91. Aspetta

da qui

Come hai fatto a liberarti dalla scorta?
Ne so una più del diavolo.
Non scherzare, amico, lo sai che mi offendo facilmente.
Mi hai ridotto male.
Che ne sai? Non stiamo costruendo insieme un futuro tutto rosa?
Mi sento vuoto.
Per riempirti di felicità.
Comincio a dubitarne.
Sei rimasto il ragazzo capriccioso che tuo padre ha cercato inutilmente di cambiare.
Prendi le sue difese?
Mi costringi. Voglio fare di te un capolavoro, ma non me lo permetti.
Che ti prende, Fausto? Perché ti senti male? Stai perdendo fiducia nei progetti che ti avevano esaltato? E’ un sapore diverso da quello assaggiato nella mansarda con Arturo? Hai paura: in che impresa hai deciso di cacciarti? Quante vittime lasci sulla strada? Ester ha cercato di morire; Dalia si esaurisce nel tentativo di riaverti.
C’è qualcosa che non va. Mi sembra di distruggere la vita della gente.
La gente! La priorità è la propria vocazione. Se l’azienda fallisse, qualcuno verrebbe a consolarti? Le donne che t’inseguono continuerebbero a cercarti? Svegliati, gli scrupoli non hanno mai portato al successo o alla grandezza.
Lo guardi negli occhi: quand’è che hai cominciato a dargli retta? Non eri un santo, solo un egoista; ora sei cinico, cattivo.
Chi sei? Perché hai cercato me?
Per un attimo, lo vedi vacillare. Che abbia un punto debole anche lui?
Perché, perché: c’è sempre una ragione nelle cose?
Dove hai sentito questa frase? Possibile che nella vita accada sempre qualcosa che abbiamo già vissuto?
Se permetti, m’interessano i motivi. Che ne verrebbe a te, se sfondassi con la nuova azienda?
Per la prima volta senti di poterlo battere, di liberarti da una specie d’incantesimo.
Vuoi rovinarti? Non ti fidi più? Proprio adesso che manca così poco?
Ti fai un segno di croce. Gli occhi di Faust si abbassano di scatto. Hai davanti tuo padre, sul letto di morte. Gli chiedevi perdono e volevi perdonarlo pure tu. Lui abbassò gli occhi. Papà, papà! Figlio, l’ho fatto per te. Non volevo che fallissi, come tanti. Papà, non te ne andare! Gli prendesti la testa fra le mani, gli parlasti all’orecchio: papà, papà, non te ne andare, aspetta!
Addio, Faust, ho capito, finalmente.
Aspetta, aspetta, dove vai?

31 pensieri su “91. Aspetta

  1. -Mi sento vuoto.
    -Per riempirti di felicità.

    Il problema é essere troppo pieni di se stessi, non avere più spazio, nel proprio cuore, per qualcosa di più alto.

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  2. Aspetta, e ti troverà

    una giornata alle corse,
    seguita da un tuffo
    in piscina,
    seguito da 5 minuti
    nella sauna,
    seguita da una doccia,
    seguita dalla lettura della posta
    (non molto interessante)
    poi la mogliettina
    racconta qualcosa della sua
    giornata,
    i miei sette gatti mi accolgono
    uno alla volta
    e la serata
    comincia.
    dal puro inferno a questo.
    riuscirò a sopportarlo?
    ci riuscireste voi?
    ma non preoccupatevi,
    l’inferno tornerà,
    rinvigorito,
    mi troverà
    di nuovo
    più vecchio, più grasso
    e io ti farò rapporto,
    caro lettore,
    nello stile a cui
    ti sei
    abituato.

    Charles Bukowski

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  3. – Addio, Faust, ho capito, finalmente.
    – Aspetta, aspetta, dove vai?

    Fausto ha ritrovato il coraggio di rinunciare al potere ed al successo e di cercare la felicità vera, inseguendo i sogni, anche se sono troppo grandi e belli.

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  4. Svegliati, gli scrupoli non hanno mai portato al successo o alla grandezza.

    Gli scrupoli non ti portano il successo o la grandezza ,ma ti guidano verso la strada della felicità perchè ti portano a ragionare con la tua testa!

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  5. Non stiamo costruendo insieme un futuro tutto rosa?

