89. E’ scritto

da qui

Come pensi che possano convergere?
Nella vita tutto converge, se si vuole.
La mia è una storia d’amore.
E quella di Arturo è un’avventura.
Non m’intendo di rapine.
Lo scrittore non è un rapinatore? Saccheggia il mondo, le voci, paure e desideri.
Facile per te: leggi nei pensieri. Scrivilo tu, il romanzo a quattro mani.
Non sono un rapinatore di successi.
Sei sempre così attento, delicato: si può sapere da dov’è che vieni?
Da dove nascono le storie.
Un altro mondo?
Il mondo lo creiamo noi.
Bisogna esserci portati.
Basta volerlo.
Quanti siete?
A un tratto, ti solletica l’idea: intrecciare il romanzo con quello di un uomo chiuso nella prigione di Berlino. La trama nasce sempre dalla cella dove nessuno ti raggiunge, dove speri che il telefono non squilli; ti concentri nell’intreccio che coinvolge te, prima di tutto, e interrompersi sarebbe la fine: della scrittura, anzi, del mondo, perché la vita è una serie di parole messe in fila, spinte da necessità inspiegabili come la vendetta, la rabbia, la passione. Sei tu il prigioniero che non sa se il sole sorga oppure cali: l’unico segno è il ticchettio delle dita sulla tastiera del computer e ogni frase è un’immagine che si offre come una donna nuda, un bambino che domanda, un padre che insegna.
Quanti siamo, vorrai dire: navighiamo nella stessa barca, impariamo a usare remi e vele.
Dimmelo se siete angeli.
Le parole sono ritmo: non guidi tu le dita, corrono da sole, ed è l’unico modo perché chi scrive o legge sia strappato alla prigione maleodorante e umida dell’io.
Sai cosa vuol dire angelo?
Puoi evadere dal sogno a senso unico e imbatterti nell’altro, come labbra che si cercano, boccali di birra che si scontrano per il brindisi finale.
Sì, lo so.
Giorgio, c’è un messaggio, non dimenticarlo. Una notizia che deve circolare.
Sai anche che c’è un rischio: mentre batti i tasti con le dita o riempi il foglio bianco qualcuno può metterti una mano sulla spalla e dirti sottovoce venga con noi. E’ scritto pure questo.

34 pensieri su “89. E’ scritto

  1. – Le parole sono ritmo: non guidi tu le dita, corrono da sole, ed è l’unico modo perché chi scrive o legge sia strappato alla prigione maleodorante e umida dell’io.

    Il ritmo incalzante della vita, che trova espressione nel “mot juste”, in questo perfetto equilibrio tra forma e materia dove i sogni si possono realizzare, le barriere abbattere ed i limiti superare.
    È scritto anche questo, basta saperlo leggere, basta essere disposti a correre il rischio.

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  2. – Puoi evadere dal sogno a senso unico e imbatterti nell’altro, come labbra che si cercano, boccali di birra che si scontrano per il brindisi finale.

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  3. …perché la vita è una serie di parole messe in fila, spinte da necessità inspiegabili come la vendetta, la rabbia, la passione

    Quando ci si rende conto di questo si può comprendere come l’uomo è imperfetto, e di quanto amore e lavoro sono necessari per riconoscere e assottigliare vizi e difetti che, a volte, possono rendere impronta sbagliata del prossimo, sul quale, nella grande superficialità, si è pronti a lanciare giudizi improbabili soltanto perché è diversa l’angolazione dalla quale si affacccia la vita.

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  4. – Il mondo lo creiamo noi.

    “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”
    San Francesco d’Assisi

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  5. Dev’essere proprio un Angelo, il messaggero per antonomasia che farà da portavoce, ti porrà la mano sulla spalla , t’ annuncerà che il sole sta sorgendo fuori di quì, il Presidente ti ha concesso la Grazia e ora il tuo io può uscire di prigione libero da rabbia vendetta e passione. Non più progetti di evasione e di rapina, per te si apre un mondo nuovo e convergente non più il laido sogno ricorrente del mattino.
    Ad aspettarti un Padre una Donna un Bambino.

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  6. – La mia è una storia d’amore.
    – E quella di Arturo è un’avventura.

    Lo loro storie si intrecceranno benissimo, fili di quella grande tela che è la vita.

