94. Sul muretto

da qui

Forse è l’ultima volta che vieni qui a cercare ispirazione. Ne hai fatta di strada. Qualcosa hai capito, dopotutto. La città è un mistero che si rivela a poco a poco. Vedi il fiume che si allunga all’orizzonte, come una vena, un serpente, un braccio che stringe le case e i monumenti, le vie con i negozi, gli oggetti che ricordano, che cosa?
Sono felice.
Anch’io.
Parlami di te.
Lo vedevi pensieroso, ogni volta che spuntava il suo passato. Ma qui, qui, tutto pareva rinnovarsi, come se i lampioni in fila lungo l’Arno fossero tappe di un futuro che si offriva loro per la prima volta.
Mi chiedi di rinnovare un dolore lancinante.
Quanto aveva combattuto, fino allora? Ti sembrava così bello, sullo sfondo del tramonto: un guerriero che solo a te svelava la sua anima, te ne sentivi indegna, ma non glielo dicevi.
Parlami, ti prego.
Sotto il ponte passavano due barche, sembravano esplodere nella luce del sole che calava.
Se scrivessi un libro, comincerei da qui. Una città da cui partono i fili di una storia senza fine, in cui ognuno ritrova la sua strada.
Che bello! Sogno un libro che parli anche di me, in cui trovare il bandolo perduto della vita.
Avverti ancora l’eco della folla tra le bancarelle del mercato, l’aria sottile del ristorante affacciato sulla piazza, il campanile di Giotto, le nuvole rosa in cui leggevi le righe impalpabili della tua felicità.
Potrebbe essere anche una canzone, di quelle che metti e rimetti, fino a consumare la traccia del CD. Ti è capitato?
Se ti è capitato! Sei capace di sentirle un giorno intero, senza mai stancarti.
Hai mai scritto una canzone così?
Ti sembra impossibile stare al tavolo con lui: sta pensando solo a te, ti rendi conto?
Da ragazzo salivo in mansarda, con l’amico del cuore. Era una fuga? Un modo per sopravvivere a mio padre che incombeva?
Fu allora che intuisti il dolore che si portava dentro: perché non sei mai andata a fondo? Non volevi rovinare la magia di quel tramonto? T’illudevi di possedere la cura che potesse guarirlo? In cosa hai mancato, quale vuoto si è aperto fra di voi e hai sempre trascurato di colmare?
Hai sofferto molto per tuo padre?
L’ho visto troppo in alto: ero un bambino bisognoso di carezze, di calore. Lui era perfetto, o così mi sembrava, e pretendeva che lo fossi anch’io.
Perché non gli hai permesso di sfogarsi, di mostrare il punto debole senza preoccuparti di dargli una ricetta a buon mercato?
Ci sono io, Fausto, ti farò felice.
Perché non gli hai lasciato vomitare tutta la tristezza? Se la sarebbe portata nello stomaco fino al giorno in cui qualcuno gli avesse permesso di disfarsene.
Sì, Dalia, mi farai felice.
Non hai dato retta alla città che ti parlava, nei lampioni aggrappati all’ultima luce della sera.
Non pensare al passato, hai un futuro migliore, dimentica, dimentica.
Chi ti ha messo sulla bocca le parole che avrebbero fatto scendere la notte sul muretto dove ora ti baciava?
Il fiume si allunga fino all’orizzonte, come le lacrime che cadono pesanti sull’asfalto inumidito.

21 pensieri su “94. Sul muretto

  1. Chi ti ha messo sulla bocca le parole che avrebbero fatto scendere la notte sul muretto dove ora ti baciava?

    Grande, più grande, delle pagine, del tempo e di me stesso
    così grande che nemmeno mi sta addosso…

    E’ un dolore terribile per chi ama rendersi conto di non essere abbastanza, nemmeno dando tutto di sé, di non essere la cura per l’amato, di non essere, col proprio esserci, restare, resistere, esistere, la via per guarire il passato…
    è in quel momento che si fanno gli errori più banali… quelli che non c’è prezzo che possa saldare un conto in perdita…
    E se non fosse così?

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  2. “Chi ti ha messo sulla bocca le parole che avrebbero fatto scendere la notte sul muretto dove ora ti baciava?”

    Credo sia un errore voler trovare a tutti i costi la causa di un amore non più corrisposto, sopratutto quando si è amato con tutto il cuore.
    L’amore autentico ha un suo valore indiscutibile sempre, anche e sopratutto quando è incompreso o non viene contraccambiato.

    AMA E FA QUEL CHE VUOI

    Se taci, taci per amore.

    Se parli, parla per amore.

    Se correggi, correggi per amore.

    Se perdoni, perdona per amore.

    Metti in fondo al cuore

    La radice dell’amore.

    Da questa radice

    Non può che maturare il bene.