    Non esiste un futuro tutto rosa! Il futuro è fatto di tanti colori con tante piccole sfumature che ci possono piacere oppure no,perchè sono i colori della nostra vita .E la vita chesi vive ogni giorno non è mai la stessa.

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  6. -Ti fai un segno di croce. Gli occhi di Faust si abbassano di scatto. Hai davanti tuo padre, sul letto di morte.

    Faust ed il padre di Fausto sono mossi da sentimenti completamente diversi: il primo è spinto dall’odio, si “serve” di Fausto per i suoi obiettivi malvagi; il secondo è spinto dall’amore e, anche se con metodi sbagliati, cerca di “servire” il figlio per evitare che fallisca nella vita.

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  7. qui dentro il dolore è un ospite usuale, ma l’amore che manca è l’amore che fa male
    …. basta anche un niente per essere felice, basta vivere come le cose che dici
    cosa mi è costato vivere …. la mia bocca vuole vivere, ti amo ti sento….

    Due grandi poeti, ci hanno insegnato mille modi per essere felici ed amare e godere le cose semplici della vita. I loro insegnamenti sono lì e noi qui. Basta unire le due cose.

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  8. Dove hai sentito questa frase? Possibile che nella vita accada sempre qualcosa che abbiamo già vissuto?

    Aiutati un po’ anche tu,
    Fausto,dai una spinta al cuore..

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  9. – Addio, Faust, ho capito, finalmente.
    – Aspetta, aspetta, dove vai?

    Aver capito, e sentirsi libero di lasciare quel buio per seguire quella luce che ora finalmente colora il tuo cuore.

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  10. Vendere l’anima per il successo. E’ il rito di tutti i giorni: Te la pagherebbe bene. Faresti un buon affare Faust. Poi ti godi la vita E’ un’ottima valutazione dell’usato se si considerano tutte le ammaccature e la ruggine che ha, ma lui la prende lo stesso la deve togliere dal mercato vuole eliminare la concorrenza che lo infastidisce.
    Però a spendere si fa presto, i soldi finiscono e ti ritrovi in miseria, tutti ti abbandonano e non sei più nessuno perche la gente ti stima per quello che hai. Senza Spirito non hai speranza di cavartela,
    Ah se avessi dato fiducia a tuo padre che è morto per te, per darti una vita nuova di zecca.

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  11. Sembra una ironia che Faust provi a convincere proprio Fausto a fare della sua vita un capolavoro, un essere cinico ed egocentrato, talmente pieno di sé da fare sempre a meno della realtà che lo circonda.
    Prenderà Fausto questa volta la decisione corretta e buona prima che sia troppo tardi? o riuscirà il cattivo consigliere a sedurre e convincere Fausto?

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  12. “Voglio fare di te un capolavoro”.
    Superba descrizione. Forse c’è sempre una lusinga tra le pieghe, nascosta tra gli allori di una bella bugia. La tentazione che ci assale in mille modi: “quello di sotto” ne sa una più del diavolo, è proprio il caso di dirlo! Sa come fare, sa far bene il suo mestiere, lo fa da millenni del resto. Uno sguardo, un pensiero, un’idea raccolta in giro. “Perché no? cosa costa?”. Non è bello sentirsi potenti, baciati dalla fortuna, diversi dagli altri, intoccabili? Non è piacevole pensare di stare su una scorciatoia? Ma se il Signore avesse potuto farci vivere in questo modo, non lo avrebbe già fatto? Stolti siamo a pensare di poter fare da noi. Cosa proviamo, poi, quando avvertiamo che qualcosa non va, quando un sapore amaro si affaccia in bocca? Che succede se una lieve incrinatura si affaccia nell’animo? Accade che quel piano, spesso, si arresta. E’ vero ciò che ci hai detto Don: il diavolo ci tenta quando sa che siamo in grado di passare dalla parte del bene: quelli che ha già tentato, li ha ormai rovinati e continuano su quella strada.
    L’anima che si ribella e s’interroga, mettere in difficoltà quell’abile interlocutore. Fare un falò di quella robaccia, rovesciare quel patto maleodorante, gettare la cenere in aria, aprire i polmoni, respirare aria fresca. Sorridere, amare e poi liberare se stessi. Sentire l’amore. Sì, è un unico punto, tutto è nato da lì, tutto torna lì. Quando ce ne allontaniamo, ci perdiamo. Il filo d’oro della nostra esistenza è in grado di salvarci, se lo vogliamo. Il filo rosso della trama che ci viene donata rafforza questa idea, se mai ve n’era bisogno. Fausto, dunque l’hai messo in fuga?