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  7. Sai anche che c’è un rischio: mentre batti i tasti con le dita o riempi il foglio bianco qualcuno può metterti una mano sulla spalla e dirti sottovoce venga con noi.

    Togliendomi i mari, la corsa e il volo
    E dando al piede l’appoggio di una terra coatta,
    che cosa avete ottenuto? Bel calcolo:
    non potevate amputarmi le labbra che si muovono

    (Osip Mendel’stam: finì in carcere nel 1934 per aver descritto in una poesia la repressione del regime di Stalin )

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  8. @Gum
    “Ad aspettarti un Padre una Donna un Bambino.” ed una vita nuova, magari da artista, pittore, scrittore, scultore o quant’altro, espressione di un cuore liberato!

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  9. “c’è un messaggio, non dimenticarlo. Una notizia che deve circolare.”

    E’ scritto che tutto converge, è scritto che è una storia d’amore, è scritto che il mondo lo creiamo noi, è scritto che basta volerlo, è scritto che navighiamo nella stessa barca, che non guidi tu le dita e che puoi imbatterti nell’altro….. è scritto che l’amore è l’unico fiore che non ha bisogno di stagioni per sbocciare…

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  10. “si può sapere da dov’è che vieni?
    – Da dove nascono le storie.”

    E da dove nascono le storie?
    Credo che le storie nascano dall’incontro di due parole molto distanti fra loro che si confrontano e convergono fino al punto di desiderare ardentemente di fare l’amore; da questo amore nascono le storie!

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  11. “mentre batti i tasti con le dita o riempi il foglio bianco qualcuno può metterti una mano sulla spalla e dirti sottovoce venga con noi. E’ scritto pure questo.”

    …e scommetto che, guardando bene, in grassetto, c’è scritto anche perchè.

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  12. Le parole sono ritmo: non guidi tu le dita, corrono da sole, ed è l’unico modo perché chi scrive o legge sia strappato alla prigione maleodorante e umida dell’io.

    Ciao, caro amico!

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  13. Nella vita tutto converge….

    Ogni Vita converge verso qualche Centro –
    Espresso – o taciuto –
    Esiste in ogni Natura Umana
    Una Meta –
    Confessata a malapena a se stessi – può essere –
    Troppo bella
    Perché l’audacia di Crederci
    Si avventuri –

    Adorata con cautela – come un Fragile Cielo –
    Raggiungerla
    Sembrerebbe impossibile, come la Veste dell’Arcobaleno
    Toccare –

    Eppure perseverare al traguardo – più certo – perché Distante –

    Quanto alto –
    Sulla lenta diligenza dei Santi –
    Il Cielo –

    Inarrivabile – può essere – nell’umile Avventura della Vita –
    Ma poi –
    L’Eternità consente di tentare
    Ancora.
    Emily Dickinson

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  14. Sei tu il prigioniero che non sa se il sole sorga oppure cali

    Si può essere prigionieri in una stanza ,quando impediamo ai nostri sogni e ai nostri pensieri di poter prendere forma e di volare,in caso contrario possiamo ritenerci liberi perchè siamo i primi a poter volare insieme a loro.

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  15. Quanti siamo, vorrai dire: navighiamo nella stessa barca, impariamo a usare remi e vele.

    Siamo diversi nell’aspetto e nel carattere,viviamo perfino vite divere ,ma tutti “navighiamo nella sessa barca ….che converge in un unico punto”:Nel centro dell’universo dove è presente l’amore infinito di Dio.

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  16. La trama sospesa del romanzo, a tratti surreale, ma intimamente vera, ci porta di nuovo e in modo felice sul concetto del romanzo della vita: il nostro. Le righe ci conducono con maestria dove l’autore desidera portarci: i desideri più reconditi, una passione, i quesiti irrisolti. E’ sempre questo: c’è una trama più grande di noi che domina la nostra natura; chi finge che non sia così è un arrogante. La nostra trama può essere imperfetta e presentare sbavature, ma deve sempre rientrare nei canoni della trama più grande. Deve alloggiare in un letto già scavato e percorso. Se ciò non accade, nasce una distonia di fondo, un rumore che diventa boato, che finisce per travolgerci e farci vivere male. Le parole sono un passepartout: come giustamente dice l’autore, tutte in fila formano la vita, ci portano dove vorremmo, ci fanno evadere dalla nostra visione privata, ci permettono d’incontrare l’altro e di creare una storia, di produrre amore sotto molte forme. Le parole sono vita, sono il flusso del mondo: se lo vogliamo, esse, docili, danno un senso alla nostra esistenza, nella trama che ci ha dato la vita, di cui spesso gli artisti e coloro che hanno più sensibilità, sono i migliori e più amati interpreti.