    S. Agostino

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  3. – Chi ti ha messo sulla bocca le parole che avrebbero fatto scendere la notte sul muretto dove ora ti baciava?

    L’amore ispira le parole giuste al momento giusto.

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  4. Un rapporto a due è cosa complessa. Nella parte iniziale, magari, uno dei due si sente forte e desideroso di trascinare, convinto onestamente di essere mosso dall’amore. Magari l’altro acconsente, per amore. Poi con il tempo avviene un allontanamento, un desiderio dell’uno a volte di non parlare con l’altro, di evadere, di trovare interessi diversi. Forse è normale. Quando incontriamo il dolore negli occhi dell’altro, credo sia corretto provare a curarlo, se vuole farsi aiutare. Farlo sfogare, senza lasciarsi distruggere, farlo parlare senza farsi uccidere. Quando amiamo veramente senza ingannare noi stessi, siamo pronti, in generale, a supportare l’altro e a sopportare gli sfoghi eventuali, anche le reazioni maldestre. Se poi ci si accorge che nel passato ci sono stati errori, e ce ne sono stati, è ovvio, non c’è cosa più bella di sentirsi dire “non pensare al passato, hai un futuro migliore”. E’ un sentimento di speranza, di amore, di desiderio di dire che tutto si può rimettere a posto, tutto è rimediabile… o quasi. Fausto: hai finalmente capito che donna meravigliosa si trova accanto a te? Hai compreso quanto ti ama e cosa ha sopportato per te? Hai tu compreso il dolore che le hai causato? Fausto e Dalia sono l’umanità viva, esasperata, umana, pulsante, delicata, fragile, troppo dura, che si trova in tutti noi.

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  5. – Perché non gli hai permesso di sfogarsi…?

    A volte è sufficiente saper ascoltare, in silenzio, e non c’è neanche bisogno di riuscire a dare il consiglio giusto, per liberare le spalle di qualcuno da pesi pesantissimi da sopportare: ascoltare, con il cuore e con la mente, è un modo per condividere la fatica ed aiutare a “svuotare la tristezza”, riportare fiducia e serenità.

    “Nell’amore, un silenzio val più di un discorso. ”

    (Blaise Pascal)

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  6. Elaborare un dolore richiede molto tempo, spesso la ferita guarisce, ma la cicatrice resta; l’ascolto e il sostegno di chi si ha vicino è fondamentale, indispensabile per generare nuovo amore, l’unico mezzo per andare avanti, riacquisire autostima e aprirsi di nuovo alla bellezza della vita, alla fiducia verso il prossimo

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  7. La fine di un amore è un evento che segna la vita di una persona, quando una storia d’amore finisce non si riesce ad evitare la sofferenza.

    Ricordi sbocciavan le viole 
con le nostre parole 
”Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”,
    

vorrei dirti ora le stesse cose 
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
    
così per noi 

l’amore che strappa i capelli è perduto ormai, 

    non resta che qualche svogliata carezza 
e un po’ di tenerezza.

    Canzone Dell’amore Perduto – F. De Andrè

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  8. – Non pensare al passato, hai un futuro migliore, dimentica, dimentica.

    E’ arrivando fino in fondo che si risale,rielaborando un dolore,lasciandosi sfiorare l’anima da un nuovo battito…. e ti accorgi improvvisamente che il passato non conta più…

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  9. “Sono felice.
    – Anch’io.”

    Ricordare la felicità è l’unica salvezza…

    LE FOGLIE MORTE

    Oh! Vorrei tanto che tu ricordassi
    i giorni felici quando eravamo amici.
    La vita era più bella.
    Il sole più bruciante.
    Le foglie morte cadono a mucchi…
    Vedi: non ho dimenticato.
    Le foglie morte cadono a mucchi
    come i ricordi e i rimpianti
    e il vento del nord le porta via
    nella fredda notte dell’oblio.
    Vedi: non ho dimenticato
    la canzone che mi cantavi.
    È una canzone che ci somiglia.
    Tu mi amavi
    io ti amavo.
    E vivevamo noi due insieme
    tu che mi amavi
    io che ti amavo.
    Ma la vita separa chi si ama
    piano piano
    senza far rumore
    e il mare cancella sulla sabbia
    i passi degli amanti divisi.
    Le foglie morte cadono a mucchi
    come i ricordi e i rimpianti.
    Ma il mio amore silenzioso e fedele
    sorride ancora e ringrazia la vita.
    Ti amavo tanto, eri così bella.
    Come potrei dimenticarti.
    La vita era più bella
    e il sole più bruciante.
    Eri la mia più dolce amica …
    Ma non ho ormai che rimpianti.
    E la canzone che cantavi
    sempre, sempre la sentirò.
    È una canzone che ci somiglia.
    Tu mi amavi
    io ti amavo.
    E vivevamo noi due insieme
    tu che mi amavi
    io che ti amavo.
    Ma la vita separa chi si ama
    piano piano
    senza far rumore
    e il mare cancella sulla sabbia
    i passi degli amanti divisi

    Jacques Prévert

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  10. “Non pensare al passato, hai un futuro migliore, dimentica, dimentica.”

