tutto era sbagliato; ci credi, adesso, anche se non sei stata amata come ti aspettavi”

    TU CHE NON SAI E SPLENDI DI TANTA POESIA

    Tu che non sai e splendi di tanta poesia
    o donna che fiorisci sopra la mia agonia,
    fa ch’io risorga un giorno.
    O tu che sei passata nel crepuscolo immondo
    di tutti noi e sorgi come l’alba d’un mondo
    fa ch’io risorga un giorno.

    Cesare Pavese

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  7. “Credo a un Dio giusto, incapace di lasciarci soli.
    Questo ti piace, un Dio che non ti lascia. Esiste?”

    “Signore mio, dacci un Santo, un artista,
    Padreterno che vinca la morte
    oltre la fatica e la sorte,
    allungare la vista oltre le porte
    per vedere la luna e pure Marte.”

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  8. “qual è la distanza dal passato? L’hai lasciato per sempre?”

    “Non c’è dolore più grande della perdita della terra natia.”
    Euripide

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  9. un Dio che non ti lascia

    La vita è fatta di continui sali e scendi a volte hai l’impressione di toccare il cielo con un dito e di stare in paradiso,altre volte ti senti sprofondare in un baratro senza fine e pensi di vivere l’inferno,perchè ti senti solo e non c’è nessuno lì con te che ti tende la mano per poterti portare in luogo sicuro,ma è solo un’impressione ,qualcuno vicino a te c’è sempre .La sensazione di solitudine che si prova dipende dalla perdita di fiducia in se stessi e negli altri.Ma ,poi accade qualcosa di inaspettato,una persona che non conosci si avvicina a te,ti tende la mano e ti porta in salvo perchè per una volta ti sei fidato,e allora che capisci che esiste “un Dio che non ti lascia” ed è sempre vicino a te.

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  10. Che strano, il paradiso dei bambini. Sono gli unici che capiscono qualcosa?

    I bambini “sono gli unici che capiscono qualcosa”perchè vivono nella semplicità e nella spontaneità e quello che ascoltano,lo ascoltano con il cuore.

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  11. . Il pubblico si eccita di più quando c’è il rischio che l’artista del circo che vola da un manubrio all’altro per un piatto di minestra e una brandina per la notte nel caravan maleodorante, si possa sfracellare sulla pista.
    Che spettacolo,che attrazione, il clou della serata , il patron è contento.
    Non ti puoi tirare indietro. Ogni volo potrebbe essere quello fatale .
    Non avevi altro mestiere, nessuno ha mai pensato a te,bambino senza paradiso.
    Fino adesso ce l’hai fatta da solo, ma non va sempre bene.Ora basta, Sàlvati finchè sei in tempo.
    Con la rete è molto meglio. Puoi fare qualsiasi equilibrismo in sicurezza
    Ti devi solo fidare in chi l’ha stesa.

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  12. Fawzi significa “che ha a che fare col successo”.

    Il successo vero non è quello del potere o del denaro, ma è il dono di vivere credendo che esiste “un Dio giusto, incapace di lasciarci soli”, è la consapevolezza di essere profondamente amati, la fiducia sconfinata nell’Amore che ci dona coraggio e speranza.

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  13. Per vivere, bisogna fidarsi di qualcuno.
    Non hai niente da perdere

    Anche fidarsi di qualcuno, a volte, può sembrare tendere una mano su un abisso, quell’ abisso in cui ti eri lanciata Ester.

    La nostra capacità di avere fiducia forse è tanto più grande quanto più grande è la nostra capacità di saper volare, di sentire che esiste un abbraccio di un Amore che non lascia mai soli, anche quando ci sembra di precipitare.

    Che dirti Ester: da agnostica, che a parità di abisso è sempre preferibile quello della fiducia, perché solo vivendo fino in fondo potrai creare del bene per te e per gli altri, e scoprire giorno dopo giorno, quale sarà la mano che ti attende per stringerti a sé con amore, perché il mondo non è fatto solamente da chi hai incontrato sino ad ora. Da credente, di ascoltare, di sentire in ogni tua cellula quel Dio che non ti lascia, quel bene che anche tu puoi muovere con la tua fiducia , bene che non si perde e non si perderà, ma che potrà solo generare dei frutti.

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  14. Questo ti piace..un Dio che non ti lascia..

    Grazie a Te..se metto l’amore anche dove non c’è..
    Grazie a Te,per quando non mi lascerai..

    ..a Te.. che allunghi una mano che non manca mai la presa..

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  15. Credo di non essere l’unica ad aver preso più di una volta delle decisioni importanti con una certa facilità, senza rendermi conto che così cambiavo totalmente il corso della mia vita. Sono andata avanti nella direzione che avevo scelt, per molti anni, sapendo di avere sbagliato e continuando a farlo. L’impossibilità di tornare indietro, non aver più il tempo per dare un nuovo corso alla mia vita, che ormai va avanti sui vecchi binari, mi provoca una grande tristezza.
    E’ facile gettare tutte le colpe della mia infelicità su chi, forse senza volerlo, ha reso pesante la mia vita, su chi ha completamente cambiato il mio modo di essere e quello della mia famiglia. Vorrei tanto perdonare, non è facile : invocherò continuamente il nome del Signore perché perdoni chi mi ha ferito, solo così potrò riuscirci. Ancora meno facile per me è perdonare a me stessa i tanti errori commessi . Chissà quante persone ho reso infelici anche io senza volerlo.

    E’ vero, bisogna guardare avanti, non pensare al passato, sperare sempre, ma come si fa a lasciare le ferite aperte senza curarle? Come si fa a sciogliere le catene che mi costringono alla depressione e a gettare via i sassi che mi pesano sul cuore?

    Si può cancellare un passato di dolore e di errori gettandosi dall’alto di un edificio? Credo di sì, se questo nostro lancio nel buio equivale ad un abbandono nelle braccia di Dio e una resa incondizionata al Suo amore.

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  16. La speranza è la benzina della vita. Per quello costa cara ma ti porta lontano nei luoghi della felicità, Roberta Z. L’eternità non ha passato. Il sorriso e l’abbraccio di Dio è ogni giorno, sotto quell’edificio e farà volare il tuo cuore.

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  17. Momenti di sconforto? sempre ogni giorno, ogni sera, soprattutto se sei abituata a darti la colpa di tutto quello che accade a chiunque.
    Vivi così da sempre e liberare la mente dal senso di colpa, che tutti sentono lo credo, non è proprio semplice, finché qualcuno con cui parli volentieri te lo fa notare con affetto.
    Era quello che cercavi, ora ne sei sicura, perché ti senti capita dentro, dove tu non permetti a nessuno di entrare…piuttosto la morte.
    Neanche a Lui permetti di entrare, credi di averglielo permesso ma in realtà non é vero, menti spudoratamente piuttosto di cambiare rotta.
    Siamo davvero speciali noi uomini per farci del male.
    Le piaghe sanguinano e non sappiamo che Lui che è Stato come noi “Uomo” in quel momento ci ha spiegato la vita.
    Imparerò piano piano, basta avere un po’ di comprensione vera per mia sorella, si chiama come me Ernestina.

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  18. Grazie della “spinta”, don: la considero e la vedo chiaramente un atto ed una dimostrazione di Amore Vero, un voler bene con sincerità e profondità perchè è un voler il Bene…!

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