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  17. Lo scrittore segue il filo rosso della trama portandosi dietro il lettore che a quel filo si tiene stretto, lo porta nel sogno, lo cala nella realtà profonda, gli fa conoscere l’altro e le mille angolature del mondo, lo pone davanti a uno specchio e lo fa viaggiare. Un viaggio introspettivo e uno a cavallo di spazio e tempo, tenendolo a volte stretto, altre lasciandolo cadere, qualche volta lo innalza, altre lo confonde. Rimescola le carte per portarlo oltre, dove lui già è, nella sua dimensione letteraria e di osservatore dell’animo umano. Compone la sua storia fra la nota alta della sua creatività, quella lunga di chi il “mestiere” lo conosce, la pausa del lettore che commenta e quella bassa che lascia chi legge sospeso al filo di domani. Una sinfonia per orchestra si direbbe, un romanzo a quattro mani? Interessante, tanto più se le mani che accarezzano la tastiera rubando l’opera alla mente sono solo due, o forse solo una, se mentre si scrive si studia per colpire fino in fondo al cuore chi ti segue dalla platea mentre parli dall’ambone. Colpire sempre in fondo al cuore, è l’imperativo, e non ne hai la certezza finchè non dai la stoccata finale, quel colpo di reni che ti fa allungare il braccio perchè il fioretto colpisca al centro di tutte le speranze, desideri e meschinità, dove brucia sempre il fuoco della vita e, basta una mano sola, anche se ti sembra che ce ne siano dieci a colpirti ovunque come una storia scritta scandagliando l’animo umano unico e universale.

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  18. “perché chi scrive o legge sia strappato alla prigione maleodorante e umida dell’io.”

    “L’inferno è la sofferenza di non poter più amare. ”
    Fëdor Dostoevskij

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  19. E’ vero la vita è proprio una serie di parole messe in fila, nascere, crescere, fermarsi, pensare, esserci, tacere….
    Bello il tempo del silenzio, adesso lo gusto tanto perché ho imparato ad ascoltare chi mi parla, scruto i suoi gesti, i suoi occhi, l’imbarazzo, il modo gentile delle parole, la voglia meravigliosa di essere ascoltato e accolto.
    Tutte queste cose erano già presenti nella mia vita, l’urgenza dell’altro, dell’altra, penso però che prima fosse più un urgenza mia così non capivo, e piano piano mi allontanavo scivolando con noncuranza nei miei pensieri.

    -Mamma guarda sono qui, vedi sono stata tutto il giorno ad aspettarti- che gran da fare questa mamma!
    Normale, era tutto normale, però crescendo ho sempre pensato il giorno che sarò “madre” io non sarò così.
    Se lei fosse stata diversa forse io non avrei creduto così tanto in mio figlio e non lo avrei reso l’essere libero e coraggioso che è.
    Il tempo del perdono.

    Ernestina.

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  20. “Non vi è cosa migliore dei sensi per guarire l’anima,come nulla meglio dell’anima può guarire i sensi.” Oskar Wilde

    “la vita è una serie di parole messe in fila…”-parole,parole,parole…ma i gesti? nel amore non basta solo parlare ma anche dimostrare.”basta volerlo”
    “la mia è una storia d’amore” chiusa tra le paggine del libro,che bello,adesso sto bene, parole,parole,parole…Cio è dobbiamo accontentarci a parlare?Chiudere la vita nell libro.Si,è comodo ma io preferisco vivere e amare,vivere nel amore, sentire tutto il sapore non solo le parole.

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  21. @ Ema detto

    Cara Ema, non potevi trovare citazione più bella a questo romanzo che è la nostra vita.

    “L’inferno è la sofferenza di non poter più amare”
    Volevo commentare ma è perfetto così!

