88. Quello che è successo

da qui

Stai sognando? Come puoi saperlo? Potresti darti un pizzicotto. E se fosse un’illusione, la vita, un gioco crudele che qualcuno si diverte a manovrare toccando lo schermo del computer o direttamente col pensiero? Chi ti dice che i poliziotti tedeschi che gridano parole incomprensibili non siano personaggi programmati per far guadagnare punti al giocatore? E se il protagonista fosse Arturo? Se l’obiettivo fosse liberarlo dalla morsa in cui lo stringono, dalle manette che lo bloccano con le braccia unite sulla schiena? Qual è il tasto giusto per dare uno strattone a entrambi e uscirsene dal pub, chiamare un taxi e sparire per le strade di Berlino? E’ possibile ottenere un bonus che faccia arrivare dei rinforzi, magari Marius con la Smith & Wesson, a gettare lo scompiglio tra gli astanti, a sparare frantumando lampadari in legno che cadono con un boato sordo sul pavimento in cotto?
Lasciatelo, non ha fatto niente!
Convinciti, è solo un brutto sogno: ti svegli e decidi di presentarti a casa sua con la busta stracolma di giocattoli; ti guarderà perplesso e dirà che non ha figli, che non possono servire; te ne andrai contenta, perché sai che è lì, al sicuro, a scrivere romanzi che lasciano col fiato sospeso alla fine di ogni pagina, perché così gli hanno insegnato: non potrebbe ribellarsi? Se mandasse all’aria i consigli delle scuole di scrittura e concludesse il capitolo con un respiro di sollievo, la sveglia che suona e tu che passi le mani tra i capelli, ti concedi un minuto per adattare il corpo al nuovo giorno, ti sfili il pigiama e ti avvii sotto la doccia ed ecco, ci trovi lui che ti abbraccia sfiorandoti le labbra e dicendo in un sussurro Gilda ti amo, come ho fatto, finora, senza te? E’ assurdo permettere al lettore di rilassarsi e godersi lo spettacolo delle effusioni sotto il getto caldo, avvolti nella schiuma gonfia del sapone, le mani che percorrono la schiena, le cosce, fino al bosco dove Arturo litigava col cugino e il padre lo puniva trascinandolo nel sentiero polveroso come in un film western? Sarà per questo che ha cominciato a scrivere? Per dimostrare che aveva ragione, che Michelino lo aveva fregato un’altra volta? Il romanzo è un modo per condurre la storia così come vorremmo che accadesse, come l’acqua che bagna i vostri corpi, il tuo sesso che esplode di piacere, l’urlo improvviso del poliziotto che lo trascina via mentre ti aggrappi con tutte le forze e gli stringi le mani intorno al collo, sì, Arturo, così, Gilda, Gilda! e l’acqua accarezza i capelli, è un massaggio che spazza via la stanchezza delle attese, no, fermatevi!, dove lo portate! e ti chiedi ancora se sia un sogno, se sia possibile la felicità di sentirlo dentro te, e come sia entrato di mattina, infilandosi nella doccia a tua insaputa, e pensi che non ti vuoi svegliare, che non è giusto che gli agenti ti spingano violentemente contro il tavolo, dove batti la testa e svieni e non ricordi nulla di quello che è successo.

40 pensieri su “88. Quello che è successo

  1. Autore, e che confusione !!!! il sogno, il videogioco, e lo ritrovi nella doccia….
    dicono che devi lasciare con il fiato sospeso a ogni pagina, ci riesci bene…
    rileggo meglio, chissa!!!!

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  2. Chi ti dice che i poliziotti tedeschi che gridano parole incomprensibili non siano personaggi programmati per far guadagnare punti al giocatore?

    Quando le cose vanno male vorresti che tutto quello che stai vivendo fosse solo un ‘illusione ,un bruttissimo sogno dal quale ti vorresti risvegliare ,per poter ricominciare a vivere la vita che hai sempre sognato.Ma a volte purtroppo la realtà è un’altra ed è proprio quella che devi affrontare ,se vuoi che il tuo sogno diventi finalmente realtà!