    Si parla di passato e di futuro…nessun riferimento al presente, l’unico meritevole di essere vissuto.

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  11. Vivere nel passato non si può questo è vero, è nel presente che si può si deve vivere, ma lo si può fare solo quando vivi bene anche il tuo passato, è la radice che ha fatto sbocciare quella persona che sei adesso.
    In questo momento mi sono venuti in mente i fiori , le piante tutte quante, noi siamo come loro dobbiamo curarci ed essere curati per crescere sani e dare buoni frutti.
    Io ho un fratello che ovviamente amo davvero molto, ricordo che da piccoli i miei genitori qualche volta , ci portavano in riva al mare dove c’era uno stabilimento che di giorno funzionava per i bagnanti e la sera si trasformava in pista da ballo.
    Mia madre e mio padre potevano approfittare di questo posto per danzare insieme ma, noi due diventavamo due furie scatenate quando ai bordi della pista li vedevamo abbracciarsi e danzare felici. Si dovevano fermare per venirci a consolare, eravamo veramente disperati, pensavamo di essere esclusi dal loro amore.
    Crescendo siamo rimasti così io gelosa dell’amore di mia madre per mio fratello e lui dell’amore di mio padre per me.
    Tutto questo si è poi trasformato nel mio amore verso mio fratello, – mi sposerò con lui- mi dicevo.
    La vita va avanti e ognuno di noi ha preso la sua strada che però ci ha voluto dividere seriamente e malamente.
    Piano piano, la tranquillità che sto imparando sta mettendo in ordine le mie radici, le cura, e da loro la forma armoniosa delle creature di Dio quella che amava tanto S, Francesco.
    E’ vero la vita è adesso, Ema, capisco le tue parole che sono riuscite a farmi sorridere di me.

    Ti saluto cara Ema e insieme a te tutti voi.
    Ernestina.

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  12. Quale maggior ispirazione, quanta poesia si può trarre di più se non dall’atmosfera che abbraccia la città di Dante, autore divino della commedia di vita che riesce a fondere passato e futuro in una lega di presente sempiterno che dalle rive dell’Arno con un lungo percorso e tortuoso ci fa approdare a Dio dove l’amore sciacquato e mondo del dolore del mondo si sublima in un bacio infinito..

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  13. Hai mai sentito una canzone senza riuscire a smettere di riascoltarla?
    Questa è la cosa che più mi piace fare, perché senti che ogni donna e ogni uomo sono una canzone che non vorresti mai smettere di ascoltare…. sono quelli come te, quelli che incontri tutti i giorni della tua benedetta Vita.

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  14. Perché non gli hai permesso di sfogarsi, di mostrare il punto debole senza preoccuparti di dargli una ricetta a buon mercato?

    Di solito quando qualcuno ci confida il suo dolore pensiamo che la soluzione migliore sia quella di dargli “una ricetta a buon mercato” ,senza capire che l’altro ha bisogno soltanto di essere ascoltato,perchè solo in quel momento si può sentire amato e capire quanto può essere importante per se e per gli altri.

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  15. “Sono felice”-come mi piace sentire queste parole! Trasmettono la felicità anche a me.
    “Fausto,ti farò felice”-amore pronto di affrontare qualsiasi ostacolo,perdonare, camminare insieme nonostante tutto,amare.Ci sta qualcosa piu bello? (se ci forse Fausto un po’ di meno egoista,però questo e il mio punto di vista)

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  16. Le cose non dette sono quelle che a poco a poco provocano l’annacquamento, anche la fine dell’amore. Non c’è mai tempo per ricordare le promesse che fatte nei primi tempi, quando si pensava di poter risolvere qualsiasi problema dell’altro, di essere l’ unica persona capace di farlo felice.
    Non c’è mai tempo, troppe cose sembrano molto più importanti, oppure subentra una specie di pudore che impedisce di far domande perché si teme di rinfocolare il dolore, o perché non si è più sicuri che il nostro amore sia così forte e onnipotente da liberare l’altro dalla sofferenza. Oppure si pensa: ma che ci avrò mai trovato in quest’uomo? Finché il nostro “altro” non trova un’”altra “, la persona che può capirlo.
    Nel caso di Fausto però, lui ha sempre fatto di tutto per dimostrare al padre che sbagliava sul suo conto: ha cercato il potere che dà il denaro, il denaro che dà il potere su molte donne.
    Quando si riesce a ricordare l’atmosfera, la passione dei primi incontri, nulla è perduto, l’amore c’è ancora. Ognuno, alla fine del romanzo, “ritroverà la sua strada”.

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