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  13. … ma la cosa essenziale non è l’amore? Non è quello che ci rende ricchi, che ci restituisce una “misura ricca, pigiata, scossa”? Ciò che cerchiamo è sotto i nostri occhi. Quella ricchezza, quasi quella fama il cui desiderio può spingerci a patti scellerati, è lì, solo lì. Eppure ce lo insegnano e la nostra coscienza dovrebbe saperlo. Quella strada un po’ buia, a volte non attraente, serba tesori. Invece siamo per natura spesso portati a scegliere la strada scintillante, che promette ricchezze onori e fama. E vita facile. Che lucente illusione, che se uno guarda bene, nasce già sgangherata. Voglio avere a che fare solo con quella speciale ricchezza, con quell’amore. Con quell’unico punto, quell’unico filo d’oro. E’ solo quello che può valorizzarmi e rendere felice.

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  14. “Chi sei? Perché hai cercato me?”

    “Nessuno puo’ mostrare troppo a lungo una faccia a se stesso e un’altra alla gente senza finire col non sapere piu’ quale sia quella vera”
    Nathaniel Hawthorne

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  15. ‘Svegliati, gli scrupoli non hanno mai portato al successo o alla grandezza’

    Nel nostro sistema in effetti,il successo e non si basa su quello che siamo ma su quello che abbiamo, otteniamo, possediamo, intaschiamo. Gli scrupoli, anche nella gestione delle aziende, sono cose da sfigati, qualità della vita significa quantità di denaro, il bisogno di cultura viene rintronato dal volume sempre più alto delle pubblicità televisive.

    Un messaggio ci invita a non servire due padroni: sembra che Fausto, almeno, stia riuscendo a capirlo.

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  16. Ci sono ferite che sembrano ormai rimarginate, ma basta una frase male interpretata che le fa riaprire con una tale velocità che il sangue che ne sgorga ti riempie gli occhi e tu non vedi più.
    La piaga si riapre e diventa sempre più grande, allora bendala! no, non la si può bendare per farla guarire deve sanguinare così e solo così riuscirà a guarire.

    Qualcuno ti può aiutare? credo di sì altrimenti quella ferita non sanguinerebbe più e tu faresti finta, finta una parola che non conosco, di non averla mai avuta nella piega più profonda della tua anima.
    Il padre che ti ha lasciata sola morendo, sola quando ti sei ferita per non dispiacere a lui non riesci a perdonarlo perché lo credi artefice del tuo dolore.

    “Chi sei? perché hai cercato me?”
    Qualcuno più grande di noi ci porta dove possiamo lasciarci andare per cercare la Via del ritorno.
    Certo la fiducia fa parte di questa Via, sennò la luce delle stelle che tutti i giorni trovi davanti a te che senso avrebbero?

    Cerchi solo l’occasione, ricordo quell’occasione come qualcosa che si affaccia alla porta della coscienza, con quell’urgenza di raccontare un desiderio che sale da dentro e si lascia afferrare.

    Grazie a colui che mi ha lasciata libera nel tempo del racconto perché è solo così che questa sera,per sentirmi meglio, gli chiedo di non lasciarmi andare via.

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  17. …e prima di scavare è bene conoscere la mappa del tesoro ….

    “Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.”

    Mt 6

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  18. “gli scrupoli non hanno mai portato al successo o alla grandezza”- si,però sono varie tipi di successo;se uno vuole diventare bastardo nella vita,gli scrupoli deve mettere nella tasca. Invece il successo può essere anche amore,aiutare ad altri,essere accettati nella società(nella storia ci stanno questi grandi e amati).Non è successo piu bello?

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  19. “c’è sempre una ragione nelle cose?”-normalmente si,però quando un amico a quale hai fiducia ti chiede una cosa lo fai senza chiedere perchè, almeno io sono cosi strana

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  20. Papà, non te ne andare! …
    : papà, papà, non te ne andare, aspetta!