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  3. Certo,anche a Gilda non hai risparmiato niente.Al momento in qui aveva tutto(amore o baci d’amore di Arturo)tu li porti via tutto;felicita che è durata poco.Certo che ultimamente lei ha passato tanto e infine sviene.Capita!Spero che non ha i problemi con cuore!Appena si sono ritrovati-uno va in carcere altro in ospedale. Ma perchè la vita fa questi brutti scherzi al amore?!E!…e noi dobbiamo sopportare,combattere, cercare, per essere per un’ attimo felici.Va be…per non annoiarsi?
    Don Fabrizio,io mi condiziono dal libro che leggo!Mi hai rattristato!Torno quando le vie di tutti loro cominciano raddrizzarsi. (va be,ancora ci penso,mi dispiace a perdere qualcosa)

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  4. “Stai sognando?”

    Stai desiderando ed è la cosa più normale e più giusta da fare…il desiderio dei desideri, essere amati !

    “La sorte appaga i nostri desideri, ma a modo suo, per poterci dare qualcosa al di là dei desideri stessi. ”
    Johann Wolfgang Goethe,(Le affinità elettive)

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  5. PER QUANTO STA IN TE

    E se non puoi la vita che desideri
    cerca almeno questo
    per quanto sta in te: non sciuparla
    nel troppo commercio con la gente
    con troppe parole e in un viavai frenetico.

    Non sciuparla portandola in giro
    in balia del quotidiano
    gioco balordo degli incontri
    e degli inviti
    sino a farne una stucchevole estranea.

    C. Kavafis

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  6. “e non ricordi nulla di quello che è successo.”

    NON CESSEREMO DI ESPLORARE

    […] E noi non cesseremo di esplorare
    e alla fine dell’esplorazione
    saremo al punto di partenza
    sapremo il luogo per la prima volta.
    Per il cancello ignoto e noto
    quando l’ultima terra sconosciuta
    è quella del nostro principio,
    alla fonte del fiume più lungo
    la voce arcana della cascata.

    Tomas Stearns Eliot

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  7. Una delle tante date
    Che non mi dicono più nulla.
    Dove sono andata quel giorno,
    che cosa ho fatto – non lo so.
    Se lì vicino fosse stato commesso un delitto
    – non avrei un alibi.
    Il sole sfolgorò e si spense
    Senza che ci facessi caso.
    La terra ruotò
    E non ne presi nota.
    Mi sarebbe più lieve pensare
    Di essere morta per poco,
    piuttosto che ammettere di non ricordare nulla
    benché sia vissuta senza interruzioni.
    Non ero un fantasma, dopotutto,
    respiravo, mangiavo,
    si sentiva
    il rumore dei miei passi,
    e le impronte delle mie dita
    dovevano restare sulle maniglie.
    Lo specchio rifletteva la mia immagine.
    Indossavo qualcosa d’un qualche colore.
    Certamente più d’uno mi vide,
    Forse quel giorno
    Trovai una cosa andata perduta.
    Forse ne persi una trovata poi.
    Ero colma di emozioni e impressioni.
    Adesso tutto questo è come
    Tanti puntini tra parentesi.
    Dove mi ero rintanata,
    dove mi ero cacciata –
    niente male come scherzetto
    perdermi di vista così.
    Scuoto la mia memoria –
    Forse tra i suoi rami qualcosa
    Addormentato da anni
    Si leverà con un frullo.

    Wislawa Szymborska

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  8. “perché così gli hanno insegnato: non potrebbe ribellarsi? Se mandasse all’aria i consigli delle scuole di scrittura”

    Chi può decidere? Gilda? Arturo? Può Gilda tagliare i fili che la tengono ancorata alla mano dello scrittore-mangiafuoco? Sicuramente lo scrittore ha il libero arbitrio…ma il povero personaggio?

    In tutto questo esiste un terzo protagonista : il lettore.

    Terrà conto lo scrittore del mio sentire? Se volessi che Arturo si svegliasse accanto a Gilda, mi farebbe il favore di accontentarmi?
    Ma forse non è neanche questo che voglio….quello che voglio è che la storia vada …
    come deve andare.

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  9. – Lasciatelo, non ha fatto niente!

