Manuel Cohen, Winterreise. La traversata occidentale – Premio Fortini 2011

o qui ed ora, cedono ad uno ad uno

se il tempo li trascina poi nel folto

o al margine del bosco, e arretrano

oltre il canneto o acquitrino tolto

da ogni mappa della zona o atlante

e gli uni e gli altri sempre annaspando

tra orali blà blà – fanga dilagante

palude incomunicante – sfiatando

Volgi lo sguardo oltre il quieto Adriatico

(Eugenio De Signoribus, Verso balcania)

o qui ed ora. nella corsa o tumulto.

o nella ressa. che dissesta. nudi.

oppure. a un’età di fuoco. l’insulto

che nome infesta agli scampati. ai nudi

attesta gli scudi. o l’offesa. a chi è tolto

dalle case. ad ogni insepolto. ai nudi

nelle fosse comuni. a tutti i torti

impuni. alla conta, di tutti i morti.

o un luogo sul crinale

sul dorso vegetale

la dimora esiliale

in luce artificiale

o un luogo nel sociale

-la fortezza globale-

è infezione virale

condizione stanziale

da Manuel Cohen, Winterreise. La traversata occidentale (1989-2009).

Introduzione di Gianmario Lucini, nota di Gianni D’Elia.

Edizioni CFR – gennaio 2012

pp. 152 – € 13,00

*

A Manuel Cohen il Premio Franco Fortini 2011

(dal comunicato)

La giuria del Premio Franco Fortini, indetto dalle Edizioni CFR, in collaborazione con la NIAF, National Italian American Foundation, ha decretato i vincitori della seconda edizione: per la sezione saggistica la vincitrice è Erminia Passannanti, che ha presentato una lettura su un testo singolo di Fortini, un contributo degno della sua riconosciuta competenza critica. Al secondo posto, classificati ex-equo, Mario Fresa e Silvia Bettuzzi. Per la sezione poesia, in cui si concorreva con una raccolta inedita in volume, il premio va a Manuel Cohen, “con nostra grande sorpresa perché lo conoscevamo come critico contemporaneista e studioso di poesia neo-dialettale molto attivo, ma poco presente in qualità di autore di versi” (sono parole carpite ad un giurato. N.d.R.). Al secondo posto si classifica Arnold de Vos, mentre al terzo posto, pari merito, Cesare Oddera e un giovane studente torinese, Enrico Maria di Palma. Il premio consiste nella pubblicazione delle opere vincitrici che verranno consegnate durante la cerimonia di premiazione, che si terrà a Cuneo il 30 marzo 2012.

*

Una nota dell’editore

Libro intenso e meditato, che passa in rassegna l’ultimo trentennio della storia occidentale, (soprattutto italiana) dagli anni ’70 e poi dal cosiddetto “riflusso” sino ai giorni nostri. Con folgoranti ottave ne tratteggia i sintomi del decadimento, le illusioni e le disillusioni, l’aggregarsi e disaggregarsi di soggetti sociali e politici, dei rapporti umani, dei fermenti di rinnovamento.

Una poesia vibrante, incalzante, densa di pathos e moti di ribellione interiore, accorata ma mai cedevole a forme di commiserazione o autocommiserazione, senza peli sulla lingua per nessuno: dai politici agli uomini di cultura, ai poeti, ai “movimenti”.

Un libro che, probabilmente, farà molto discutere e si attirerà simpatie ed antipatie per il suo stile umano alieno da compromessi, dove l’autore, con grande coraggio, “ci mette la faccia” senza remore e senza sconti per nessuno.

La scrittura è fitta e caratterizzata da un grande rigore stilistico che cerca, nel contempo, di conciliare tradizione letteraria e linguaggio contemporaneo, con soluzioni di ottimo livello.

*

Dalla nota di Gianni D’Elia

C’è qualcosa, nelle poesie di Manuel Cohen, che assomiglia alla pietà, ma non è la pietà. É un sentimento duplice: di resa e di abbandono, e d’oppositiva resistenza. […]

22 pensieri su “Manuel Cohen, Winterreise. La traversata occidentale – Premio Fortini 2011

  1. Grazie a Renata e a Lapoesiaelospirito per la segnalazione e per l’ospitalità preziosa. Sono molto onorato di ricevere un premio intitolato a un grande, un ottimo maestro della poesia, della critica e della civiltà. Il libro stampato da Lucini, e grazie per questo alla organizzazione del premio, raccoglie testi disseminati nell’arco di un ventennio e più: rimasti nel cassetto forse troppo a lungo, per una mia ritrosia di fondo, ma anche per orgoglio. Un caro saluto e buona domenica. manuel

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  2. Conosco Manuel come ottimo critico letterario, mi incuriosisce perciò conoscere la sua poetica. Grazie per la segnalazione e gli interventi che pungolano ulteriormente l’interesse per l’approfondimento.