    E’ nel momento in cui le persone se ne vanno che ci si rende conto di quanto fossero importanti per te,delle cose che avresti voluto dirgli e non gli hai detto e di quelle che avresti voluto fare e non hai fatto con loro,allora arriva il momento in cui gli si grida:- aspetta! Non te ne andare! ,perchè avresti voluto avere un’altra possibilità,quella di potergli dire:- ti amo! ma che non hai avuto il tempo di dire perchè era ormai troppo tardi,per poterglielo gridare.Così ti porti dentro una ferita profonda che continua sanguinare ,fino a quando non ti rendi conto che loro lo sapevano già e che nonostante tutto continueranno sempre ad amarti ,anche se non ci sono più,anche se non sei riuscito a dirglielo ,perchè in cuor loro,loro lo sapevano già!

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  21. Non te ne andare, aspetta!

    e quando il nostro grido sussurrato non ha più orecchie che lo ascoltino, non resta che andare via, prima che il vento ci rubi anche l’ultimo respiro… prima che il cuore esploda di dolore… prima che sia pronunciata la parola fine, perché forse non è finita se continuiamo a camminare…

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  22. Faust fa leva sull’avidità, sulla ricerca del vano onore, sulla superbia. Sono queste gli strumenti attraverso i quali agisce su Fausto per spingerlo a compiere quello che egli vuole ma un semplice segno di croce e il ricordo di un amore vero come quelle del padre lo fanno vacillare. In ognuno di noi c’è l’arma giusta per combattere e vincere la propria tentazione.

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  23. Sussurrare l’aiuto é nelle persone che non l’hanno mai chiesto, ma che loro malgrado lo hanno sempre dato.
    Quando la tua vita la vivi senza chiedere mai, abituandoti a cavartela sempre da sola, anche nel lavoro, non ci riesci proprio a pensare che qualcuno possa prendersi cura di te, anzi qualche volta lo fai pure per non caricare gli altri di un altro fardello da mettere nel sacco già pesante.
    Pensi- ma no,cosa glielo dico a fare me la caverò anche questa volta da sola!-
    Questo è profondamente sbagliato, perché ti fa sottovalutare il problema, credendo che sia una cosa da nulla.
    Invece è proprio la volta buona, quella che aspettava Dio per aiutarti a iniziare la tua nuova vita, ecco la pecorella smarrita è arrivata.
    Perciò sbaglierò ancora e poi ancora perché se qualcuno si prende cura di te vuol dire che il cammino è faticoso e tu senza rendertene conto lo vuoi mettere alla prova pensando che prima o poi
    ti lascerà andare via, così ti puoi giustificare.

    Ernestina.

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  24. Ciò che ci distingue è l’imprevedibilità, anche il diavolo ne resta “fregato” e si accorge di quanto vali veramente solo dopo che gli giri le spalle per andare via. Se facessimo più attenzione ai particolari, all’essenziale che è spesso nascosto sotto strati sedimentati di sabbia ma ancora visibile, perchè un capo del filo d’oro sporge e non devi far altro che tirarlo via per disseppellirlo, se prendessimo il tempo per le redini e lo fermassimo per ascoltare il battito del cuore allora sapremmo qual è la via giusta, arriveremmo al bandolo della matassa umana fatta di carne e spirito. Questo vuol dire essere fatti a immagine e somiglianza di un dio, uno qualsiasi, perchè solo Lui sa andare oltre e qualche altro che non confonde l’oro con il vil metallo che abbaglia, per uno strano effetto di luce riflessa.

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  25. @ Ernestina

    com’è vero quello che dici, mi ci rispecchio in toto, e non per presunzione di onnipotenza, ma soltanto per non dare problemi al prossimo
    forse, continuando a sbagliare

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  26. – Posso riempirti di felicità

    Un castello d’oro, una corsa per essere quello che non si è, inseguire un sogno secondo linee guida imposte da una società cinica e consumistica, non importa se a danno di chi si incontra per strada, l’importante è raggiungere l’obiettivo. Eppure “mi sento vuoto”. La vita è un grande dono, da scoprire ogni giorno e accettare per come si presenta; inutile rincorrere miti probabilmente irraggiungibili, o cercare di diventare quel qualcuno che non saremmo mai; è importante essere se stessi, con i propri limiti e virtù, apprezzando e dando giusta importanza a una carezza, a un sorriso, all’amore, l’unica cosa che ci rende vivi e allontana ogni finta felicità

    – Addio, Faust, ho capito, finalmente.

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  27. Dio é sempre pronto a salvarci da ogni tentazione, basta il segno della croce, basta invocare il suo aiuto affidandoci a Lui anche solo con il pensiero e siamo salvi.

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