    Sarebbe stato molto meglio se avesse provato a dire:

    ‘’Lasciatelo, non sapeva quello che ha fatto’’

    Una cosa è l’amore quando ascolta anche la voce della giustizia e della carità.
    Un’ altra è non accettare una realtà, per immaturità, egoismo o disperazione

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  10. E se realmente vedessimo noi stessi dall’alto – ripresa in camera alta, campo lungo, sfumare – ? E se a volte vedessimo noi stessi agire nella realtà? E se si accavallassero certi tempi della giornata, certe onde cerebrali, e se fossimo in grado di vedere noi stessi e gli altri in certe azioni specifiche? A volte capita: sono frammenti, sensazioni, umori; capisci che hai avuto una visione… e poi comprendi che non è forse molto lontana dalla verità. Che hai visto le cose giuste. Si, la vita può ben essere un gioco crudele, the big illusion, che ci fa girare all’infinito, come trottole ad una festa di paese. Però sta a noi, sempre a noi, provare a gestire questo gioco… che poi tanto gioco non è. Evitare cul de sac, trappole, curve a gomito, vicoli ciechi, deja vu.. Evitare di non capire dove si sta andando e cosa sta succedendo. Ma è cosa difficile, non bagnarsi completamente quando si vive, non inzupparsi del tutto. La vita in questo ci aiuta. A meno di non diventare pedine di un gioco più grande. Il sesso ci avverte: è un grande deja vu collettivo, ma affinché resti memorabile, ogni volta va vissuto come se fosse l’unica e l’ultima volta che lo facciamo. Allora gireremo come trottole in una big illusion e saremo convinti di avere il controllo di noi stessi.

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  11. E’ assurdo permettere al lettore di rilassarsi ?

    L’arte e la letteratura possono tutto -e per questo sono così temute nei regimi dove le libertà individuali vengono represse, perché possono veicolare qualsiasi messaggio in qualsiasi modo –

    Così come liberi, differenti, ed individuali sono i piani di lettura, le interpretazioni, le emozioni di ognuno di noi vive di fronte ai romanzi, alla letteratura, all’arte.

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  12. Il romanzo è un modo per condurre la storia così come vorremmo che scorresse avanti agli occhi

    Che la letteratura sia meglio della vita?
    Che la vita sia un’immensa fregatura dalla quale fuggire, aiutati dalle pagine dei cantori dei nostri sogni?
    … morire, dormire, sognare, forse… aveva ragione Amleto… che peccato!

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  13. – Il romanzo è un modo per condurre la storia così come vorremmo che scorresse avanti agli occhi.

    Il romanzo è il mezzo che hanno l’autore ed il lettore di vivere, sognando e di sognare, vivendo.

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  14. Il romanzo va da solo, come vuole lo scrittore, così come il sogno, libero di volare fra emozioni nascoste, così come la vita, che ogni giorno riserva continue sorpese
    Soltanto la sera, voltando pagina, si scopre com’è finita la puntata

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  15. – te ne andrai contenta, perché sai che è lì, al sicuro…

    Se ami veramente, sei felice solo sapendo felice il tuo amore: la sua serenità è l’unica cosa che ti fa sentire tranquilla.
    Se ami veramente, il tuo amore è piú importante di te.

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  16. E se fosse un’illusione, la vita, un gioco crudele che qualcuno si diverte a manovrare toccando lo schermo del computer o direttamente col pensiero? Chi ti dice che i poliziotti tedeschi che gridano parole incomprensibili non siano personaggi programmati per far guadagnare punti al giocatore?

    Chi manovra toccando lo schermo del computer la vita di Arturo e Gillda?
    Lo scrittore del romanzo!
    E chi è il giocatore ?
    Il lettore che legge i suoi romanzi e si appassiona ogni volta che li legge o che in questo caso ci gioca per vedere se in tutto questo ci sarà una vittoria o un lieto fine.

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  17. e pensi che …. che non è giusto che gli agenti ti spingano violentemente contro il tavolo, dove batti la testa e svieni e non ricordi nulla di quello che è successo.

