Maurizio MANZO – Le anamorfiche

1° ANAMORFOSI – 1941 –

Se pur d’uomo il concetto si sciolse speravi strillando con gli occhi
che la stilla che strilla che stilla poi a terra del muto dolore
il ristagno s’udisse lamento ma invece s’allunga la piaga
che stivale col tacco contorce e di derma desunto s’allarga
una pozza com’eri riaffiora sfiorando la fiera ondulata entità
tutto un tempo s’è fatto d’orrore colore disciolto nel mondo.

27 gennaio 2012

*

2° ANAMORFOSI

Del dolore il rumore s’aggira e non vedi finché non ti tocca
non ha suono né odore se cresce di massa tra il piede nel freno
ippocampo che trotta nel liquor e lo senti nel mentre che macina
la tua vita un possesso che spesso improvviso ci annienta rallenta
ogni senso dell’aria del sole tra il mare e l’abisso e risali
l’infinito più lento di biondi granelli di polvere calda
quando invece la gioia t’assale chiassosa gassosa e ti butta
e ti rotola a terra non pensi è la vita che sale alle vene
è un momento già fatto ricordo un sogno che scalda il calore
come un giorno finito non lascia più dire o si lascia predire.

20 gennaio 2012

*

3° ANAMORFOSI

rosolata la nuca mostrava l’ogiva lucente percossa
affacciarsi dal foro profondo bagliore fumante spremente
di ricordi zampilli aggrumati lapilli cocenti saltanti
e tra tanti capelli soffritti mischiati sfiorati d’istante
immortale la morte convulsa che fiacca ritenta risucchio
d’un sospiro nel mentre da retro si vede un sorriso interrotto
e verrebbe da dire del teschio che un tempo l’aveva la bocca
e poteva cantare e di bocche ora ne ha due e non canta non parla
e potendo gridare gridava scompari a te stesso agli spari.

03 febbraio 2012

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4° ANAMORFOSI

anche il giorno che lento assapora la spora che lieve dispone
su pareti graffiate il respiro assorbito di colpo si quieta stordito
poggia pioggia al torrente una lente allargata che scende che scava
con spirali impazzite filtrate nei corpi filati dai venti che senti
dirompenti roventi fermati alla schiena che senza più forza si piega
e cosparso di piaghe anche il senso si disfa si sfascia ti dici m’accascia
mentre stanco il pensiero mutato che schizza ti sfugge e ti lascia
il cervello un orpello che muto risponde del vuoto nell’eco.

09 febbraio 2012

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5° ANAMORFOSI

Quando gli anni scalfiti dai calli nel cuore ti danno l’affanno
che rintana e corrode ogni sogno t’aspetti dai giorni colori
dai contorni d’umano candore a svegliare pallore e calore
ma non trovi nient’altro che soglia negata al tuo palmo che bussa
alla foglia che trema e non resta che l’acqua salata il lontano fondale.

12 febbraio 2012

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6° ANAMORFOSI

Silenziosa la luce corrompe le palpebre ancora stupite
del suo corpo scoperto reperto gelato da troppo calore
deturpante e una bocca parlante disegna i lacerati risvolti
carnicini bramati spellati da bava dentata destino
del leggero indifeso sospeso sussistere cavia sottile.

21 febbraio 2012

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7° ANAMORFOSI

E poi vedo affiorare la pelle rosata tra i bianchi capelli
il pulsare del sebo dai pori secreto nel vuoto non sfama
anzi sfuma dirada l’essenza immortale che lenta da sempre
accompagna una ciocca di ricci capricci scomparsi dispersi
con un soffio del tempo che strappa indolore il tuo eterno lucente.

24 febbraio 2012

7 pensieri su “Maurizio MANZO – Le anamorfiche

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