    Un saluto da Ernestina.

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  22. La scrittura, la pittura, la musica e le altre forme di arte ci aiutano a uscire fuori dal nostro io e nello stesso tempo ad ascoltare i nostri bisogni più profondi.
    Le mani sono lo strumento, non solo dello scrittore, del pittore, del musicista, ma tutto parte dal cuore, dalla mente che le fa muovere, che permette loro di scavare in profondità in se stessi e, anche non volendo, di comunicarci la loro interiorità.
    Fortunati quelli che posseggono questi doni, ma anche chi artista non è, ha uno strumento che, se usato con il cuore, gli permette di comunicare se stesso e con l’ascolto capire gli altri: la parola.
    Tante cose cambiano, nella nostra vita, in particolare nel matrimonio, se riusciamo ad aprirci, a comunicare effettivamente quello che siamo, quello che pensiamo, senza vergogna, senza porre paletti, se non quelli che ci permettono di non offendere la sensibilità dell’altro, che ci danno la possibilità di ascoltare l’altro con la stessa apertura e con amore.
    Quando vedo una coppia che parla, anche se discute, mi sembra di guardare la pubblicità del mulino bianco: per me è qualcosa di magico, un’esperienza che non ho avuto e perciò non ho trasmesso ai miei figli.
    Parlate, anzi parliamo, parlando scopriamo noi stessi, ci regaliamo agli altri, viviamo meglio, ma non parliamoci addosso!

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  23. – La mia è una storia d’amore.

    “… Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.

    Vorrei girare il cielo come le rondini
    E ogni tanto fermarmi qua e là
    Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
    E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.

    Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
    Per capire cosa succede dentro
    e cos’è che lo muove
    Da dove viene ogni tanto questo strano dolore

    Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
    Dov’è che si prende, dov’è che si dà…”

    (Le rondini – Lucio Dalla)

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  24. navighiamo nella stessa barca, impariamo a usare remi e vele.
    El Barco

    Un poema de Pablo Neruda
    -1959-

    Pero si ya pagamos nuestros pasajes en este mundo
    por qué, por qué no nos dejan sentarnos y comer?
    Queremos mirar las nubes, queremos tomar el sol y oler la sal,
    francamente no se trata de molestar a nadie,
    es tan sencillo: somos pasajeros.
    Todos vamos pasando y el tiempo con nosotros:
    pasa el mar, se despide la rosa,
    pasa la tierra por la sombra y por la luz,
    y ustedes y nosotros pasamos, pasajeros.

    Entonces, qué les pasa?
    Por qué andan tan furiosos?
    A quién andan buscando con revólver?

    Nosotros no sabíamos
    que todo lo tenían ocupado,
    las copas, los asientos,
    las camas, los espejos,
    el mar, el vino, el cielo.

    Ahora resulta
    que no tenemos mesa.
    No puede ser, pensamos.
    No pueden convencernos.
    Estaba oscuro cuando llegamos al barco.
    Estábamos desnudos.

    Todos llegábamos del mismo sitio.
    Todos veníamos de mujer y de hombre.
    Todos tuvimos hambre y pronto dientes.
    A todos nos crecieron las manos y los ojos
    para trabajar y desear lo que existe.

    Y ahora nos salen con que no podemos,
    que no hay sitio en el barco,
    no quieren saludarnos,
    no quieren jugar con nosotros.

    Por qué tantas ventajas para ustedes?
    Quién les dio la cuchara cuando no habían nacido?

    Aquí no están contentos,
    así no andan las cosas.

    No me gusta en el viaje
    hallar, en los rincones, la tristeza,
    los ojos sin amor o la boca con hambre.

    No hay ropa para este creciente otoño
    y menos, menos, menos para el próximo invierno.
    Y sin zapatos cómo vamos a dar la vuelta
    al mundo, a tanta piedra en los caminos?

    Sin mesa dónde vamos a comer,
    dónde nos sentaremos si no tenemos silla?
    Si es una broma triste, decídanse, señores,
    a terminarla pronto,
    a hablar en serio ahora.

    Después el mar es duro.

    Y llueve sangre.

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  25. ‘necessità inspiegabili come la vendetta, la rabbia, la passione.’

    Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia.
    (Tiziano Terzani)

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