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  3. Fa piacere veder gratificare un lavoro che si apre all’Altro , al Mondo , alla complessità / problematicità del suo esistere .
    Rendersene compartecipi ed interpreti responsabili ( con appropriata valenza antagonista ) , credo sia la modalità più congrua e urgente nel fare poesia oggi .

    leopoldo attolico –

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  4. Dopo aver dato tanto alla poesia (degli altri) era ora che la poesia desse a Manuel perlomeno ciò che merita. E non voglio dire che lo meriti solo per la sua presenza umana, così attenta, partecipe e generosa, ma che lo merita per il suo lavoro in sordina dentro la parola, nei gangli pulsanti della vita.
    Auguro ogni bene a questa sua Traversata occidentale, a questo suo andare in solitaria col suo zaino di parole e affetti.
    FF

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  5. Un giusto e meritatissimo riconoscimento a Manuel Cohen che sta dedicando la sua vita alla poesia. Gli auguro che questo sia solo l’inizio, uno splendido inizio di una lunga serie di riconoscimenti altrettanto prestigiosi.
    W la poesia.
    Cinzia Marulli

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  6. Tra le maglie di un cammino infaticabile e rigoroso lungo la poesia degli altri, ecco che Manuel ci sorprende con questo suo lavoro tenuto a lungo nascosto, che gli viene in pieno riconosciuto nel nome dell’indimenticabile maestro Fortini. Resto molto incuriosita, conoscendo la sensibilità dell’autore, di questa sua appassionata limpida immersione – con l’intensità della restituzione poetica – nella scabra fragilità dei nostro tempi. Continua a incidere con con questa tua plume double, Manuel.
    annamaria ferramosca

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  7. Mi unisco ai complimenti sinceri e meritati, e alla gioia per il riconoscimento della bravura di Manuel non solo come critico, ma soprattutto come poeta.

    Francesco t.

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  8. Grazie a tutti per le felicitazioni e per le parole di apprezzamento, sincere e sentite. E ringrazio quanti mi hanno scritto privatamente. Sappiamo tutti che un libro e un premio non ci cambiano la vita. Ma è pur vero che quando arrivano, fanno molto piacere, e a volte ripagano di tanta incertezza o silenzio. Un caro saluto, manuel

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  9. grazie manuel per questo tuo regalo, per questa tua parola limpida, nitida, per questa poesia civile che sa intepretare la nostra comune storia recente con la dolcezza e la forza insieme che sono proprie della tua terra d’origine.
    Ho avuto la fortuna di ricevere a casa cinque giorni fa il libro che ho letto con viva emozione. Mi piace trascrivere una delle tante pagine della tua traversata:

    negli anni, fratelli, oltre le stanze/ silenziose, negate a ogni vivere/ comune, sodali, per quelle balze/ ansiose di passione a non perdere/ pur anche di livore in ogni dire/ di rabbia che non passa e gioia a dare/ un giorno sulla strada a non finire/ nel tempo che ci resta da campare

    Grazie ancora manuel.
    salvatore pagliuca

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  10. L’autore combina l’esperimento degli anni ’70, sia stroficamente che retoricamente,con l’uso della rima,dentro una struttura irregolare,volutamente irregolare,che ci ricorda Sanguineti.I vocaboli creano delle sensazioni sfumate,di un errabondo versificare,nel senso che è come se le poesia fosse un serpente che sibila,alla ricerca di significati.Ho apprezzato molto il contenuto modo di non essere poi tanto “metrico”.C’è ancora che segue l’avanguardia,un genere che mi piace molto e che io stesso sto tentando di fare.Per me non c’è poesia più bella che una poesia decostruita.

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  11. Beh, preciso solo che la premiazione si è svolta a Piateda (SO), appunto il 30 marzo, e non a Cuneo (?), visto che il Fortini è organizzato da Poiein, che ha sede legale a Sondrio. Ci tengo anche a sottolineare che le parole “carpite a uno dei giurati”, sono mie e che non ho fatto parte della giuria ma della segreteria organizzativa. Il premio è, in ogni caso, molto serio: i giurati non sanno il nome di chi ha scritto l’opera che devono giudicare e l’autore non sapeva chi erano i giurati. Veniva insomma premiata l’opera, non il “nome”. E questo dato, se a rigore non può garantire sull’attendibilità del giudizio (com’è inevitabile, in ogni concorso), almeno garantisce sulla trasparenza dello stesso e dell’assoluta indipendenza dei giudici. In ogni caso, sono perfettamente d’accordo sul verdetto: si tratta di un’opera di pregio e grande rigore, che merita il premio a pieni voti.

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