    A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo. Jim Morrison

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  18. Il problema e’ sempre lo stesso: che noi viviamo a tre dimensioni mentre il Nostro Grande Scrittore colloca i suoi personaggi in un mondo senza dimensioni. Un mondo che solo lui può decodificare. Tutti noi ci troviamo li dentro quell’immenso scatolone ma non lo sappiamo perché non ne vediamo le pareti,una sorta di Truman Show da cui non possiamo scappare, dove solo fidandoci possiamo vincere il Grande Premio Finale.

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  19. Una storia nella storia dove sogno e realtà romanzesca si intrecciano e si inseguono come due giovani innamorati in un prato, senza tempo e senza spazio come già detto da Gum. Tutto legato da un sottile ma robusto filo rosso che tiene insieme tutta la trama impedendone la sfilacciatura e legando il lettore a ogni riga, avvicinandolo e allontanandolo come in un gioco sottile, ansimante fino all’ultimo istante in cui il romanzo deflagra e raggiunge l’apice, come in un amplesso di due amanti esperti e profondamente innamorati.

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  20. E’ chiaro, tutto volge alla fine.
    Arturo in carcere avrà tutto il tempo necessario per scrivere. E anche nuove idee, potrebbe scrivere un libro di azione, ora tanto di moda. Non avrà bisogno di fare rapine, ha lì tutto il materiale possibile.
    Gilda lo aspetterà, continuando a sognare, tanto lei è abituata a rincorrere l’amore senza mai possederlo.
    Fausto rimarrà con sua moglie, ma non si accontenterà di lei. Forse cercherà di rivedere Ester, ma ci sono tante donne al mondo!
    Dalia continuerà ad essere la moglie vittima, accetterà come sempre i tradimenti di Fausto per non perderlo.
    Manca Ester, ma non dobbiamo preoccuparci per lei. Passerà come sempre da un uomo all’altro scegliendo sempre quello sbagliato.
    Allora resterà tutto come prima? Forse, ma sarebbe triste, vorrebbe dire che possiamo fare di tutto per cambiare la nostra vita, ma saremo sempre noi a scegliere. Ed è difficile che noi cambiamo.
    Solo l’autore, che ha in mano tante vite, può manovrarle come vuole. Allora, per favore cerca di finire il libro regalandoci un sorriso!

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  21. “Lasciatelo non ha fatto niente”
    Questa è la frase che più mi ha colpito.

    Lasciatelo vivere, perché in galera credo che uno scrittore non potrebbe mai farcela a scrivere le cose del mondo che non vedrebbe più, e l’immaginazione prima o poi si esaurirebbe insieme a lui.
    Ci sono stati uomini che hanno saputo darci poesie e libri anche rinchiusi in una “gabbia”, libri di speranza…
    ma io non ce la farei a sapere qualcuno rinchiuso per le proprie idee, ce ne sono già troppi, la libertà è la cosa più preziosa del mondo.

    Ernestina

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  22. – che la storia vada

    per chi

    “…conserva un ideale cronico
    di felicità, conscio del prima,
    con il sogno invincibile del poi,
    nonostante tutto, nonostante noi.”
    (Nonostante noi – Viva l’Italia – F.Centofanti)

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  23. Come i personaggi del romanzo, molti di noi non sono contenti della propria vita e soprattutto di se stessi. Vorremmo cambiare, ma se é facile per uno scrittore cambiare i personaggi, per noi é quasi impossibile. L’importante é sapere che siamo creature imperfette, l’importante é accettare la nostra imperfezione, essere consapevoli della nostra pochezza. Partendo da questa consapevolezza, impariamo ade amare noi stessi e gli altri così come siamo, anche Dio ci ama così.
    La nostra vita cambierà comunque, noi saremo diversi comunque, nell’eternità.

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  24. Scrivere a 4 mani è come suonare il pianoforte, bisogna essere veramente abili a riportare qualcuno che suona con te sulla tua stessa nota in modo totalmente diverso.
    Lo scrittore di questo romanzo, devo dire, che è abile, soprattutto perché le mani non sono solo quattro.

    La melodia è sempre bella anche quando non è quella che tu vorresti sentire.

    Ernestina.

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